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martedì 16 febbraio 2021
martedì 7 gennaio 2020
Calcio-E-Non solo
(ANSA) - Il primo rinforzo del Brescia e' il centrocampista della nazionale finlandese Simon Skrubb, classe '95 che era in forza agli svedesi del Norrkoepping. Skrubb (contratto triennale) questa mattina si e' sottoposto a visite mediche anche se non si e' ancora potuto allenare per mancanza del transfer. (ANSA).
(ANSA) -Non c'è più rispetto per gli idoli. L'ultima moda è quella di danneggiare, se non abbattere, le statue dei calciatori, e dopo Ibrahimovic ora tocca ad Alexis Sanchez. Nel caso dell''opera in bronzo con le fattezze di Ibra, prima vandalizzata e poi fatta cadere a terra, la spiegazione è che a Malmoe, dove era stata eretta in quanto luogo di provenienza del neomilanista, i tifosi non hanno gradito il fatto che il calciatore sia diventato azionista dell'Hammarby, squadra di Stoccolma grande rivale dello stesso Malmoe. Invece non si capisce il motivo della distruzione del volto e di una parte di gamba di quella che raffigura Sanchez. La statua si trova a Tocopilla, città natale dell'attaccante dell'Inter, ma non si comprende il motivo di questi atti di vandalismo. Infatti non si ha notizia di simpatie calcistiche di Alexis che possano aver fatto infuriare i suoi concittadini. La polizia locale sostiene che potrebbe trattarsi di un "atto da parte di anarchici come conseguenza delle manifestazioni politiche contro il governo" ma perché ne abbia fatto le spese proprio Alexis Sanchez, che nell'opera che lo rappresenta indossa la divisa della nazionale cilena, non si capisce bene. A meno che non sia un sostenitore del governo, ma sembra che il nerazzurro ex Udinese e Barcellona non si sia mai espresso al riguardo. Così potrebbe trattarsi di puro e semplice vandalismo, "per sporcare l'immagine di Tocopilla2, come dice il sindaco delle città, Luis Moyano. (ANSA).
(ANSA) Il Barcellona ha deciso di bandire a vita dalle partite delle sue squadre il gruppo di tifosi che sabato scorso, allo stadio Johan Cruijf durante il derby tra Barcellona B e la squadra filiale dell'Espanyol, per il campionato di terza serie, hanno fatto più volte il saluto romano urlando 'heil Hitler' e intonato canti ironici su Dani Jarque. Quest'ultimo era il capitano della prima squadra dell'Espanyol, morto nel sonno nell'agosto del 2009, durante uno stage della sua squadra a Coverciano.
Definendo "inaccettabili" i canti e le grida, il Barcellona con una nota fa sapere che il club e i Mossos (le forze di polizia della Catalogna) collaborano a proposito di questa vicenda e di aver chiesto alle forze dell'ordine i nomi dei 25 facinorosi, peraltro allontanati dallo stadio dopo aver fatto certi gesti, in modo che vengano banditi dalle partite e dagli allenamenti delle varie squadre della polisportiva 'blaugrana'. Inoltre se alcuni di loro risulteranno essere soci del club, verranno espulsi. Verrà inoltre presentata una denuncia penale per "crimini di odio". (ANSA).
(ANSA) Una verifica preventiva sui requisiti di Michele Uva, Paolo Dal Pino e Gaetano Miccichè, candidati "in vario modo da alcuni club", è stata chiesta dalla Roma alla Figc alla vigilia della terza assemblea per eleggere il presidente della Lega Serie A prevista domani, in cui il quorum scende da 14 voti a 11. Lo apprende l'Ansa. "Dopo le dimissioni del Presidente Miccichè che hanno evidenziato procedure non lineari e conflitti potenziali e reali di interesse, dopo le dimissioni del commissario ad acta Cicala per presunti motivi analoghi, non possiamo più permetterci altri errori, alla vigilia di un semestre complesso di decisioni da prendere", si legge nella mail in cui "si ritiene opportuno" che "l'elezione avvenga successivamente alla risposta del quesito da parte della Corte Federale di Appello". Uva, vicepresidente Uefa, comunque ha declinato la candidatura spiegando di voler proseguire il percorso internazionale. (ANSA).
(ANSA) -Il Galatasaray insiste per avere il difensore della Sampdoria Murillo e il giocatore vorrebbe provare l'esperienza nel campionato turco ma non basta l'offerta del prestito per 1 milione di euro fino al termine della stagione. Infatti ci deve essere l'accordo sull'acquisto a titolo definitivo del colombiano a giugno visto che la Sampdoria lo deve riscattare dal Valencia per 12 milioni. Intanto, dall'Inghilterra sondaggio del Newcastle per Colley ma il giocatore è considerato incedibile: al massimo il club può discutere per una cessione in estate sulla base di 18 milioni. Sul fronte dell'infermeria l'ottimo pareggio di San Siro col Milan è costato parecchio in termini di infortuni per Ramirez e Depaoli: per il primo trauma contusivo-distorsivo al ginocchio della gamba sinistra (difficile il recupero per la sfida di domenica col Brescia), per il secondo invece trauma contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra ma l'esterno avrebbe comunque saltato il match per squalifica. (ANSA).
'Scusa Ameri...". Bastano due parole per evocare un'epoca lunga 60 anni e ancora giovane. Come fosse un 'ItaliaGermaniaquattroatre' o un 'campioni del mondo' ripetuto tre volte a Spagna '82, quel richiamo in cuffia dei radiocronisti sparsi per le province di tutta Italia risuona nell'epopea del nostro calcio, quando era racconto e non ancora immagine. 'Tutto il calcio minuto per minuto' nasceva il 10 gennaio del 1960, e oltre a quella della radio ha fatto anche la storia d'Italia. Anche per questo la Rai ne festeggia il compleanno tondo - senza alcuna voglia di andare in pensione - con una serata di diretta radio dalle 21, venerdi' dallo storico studio di via Asiago a Roma.Non c'erano posticipi, anticipi, dirette social, e se voleva vedere 'riflessi' della partita principale l'italiano doveva aspettare le 18, sperando che tutti gli altri tifosi informati da una radiolina incollata all'orecchio non gli sciupasse il gusto di quel secondo tempo in differita. 'Tutto il calcio', la definizione di Candido Cannavò, era la colonna sonora delle domeniche degli italiani. Le sue voci da principio davano conto solo della ripresa: non esistevano diritti tv, la Figc temeva che gli ascolti radiofonici sottraessero spettatori agli stadi. E a ragione, visto che le rivelazioni telefoniche testimoniarono gli ascolti record tra i 20 e i 25 milioni, per un campionato che si giocava tutto di domenica, tutto in contemporanea.L'idea, Guglielmo Moretti l'aveva 'rubata' alla Francia, dove il rugby la faceva da padrone e la radio nazionale ne dava conto con una diretta sparsa per tutte le campagne d'oltralpe. Con Sergio Zavoli - inventore di altre trasmissioni simbolo di quella Rai, come il Processo alla Tappa - e Roberto Bortoluzzi, Moretti fece partire tra lo scetticismo la prima puntata appunto a inizio del 1960: a Milano Nicolo' Carosio per Milan-Juve, a Bologna Enrico Ameri per Bologna-Napoli, ad Alessandria Andrea Boscione per Alessandria-Padova e nello studio centrale di corso Sempione a Milano Bortoluzzi, che condusse il programma per 27 anni, passando il testimone prima a Massimo De Luca, poi ad Alfredo Provenzali e infine a Filippo Corsini, con le prime voci di Scaramozzino e Repice. A metà anni '80, l'intuizione di Mario Giobbe e l'estensione della diretta a tutta la partita: da RadioUno, Tutto il calcio passò a reti unificate quasi fosse un messaggio alla nazione, con la sua sigla indimenticabile ('A taste of Honey' degli americani Scott e Marlow, per la tromba di Herb Alpert)."Quelle voci mi avevano fatto innamorare del calcio a 8 anni, come tanti italiani", racconta Riccardo Cucchi, epigono dei maestri della prima ora, Ameri e Ciotti. "Poi ho avuto la fortuna di entrare nella redazione dove lavoravano ancora quei maestri, due radiocronisti agli antipodi...". Del primo, Cucchi ricorda gli arrivi allo stadio 4 ore prima, la meticolosità', l'attesa del fischio d'inizio giocando a scopa col titolare del bar di San Siro; di Ciotti, gli arrivi all'ultimo, l'estro inventivo, la voce rauca "trasformata da handicap radiofonico a cifra stilistica" e il linguaggio ricercatissimo. "Nessuno di noi oggi si sognerebbe di dire 'fallo proditorio' o 'ventilazione inapprezzabile'". Ma i sessanta anni di storia della trasmissione radiofonica più' nazionalpopolare sono intessuti di episodi, dal 'clamoroso al Cibali' che interruppe altri racconti per un gol alla grande Inter di Herrera alla B raccontata da Ezio Luzi. "Di quel racconto del calcio oggi, più di altro, credo manchi l'educazione - conclude Cucchi - Intendo il rispetto di chi ascolta, dei calciatori o del direttore di gara. Ricordo una radiocronaca di Ciotti per un Roma-Samp in cui l'arbitro Lo Bello aveva combinato disastri. Lui non ne fece alcun cenno, ma chiuse dicendo: 'ha arbitrato il signor Concetto Lo Bello di fronte a 60 mila testimoni...".-ansa-
Non è da tutti dire addio due volte. Ma per Daniele De Rossi il mondo del calcio farà un'eccezione. A 36 anni compiuti l'ex centrocampista della Roma e della Nazionale, lascia il Boca Juniors, dove era arrivato a luglio, e soprattutto il calcio giocato e dice addio a un pezzo della sua vita. Per lui la decisione, presa fondamentalmente per motivi familiari, non è stata certo facile. "Ci pensavo da ottobre-novembre - ha detto oggi - e la notte tante volte non ci dormivo. Lasciare il calcio giocato per me è stato molto difficile, ma ora voglio rimanere in questo mondo e allenare". Il penultimo campione del mondo 2006 a smettere (tra i 'sopravvissuti' resta solo Buffon) ha anche stabilito un primato, sul quale, in conferenza stampa, ha anche scherzato sopra: "E' stato strano: sono stato il primo - ha detto sorridendo - a fare le visite mediche sapendo già che avrei smesso di giocare". I motivi, come hanno sottolineato dal Boca, sono stati personali e non certo legati a presunti dissidi con qualcuno nel club e in particolare con la nuova dirigenza.
"Tutti mi hanno accolto come un fratello, e qui lascio una parte del mio cuore", ha sottolineato DDR, mentre il presidente del Boca ha spiegato che "dobbiamo salutare Daniele, ma non è per motivi calcistici o per mancanza di affetto. In questo poco tempo ho conosciuto un grande essere umano e basta guardarlo in faccia per capire quanto sia onesto". Insomma, i motivi per cui De Rossi lascia il Boca sono familiari, la lontananza dalla famiglia e in particolare dalla figlia maggiore Gaia, 14 anni, avuta dalla prima moglie, che era stata affidata al padre e al quale l'ex romanista è legatissima (poco dopo aver dato l'addio alla Roma, la portò in viaggio premio a Londra per la promozione scolastica).
"Non voglio entrare nei dettagli - ha detto il campione del mondo 2006 - ma la mia figlia più grande, di un altro matrimonio, è rimasta in Italia e una ragazza ha bisogno che suo padre le sia vicino. In teoria, potrebbe essere in pericolo e io devo avvicinarmi. Qui siamo lontani, fare 14 di volo non è come andare in auto da Trigoria a casa mia. Se avessi avuto 25 anni avrei deciso in modo diverso, ma questo è".
DDR è quindi un campione anche come padre, perché fino a nemmeno un paio di mesi fa voleva ancora giocare nel Boca, fino a dicembre 2020, e lo aveva confidato a un agente Fifa italiano, suo amico, che era andato a trovarlo al campo di allenamento del Boca. Ora però saluta tutti, dopo 7 partite e un gol (in Coppa d'Argentina) con la maglia del Boca e seicento e 16 (ecco che il numero magico che gli ha scritto carriera e storia) con la Roma di cui è stato capitano non a lungo (prima era sempre quello Futuro, ma c'era Totti ed era giusto così) e bandiera per un ventennio.
Nella Roma aveva giocarto, fino alla primavera, anche suo padre Alberto. Così, scartate le tante offerte arrivategli dalla Serie A (a cominciare dall'amico Montella che lo avrebbe voluto alla Fiorentina) e dall'Europa, aveva deciso di giocare "dall'altra parte del mondo", per indossare una maglia che ha sempre amato "per via di Maradona e del fascino della Bombonera", quella del Boca del suo amico Burdisso.
Adesso per DDR si potrebbe aprire una 'seconda vita' nella sua amata Roma. Uscito di scena mano nella mano alla contestazione che ha accompagnato James Pallotta in giro per mezzo mondo, De Rossi potrebbe tornare a Trigoria in un'altra veste: quella manageriale o tecnica, magari prendendo il posto del papà Alberto, il guru della Roma Primavera che lui per più di 20 anni ha plasmato e fatto vincere. Visto che lui ha già detto che vorrebbe allenare, in molti si aspettano che il club giallorosso, specie se ci sarà il cambio di proprietà gli offra la panchina della principale squadra giovanile, quella che suo padre ha allenato per tanti anni e che, si dice, ora vorrebbe lasciare. Allora chi meglio di Daniele, al quale molti pronosticano un grande futuro anche da allenatore. Intanto ciao Boca, Gaia viene prima di tutto: applausi.-ansa-
Amici di Tuttonapoli, buongiorno e benvenuti alla diretta testuale della conferenza stampa di Gennaro Gattuso dopo la gara contro l'Inter.
Soddisfatto di come ha reso Fabian? "Non voglio parlare di Fabian, voglio parlare della prestazione della mia squadra. I dati parlano di una squadra che ha fatto bene, la prestazione non è da buttare via. Ci siamo fatti tre gol da soli.
Visto il rendimento in casa, il San Paolo può diventare un problema? "Non dobbiamo pensare al San Paolo, dobbiamo pensare al fatto che qui non vinciamo dal 19 ottobre e quindi la squadra non ci può applaudire. Prendetemi per scemo, ma io ho visto una buona prestazione. Abbiamo preso tre gol scivolando, domani controllerò anche i tacchetti che utilizzeranno. Se continuiamo a giocare così, migliorando la condizione sul piano fisico penso che questa squadra possa fare cose importante.
Dove deve migliorare questa squadra? "Bisogna fare meno errori individuali, quello possiamo rimproverare a questa squadra. Oggi abbiamo fatto cose importanti, ma abbiamo commessi errori individuali. Non penso di aver visto una gara diversa, penso che sia andata così. Non voglio trovare alibi, ma contro questa Inter abbiamo fatto bene. Questa squadra non si trovava da tempo in una situazione così, questo va preso in considerazione. Vedo una squadra viva, che lavora ogni giorno con intensità a Castel Volturno".
Come ha lavorato la linea difensiva? "Hanno fatto bene, si sono mossi coi tempi giusti dando poca profondità all'Inter.
Se la sente di fare un appello ai tifosi per tornare allo stadio? "Io faccio fatica ad allenare, figuriamoci a fare gli appelli. Questa cosa dello stadio non deve diventare un alibi, se i tifosi in questo momento si aspettano di più da questa squadra come posso dirgli qualcosa? Posso solo chiedergli di venire allo stadio, di incitarci per 90' e poi tirarci le arance se perdiamo. Ci sono tante problematiche legate al Daspo, non posso entrare in queste cose qua". Ti aspettavi di trovare queste difficoltà? "Sapevo a cosa andavo incontro, ma sono contento di essere qua. C'è un aspetto che mi lascia ben sperare, la passione dei calciatori che lavorano con me e stanno dando tutto".
È preoccupato dagl infortuni? "Ci mancano giocatori importanti, ma non sono tanti. Speriamo di recuperare Koulibaly in questa settimana, Ghoulam che non ha nulla di grave. Mertens non sarà a disposizione per un'altra settimana, così come Maksimovic. Mercato? Non sta a me parlarne, abbiamo un direttore molto bravo per farlo".
Come mai i cambi così tardivi? "Perchè pensavo che stessimo giocando bene, poi ho inserito due attaccanti per trovare densità in area. La squadra stava facendo quello che avevo chiesto, non avevo in testa nessuna cosa per cambiare la gara".
Termina la conferenza di Gattuso. -tuttonapoli.net-
Dopo l'intervista di Lorenzo Insigne ai microfoni di Rai Sport, interrotta improvvisamente dall'addetto stampa del club azzurro, non si è fatta attendere la replica della stessa emittente pubblica. Questo il comunicato contro il Napoli, riportato dal portale online de Il Mattino: "Quello che è successo lunedì 6 gennaio durante la diretta di Novantesimo minuto è inaccettabile. Nel pieno rispetto delle regole e dei diritti sportivi acquisiti dalla Rai, il giornalista Thomas Villa stava intervistando il calciatore Lorenzo Insigne nel pre-partita di Napoli-Inter ed è stato indebitamente e bruscamente interrotto da un esponente della Società Sportiva Calcio Napoli.
Questo intervento senza precedenti, nel mezzo di una diretta - si legge ancora nella nota - ha creato forte imbarazzo e ha causato un grave danno in termini di immagine alla Rai, ostacolando il regolare svolgimento della trasmissione di Raisport in onda su Rai2. Chiediamo, pertanto, una spiegazione di quanto accaduto e le immediate scuse da parte della società augurandoci che un episodio del genere non si ripeta mai più e che si sia trattato solo di un'improvvida leggerezza e non di un tentativo di danneggiare volutamente un programma del Servizio Pubblico".-tuttonapoli.net-
Dopo la gara contro l'Inter, il Napoli ha ripreso questa mattina la preparazione al Centro Tecnico. Gli azzurri preparano il match dell'Olimpico contro la Lazio per la 19esima giornata di Serie A in programma sabato alle ore 18.
La squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato dall'inizio contro l'Inter hanno svolto lavoro di scarico in palestra. Gli altri uomini della rosa, sui campi 2 e 3, sono stati impegnati in torello e attivazione in avvio sessione. Successivamente seduta tecnico tattica ed esercitazioni finalizzate al possesso palla. Chiusura con partitina a campo ridotto.
Terapie per Maksimovic. Lavoro personalizzato per Koulibaly. Ghoulam non si è allenato per uno stato influenzale.-tuttonapoli.net-
In giornata è atteso il contatto tra l'entourage di Stanislav Lobotka e il Napoli. Le parti stanno cercando di limare la distanza, lo slovacco è sempre più vicino al trasferimento in azzurro. Intanto si è allenato nel pomeriggio con il Celta Vigo insieme ai suoi compagni, in attesa di novità dalle stanze milanesi del mercato.-tuttonapoli.net-
Tre partite sulla panchina del Napoli per Rino Gattuso, due sconfitte ed una sola vittoria. Bottino ovviamente che andrà analizzato sul lungo termine, eppure cambiamenti rispetto alla vecchia gestione targata Ancelottti si sono parzialmente visti. Al di là del nuovo vestito tattico (passaggio dal 4-4-2 al 4-3-3) è evidente che il neo allenatore azzurro sta lavorando per dare un'impronta diversa alla sua squadra, provando a smussare gli angoli anche con i carichi di lavoro, aumentati rispetto al passato. ECCO GLI EX EPURATI - Era scontato, poi, che alcuni giocatori avrebbero trovato nuova linfa con il cambio di direzione tecnica, e per alcuni è tornato a farsi largo anche il campo, con un aumento considerevole di minutaggio rispetto all'ultimo periodo ancelottiano: parliamo di Insigne e Callejon, entrambi epurati dal tecnico di Reggiolo ma che adesso sono tornati punti fermi nell'undici iniziale. Gattuso sta provando a rilanciarli anche sotto il punto di vista mentale, e proprio in questo senso ieri l'allenatore azzurro non ha effettuato il terzo cambio proprio per evit5are i fischi ai due giocatori (visti quelli piovuti su Fabiàn).-tuttonapoli.net-
A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto il giornalista Ciccio Marolda, pronto a commentare il momento in casa azzurra dopo la sconfitta contro l'Inter: “Non si può pensare di fermare i 2 attaccanti dell’Inter che sono i più in forma del campionato marcandoli con l’uno contro uno per cui anche Gattuso ci sta mettendo del suo in questo periodo no del Napoli. Se prendi in mano una squadra piena di problemi, che è stata costruita male e sta pagando adesso tutte le scelte di Ancelotti, hai però un obbligo: non perdere punti. E se non puoi vincere, devi cercare di non perdere. Non me la prendo con Gattuso, vanno evidenziati i suoi errori, ma è chiaro che la squadra è incompleta e lo diciamo dalla fine del mercato estivo, non adesso”. -tuttonapoli.net-
In diretta su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Calcio italiano che vede una corsa a 2 e mezzo in vetta alla classifica: Juventus e Inter appaiate, ma a 6 punti c'è la Lazio. Lazio chiamata ad una partita facile, perché il Napoli di questi tempi è una squadra non organizzata, non è lo squadrone che doveva battere Inter e Juve. L'Inter si è confermata la squadra di Antonio Conte con tutti i suoi pregi e difetti e la Juve, se si accende Ronaldo, Higuan e Dybala, ce n'è per pochi. Lecce che perde in casa anche contro l'Udinese, così come la SPAL destinata alla retrocessione. Genoa ha portato in carrozza, vedremo se il vento favorevole continuerà, ma è la squadra peggiore del lotto. Se la vedrà con Brescia e Udinese, non so se ci sarà qualche altra squadra che dovrà preoccuparsi da qui in avanti. A fine gennaio potrebbe esserci qualche bruttissima sorpresa di squadre che devono guardare indietro invece che in avanti".-tuttonapoli.net-
ROMA – Smog sul Nord Italia, in realtà non proprio smog, meglio sarebbe dire aria cattiva, aria difficile da respirare senza qualche fastidio o conseguenza a lungo termine per l’apparato respiratorio. Smog erano i fumi delle ciminiere di fabbriche che non ci sono più, smog erano i fumi di impianti di riscaldamento a carbone. Smog oggi è una miscela tra una condizione atmosferica, una collocazione e tipologia geografica e un’azione, anzi una costante inazione umana. Non c’è governo o programmazione dell’attività umana quanto ad emissioni nell’aria. Ci si limita periodicamente a registrare quando è troppo (senza ben sapere cosa sia davvero troppo e perché).
Quando si dichiara che è troppo, allora di emettono divieti ed ordinanze. Ora è il turno di Torino che dà lo stop anche ai veicoli categoria Euro 5 se diesel, il turno di Milano che comunica divieti e limitazioni alla circolazione, anche se un filo meno drastici, il turno del Veneto…Misure, divieti, limitazioni che servono a ben poco, utili soprattutto ad evitare alla amministrazioni comunale l”accusa di inerzia e, peggio, di inadempienza alle norme. E’ una sorta di burocrazia ecologica, anzi di ecologia burocratica.In contemporanea nel Nord Italia, in particolare a Milano, segnala il Corriere della Sera una circostanza inconsueta, almeno nelle sue dimensioni. I ricoveri in ospedale per condizioni ascrivibili a quella patologia che chiamiamo influenza hanno raggiunto picchi massimi, un incremento nelle ultime settimane stimato del 20 per cento. Ricoveri in ospedale, quindi condizioni non gravissime e neanche gravi, tali però da giustificare un monitoraggio e una terapia ospedalieri. Patologie influenzali che quasi tutte finiscono per toccare, riguardare, interessare l’apparato respiratorio.
Non solo: sempre nella stessa area sono comparse polmoniti, molte polmoniti, più del solito, più delle medie abituali.
Aria inquinata, patologie influenzali, polmoniti: la loro compresenza probabilmente è tutt’altro che fortuita e casuale. Non è una coincidenza, è che proprio e non per caso coincidono. -blitzquotidiano.it-
ROMA – Spermatozoi dimezzati, i maschi italiani fertili hanno nel loro organismo la metà degli spermatozoi che si riscontravano nella generazione immediatamente precedente e in quella ancora prima. Rispetto a quaranta anni fa si registra nei maschi la metà degli spermatozoi. Quaranta anni sono un tempo men che minimo in termini di evoluzione, quaranta anni sono nulla sulla scala della evoluzione/involuzione della specie. Eppure sono bastati per una modificazione più che massiccia nella quantità di spermatozoi del seme dei maschi italiani (analogo fenomeno nelle popolazioni maschili di molti altri paesi).
Non solo: un maschio su dieci in Italia risulta infertile, cioè non è in grado di generare prole. Non molti decenni or sono, anche per un pregiudizio tanto radicato quanto infondato, l’infertilità era solo sterilità da attribuire e accollare alla donna. Se una coppia non aveva figli la “colpa” era sempre e soltanto della donna. Non è mai stato così, l’infertilità maschile è sempre esistita, ma ora ha subito massiccio incremento, il 10 per cento è percentuale mai registrato.Non basta: si è dovuto ricorrere in sede clinica alla definizione di nuovi parametri di normalità per quel che riguarda le dimensioni dei testicoli, questi infatti vanno diminuendo appunto di dimensioni su scala generale. I famosi “attributi” diventano anatomicamente più piccoli e il fenomeno si registra ed accentua solo negli ultimi decenni.
Perché? Inquinamento, inquinamento ambientale è la generica prima risposta. L’habitat umano modificatosi sotto la pressione dei prodotti chimici e affini è il primo sospettato della evidente minor facilità a procreare. Non esistono però precisi e documentati rapporti causa-effetto tra un agente chimico e l’infertilità.
Altro sospettato è il caldo. Sì, il caldo, l’aumentata temperatura dovuta a cambiamento climatico. Misurato come un grado centigrado in più nell’atmosfera corrisponda a un decimo di grado in più nei testicoli. E il caldo ammala se non uccide spermatozoi. Su suppongono più a rischio cuochi, saldatori, camionisti…
Anche qui però nulla di sicuro, se non il calo generalizzato degli spermatozoi nel seme maschile. Di sicuro c’è che gli italiani fanno pochi figli, troppo pochi, decisamente al di sotto del tasso di mantenimento di una popolazione: per una coppia dovrebbero essere almeno due i figli, sono circa 1,2. Troppo pochi figli per ragioni culturali, sociali, economiche cui va aggiunta però anche una ragione clinica accertata: meno spermatozoi, meno fertilità maschile. -blitzquotidiano.it-
ROMA – Un cinghiale è stato trovato positivo alla trichinella a Oliena, un comune nella provincia di Nuoro. Il parassita può anche essere letale per l’uomo e per questo è scattato l’allarme da parte dei veterinari della regione Sardegna, che hanno prelevato altri campioni e li hanno consegnati all’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Nuoro per le analisi. Fino ad oggi infatti il parassita infettava solo maiali allo stato brado, cinghiali e volpi a Orgosolo, ma ora si sta diffondendo.
L’Istituto zooprofilattico sperimentale data l’allerta ha lanciato un appello ai consumatori affinché comprino carni e salumi solo di provenienza certificata e sottoposti a controlli sanitari. Inoltre ha chiesto ai cacciatori di continuare a prelevare e consegnare campioni sui cinghiali abbattuti. Ennio Bandino, responsabile dell’Izs, ha spiegato: “Solo grazie alla loro collaborazione possiamo mettere al sicuro la salute dei cittadini dalle malattie e garantire il monitoraggio sulla presenza del parassita nel territorio”.Badino ha poi aggiunto: “Con la trichinella non si scherza,. Si tratta di un parassita molto pericoloso che, se non gestito con la giusta tempistica, può causare gravi problemi di salute all’uomo e, in casi estremi, può portare al decesso”.
Il parassita provoca la trichinellosi, anche detta trichinosi, e si localizza prima a livello intestinale per poi dare vita a una generazione di larve che migrano nei muscoli e si incistano. La trichinella infetta uccelli, rettili e mammiferi, soprattutto quelli carnivori e onniveri come maiale, volpe, cinghiale, cane, gatto e anche l’uomo.
La trasmissione del parassita avviene per via alimentare, col consumo di carne cruda o poco cotta che contengono larve del parassita. Per questo motivo la carne suina o di cinghiale è più a rischio per la trasmissione all’uomo. Una volta infettati, il periodo di incubazione è generalmente di 8-15 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma varia anche dai 5 ai 45 giorni a seconda di quanti parassiti sono stati ingeriti.
Nell’uomo le infezioni possono essere asintomatiche, ma in casi gravi portare anche alla morte. I sintomi più comuni sono comunque diarrea, dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre. (Fonte Il Messaggero)
ROMA – Sono 225.000 gli italiani che hanno passato la settimana di Natale a letto a causa dell”influenza, mentre il totale dei casi da ottobre a oggi supera il milione e mezzo, soprattutto bambini sotto i 5 anni.
Nell’ultima settimana di dicembre “lieve calo” dei casi dovuto alla chiusura delle scuole per le festività. E’ quanto si legge sul bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). La Provincia Autonoma di Trento, Marche e Campania sono state le Regioni più colpite.Come riporta il bollettino Influnet, di preciso il numero totale dei casi di influenza dall’inizio della sorveglianza è stato 1.587.000. Nella settimana dal 23 al 29 dicembre, l’incidenza totale è stata pari a 3,7 casi per mille assistiti, ma tra i bambini al di sotto dei cinque anni ha raggiunto i 10 casi per mille.
Di pari passo con i contagi crescono anche i casi gravi, ovvero caratterizzati da complicanze respiratorie che hanno reso necessario il ricovero in terapia intensiva.
Secondo il bollettino FluNews Italia, sempre a cura dell’Iss, fino al 22 dicembre se ne contavano 8 di questi casi, quasi tutti con condizioni di rischio come obesità, malattie cardiovascolari e diabete. Di questi, 3 sono deceduti. (fonte Ansa)
ROMA – La Lazio si prepara a festeggiare i 120 anni di storia dopo aver vinto la Supercoppa contro la Juventus, dopo aver centrato la nona vittoria consecutiva e dopo aver allungato in classifica sulla Roma consolidando così il terzo posto in classifica.
“Immobile simbolo di questo momento? Da un punto di vista emotivo – dice Claudio Lotito in una lunga intervista con Repubblica – sicuramente. È un figlio del popolo, rappresenta tutti gli spaccati della società e suscita empatia per il suo comportamento, l’ ironia, la disponibilità. Con lui ho un rapporto personale bellissimo, di grande affetto. Ero convinto, come Tare, che avrebbe fatto cose importanti, ma nessuno le poteva pronosticare. Era un giocatore che nella precedente società soffriva e che, messo nelle condizioni giuste, in un ambiente familiare, è rifiorito ed è esploso. La Lazio è una grande famiglia di cui io sono il padre: non faccio preferenze tra i miei figli, decanto le qualità di ognuno, grazie alle quali si ottiene la qualità totale del gruppo”.“Un difetto e una qualità di Simone Inzaghi? È un grande conoscitore di calcio e lavora h24, riuscendo a coinvolgere emotivamente i giocatori, è un grande trascinatore. Come tutti quelli che si muovono su un palcoscenico che richiede una crescita, poi avvenuta, non parlerei di difetti ma di considerazioni: esternamente possono sembrare errori, in realtà non lo sono, rappresentano un momento legato alla crescita che porta poi a fortificare ancora di più la persona”.
“Perché ho scelto Tare? Tare è un ragazzo molto determinato, conosce cinque lingue, è instancabile, un perfezionista. La mia scelta è risultata giusta. Lui non aveva l’ esperienza ma aveva appunto le potenzialità, di questo ne ero convinto ed è stato dimostrato anche dai fatti. Oggi è uno dei migliori in circolazione, ha l’ approccio di una persona perbene, equilibrata e attaccata alla società. Ci lega anche un grande affetto, un ulteriore valore aggiunto per raggiungere i risultati”.
“Perché decise di comprare la Lazio? Capii da subito l’ importanza e la responsabilità di acquisire la gestione di una squadra che, oltre ad essere da sempre quella del cuore, rappresentava il patrimonio storico sportivo e l’ anima di tantissimi tifosi.Un grande onore, un’ emozione forte”.
“La Lazio – spiega – fatturava 84 milioni, ne perdeva 86,5 e aveva 550 milioni di debiti. Oggi ha un bilancio tra i migliori in Italia e all’ estero, e ha vinto più di tutti dopo la Juve. Questo rappresenta il vanto e l’ orgoglio del sottoscritto e del popolo laziale”.
L’ operazione di cui si è pentito? “Il riscatto di Zarate a 22 milioni è una mossa che non rifarei. Ero all’inizio della mia presidenza, dovevo fare investimenti e dare segnali di crescita di qualità tecnica e sportiva. Per quel che si è rivelato dal punto di vista comportamentale è stata una scelta forse non molto oculata. Oggi valutiamo, oltre alle potenzialità atletiche e agonistiche, anche la moralità dei giocatori e la compatibilità economico-finanziaria”.
Dove vuole portare la Lazio? “Mi auguro possa raggiungere altri traguardi sportivi in Italia e all’ estero. Essere il punto di riferimento della politica sportiva per difendere i valori fondanti della società civile. Diventare l’ esempio per educare i giovani. Portare il sorriso e la voglia di combattere anche a quelle persone che devono superare degli ostacoli nella vita quotidiana”.
Fonte: La Repubblica.
(ANSA) -Non c'è più rispetto per gli idoli. L'ultima moda è quella di danneggiare, se non abbattere, le statue dei calciatori, e dopo Ibrahimovic ora tocca ad Alexis Sanchez. Nel caso dell''opera in bronzo con le fattezze di Ibra, prima vandalizzata e poi fatta cadere a terra, la spiegazione è che a Malmoe, dove era stata eretta in quanto luogo di provenienza del neomilanista, i tifosi non hanno gradito il fatto che il calciatore sia diventato azionista dell'Hammarby, squadra di Stoccolma grande rivale dello stesso Malmoe. Invece non si capisce il motivo della distruzione del volto e di una parte di gamba di quella che raffigura Sanchez. La statua si trova a Tocopilla, città natale dell'attaccante dell'Inter, ma non si comprende il motivo di questi atti di vandalismo. Infatti non si ha notizia di simpatie calcistiche di Alexis che possano aver fatto infuriare i suoi concittadini. La polizia locale sostiene che potrebbe trattarsi di un "atto da parte di anarchici come conseguenza delle manifestazioni politiche contro il governo" ma perché ne abbia fatto le spese proprio Alexis Sanchez, che nell'opera che lo rappresenta indossa la divisa della nazionale cilena, non si capisce bene. A meno che non sia un sostenitore del governo, ma sembra che il nerazzurro ex Udinese e Barcellona non si sia mai espresso al riguardo. Così potrebbe trattarsi di puro e semplice vandalismo, "per sporcare l'immagine di Tocopilla2, come dice il sindaco delle città, Luis Moyano. (ANSA).
(ANSA) Il Barcellona ha deciso di bandire a vita dalle partite delle sue squadre il gruppo di tifosi che sabato scorso, allo stadio Johan Cruijf durante il derby tra Barcellona B e la squadra filiale dell'Espanyol, per il campionato di terza serie, hanno fatto più volte il saluto romano urlando 'heil Hitler' e intonato canti ironici su Dani Jarque. Quest'ultimo era il capitano della prima squadra dell'Espanyol, morto nel sonno nell'agosto del 2009, durante uno stage della sua squadra a Coverciano.
Definendo "inaccettabili" i canti e le grida, il Barcellona con una nota fa sapere che il club e i Mossos (le forze di polizia della Catalogna) collaborano a proposito di questa vicenda e di aver chiesto alle forze dell'ordine i nomi dei 25 facinorosi, peraltro allontanati dallo stadio dopo aver fatto certi gesti, in modo che vengano banditi dalle partite e dagli allenamenti delle varie squadre della polisportiva 'blaugrana'. Inoltre se alcuni di loro risulteranno essere soci del club, verranno espulsi. Verrà inoltre presentata una denuncia penale per "crimini di odio". (ANSA).
(ANSA) Una verifica preventiva sui requisiti di Michele Uva, Paolo Dal Pino e Gaetano Miccichè, candidati "in vario modo da alcuni club", è stata chiesta dalla Roma alla Figc alla vigilia della terza assemblea per eleggere il presidente della Lega Serie A prevista domani, in cui il quorum scende da 14 voti a 11. Lo apprende l'Ansa. "Dopo le dimissioni del Presidente Miccichè che hanno evidenziato procedure non lineari e conflitti potenziali e reali di interesse, dopo le dimissioni del commissario ad acta Cicala per presunti motivi analoghi, non possiamo più permetterci altri errori, alla vigilia di un semestre complesso di decisioni da prendere", si legge nella mail in cui "si ritiene opportuno" che "l'elezione avvenga successivamente alla risposta del quesito da parte della Corte Federale di Appello". Uva, vicepresidente Uefa, comunque ha declinato la candidatura spiegando di voler proseguire il percorso internazionale. (ANSA).
(ANSA) -Il Galatasaray insiste per avere il difensore della Sampdoria Murillo e il giocatore vorrebbe provare l'esperienza nel campionato turco ma non basta l'offerta del prestito per 1 milione di euro fino al termine della stagione. Infatti ci deve essere l'accordo sull'acquisto a titolo definitivo del colombiano a giugno visto che la Sampdoria lo deve riscattare dal Valencia per 12 milioni. Intanto, dall'Inghilterra sondaggio del Newcastle per Colley ma il giocatore è considerato incedibile: al massimo il club può discutere per una cessione in estate sulla base di 18 milioni. Sul fronte dell'infermeria l'ottimo pareggio di San Siro col Milan è costato parecchio in termini di infortuni per Ramirez e Depaoli: per il primo trauma contusivo-distorsivo al ginocchio della gamba sinistra (difficile il recupero per la sfida di domenica col Brescia), per il secondo invece trauma contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra ma l'esterno avrebbe comunque saltato il match per squalifica. (ANSA).
'Scusa Ameri...". Bastano due parole per evocare un'epoca lunga 60 anni e ancora giovane. Come fosse un 'ItaliaGermaniaquattroatre' o un 'campioni del mondo' ripetuto tre volte a Spagna '82, quel richiamo in cuffia dei radiocronisti sparsi per le province di tutta Italia risuona nell'epopea del nostro calcio, quando era racconto e non ancora immagine. 'Tutto il calcio minuto per minuto' nasceva il 10 gennaio del 1960, e oltre a quella della radio ha fatto anche la storia d'Italia. Anche per questo la Rai ne festeggia il compleanno tondo - senza alcuna voglia di andare in pensione - con una serata di diretta radio dalle 21, venerdi' dallo storico studio di via Asiago a Roma.Non c'erano posticipi, anticipi, dirette social, e se voleva vedere 'riflessi' della partita principale l'italiano doveva aspettare le 18, sperando che tutti gli altri tifosi informati da una radiolina incollata all'orecchio non gli sciupasse il gusto di quel secondo tempo in differita. 'Tutto il calcio', la definizione di Candido Cannavò, era la colonna sonora delle domeniche degli italiani. Le sue voci da principio davano conto solo della ripresa: non esistevano diritti tv, la Figc temeva che gli ascolti radiofonici sottraessero spettatori agli stadi. E a ragione, visto che le rivelazioni telefoniche testimoniarono gli ascolti record tra i 20 e i 25 milioni, per un campionato che si giocava tutto di domenica, tutto in contemporanea.L'idea, Guglielmo Moretti l'aveva 'rubata' alla Francia, dove il rugby la faceva da padrone e la radio nazionale ne dava conto con una diretta sparsa per tutte le campagne d'oltralpe. Con Sergio Zavoli - inventore di altre trasmissioni simbolo di quella Rai, come il Processo alla Tappa - e Roberto Bortoluzzi, Moretti fece partire tra lo scetticismo la prima puntata appunto a inizio del 1960: a Milano Nicolo' Carosio per Milan-Juve, a Bologna Enrico Ameri per Bologna-Napoli, ad Alessandria Andrea Boscione per Alessandria-Padova e nello studio centrale di corso Sempione a Milano Bortoluzzi, che condusse il programma per 27 anni, passando il testimone prima a Massimo De Luca, poi ad Alfredo Provenzali e infine a Filippo Corsini, con le prime voci di Scaramozzino e Repice. A metà anni '80, l'intuizione di Mario Giobbe e l'estensione della diretta a tutta la partita: da RadioUno, Tutto il calcio passò a reti unificate quasi fosse un messaggio alla nazione, con la sua sigla indimenticabile ('A taste of Honey' degli americani Scott e Marlow, per la tromba di Herb Alpert)."Quelle voci mi avevano fatto innamorare del calcio a 8 anni, come tanti italiani", racconta Riccardo Cucchi, epigono dei maestri della prima ora, Ameri e Ciotti. "Poi ho avuto la fortuna di entrare nella redazione dove lavoravano ancora quei maestri, due radiocronisti agli antipodi...". Del primo, Cucchi ricorda gli arrivi allo stadio 4 ore prima, la meticolosità', l'attesa del fischio d'inizio giocando a scopa col titolare del bar di San Siro; di Ciotti, gli arrivi all'ultimo, l'estro inventivo, la voce rauca "trasformata da handicap radiofonico a cifra stilistica" e il linguaggio ricercatissimo. "Nessuno di noi oggi si sognerebbe di dire 'fallo proditorio' o 'ventilazione inapprezzabile'". Ma i sessanta anni di storia della trasmissione radiofonica più' nazionalpopolare sono intessuti di episodi, dal 'clamoroso al Cibali' che interruppe altri racconti per un gol alla grande Inter di Herrera alla B raccontata da Ezio Luzi. "Di quel racconto del calcio oggi, più di altro, credo manchi l'educazione - conclude Cucchi - Intendo il rispetto di chi ascolta, dei calciatori o del direttore di gara. Ricordo una radiocronaca di Ciotti per un Roma-Samp in cui l'arbitro Lo Bello aveva combinato disastri. Lui non ne fece alcun cenno, ma chiuse dicendo: 'ha arbitrato il signor Concetto Lo Bello di fronte a 60 mila testimoni...".-ansa-
Non è da tutti dire addio due volte. Ma per Daniele De Rossi il mondo del calcio farà un'eccezione. A 36 anni compiuti l'ex centrocampista della Roma e della Nazionale, lascia il Boca Juniors, dove era arrivato a luglio, e soprattutto il calcio giocato e dice addio a un pezzo della sua vita. Per lui la decisione, presa fondamentalmente per motivi familiari, non è stata certo facile. "Ci pensavo da ottobre-novembre - ha detto oggi - e la notte tante volte non ci dormivo. Lasciare il calcio giocato per me è stato molto difficile, ma ora voglio rimanere in questo mondo e allenare". Il penultimo campione del mondo 2006 a smettere (tra i 'sopravvissuti' resta solo Buffon) ha anche stabilito un primato, sul quale, in conferenza stampa, ha anche scherzato sopra: "E' stato strano: sono stato il primo - ha detto sorridendo - a fare le visite mediche sapendo già che avrei smesso di giocare". I motivi, come hanno sottolineato dal Boca, sono stati personali e non certo legati a presunti dissidi con qualcuno nel club e in particolare con la nuova dirigenza.
"Tutti mi hanno accolto come un fratello, e qui lascio una parte del mio cuore", ha sottolineato DDR, mentre il presidente del Boca ha spiegato che "dobbiamo salutare Daniele, ma non è per motivi calcistici o per mancanza di affetto. In questo poco tempo ho conosciuto un grande essere umano e basta guardarlo in faccia per capire quanto sia onesto". Insomma, i motivi per cui De Rossi lascia il Boca sono familiari, la lontananza dalla famiglia e in particolare dalla figlia maggiore Gaia, 14 anni, avuta dalla prima moglie, che era stata affidata al padre e al quale l'ex romanista è legatissima (poco dopo aver dato l'addio alla Roma, la portò in viaggio premio a Londra per la promozione scolastica).
"Non voglio entrare nei dettagli - ha detto il campione del mondo 2006 - ma la mia figlia più grande, di un altro matrimonio, è rimasta in Italia e una ragazza ha bisogno che suo padre le sia vicino. In teoria, potrebbe essere in pericolo e io devo avvicinarmi. Qui siamo lontani, fare 14 di volo non è come andare in auto da Trigoria a casa mia. Se avessi avuto 25 anni avrei deciso in modo diverso, ma questo è".
DDR è quindi un campione anche come padre, perché fino a nemmeno un paio di mesi fa voleva ancora giocare nel Boca, fino a dicembre 2020, e lo aveva confidato a un agente Fifa italiano, suo amico, che era andato a trovarlo al campo di allenamento del Boca. Ora però saluta tutti, dopo 7 partite e un gol (in Coppa d'Argentina) con la maglia del Boca e seicento e 16 (ecco che il numero magico che gli ha scritto carriera e storia) con la Roma di cui è stato capitano non a lungo (prima era sempre quello Futuro, ma c'era Totti ed era giusto così) e bandiera per un ventennio.
Nella Roma aveva giocarto, fino alla primavera, anche suo padre Alberto. Così, scartate le tante offerte arrivategli dalla Serie A (a cominciare dall'amico Montella che lo avrebbe voluto alla Fiorentina) e dall'Europa, aveva deciso di giocare "dall'altra parte del mondo", per indossare una maglia che ha sempre amato "per via di Maradona e del fascino della Bombonera", quella del Boca del suo amico Burdisso.
Adesso per DDR si potrebbe aprire una 'seconda vita' nella sua amata Roma. Uscito di scena mano nella mano alla contestazione che ha accompagnato James Pallotta in giro per mezzo mondo, De Rossi potrebbe tornare a Trigoria in un'altra veste: quella manageriale o tecnica, magari prendendo il posto del papà Alberto, il guru della Roma Primavera che lui per più di 20 anni ha plasmato e fatto vincere. Visto che lui ha già detto che vorrebbe allenare, in molti si aspettano che il club giallorosso, specie se ci sarà il cambio di proprietà gli offra la panchina della principale squadra giovanile, quella che suo padre ha allenato per tanti anni e che, si dice, ora vorrebbe lasciare. Allora chi meglio di Daniele, al quale molti pronosticano un grande futuro anche da allenatore. Intanto ciao Boca, Gaia viene prima di tutto: applausi.-ansa-
Amici di Tuttonapoli, buongiorno e benvenuti alla diretta testuale della conferenza stampa di Gennaro Gattuso dopo la gara contro l'Inter.
Soddisfatto di come ha reso Fabian? "Non voglio parlare di Fabian, voglio parlare della prestazione della mia squadra. I dati parlano di una squadra che ha fatto bene, la prestazione non è da buttare via. Ci siamo fatti tre gol da soli.
Visto il rendimento in casa, il San Paolo può diventare un problema? "Non dobbiamo pensare al San Paolo, dobbiamo pensare al fatto che qui non vinciamo dal 19 ottobre e quindi la squadra non ci può applaudire. Prendetemi per scemo, ma io ho visto una buona prestazione. Abbiamo preso tre gol scivolando, domani controllerò anche i tacchetti che utilizzeranno. Se continuiamo a giocare così, migliorando la condizione sul piano fisico penso che questa squadra possa fare cose importante.
Dove deve migliorare questa squadra? "Bisogna fare meno errori individuali, quello possiamo rimproverare a questa squadra. Oggi abbiamo fatto cose importanti, ma abbiamo commessi errori individuali. Non penso di aver visto una gara diversa, penso che sia andata così. Non voglio trovare alibi, ma contro questa Inter abbiamo fatto bene. Questa squadra non si trovava da tempo in una situazione così, questo va preso in considerazione. Vedo una squadra viva, che lavora ogni giorno con intensità a Castel Volturno".
Come ha lavorato la linea difensiva? "Hanno fatto bene, si sono mossi coi tempi giusti dando poca profondità all'Inter.
Se la sente di fare un appello ai tifosi per tornare allo stadio? "Io faccio fatica ad allenare, figuriamoci a fare gli appelli. Questa cosa dello stadio non deve diventare un alibi, se i tifosi in questo momento si aspettano di più da questa squadra come posso dirgli qualcosa? Posso solo chiedergli di venire allo stadio, di incitarci per 90' e poi tirarci le arance se perdiamo. Ci sono tante problematiche legate al Daspo, non posso entrare in queste cose qua". Ti aspettavi di trovare queste difficoltà? "Sapevo a cosa andavo incontro, ma sono contento di essere qua. C'è un aspetto che mi lascia ben sperare, la passione dei calciatori che lavorano con me e stanno dando tutto".
È preoccupato dagl infortuni? "Ci mancano giocatori importanti, ma non sono tanti. Speriamo di recuperare Koulibaly in questa settimana, Ghoulam che non ha nulla di grave. Mertens non sarà a disposizione per un'altra settimana, così come Maksimovic. Mercato? Non sta a me parlarne, abbiamo un direttore molto bravo per farlo".
Come mai i cambi così tardivi? "Perchè pensavo che stessimo giocando bene, poi ho inserito due attaccanti per trovare densità in area. La squadra stava facendo quello che avevo chiesto, non avevo in testa nessuna cosa per cambiare la gara".
Termina la conferenza di Gattuso. -tuttonapoli.net-
Dopo l'intervista di Lorenzo Insigne ai microfoni di Rai Sport, interrotta improvvisamente dall'addetto stampa del club azzurro, non si è fatta attendere la replica della stessa emittente pubblica. Questo il comunicato contro il Napoli, riportato dal portale online de Il Mattino: "Quello che è successo lunedì 6 gennaio durante la diretta di Novantesimo minuto è inaccettabile. Nel pieno rispetto delle regole e dei diritti sportivi acquisiti dalla Rai, il giornalista Thomas Villa stava intervistando il calciatore Lorenzo Insigne nel pre-partita di Napoli-Inter ed è stato indebitamente e bruscamente interrotto da un esponente della Società Sportiva Calcio Napoli.
Questo intervento senza precedenti, nel mezzo di una diretta - si legge ancora nella nota - ha creato forte imbarazzo e ha causato un grave danno in termini di immagine alla Rai, ostacolando il regolare svolgimento della trasmissione di Raisport in onda su Rai2. Chiediamo, pertanto, una spiegazione di quanto accaduto e le immediate scuse da parte della società augurandoci che un episodio del genere non si ripeta mai più e che si sia trattato solo di un'improvvida leggerezza e non di un tentativo di danneggiare volutamente un programma del Servizio Pubblico".-tuttonapoli.net-
Dopo la gara contro l'Inter, il Napoli ha ripreso questa mattina la preparazione al Centro Tecnico. Gli azzurri preparano il match dell'Olimpico contro la Lazio per la 19esima giornata di Serie A in programma sabato alle ore 18.
La squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato dall'inizio contro l'Inter hanno svolto lavoro di scarico in palestra. Gli altri uomini della rosa, sui campi 2 e 3, sono stati impegnati in torello e attivazione in avvio sessione. Successivamente seduta tecnico tattica ed esercitazioni finalizzate al possesso palla. Chiusura con partitina a campo ridotto.
Terapie per Maksimovic. Lavoro personalizzato per Koulibaly. Ghoulam non si è allenato per uno stato influenzale.-tuttonapoli.net-
In giornata è atteso il contatto tra l'entourage di Stanislav Lobotka e il Napoli. Le parti stanno cercando di limare la distanza, lo slovacco è sempre più vicino al trasferimento in azzurro. Intanto si è allenato nel pomeriggio con il Celta Vigo insieme ai suoi compagni, in attesa di novità dalle stanze milanesi del mercato.-tuttonapoli.net-
Tre partite sulla panchina del Napoli per Rino Gattuso, due sconfitte ed una sola vittoria. Bottino ovviamente che andrà analizzato sul lungo termine, eppure cambiamenti rispetto alla vecchia gestione targata Ancelottti si sono parzialmente visti. Al di là del nuovo vestito tattico (passaggio dal 4-4-2 al 4-3-3) è evidente che il neo allenatore azzurro sta lavorando per dare un'impronta diversa alla sua squadra, provando a smussare gli angoli anche con i carichi di lavoro, aumentati rispetto al passato. ECCO GLI EX EPURATI - Era scontato, poi, che alcuni giocatori avrebbero trovato nuova linfa con il cambio di direzione tecnica, e per alcuni è tornato a farsi largo anche il campo, con un aumento considerevole di minutaggio rispetto all'ultimo periodo ancelottiano: parliamo di Insigne e Callejon, entrambi epurati dal tecnico di Reggiolo ma che adesso sono tornati punti fermi nell'undici iniziale. Gattuso sta provando a rilanciarli anche sotto il punto di vista mentale, e proprio in questo senso ieri l'allenatore azzurro non ha effettuato il terzo cambio proprio per evit5are i fischi ai due giocatori (visti quelli piovuti su Fabiàn).-tuttonapoli.net-
A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto il giornalista Ciccio Marolda, pronto a commentare il momento in casa azzurra dopo la sconfitta contro l'Inter: “Non si può pensare di fermare i 2 attaccanti dell’Inter che sono i più in forma del campionato marcandoli con l’uno contro uno per cui anche Gattuso ci sta mettendo del suo in questo periodo no del Napoli. Se prendi in mano una squadra piena di problemi, che è stata costruita male e sta pagando adesso tutte le scelte di Ancelotti, hai però un obbligo: non perdere punti. E se non puoi vincere, devi cercare di non perdere. Non me la prendo con Gattuso, vanno evidenziati i suoi errori, ma è chiaro che la squadra è incompleta e lo diciamo dalla fine del mercato estivo, non adesso”. -tuttonapoli.net-
In diretta su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Calcio italiano che vede una corsa a 2 e mezzo in vetta alla classifica: Juventus e Inter appaiate, ma a 6 punti c'è la Lazio. Lazio chiamata ad una partita facile, perché il Napoli di questi tempi è una squadra non organizzata, non è lo squadrone che doveva battere Inter e Juve. L'Inter si è confermata la squadra di Antonio Conte con tutti i suoi pregi e difetti e la Juve, se si accende Ronaldo, Higuan e Dybala, ce n'è per pochi. Lecce che perde in casa anche contro l'Udinese, così come la SPAL destinata alla retrocessione. Genoa ha portato in carrozza, vedremo se il vento favorevole continuerà, ma è la squadra peggiore del lotto. Se la vedrà con Brescia e Udinese, non so se ci sarà qualche altra squadra che dovrà preoccuparsi da qui in avanti. A fine gennaio potrebbe esserci qualche bruttissima sorpresa di squadre che devono guardare indietro invece che in avanti".-tuttonapoli.net-
ROMA – Smog sul Nord Italia, in realtà non proprio smog, meglio sarebbe dire aria cattiva, aria difficile da respirare senza qualche fastidio o conseguenza a lungo termine per l’apparato respiratorio. Smog erano i fumi delle ciminiere di fabbriche che non ci sono più, smog erano i fumi di impianti di riscaldamento a carbone. Smog oggi è una miscela tra una condizione atmosferica, una collocazione e tipologia geografica e un’azione, anzi una costante inazione umana. Non c’è governo o programmazione dell’attività umana quanto ad emissioni nell’aria. Ci si limita periodicamente a registrare quando è troppo (senza ben sapere cosa sia davvero troppo e perché).
Quando si dichiara che è troppo, allora di emettono divieti ed ordinanze. Ora è il turno di Torino che dà lo stop anche ai veicoli categoria Euro 5 se diesel, il turno di Milano che comunica divieti e limitazioni alla circolazione, anche se un filo meno drastici, il turno del Veneto…Misure, divieti, limitazioni che servono a ben poco, utili soprattutto ad evitare alla amministrazioni comunale l”accusa di inerzia e, peggio, di inadempienza alle norme. E’ una sorta di burocrazia ecologica, anzi di ecologia burocratica.In contemporanea nel Nord Italia, in particolare a Milano, segnala il Corriere della Sera una circostanza inconsueta, almeno nelle sue dimensioni. I ricoveri in ospedale per condizioni ascrivibili a quella patologia che chiamiamo influenza hanno raggiunto picchi massimi, un incremento nelle ultime settimane stimato del 20 per cento. Ricoveri in ospedale, quindi condizioni non gravissime e neanche gravi, tali però da giustificare un monitoraggio e una terapia ospedalieri. Patologie influenzali che quasi tutte finiscono per toccare, riguardare, interessare l’apparato respiratorio.
Non solo: sempre nella stessa area sono comparse polmoniti, molte polmoniti, più del solito, più delle medie abituali.
Aria inquinata, patologie influenzali, polmoniti: la loro compresenza probabilmente è tutt’altro che fortuita e casuale. Non è una coincidenza, è che proprio e non per caso coincidono. -blitzquotidiano.it-
ROMA – Spermatozoi dimezzati, i maschi italiani fertili hanno nel loro organismo la metà degli spermatozoi che si riscontravano nella generazione immediatamente precedente e in quella ancora prima. Rispetto a quaranta anni fa si registra nei maschi la metà degli spermatozoi. Quaranta anni sono un tempo men che minimo in termini di evoluzione, quaranta anni sono nulla sulla scala della evoluzione/involuzione della specie. Eppure sono bastati per una modificazione più che massiccia nella quantità di spermatozoi del seme dei maschi italiani (analogo fenomeno nelle popolazioni maschili di molti altri paesi).
Non solo: un maschio su dieci in Italia risulta infertile, cioè non è in grado di generare prole. Non molti decenni or sono, anche per un pregiudizio tanto radicato quanto infondato, l’infertilità era solo sterilità da attribuire e accollare alla donna. Se una coppia non aveva figli la “colpa” era sempre e soltanto della donna. Non è mai stato così, l’infertilità maschile è sempre esistita, ma ora ha subito massiccio incremento, il 10 per cento è percentuale mai registrato.Non basta: si è dovuto ricorrere in sede clinica alla definizione di nuovi parametri di normalità per quel che riguarda le dimensioni dei testicoli, questi infatti vanno diminuendo appunto di dimensioni su scala generale. I famosi “attributi” diventano anatomicamente più piccoli e il fenomeno si registra ed accentua solo negli ultimi decenni.
Perché? Inquinamento, inquinamento ambientale è la generica prima risposta. L’habitat umano modificatosi sotto la pressione dei prodotti chimici e affini è il primo sospettato della evidente minor facilità a procreare. Non esistono però precisi e documentati rapporti causa-effetto tra un agente chimico e l’infertilità.
Altro sospettato è il caldo. Sì, il caldo, l’aumentata temperatura dovuta a cambiamento climatico. Misurato come un grado centigrado in più nell’atmosfera corrisponda a un decimo di grado in più nei testicoli. E il caldo ammala se non uccide spermatozoi. Su suppongono più a rischio cuochi, saldatori, camionisti…
Anche qui però nulla di sicuro, se non il calo generalizzato degli spermatozoi nel seme maschile. Di sicuro c’è che gli italiani fanno pochi figli, troppo pochi, decisamente al di sotto del tasso di mantenimento di una popolazione: per una coppia dovrebbero essere almeno due i figli, sono circa 1,2. Troppo pochi figli per ragioni culturali, sociali, economiche cui va aggiunta però anche una ragione clinica accertata: meno spermatozoi, meno fertilità maschile. -blitzquotidiano.it-
ROMA – Un cinghiale è stato trovato positivo alla trichinella a Oliena, un comune nella provincia di Nuoro. Il parassita può anche essere letale per l’uomo e per questo è scattato l’allarme da parte dei veterinari della regione Sardegna, che hanno prelevato altri campioni e li hanno consegnati all’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Nuoro per le analisi. Fino ad oggi infatti il parassita infettava solo maiali allo stato brado, cinghiali e volpi a Orgosolo, ma ora si sta diffondendo.
L’Istituto zooprofilattico sperimentale data l’allerta ha lanciato un appello ai consumatori affinché comprino carni e salumi solo di provenienza certificata e sottoposti a controlli sanitari. Inoltre ha chiesto ai cacciatori di continuare a prelevare e consegnare campioni sui cinghiali abbattuti. Ennio Bandino, responsabile dell’Izs, ha spiegato: “Solo grazie alla loro collaborazione possiamo mettere al sicuro la salute dei cittadini dalle malattie e garantire il monitoraggio sulla presenza del parassita nel territorio”.Badino ha poi aggiunto: “Con la trichinella non si scherza,. Si tratta di un parassita molto pericoloso che, se non gestito con la giusta tempistica, può causare gravi problemi di salute all’uomo e, in casi estremi, può portare al decesso”.
Il parassita provoca la trichinellosi, anche detta trichinosi, e si localizza prima a livello intestinale per poi dare vita a una generazione di larve che migrano nei muscoli e si incistano. La trichinella infetta uccelli, rettili e mammiferi, soprattutto quelli carnivori e onniveri come maiale, volpe, cinghiale, cane, gatto e anche l’uomo.
La trasmissione del parassita avviene per via alimentare, col consumo di carne cruda o poco cotta che contengono larve del parassita. Per questo motivo la carne suina o di cinghiale è più a rischio per la trasmissione all’uomo. Una volta infettati, il periodo di incubazione è generalmente di 8-15 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma varia anche dai 5 ai 45 giorni a seconda di quanti parassiti sono stati ingeriti.
Nell’uomo le infezioni possono essere asintomatiche, ma in casi gravi portare anche alla morte. I sintomi più comuni sono comunque diarrea, dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre. (Fonte Il Messaggero)
ROMA – Sono 225.000 gli italiani che hanno passato la settimana di Natale a letto a causa dell”influenza, mentre il totale dei casi da ottobre a oggi supera il milione e mezzo, soprattutto bambini sotto i 5 anni.
Nell’ultima settimana di dicembre “lieve calo” dei casi dovuto alla chiusura delle scuole per le festività. E’ quanto si legge sul bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). La Provincia Autonoma di Trento, Marche e Campania sono state le Regioni più colpite.Come riporta il bollettino Influnet, di preciso il numero totale dei casi di influenza dall’inizio della sorveglianza è stato 1.587.000. Nella settimana dal 23 al 29 dicembre, l’incidenza totale è stata pari a 3,7 casi per mille assistiti, ma tra i bambini al di sotto dei cinque anni ha raggiunto i 10 casi per mille.
Di pari passo con i contagi crescono anche i casi gravi, ovvero caratterizzati da complicanze respiratorie che hanno reso necessario il ricovero in terapia intensiva.
Secondo il bollettino FluNews Italia, sempre a cura dell’Iss, fino al 22 dicembre se ne contavano 8 di questi casi, quasi tutti con condizioni di rischio come obesità, malattie cardiovascolari e diabete. Di questi, 3 sono deceduti. (fonte Ansa)
ROMA – La Lazio si prepara a festeggiare i 120 anni di storia dopo aver vinto la Supercoppa contro la Juventus, dopo aver centrato la nona vittoria consecutiva e dopo aver allungato in classifica sulla Roma consolidando così il terzo posto in classifica.
“Immobile simbolo di questo momento? Da un punto di vista emotivo – dice Claudio Lotito in una lunga intervista con Repubblica – sicuramente. È un figlio del popolo, rappresenta tutti gli spaccati della società e suscita empatia per il suo comportamento, l’ ironia, la disponibilità. Con lui ho un rapporto personale bellissimo, di grande affetto. Ero convinto, come Tare, che avrebbe fatto cose importanti, ma nessuno le poteva pronosticare. Era un giocatore che nella precedente società soffriva e che, messo nelle condizioni giuste, in un ambiente familiare, è rifiorito ed è esploso. La Lazio è una grande famiglia di cui io sono il padre: non faccio preferenze tra i miei figli, decanto le qualità di ognuno, grazie alle quali si ottiene la qualità totale del gruppo”.“Un difetto e una qualità di Simone Inzaghi? È un grande conoscitore di calcio e lavora h24, riuscendo a coinvolgere emotivamente i giocatori, è un grande trascinatore. Come tutti quelli che si muovono su un palcoscenico che richiede una crescita, poi avvenuta, non parlerei di difetti ma di considerazioni: esternamente possono sembrare errori, in realtà non lo sono, rappresentano un momento legato alla crescita che porta poi a fortificare ancora di più la persona”.
“Perché ho scelto Tare? Tare è un ragazzo molto determinato, conosce cinque lingue, è instancabile, un perfezionista. La mia scelta è risultata giusta. Lui non aveva l’ esperienza ma aveva appunto le potenzialità, di questo ne ero convinto ed è stato dimostrato anche dai fatti. Oggi è uno dei migliori in circolazione, ha l’ approccio di una persona perbene, equilibrata e attaccata alla società. Ci lega anche un grande affetto, un ulteriore valore aggiunto per raggiungere i risultati”.
“Perché decise di comprare la Lazio? Capii da subito l’ importanza e la responsabilità di acquisire la gestione di una squadra che, oltre ad essere da sempre quella del cuore, rappresentava il patrimonio storico sportivo e l’ anima di tantissimi tifosi.Un grande onore, un’ emozione forte”.
“La Lazio – spiega – fatturava 84 milioni, ne perdeva 86,5 e aveva 550 milioni di debiti. Oggi ha un bilancio tra i migliori in Italia e all’ estero, e ha vinto più di tutti dopo la Juve. Questo rappresenta il vanto e l’ orgoglio del sottoscritto e del popolo laziale”.
L’ operazione di cui si è pentito? “Il riscatto di Zarate a 22 milioni è una mossa che non rifarei. Ero all’inizio della mia presidenza, dovevo fare investimenti e dare segnali di crescita di qualità tecnica e sportiva. Per quel che si è rivelato dal punto di vista comportamentale è stata una scelta forse non molto oculata. Oggi valutiamo, oltre alle potenzialità atletiche e agonistiche, anche la moralità dei giocatori e la compatibilità economico-finanziaria”.
Dove vuole portare la Lazio? “Mi auguro possa raggiungere altri traguardi sportivi in Italia e all’ estero. Essere il punto di riferimento della politica sportiva per difendere i valori fondanti della società civile. Diventare l’ esempio per educare i giovani. Portare il sorriso e la voglia di combattere anche a quelle persone che devono superare degli ostacoli nella vita quotidiana”.
Fonte: La Repubblica.
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sabato 7 dicembre 2019
Amarcord: Napoli-Verona 0-0 1985
lunedì 18 novembre 2019
News-calcio 18-11-2019
Intervistato da Radio Punto Nuovo, è intervenuto Igor Angelovski, commissario tecnico della Macedonia che ha commentato il tweet della SSC Napoli che preannunciava eventuali provvedimenti per le parole di Elmas dal ritiro della Nazionale: “Abbiamo avuto un gruppo duro, con tante nazionali di qualità. Tuttavia, sono contento di quanto abbiamo espresso, abbiamo raccolto undici punti fino adesso e puntiamo a raccoglierne altri fino alla fine. Come squadra siamo cresciuti partita dopo partita, con tanti giovani di qualità. Siamo stati la prima Nazionale della Macedonia a raggiungere la semifinale contro il Kosovo per la qualificazione al campionato europeo. Elmas in campo contro Israele? Si, Elif sarà in campo domani. Credo molto in lui e ritengo che sia uno dei nostri migliori giocatori. In campo dà sempre il massimo, sono contento di avere giocatori come lui in Nazionale. Di base, mi aspetto una buona prestazione da lui, per prendere altri tre punti.Il tweet del Napoli sulle dichiarazioni di Elmas? Non sta a me commentare la decisione del Napoli, ma onestamente credo che non sia stato corretto. Elmas è un professionista e quando viene in Nazionale i giornalisti qui gli chiedono della sua esperienza in azzurro e credo non abbia detto nulla di sbagliato. La decisione per me non è stata corretta, ma Elif la ha accettata con grande professionalità. So come il ragazzo parla della città di Napoli, della sua gente e del club, è molto contento di essere lì, ma per me è stata una decisione poco corretta quella della società. La reazione di Elmas? Elif non è stato deluso, solo perché ha un carattere molto forte. Non credo si sia sentito ferito dal comunicato del Napoli, è un tipo tosto e con una personalità ben chiara, ma Elif è un professionista e come tale ha diritto di rispondere ai giornalisti in Nazionale. Elif non si è sentito punito.La situazione del Napoli e il posto di Elmas nelle gerarchie di Ancelotti? Potrei dire che credo molto nel ragazzo e che vorrei giocasse sempre, ma mister Ancelotti è quello che decide chi gioca e chi no. Elif ha grande qualità e può essere titolare in una squadra come il Napoli, lo ha dimostrato già quando è stato chiamato in causa quest'anno. L'ultima decisione resta, comunque, di Ancelotti. Ripeto, mi farebbe piacere che Elif giochi di più nel Napoli, ma vorrei anche che la squadra stessa si riprendesse da questo momento difficile. Sono in una piccola crisi, dopo quello che è successo all'interno del club. Credo, però, che una volta messo alle spalle tutto, il Napoli riprenderà a macinare risultati positivi".-TUTTONAPOLI.NET-
Bruno Satin, agente di Kevin Malcuit, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte: “Malcuit sta recuperando, serve tranquillità e tempo. In questo tipi di infortuni la fretta non serve. Ha vissuto questo momento difficile con tutti i compagni, anche se non era in campo. Bisogna fare un patto su un tempo limitato, magari fino a fine stagione, il problema è che non emergono le personalità forti ma purtroppo questo club i leader non li lascia esprimere. L’ultimo leader di questo Napoli è stato Reina, uno con le palle che diceva quello che pensava ed aveva forza nel parlare con il club. Ci potrebbe davvero essere la voglia da parte di qualcuno di scappare via da questa società”.-TUTTONAPOLI.NET-
Franck Kessié ha rotto con il Milan prima dell'ultima giornata di campionato, per la quale non è neanche stato convocato da Stefano Pioli. Ma adesso si prova a ricomporre lo strappo, secondo La Gazzetta dello Sport. Prima della partita col Napoli i due si parleranno e l'allenatore deciderà se fare affidamento anche su di lui o lasciarlo fuori. Tra l'altro l'ex Atalanta è stato anche accostato al Napoli per il mercato di gennaio.-TUTTONAPOLI.NET-
Stefano Colantuono parla a Marte Sport Live: “Insigne trova più giovamento nel sistema di gioco di Mancini perchè conosce più i movimenti e sa perfettamente quello che deve fare in campo. Contro il Milan sarà una gara molto delicata per il Napoli dal punto di vista psicologico perché se vince può anche iniziare un filetto di vittorie. Mi è capitato spesso che i calciatori non volessero andare in ritiro, non è mai ben visto. A Napoli si poteva aspettare una notte ed esser e più elastici: forse non andare ad incidere subito dopo il match avrebbe potuto calmare le acque”. -RADIOMARTE-
Dario Marcolin parla a Marte Sport Live: “Il Napoli non ha bisogno di essere allenato col 4-3-3 perché i calciatori che erano con Sarri conoscono alla perfezione questo modulo quindi si tratterebbe solo di insegnare qualche movimento ai nuovi. Il Napoli sembra costruito per giocare con quel modulo ed è per questo che in tanti chiedono ad Ancelotti di cambiare sistema di gioco. E’ chiaro che da solo non serve a vincere, ma di fronte ad una novità tattica, catturi l’attenzione della squadra che è portata a fare bene. Lozano? Io lo vedrei meglio a destra, credo abbia fatto le cose migliori in questa posizione”.-RADIOMARTE-
Gigi Finizio parla a Marte Sport Live: “Non dobbiamo arrenderci, proprio in questi momenti dobbiamo abbracciare il Napoli e far sentire il nostro calore alla squadra. Insigne soprattutto va sostenuto, è un nostro concittadino e nel bene e e nel male dobbiamo dargli una mano, soprattutto nei momenti più delicati come questo”. -RADIOMARTE-
(ANSA) -Michel Platini derubrica a "umana e normale" la reazione avuta da Cristiano Ronaldo dopo la sostituzione durante Juventus-Milan. "Non è un messaggio sbagliato o negativo per i bambini che lo hanno visto - spiega Platini durante la presentazione del libro "il re a nudo" -, ognuno ha la propria suscettibilità. E' normale e umano poter non accettare la sostituzione, lui pensava di poter risolvere la partita. Pensate che nella mia Juventus poteva uscire Boniek per fare entrare, ad esempio, Prandelli, quindi un difensore per un attaccante, e se ne parlava per giorni interi". Platini boccia la Var ("non mi piace"), considera la Juventus "una macchina molto forte" anche in chiave Champions ("ma per vincere le coppe serve anche un po' di fortuna") e fa un punto su quali talenti lo hanno impressionato di più in questi anni: "Arriviamo da una generazione marchiata da Ronaldo e Messi. Poi mi piacciono Neymar, Mbappè e Hazard".
(ANSA) -Ancora una rimonta, ma che stavolta vale oro. Il Brasile ribalta il Messico 2-1, con un gol in pieno recupero, e si laurea campione del mondo Under 17 per la quarta volta nella sua storia. Come contro la Francia in semifinale (da 0-2 a 3-2), anche contro 'El Tri' la nazionale verdeoro è costretta a inseguire per buona parte dell'incontro, dopo il gol di Gonzales al 66', prima del sorpasso firmato da Kaio Jorge su rigore all'84' e Lazaro, entrato a gara in corso. Al contrario di 14 anni fa, quando furono i messicani a spuntarla, stavolta i ragazzi del ct Guilherme Dalla Dea tornano a trionfare per la prima volta dal 2003. Un successo comunque meritato per i giovanissimi verdeoro capaci di comandare il gioco per gran parte del match (per loro anche due traverse).
A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto Mario Sconcerti, giornalista. Queste le sue considerazioni sul momento del Napoli.“Ancelotti si sentiva troppo giovane per la Nazionale e questo discorso valeva anche per Mancini che aveva un appeal nelle grandi squadre inferiore rispetto al tecnico del Napoli che voleva ancora vincere in una squadra di club. Il Napoli vale più della posizione che occupa in classifica e cambiando modulo, la squadra avrebbe più forza a centrocampo perché Fabian e Zielinski hanno bisogno di un appoggio. Il cambiamento tattico credo sia pensato per restituire certezza alla squadra. Juventus? I dolorini c’erano, Sarri non può andare in tv e dire cose avallate dallo staff tecnico, per cui un problema di base c’era, ma il caso Ronaldo non era sul ginocchio, quanto sulle parole di troppo dopo la sostituzione. Davide Ancelotti sta facendo il lavoro per cui ha studiato, ma credo che bisogna essere più liberi di cercare il merito fuori dalle parentele”. (100per100 NAPOLI)
Dopo la panchina contro la Bosnia, nella sfida di stasera tra Italia e Armenia Giovanni Di Lorenzo partirà dal primo minuto. In una staffetta già annunciata, Roberto Mancini schiererà il terzino del Napoli al posto di Florenzi. In attacco non ci sarà Insigne, sostituito per l'occasione da Chiesa. In porta spazio a Sirigu, considerato il secondo portiere dietro Donnarumma, quindi davanti a Meret che finirà tra le riserve ancora una volta. A riportarlo è Sky Sport.
ITALIA (4-3-3): Sirigu; Di Lorenzo, Bonucci, Romagnoli, Biraghi; Tonali, Jorginho, Barella; Zaniolo, Immobile, Chiesa -TUTTONAPOLI.NET-
Bruno Satin, agente di Kevin Malcuit, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte: “Malcuit sta recuperando, serve tranquillità e tempo. In questo tipi di infortuni la fretta non serve. Ha vissuto questo momento difficile con tutti i compagni, anche se non era in campo. Bisogna fare un patto su un tempo limitato, magari fino a fine stagione, il problema è che non emergono le personalità forti ma purtroppo questo club i leader non li lascia esprimere. L’ultimo leader di questo Napoli è stato Reina, uno con le palle che diceva quello che pensava ed aveva forza nel parlare con il club. Ci potrebbe davvero essere la voglia da parte di qualcuno di scappare via da questa società”.-TUTTONAPOLI.NET-
Franck Kessié ha rotto con il Milan prima dell'ultima giornata di campionato, per la quale non è neanche stato convocato da Stefano Pioli. Ma adesso si prova a ricomporre lo strappo, secondo La Gazzetta dello Sport. Prima della partita col Napoli i due si parleranno e l'allenatore deciderà se fare affidamento anche su di lui o lasciarlo fuori. Tra l'altro l'ex Atalanta è stato anche accostato al Napoli per il mercato di gennaio.-TUTTONAPOLI.NET-
Stefano Colantuono parla a Marte Sport Live: “Insigne trova più giovamento nel sistema di gioco di Mancini perchè conosce più i movimenti e sa perfettamente quello che deve fare in campo. Contro il Milan sarà una gara molto delicata per il Napoli dal punto di vista psicologico perché se vince può anche iniziare un filetto di vittorie. Mi è capitato spesso che i calciatori non volessero andare in ritiro, non è mai ben visto. A Napoli si poteva aspettare una notte ed esser e più elastici: forse non andare ad incidere subito dopo il match avrebbe potuto calmare le acque”. -RADIOMARTE-
Dario Marcolin parla a Marte Sport Live: “Il Napoli non ha bisogno di essere allenato col 4-3-3 perché i calciatori che erano con Sarri conoscono alla perfezione questo modulo quindi si tratterebbe solo di insegnare qualche movimento ai nuovi. Il Napoli sembra costruito per giocare con quel modulo ed è per questo che in tanti chiedono ad Ancelotti di cambiare sistema di gioco. E’ chiaro che da solo non serve a vincere, ma di fronte ad una novità tattica, catturi l’attenzione della squadra che è portata a fare bene. Lozano? Io lo vedrei meglio a destra, credo abbia fatto le cose migliori in questa posizione”.-RADIOMARTE-
Gigi Finizio parla a Marte Sport Live: “Non dobbiamo arrenderci, proprio in questi momenti dobbiamo abbracciare il Napoli e far sentire il nostro calore alla squadra. Insigne soprattutto va sostenuto, è un nostro concittadino e nel bene e e nel male dobbiamo dargli una mano, soprattutto nei momenti più delicati come questo”. -RADIOMARTE-
(ANSA) -Michel Platini derubrica a "umana e normale" la reazione avuta da Cristiano Ronaldo dopo la sostituzione durante Juventus-Milan. "Non è un messaggio sbagliato o negativo per i bambini che lo hanno visto - spiega Platini durante la presentazione del libro "il re a nudo" -, ognuno ha la propria suscettibilità. E' normale e umano poter non accettare la sostituzione, lui pensava di poter risolvere la partita. Pensate che nella mia Juventus poteva uscire Boniek per fare entrare, ad esempio, Prandelli, quindi un difensore per un attaccante, e se ne parlava per giorni interi". Platini boccia la Var ("non mi piace"), considera la Juventus "una macchina molto forte" anche in chiave Champions ("ma per vincere le coppe serve anche un po' di fortuna") e fa un punto su quali talenti lo hanno impressionato di più in questi anni: "Arriviamo da una generazione marchiata da Ronaldo e Messi. Poi mi piacciono Neymar, Mbappè e Hazard".
(ANSA) -Ancora una rimonta, ma che stavolta vale oro. Il Brasile ribalta il Messico 2-1, con un gol in pieno recupero, e si laurea campione del mondo Under 17 per la quarta volta nella sua storia. Come contro la Francia in semifinale (da 0-2 a 3-2), anche contro 'El Tri' la nazionale verdeoro è costretta a inseguire per buona parte dell'incontro, dopo il gol di Gonzales al 66', prima del sorpasso firmato da Kaio Jorge su rigore all'84' e Lazaro, entrato a gara in corso. Al contrario di 14 anni fa, quando furono i messicani a spuntarla, stavolta i ragazzi del ct Guilherme Dalla Dea tornano a trionfare per la prima volta dal 2003. Un successo comunque meritato per i giovanissimi verdeoro capaci di comandare il gioco per gran parte del match (per loro anche due traverse).
A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto Mario Sconcerti, giornalista. Queste le sue considerazioni sul momento del Napoli.“Ancelotti si sentiva troppo giovane per la Nazionale e questo discorso valeva anche per Mancini che aveva un appeal nelle grandi squadre inferiore rispetto al tecnico del Napoli che voleva ancora vincere in una squadra di club. Il Napoli vale più della posizione che occupa in classifica e cambiando modulo, la squadra avrebbe più forza a centrocampo perché Fabian e Zielinski hanno bisogno di un appoggio. Il cambiamento tattico credo sia pensato per restituire certezza alla squadra. Juventus? I dolorini c’erano, Sarri non può andare in tv e dire cose avallate dallo staff tecnico, per cui un problema di base c’era, ma il caso Ronaldo non era sul ginocchio, quanto sulle parole di troppo dopo la sostituzione. Davide Ancelotti sta facendo il lavoro per cui ha studiato, ma credo che bisogna essere più liberi di cercare il merito fuori dalle parentele”. (100per100 NAPOLI)
Dopo la panchina contro la Bosnia, nella sfida di stasera tra Italia e Armenia Giovanni Di Lorenzo partirà dal primo minuto. In una staffetta già annunciata, Roberto Mancini schiererà il terzino del Napoli al posto di Florenzi. In attacco non ci sarà Insigne, sostituito per l'occasione da Chiesa. In porta spazio a Sirigu, considerato il secondo portiere dietro Donnarumma, quindi davanti a Meret che finirà tra le riserve ancora una volta. A riportarlo è Sky Sport.
ITALIA (4-3-3): Sirigu; Di Lorenzo, Bonucci, Romagnoli, Biraghi; Tonali, Jorginho, Barella; Zaniolo, Immobile, Chiesa -TUTTONAPOLI.NET-
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sabato 16 novembre 2019
Notizie di calcio del 16-11-2019
Minacce e una busta con all'interno un proiettile hanno fatto scattare la 'vigilanza dinamica' (il livello più basso di tutela) per l'allenatore dell'Inter Antonio Conte. Lo riportano oggi Corriere della Sera e Il Giorno. Dopo la misura decisa dalla Prefettura di Milano, pattuglie di polizia e carabinieri passeranno in strada con più frequenza intorno allo stabile di Milano dove vive l'allenatore, e agli uffici della società nerazzurra. Al momento l'ipotesi prevalente sarebbe "l'azione di un mitomane".
La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta, al momento a carico di ignoti, per minacce aggravate e detenzione di munizioni dopo che lo scorso 14 novembre l'allenatore dell'Inter Antonio Conte ha ricevuto una lettera contenente una cartuccia per fucile inesplosa e messaggi minatori. L'indagine è coordinata da Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo milanese, e delegata ai Carabinieri del nucleo investigativo.
La lettera con minacce ad Antonio Conte, per la quale la procura di Milano indaga per minacce aggravate, è arrivata all'Inter: con una dichiarazione all'ANSA, è il club nerazzurro a precisare le circostanze della vicenda. "In relazione alle notizie pubblicate oggi", l'Inter precisa che "Antonio Conte non ha ricevuto personalmente alcuna lettera minatoria e, di conseguenza, non si è recato in prima persona a sporgere denuncia. È stato il club a ricevere una lettera e, come da prassi in questo genere di situazioni, ha provveduto a rivolgersi alle autorità competenti".-ANSA-
(ANSA) -E' finita 5-1 l'amichevole disputata dalla Fiorentina questo pomeriggio al Franchi contro l'Entella.
A segno nel primo tempo Ghezzal (4'), Benassi (19') e Boateng (34'), nella ripresa ancora in gol Ghezzal (19') e infine il neo entrato Lirola (26') su passaggio di Ribéry già autore dell'assist nell'azione che ha sbloccato la gara: il francese, apparso in buona forma, era l'osservato speciale in vista del rientro (domenica prossima a Verona) dopo aver scontato tre giornate di squalifica. Nel finale (39') è arrivata con De Luca la rete della bandiera per la squadra ligure. Tra i viola molti i nazionali assenti ma dirigenza al completo sugli spalti in attesa dell'arrivo del patron Rocco Commisso previsto a fine mese. Circa 500 gli spettatori fra i quali l'ex Giuseppe Rossi, acclamato dal pubblico presente.
(ANSA) -"Il record di 10 vittorie consecutive ci fa piacere anche perché durava dal 1938, i ragazzi sono stati bravi ma ora dobbiamo guardare a giugno". Lo ha detto il Ct della nazionale di calcio Roberto Mancini, oggi a Venezia, alla presentazione della partnership tra Figc e Save, società di gestione dell'aeroporto 'Marco Polo'. "Mario - ha detto Mancini riferendosi a Balotelli - sa benissimo che se si meriterà di giocare potrà tornare in azzurro esattamente come tutti i giocatori". "Ora però - ha aggiunto - guardiamo alla prossima partita pensando prima di tutto a quelli del gruppo che sono infortunati". "Non penso a nuovi innesti - ha rilevato - perché i tempi sono stretti ed è difficile che ciò possa avvenire, abbiamo poche partite e la scadenza di giugno è troppo vicina per pensare a esperimenti".
-ANSA-L'Italia di Roberto Mancini è una piccola magia. Una Nazionale da record si prende tutto in casa della Bosnia di Pjanic e Dzeko. Il 3-0 siglato da Acerbi e Insigne nel primo tempo e Belotti nel secondo vale al ct una fila di primati: en-plein nel girone di qualificazione (9 vittorie su 9 con la possibilità di chiudere il cerchio lunedì a Palermo contro l'Armenia), e i successi di fila sono 10 contando l'amichevole sugli Usa. Meglio della miglior striscia di un commissario tecnico di nome Vittorio Pozzo. E' record nella storia azzurra, ma il risultato più utile della serata è comunque la certezza di andare a Euro 2020 da testa di serie.
Nell'urna di Bucarest, il 30 novembre, l'Italia sarà in prima fascia, e osservata speciale di tutta Europa. Perché la nazionale giovane messa in piedi dal ct, stasera con l'innesto felice di Tonali dal 1', è sempre fresca e brillante, sulla via del gioco intrapresa dall'inizio. E vive un momento magico, come testimoniano l'esordio del giovane centrocampista del Brescia e la prova convincente di Florenzi, in controtendenza netta con il dimenticatoio giallorosso. Vero e' che la vittoria della Finlandia nel pomeriggio aveva tolto alla Bosnia ogni residua speranza di qualificazione e forse anche motivazioni. E che la squadra di Prosinecki si è rivelata davvero un gigante d'argilla. L'Italia ha però imposto la sua legge da subito. Tonali è preferito a Zaniolo per il posto di Sensi, Florenzi trova spazio da terzino. Belotti, come annunciato, e' il centravanti prescelto.
L'arma azzurra e' il pressing alto, per impedire l'uscita dall'area a Pjanic. Al primo minuto una palla persa dal duo Florenzi-Bonucci lancia Dzeko-Visca in ripartenza, con off-side. E' falso allarme, perché Bernardeschi imperversa a destra sopperendo alle difficolta' di serata di Emerson, sulla fascia opposta. Dopo un quarto d'ora Florenzi lancia lo juventino, che in area scarica per Insigne, la sua botta sicura e' murata dal portiere. Una manciata di minuti, e Bernardeschi è pescato sul palo destro da un cross, stop un po' lungo e sul destro Sehic ci mette il corpo in uscita. Ma e' questione di poco: al minuto 21 Acerbi festeggia la sua prima rete azzurra, ancora lancio di Florenzi, ancora Bernardeschi stavolta a sinistra, lo scarico su Barella finisce al difensore preciso dal dischetto.
La reazione bosniaca schiaccia un po' troppo gli azzurri, in difficoltà solo sugli angoli: al 30' Besic scarica il destro ma Emerson salva Donnarumma davanti alla linea. Poi al 37' Belotti di prepotenza entra in area da destra e serve Insigne, il cui destro lento è preciso sul palo opposto: 2-0. Si impegna anche Donnarumma, al 39', in una doppia parata su Dzeko prima e Cimirot subito dopo, un minuto dopo il suo collega Sehic salva sotto la traversa sul sinistro di Belotti. Il rientro in campo dice che la Bosnia ha rinunciato, Mancini non ci sta a mettere in frigo il risultato e cosi' arriva dopo 8 minuti il 3-0 gol: lancio in profondità di Barella, Belotti dal limite dell'area scarica di destro in rete. Partita chiusa, anche i tifosi di casa applaudono gli azzurri. L'Italia gioca in scioltezza e col palleggio crea sempre pericoli, Belotti prima e Insigne poi vanno vicini alla quarta rete. La serata si completa in altro modo: con la prima volta di Gaetano Castrovilli, ventunesimo esordiente di Mancini cui poi il ct ha voluto aggiungere il 22/esimo col portiere Gollini nel finale. Come dire, la magia azzurra ha un futuro.
Impegnato con la nazionale della Macedonia, il centrocampista del Napoli Eljif Elmas non ha perso di vista gli obiettivi col Napoli, a partire dalla sfida col Milan: "Siamo una squadra di qualità e come in ogni partita giocheremo per vincere". L'obiettivo resta lo scudetto nonostante la distanza dalla Juve: "Nel calcio tutto è possibile, la lotta per il titolo è ancora aperta. Noi, Inter e Roma lotteremo per lo scudetto".
Arrivato in estate dal Fenerbahce, Elmas ha fatto intravedere le proprie qualità con la maglia del Napoli e Ancelotti gli sta concedendo spazio: "Sono molto felice di giocare in Serie A, uno dei campionati migliori al mondo per tattica e qualità dei giocatori. Rispetto al campionato turco, in Italia si gioca più con la tattica mentre là eravamo più aperti e si giocava negli spazi. Non so dire se il campionato italiano sarà solo una tappa o cosa, al momento penso solo a giocare e l'importante è stare bene".
Elmas è anche il calciatore macedone più pagato al mondo: "Ho i miei sogni come tutti e per me la cosa importante è lavorare sodo, con i sacrifici tutti possono accrescere il proprio valore economico. Non mi pesa troppo questa etichetta, non posso evitarla". Obiettivo scudetto: "La Juventus ha tutto quello che serve per difendere il titolo, sappiamo tutti che giocatori ha Sarri a disposizione. Nel calcio però tutto è possibile e anche la Juve può perdere. La lotta è ancora aperta".SPORTMEDIASET-
Maledetta fu la Coppa d'Africa Under 23 per il Genoa e per Christian Kouamé. L'attaccante rossoblù ha rimediato la rottura del legamento crociato nell'infortunio rimediato nella sconfitta con la sua Costa d'Avorio Under 23 contro i pari età del Sudafrica (0-1). Rientrato in Italia, gli esami strumentali hanno confermato la peggiore delle ipotesi fatte inizialmente per il giovane che dovrà sottoporsi a un intervento e stare fuori diversi mesi.
Una brutta tegola per Thiago Motta che proprio sul talento ivoriano stava puntando per risalire la classifica alla guida del Genoa. L'attaccante classe 1997, al centro anche di numerose voci di mercato, in questa stagione ha realizzato cinque gol e tre assist in 11 partite di campionato, ma ora dovrà stare fuori dal campo almeno sei mesi e la sua stagione può già considerarsi finita a metà novembre. Con ogni probabilità Kouamé lo rivedremo in campo all'inizio della prossima stagione.
KOUAME': "RISPONDO ALL'INFORTUNIO COL SORRISO"
Si parla tanto di una possibile rivoluzione sul mercato del prossimo anno e tra i protagonisti sicuramente potrebbe esserci anche José Maria Callejon, il cui contratto scadrà a fine stagione. Non si è ancora raggiunta l'intesa per il rinnovo di contratto, affare del quale parla in prima persona Manuel Garcia Quilon, agente dello spagnolo, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: “Il rinnovo? Il Napoli ci ha presentato la proposta già da tre mesi. La situazione è in stand-by. Aspettiamo, non posso aggiungere altro”, l'anticipazione delle sue dichiarazioni riportate dal canale Twitter dell'emittente radiofonica.TUTTONAPOLI.NET-
Dal ritiro della Nazionale Italiana è intervenuto ai microfoni di Sky Sport il portiere del Napoli Alex Meret: “La mia dote migliore è la reattività, ma devo migliorare coi piedi e nelle uscite, in questi ultimi aspetti devo essere più coraggioso.
La mia parata più bella? Quella sul diagonale di Salah in Champions League.
Il mio idolo? Gigi Buffon.
Portieri più bravi? Ederson è il migliore coi piedi. Il portiere con maggior sicurezza è Allison. Quello più completo di tutti è Handanovic.
Il giocatore che calcia più forte di tutti? Milik.
Rigori? Quando mi capita di doverne parare uno, decido sempre di battezzare un angolo e di provarla a prendere.
Napoli? Ogni volta che scendo in campo mi dico di dover star tranquillo e divertirmi.
Obiettivi? Crescere anno dopo anno, giorno dopo giorno. Inoltre voglio vincere qualcosa sia col Napoli che con la Nazionale italiana”.-TUTTONAPOLI.NET-
Un brutto episodio scuote la serenità di Antonio Conte. L'allenatore dell'Inter è stato messo sotto vigilanza dopo che una busta anonima, contenente una serie di minacce e un proiettile, è stata recapitata a suo nome alla sede dell'Inter, Stando a quanto riporta l'Ansa, dopo che il fatto era stato rivelato da il Corriere della Sera, è stata la società nerazzurra a denunciare il fatto alle forze dell'ordine. La Procura ha quindi aperto un'inchiesta per chiarire i fatti che, nel frattempo, la moglie del tecnico salentino aveva smentito via social definendo la notizia "una bufala".-TUTTONAPOLI.NET-
(ANSA) - Miralem Pjanic salterà la prossima partita della nazionale bosniaca contro il Liechtenstein a causa di un infortunio all'adduttore. A comunicarlo è la Federcalcio bosniaca, sul suo sito ufficiale, il giorno dopo la partita disputata contro l'Italia, in cui il centrocampista bianconero si è fermato per il problema muscolare. Lo staff medico della Juventus è in contatto con quello della nazionale bosniaca per valutare un eventuale ritorno anticipato del regista alla Continassa.
NAPOLIMAGAZINE.COM - Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, rompe il silenzio e torna a scrivere sui social network: "Qui sono nati i miei figli. Qui sono cresciuto come uomo e come calciatore. Qui, la mia famiglia e io ci sentiamo a casa. ?? #Napoli".
NAPOLIMAGAZINE.COM - Aspettando la doppia sfida con Liverpool e Milan, in casa Napoli già si guarda al mercato di gennaio che stavolta non sarà una sessione modello Grassi e Regini e che "costringerà" per la prima volta De Laurentiis a fare mercato di riparazione. Il club azzurro sta cominciando a guardarsi intorno e a dragare alcune situazioni ma senza affondare i colpi. E' chiaro che tante cose dipenderanno da questa essenziale premessa. Ma di certo c'è che l'ammutinamento post Salisburgo porterà presto ai primi segnali che De Laurentiis non potrà non dare. Mertens e Callejon sembrano essere ai titoli di coda. Non si può perderli a giugno a scadenza, a costo zero e allora già a gennaio potrebbero lasciare Napoli, entrambi o di certo almeno uno dei due. Mertens non ha firmato con l'Inter, come qualcuno dice, e non ha ancora chiuso al rinnovo ma le parti sono lontane. Se sarà divorzio immediato con Mertens e Callejon, con relativo alleggerimento del monte ingaggi da 4 e 3 milioni (7 totali), a quel punto ADL prenderebbe in considerazione l'ipotesi Ibrahimovic. Sullo svedese la situazione e' chiara: Ibra in Italia vuole Napoli e il Napoli, e' la grande sfida di fine carriera e Raiola ha dato la disponibilità sua e del giocatore a De Laurentiis per sedersi ad un tavolo. Il Napoli e' la prima scelta del giocatore. Ma almeno per il momento non c'è trattativa perché c'è stato il caos della rivolta, Ancelotti e' in bilico e il club vuole capire cosa accadrà da qui a breve. Capiremo il futuro di Ibra tra 15/20 giorni. C'è da sperare che il Napoli sfrutti questa occasione di mercato perché anche a 37 anni uno come Ibrahimovic e' un totem che ha classe immortale e quel carisma feroce che manca in questo Napoli. Il Milan e' un'ipotesi ma un ripiego perché il Milan attuale e' una ex grande che non può dare grossi stimoli al giocatore. Bologna e' la terza scelta, Saputo ci sta provando sul serio ma con tutto il rispetto sarebbe molto sorprendente vedere Ibrahimovic tornare in Italia per lottare per non andare in B. L'idea di massima in casa azzurra e' quella di fare due o tre operazioni: un esterno difensivo per sostituire Malcuit e il partente Hysaj, un attaccante se uscirà Mertens e un centrocampista. Kessie e' un'opzione che piace a Giuntoli ma non e' l'unica sul tavolo. Florenzi e' una soluzione che piace e non poco, la Roma spinge per Hysaj e sarebbe pronta a dare il via libera per uno scambio tra i due. Il romanista accetterebbe il Napoli ma il problema e' il cartellino, con il giocatore che chiede 3,5 milioni netti, cifra al momento ritenuta eccessiva dai partenopei, che intanto cercano di capire anche se Ghoulam potrà essere ancora un giocatore importante con l'algerino che si avvia a chiudere la sua esperienza a Napoli a fine stagione. Si cerca infine una soluzione per Younes che potrebbe partire in prestito già a gennaio e piace ad alcuni club italiani. (Emanuele Cammaroto)
NAPOLIMAGAZINE.COMIl giornalista Rai Ciro Venerato ha risposto alle domande degli ascoltatori di Radio Sportiva durante il "Microfono Aperto".
SULL'ITALIA VISTA CONTRO LA BOSNIA: "Gare facili, in Europa e nel mondo, non ce ne sono più. Non ricordo una qualificazione ai campionati Europei così brillante da parte dell'Italia. In epoche passate, anche con grandi allenatori, ci siamo sempre qualificati all'ultimo sospiro. La Bosnia non è una squadraccia, giusto sottolineare il grande lavoro di Mancini a livello tattico e motivazionale. In passato abbiamo sofferto con squadre inferiori a quelle nel girone di qualificazione dell'Italia. La Nazionale, in questo momento, può essere considerata un'outsider di lusso ai prossimi Europei. Ci sono squadre che sulla carta partono davanti".
SUL MILAN A GENNAIO: "Sicuramente farà qualcosa, ma invito i tifosi rossoneri ad un sano pragmatismo. Sarà fatto tutto il possibile all'interno di una situazione economica che non consente voli pindarici. Non mi arrivano notizie confortanti su Ibrahimovic, la concorrenza è alta ed Elliott non convinto di fare un investimento pesante per un giocatore di 38 anni. Al Milan serve un difensore".
SE QUESTA ITALIA SI SAREBBE QUALIFICATA ALL'ULTIMO MONDIALE: "Sulla carta, visto il lavoro splendido di Mancini, avremmo avuto qualche chance in più. A questa squadra manca il fuoriclasse 'alla' Del Piero, ma credo molto nell'amalgama di squadra e al lavoro di Mancini".
SU ALLAN: "Qualcosa si è rotto l'anno scorso negli equilibri tra il giocatore ed il Napoli, quando l'offerta del Psg è stata rifiutata dalla società senza che venisse ritoccato il contratto. Il suo destino può essere definito più a giugno che a gennaio".
SUL TORINO: "Forse qualche giocatore in più poteva far comodo al Torino, soprattutto nel doppio confronto con il Wolverhampton. Vero però che sono state rifiutate tutte le offerte per i migliori giocatori, compresi Belotti e Sirigu. Mazzarri risolleverà il Toro".
SUL MILAN: "Mi sembra esagerato dire che rischia la retrocessione. La prossima partita sarà uno snodo fondamentale nella stagione dei rossoneri".
SU SARRI ALLA JUVENTUS: "Roma non è stata costruita in un giorno, dategli tempo. E' stato preso per proporre un calcio più propositivo, serve anche per il brand. La Juventus sta iniziando a produrre risultati, ma il tecnico sa che deve migliorare il gioco".
SULL'INTER: "Darà del filo da torcere alla Juventus fino alla fine del campionato, soprattutto se a Conte arriveranno i rinforzi sperati a gennaio. I bianconeri però restano sempre un metro in avanti".
SU NAINGGOLAN AL CAGLIARI: "L'ambiente gli ha restituito vecchie certezze. Ma l'Inter sta facendo bene anche senza lui, Icardi e Perisic".
SU TONALI: "Per essere un giocatore alle prime arme in maglia azzurra, ha dimostrato di avere personalità da vendere. E' un talento assoluto, ma non lo scopriamo certo stasera".
SULL'ATALANTA: "E' un po' in calo perché è poco abituata al doppio impegno Champions-campionato. Poi si è messo in mezzo anche qualche infortunio di troppo. Può lottare per la Champions, insieme al Cagliari è l'outsider più pericolosa per le big".
SU AGUDELO: "E' un grande talento. Non a caso è già sui taccuini di Marotta e Paratici".
SUL CASO RONALDO: "La Juventus è stata brava a gestire la situazione sotto il profilo comunicativo, i panni sporchi si lavano in casa. Sono sicuro che Sarri troverà un nuovo giocatore al rientro dagli impegni con il Portogallo".
SU BERNARDESCHI: "Arrivava da un momento difficile alla Juventus, ma a me piace tantissimo. A volte s'intestardisce nella giocata di troppo, sono sicuro che Sarri saprà lavorarci. Lo voleva già ai tempi di Napoli".
SU INSIGNE: "In Nazionale ha segnato con un colpo da biliardo sublime. Non è Baggio o Del Piero, ma quando è messo nelle condizioni di giocare nel suo ruolo è un giocatore importante".
SUL FUTURO DI IBRAHIMOVIC: "Ancora non sa dove andare. Sta vagliando delle offerte, al momento è il Bologna la società che sta facendo più sul serio. L'interessamento della Roma non mi risulta, sul Milan vediamo ma Elliott non fa certi investimenti".
SU FLORENZI ALLA FIORENTINA: "Piace ai viola, basti pensare che il primo contratto l'ha firmato con Pradè. C'è feeling anche con Montella ma a me risulta che il giocatore voglia ancora giocarsi le sue carte alla Roma. Magari la situazione può cambiare da qua al gennaio, ma il resto sono frottole".
SU CALLEJON E MERTENS VIA A GENNAIO: "E' un'ipotesi. Non caldissima al momento ma non la escludo. Se arrivasse un'offerta sui 15-18 milioni per un giocatore in scadenza, credo che il Napoli lo venderebbe".
La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta, al momento a carico di ignoti, per minacce aggravate e detenzione di munizioni dopo che lo scorso 14 novembre l'allenatore dell'Inter Antonio Conte ha ricevuto una lettera contenente una cartuccia per fucile inesplosa e messaggi minatori. L'indagine è coordinata da Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo milanese, e delegata ai Carabinieri del nucleo investigativo.
La lettera con minacce ad Antonio Conte, per la quale la procura di Milano indaga per minacce aggravate, è arrivata all'Inter: con una dichiarazione all'ANSA, è il club nerazzurro a precisare le circostanze della vicenda. "In relazione alle notizie pubblicate oggi", l'Inter precisa che "Antonio Conte non ha ricevuto personalmente alcuna lettera minatoria e, di conseguenza, non si è recato in prima persona a sporgere denuncia. È stato il club a ricevere una lettera e, come da prassi in questo genere di situazioni, ha provveduto a rivolgersi alle autorità competenti".-ANSA-
(ANSA) -E' finita 5-1 l'amichevole disputata dalla Fiorentina questo pomeriggio al Franchi contro l'Entella.
A segno nel primo tempo Ghezzal (4'), Benassi (19') e Boateng (34'), nella ripresa ancora in gol Ghezzal (19') e infine il neo entrato Lirola (26') su passaggio di Ribéry già autore dell'assist nell'azione che ha sbloccato la gara: il francese, apparso in buona forma, era l'osservato speciale in vista del rientro (domenica prossima a Verona) dopo aver scontato tre giornate di squalifica. Nel finale (39') è arrivata con De Luca la rete della bandiera per la squadra ligure. Tra i viola molti i nazionali assenti ma dirigenza al completo sugli spalti in attesa dell'arrivo del patron Rocco Commisso previsto a fine mese. Circa 500 gli spettatori fra i quali l'ex Giuseppe Rossi, acclamato dal pubblico presente.
(ANSA) -"Il record di 10 vittorie consecutive ci fa piacere anche perché durava dal 1938, i ragazzi sono stati bravi ma ora dobbiamo guardare a giugno". Lo ha detto il Ct della nazionale di calcio Roberto Mancini, oggi a Venezia, alla presentazione della partnership tra Figc e Save, società di gestione dell'aeroporto 'Marco Polo'. "Mario - ha detto Mancini riferendosi a Balotelli - sa benissimo che se si meriterà di giocare potrà tornare in azzurro esattamente come tutti i giocatori". "Ora però - ha aggiunto - guardiamo alla prossima partita pensando prima di tutto a quelli del gruppo che sono infortunati". "Non penso a nuovi innesti - ha rilevato - perché i tempi sono stretti ed è difficile che ciò possa avvenire, abbiamo poche partite e la scadenza di giugno è troppo vicina per pensare a esperimenti".
-ANSA-L'Italia di Roberto Mancini è una piccola magia. Una Nazionale da record si prende tutto in casa della Bosnia di Pjanic e Dzeko. Il 3-0 siglato da Acerbi e Insigne nel primo tempo e Belotti nel secondo vale al ct una fila di primati: en-plein nel girone di qualificazione (9 vittorie su 9 con la possibilità di chiudere il cerchio lunedì a Palermo contro l'Armenia), e i successi di fila sono 10 contando l'amichevole sugli Usa. Meglio della miglior striscia di un commissario tecnico di nome Vittorio Pozzo. E' record nella storia azzurra, ma il risultato più utile della serata è comunque la certezza di andare a Euro 2020 da testa di serie.
Nell'urna di Bucarest, il 30 novembre, l'Italia sarà in prima fascia, e osservata speciale di tutta Europa. Perché la nazionale giovane messa in piedi dal ct, stasera con l'innesto felice di Tonali dal 1', è sempre fresca e brillante, sulla via del gioco intrapresa dall'inizio. E vive un momento magico, come testimoniano l'esordio del giovane centrocampista del Brescia e la prova convincente di Florenzi, in controtendenza netta con il dimenticatoio giallorosso. Vero e' che la vittoria della Finlandia nel pomeriggio aveva tolto alla Bosnia ogni residua speranza di qualificazione e forse anche motivazioni. E che la squadra di Prosinecki si è rivelata davvero un gigante d'argilla. L'Italia ha però imposto la sua legge da subito. Tonali è preferito a Zaniolo per il posto di Sensi, Florenzi trova spazio da terzino. Belotti, come annunciato, e' il centravanti prescelto.
L'arma azzurra e' il pressing alto, per impedire l'uscita dall'area a Pjanic. Al primo minuto una palla persa dal duo Florenzi-Bonucci lancia Dzeko-Visca in ripartenza, con off-side. E' falso allarme, perché Bernardeschi imperversa a destra sopperendo alle difficolta' di serata di Emerson, sulla fascia opposta. Dopo un quarto d'ora Florenzi lancia lo juventino, che in area scarica per Insigne, la sua botta sicura e' murata dal portiere. Una manciata di minuti, e Bernardeschi è pescato sul palo destro da un cross, stop un po' lungo e sul destro Sehic ci mette il corpo in uscita. Ma e' questione di poco: al minuto 21 Acerbi festeggia la sua prima rete azzurra, ancora lancio di Florenzi, ancora Bernardeschi stavolta a sinistra, lo scarico su Barella finisce al difensore preciso dal dischetto.
La reazione bosniaca schiaccia un po' troppo gli azzurri, in difficoltà solo sugli angoli: al 30' Besic scarica il destro ma Emerson salva Donnarumma davanti alla linea. Poi al 37' Belotti di prepotenza entra in area da destra e serve Insigne, il cui destro lento è preciso sul palo opposto: 2-0. Si impegna anche Donnarumma, al 39', in una doppia parata su Dzeko prima e Cimirot subito dopo, un minuto dopo il suo collega Sehic salva sotto la traversa sul sinistro di Belotti. Il rientro in campo dice che la Bosnia ha rinunciato, Mancini non ci sta a mettere in frigo il risultato e cosi' arriva dopo 8 minuti il 3-0 gol: lancio in profondità di Barella, Belotti dal limite dell'area scarica di destro in rete. Partita chiusa, anche i tifosi di casa applaudono gli azzurri. L'Italia gioca in scioltezza e col palleggio crea sempre pericoli, Belotti prima e Insigne poi vanno vicini alla quarta rete. La serata si completa in altro modo: con la prima volta di Gaetano Castrovilli, ventunesimo esordiente di Mancini cui poi il ct ha voluto aggiungere il 22/esimo col portiere Gollini nel finale. Come dire, la magia azzurra ha un futuro.
Impegnato con la nazionale della Macedonia, il centrocampista del Napoli Eljif Elmas non ha perso di vista gli obiettivi col Napoli, a partire dalla sfida col Milan: "Siamo una squadra di qualità e come in ogni partita giocheremo per vincere". L'obiettivo resta lo scudetto nonostante la distanza dalla Juve: "Nel calcio tutto è possibile, la lotta per il titolo è ancora aperta. Noi, Inter e Roma lotteremo per lo scudetto".
Arrivato in estate dal Fenerbahce, Elmas ha fatto intravedere le proprie qualità con la maglia del Napoli e Ancelotti gli sta concedendo spazio: "Sono molto felice di giocare in Serie A, uno dei campionati migliori al mondo per tattica e qualità dei giocatori. Rispetto al campionato turco, in Italia si gioca più con la tattica mentre là eravamo più aperti e si giocava negli spazi. Non so dire se il campionato italiano sarà solo una tappa o cosa, al momento penso solo a giocare e l'importante è stare bene".
Elmas è anche il calciatore macedone più pagato al mondo: "Ho i miei sogni come tutti e per me la cosa importante è lavorare sodo, con i sacrifici tutti possono accrescere il proprio valore economico. Non mi pesa troppo questa etichetta, non posso evitarla". Obiettivo scudetto: "La Juventus ha tutto quello che serve per difendere il titolo, sappiamo tutti che giocatori ha Sarri a disposizione. Nel calcio però tutto è possibile e anche la Juve può perdere. La lotta è ancora aperta".SPORTMEDIASET-
Maledetta fu la Coppa d'Africa Under 23 per il Genoa e per Christian Kouamé. L'attaccante rossoblù ha rimediato la rottura del legamento crociato nell'infortunio rimediato nella sconfitta con la sua Costa d'Avorio Under 23 contro i pari età del Sudafrica (0-1). Rientrato in Italia, gli esami strumentali hanno confermato la peggiore delle ipotesi fatte inizialmente per il giovane che dovrà sottoporsi a un intervento e stare fuori diversi mesi.
Una brutta tegola per Thiago Motta che proprio sul talento ivoriano stava puntando per risalire la classifica alla guida del Genoa. L'attaccante classe 1997, al centro anche di numerose voci di mercato, in questa stagione ha realizzato cinque gol e tre assist in 11 partite di campionato, ma ora dovrà stare fuori dal campo almeno sei mesi e la sua stagione può già considerarsi finita a metà novembre. Con ogni probabilità Kouamé lo rivedremo in campo all'inizio della prossima stagione.
KOUAME': "RISPONDO ALL'INFORTUNIO COL SORRISO"
Si parla tanto di una possibile rivoluzione sul mercato del prossimo anno e tra i protagonisti sicuramente potrebbe esserci anche José Maria Callejon, il cui contratto scadrà a fine stagione. Non si è ancora raggiunta l'intesa per il rinnovo di contratto, affare del quale parla in prima persona Manuel Garcia Quilon, agente dello spagnolo, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: “Il rinnovo? Il Napoli ci ha presentato la proposta già da tre mesi. La situazione è in stand-by. Aspettiamo, non posso aggiungere altro”, l'anticipazione delle sue dichiarazioni riportate dal canale Twitter dell'emittente radiofonica.TUTTONAPOLI.NET-
Dal ritiro della Nazionale Italiana è intervenuto ai microfoni di Sky Sport il portiere del Napoli Alex Meret: “La mia dote migliore è la reattività, ma devo migliorare coi piedi e nelle uscite, in questi ultimi aspetti devo essere più coraggioso.
La mia parata più bella? Quella sul diagonale di Salah in Champions League.
Il mio idolo? Gigi Buffon.
Portieri più bravi? Ederson è il migliore coi piedi. Il portiere con maggior sicurezza è Allison. Quello più completo di tutti è Handanovic.
Il giocatore che calcia più forte di tutti? Milik.
Rigori? Quando mi capita di doverne parare uno, decido sempre di battezzare un angolo e di provarla a prendere.
Napoli? Ogni volta che scendo in campo mi dico di dover star tranquillo e divertirmi.
Obiettivi? Crescere anno dopo anno, giorno dopo giorno. Inoltre voglio vincere qualcosa sia col Napoli che con la Nazionale italiana”.-TUTTONAPOLI.NET-
Un brutto episodio scuote la serenità di Antonio Conte. L'allenatore dell'Inter è stato messo sotto vigilanza dopo che una busta anonima, contenente una serie di minacce e un proiettile, è stata recapitata a suo nome alla sede dell'Inter, Stando a quanto riporta l'Ansa, dopo che il fatto era stato rivelato da il Corriere della Sera, è stata la società nerazzurra a denunciare il fatto alle forze dell'ordine. La Procura ha quindi aperto un'inchiesta per chiarire i fatti che, nel frattempo, la moglie del tecnico salentino aveva smentito via social definendo la notizia "una bufala".-TUTTONAPOLI.NET-
(ANSA) - Miralem Pjanic salterà la prossima partita della nazionale bosniaca contro il Liechtenstein a causa di un infortunio all'adduttore. A comunicarlo è la Federcalcio bosniaca, sul suo sito ufficiale, il giorno dopo la partita disputata contro l'Italia, in cui il centrocampista bianconero si è fermato per il problema muscolare. Lo staff medico della Juventus è in contatto con quello della nazionale bosniaca per valutare un eventuale ritorno anticipato del regista alla Continassa.
NAPOLIMAGAZINE.COM - Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, rompe il silenzio e torna a scrivere sui social network: "Qui sono nati i miei figli. Qui sono cresciuto come uomo e come calciatore. Qui, la mia famiglia e io ci sentiamo a casa. ?? #Napoli".
NAPOLIMAGAZINE.COM - Aspettando la doppia sfida con Liverpool e Milan, in casa Napoli già si guarda al mercato di gennaio che stavolta non sarà una sessione modello Grassi e Regini e che "costringerà" per la prima volta De Laurentiis a fare mercato di riparazione. Il club azzurro sta cominciando a guardarsi intorno e a dragare alcune situazioni ma senza affondare i colpi. E' chiaro che tante cose dipenderanno da questa essenziale premessa. Ma di certo c'è che l'ammutinamento post Salisburgo porterà presto ai primi segnali che De Laurentiis non potrà non dare. Mertens e Callejon sembrano essere ai titoli di coda. Non si può perderli a giugno a scadenza, a costo zero e allora già a gennaio potrebbero lasciare Napoli, entrambi o di certo almeno uno dei due. Mertens non ha firmato con l'Inter, come qualcuno dice, e non ha ancora chiuso al rinnovo ma le parti sono lontane. Se sarà divorzio immediato con Mertens e Callejon, con relativo alleggerimento del monte ingaggi da 4 e 3 milioni (7 totali), a quel punto ADL prenderebbe in considerazione l'ipotesi Ibrahimovic. Sullo svedese la situazione e' chiara: Ibra in Italia vuole Napoli e il Napoli, e' la grande sfida di fine carriera e Raiola ha dato la disponibilità sua e del giocatore a De Laurentiis per sedersi ad un tavolo. Il Napoli e' la prima scelta del giocatore. Ma almeno per il momento non c'è trattativa perché c'è stato il caos della rivolta, Ancelotti e' in bilico e il club vuole capire cosa accadrà da qui a breve. Capiremo il futuro di Ibra tra 15/20 giorni. C'è da sperare che il Napoli sfrutti questa occasione di mercato perché anche a 37 anni uno come Ibrahimovic e' un totem che ha classe immortale e quel carisma feroce che manca in questo Napoli. Il Milan e' un'ipotesi ma un ripiego perché il Milan attuale e' una ex grande che non può dare grossi stimoli al giocatore. Bologna e' la terza scelta, Saputo ci sta provando sul serio ma con tutto il rispetto sarebbe molto sorprendente vedere Ibrahimovic tornare in Italia per lottare per non andare in B. L'idea di massima in casa azzurra e' quella di fare due o tre operazioni: un esterno difensivo per sostituire Malcuit e il partente Hysaj, un attaccante se uscirà Mertens e un centrocampista. Kessie e' un'opzione che piace a Giuntoli ma non e' l'unica sul tavolo. Florenzi e' una soluzione che piace e non poco, la Roma spinge per Hysaj e sarebbe pronta a dare il via libera per uno scambio tra i due. Il romanista accetterebbe il Napoli ma il problema e' il cartellino, con il giocatore che chiede 3,5 milioni netti, cifra al momento ritenuta eccessiva dai partenopei, che intanto cercano di capire anche se Ghoulam potrà essere ancora un giocatore importante con l'algerino che si avvia a chiudere la sua esperienza a Napoli a fine stagione. Si cerca infine una soluzione per Younes che potrebbe partire in prestito già a gennaio e piace ad alcuni club italiani. (Emanuele Cammaroto)
NAPOLIMAGAZINE.COMIl giornalista Rai Ciro Venerato ha risposto alle domande degli ascoltatori di Radio Sportiva durante il "Microfono Aperto".
SULL'ITALIA VISTA CONTRO LA BOSNIA: "Gare facili, in Europa e nel mondo, non ce ne sono più. Non ricordo una qualificazione ai campionati Europei così brillante da parte dell'Italia. In epoche passate, anche con grandi allenatori, ci siamo sempre qualificati all'ultimo sospiro. La Bosnia non è una squadraccia, giusto sottolineare il grande lavoro di Mancini a livello tattico e motivazionale. In passato abbiamo sofferto con squadre inferiori a quelle nel girone di qualificazione dell'Italia. La Nazionale, in questo momento, può essere considerata un'outsider di lusso ai prossimi Europei. Ci sono squadre che sulla carta partono davanti".
SUL MILAN A GENNAIO: "Sicuramente farà qualcosa, ma invito i tifosi rossoneri ad un sano pragmatismo. Sarà fatto tutto il possibile all'interno di una situazione economica che non consente voli pindarici. Non mi arrivano notizie confortanti su Ibrahimovic, la concorrenza è alta ed Elliott non convinto di fare un investimento pesante per un giocatore di 38 anni. Al Milan serve un difensore".
SE QUESTA ITALIA SI SAREBBE QUALIFICATA ALL'ULTIMO MONDIALE: "Sulla carta, visto il lavoro splendido di Mancini, avremmo avuto qualche chance in più. A questa squadra manca il fuoriclasse 'alla' Del Piero, ma credo molto nell'amalgama di squadra e al lavoro di Mancini".
SU ALLAN: "Qualcosa si è rotto l'anno scorso negli equilibri tra il giocatore ed il Napoli, quando l'offerta del Psg è stata rifiutata dalla società senza che venisse ritoccato il contratto. Il suo destino può essere definito più a giugno che a gennaio".
SUL TORINO: "Forse qualche giocatore in più poteva far comodo al Torino, soprattutto nel doppio confronto con il Wolverhampton. Vero però che sono state rifiutate tutte le offerte per i migliori giocatori, compresi Belotti e Sirigu. Mazzarri risolleverà il Toro".
SUL MILAN: "Mi sembra esagerato dire che rischia la retrocessione. La prossima partita sarà uno snodo fondamentale nella stagione dei rossoneri".
SU SARRI ALLA JUVENTUS: "Roma non è stata costruita in un giorno, dategli tempo. E' stato preso per proporre un calcio più propositivo, serve anche per il brand. La Juventus sta iniziando a produrre risultati, ma il tecnico sa che deve migliorare il gioco".
SULL'INTER: "Darà del filo da torcere alla Juventus fino alla fine del campionato, soprattutto se a Conte arriveranno i rinforzi sperati a gennaio. I bianconeri però restano sempre un metro in avanti".
SU NAINGGOLAN AL CAGLIARI: "L'ambiente gli ha restituito vecchie certezze. Ma l'Inter sta facendo bene anche senza lui, Icardi e Perisic".
SU TONALI: "Per essere un giocatore alle prime arme in maglia azzurra, ha dimostrato di avere personalità da vendere. E' un talento assoluto, ma non lo scopriamo certo stasera".
SULL'ATALANTA: "E' un po' in calo perché è poco abituata al doppio impegno Champions-campionato. Poi si è messo in mezzo anche qualche infortunio di troppo. Può lottare per la Champions, insieme al Cagliari è l'outsider più pericolosa per le big".
SU AGUDELO: "E' un grande talento. Non a caso è già sui taccuini di Marotta e Paratici".
SUL CASO RONALDO: "La Juventus è stata brava a gestire la situazione sotto il profilo comunicativo, i panni sporchi si lavano in casa. Sono sicuro che Sarri troverà un nuovo giocatore al rientro dagli impegni con il Portogallo".
SU BERNARDESCHI: "Arrivava da un momento difficile alla Juventus, ma a me piace tantissimo. A volte s'intestardisce nella giocata di troppo, sono sicuro che Sarri saprà lavorarci. Lo voleva già ai tempi di Napoli".
SU INSIGNE: "In Nazionale ha segnato con un colpo da biliardo sublime. Non è Baggio o Del Piero, ma quando è messo nelle condizioni di giocare nel suo ruolo è un giocatore importante".
SUL FUTURO DI IBRAHIMOVIC: "Ancora non sa dove andare. Sta vagliando delle offerte, al momento è il Bologna la società che sta facendo più sul serio. L'interessamento della Roma non mi risulta, sul Milan vediamo ma Elliott non fa certi investimenti".
SU FLORENZI ALLA FIORENTINA: "Piace ai viola, basti pensare che il primo contratto l'ha firmato con Pradè. C'è feeling anche con Montella ma a me risulta che il giocatore voglia ancora giocarsi le sue carte alla Roma. Magari la situazione può cambiare da qua al gennaio, ma il resto sono frottole".
SU CALLEJON E MERTENS VIA A GENNAIO: "E' un'ipotesi. Non caldissima al momento ma non la escludo. Se arrivasse un'offerta sui 15-18 milioni per un giocatore in scadenza, credo che il Napoli lo venderebbe".
giovedì 14 novembre 2019
News sul calcio 14-11-2019
Il Napoli è su Sander Berge, centrocampista del Genk, per rinforzarsi proprio in mezzo al campo; la Gazzetta dello Sport ne parla oggi in edicola.
L’acquisto di Sander Berge potrebbe essere possibile già a gennaio. A riferirlo è la Gazzetta dello Sport che parla di come il Napoli vorrebbe chiudere al più presto l’acquisto del centrocampista del Genk. Una trattativa confermata stesso dal presidente del club, Peter Croonen.
Per chiudere l’operazione ci vorranno 20 milioni, ma il ds Giuntoli cercherà di risparmiarne qualcuno; un acquisto che rinforzerebbe il centrocampo azzurro. (100per100 NAPOLI)
L’edizione odierna de Il Mattino si schiera apertamente contro la Gazzetta dello Sport per come ha raccontato i fatti che riguardano Napoli ed il Napoli.
Una presa di posizione netta, citando anche la Gazzetta dello Sport, quella de Il Mattino su come ieri hanno raccontato gli episodi che coinvolgono alcuni giocatori del Napoli. Episodi che non si possono collegare alla regia ultrà, ribadisce il quotidiano in edicola.
Il Mattino apre così: “La narrazione per stereotipi fa male a Napoli ed al Napoli”. Poi prosegue e ribadisce che il racconto non veritiero di ieri provoca un enorme danno di immagine alla città, al di fuori del titolo della Gazzetta. Perché l’unica cosa vera sono i 20 mila tifosi che hanno fischiato la squadra dopo il pareggio con il Genoa.
Per quanto riguarda quello che è successo nell’allenamento a porte aperte, poi, deve esserci l’intervento del collegio arbitrale o del tribunale sportivo. Non una gogna popolare. Il Mattino si sofferma anche su alcuni stralci di ciò che era ieri sulla Gazzetta, come quello su Ibrahimovic.A tal proposito:
“Ma stiamo veramente tornando ai tempi in cui si diceva che il Napoli non poteva acquistare il bomber Savoldi perché la città era ricoperta di spazzatura (1975) o che dietro alla clamorosa operazione Maradona c’era la camorra (1984)? All’indegno teatrino non si sono sottratti gli odiatori di professione cavalcando l’onda della storia degli ultrà minacciosi che – fino a prova contraria – non esiste.”
Infine un invito a ristabilire la realtà dei fatti, senza le forzature che fanno male ad una città che ha già i propri problemi. Sottolineando i complimenti del procuratore nazionale antimafia sulla clausola inserita da De Laurentiis, cioè quella di sanzioni ai giocatori in caso di rapporti con pregiudicati.
fonte: il mattino, dove si rimanda per l’articolo completo
Kalidou Koulibaly ha commentato la vittoria del suo Senegal tramite Instagram ed il fatto che ha indossato la fascia di capitano.
Luca Marchetti, giornalista di Sky, analizza la situazione del Napoli in vista del mercato di gennaio che arriva a grandi passi.
Il giornalista di Sky, Luca Marchetti, dice la propria sulla situazione del Napoli con il mercato di gennaio prossimo ad arrivare. Per lui il club deve decidere cosa fare perché nel mercato invernale alcuni giocatori, tra i quali Mertens e Callejon, possono già cambiare aria.
Di seguito le sue parole:“Durante la pausa della Nazionale è sempre tempo di riflessioni in ogni società, per cercare di programmare al meglio il mercato invernale e per cercare di risolvere i problemi. Chi ne ha più di tutti è il Napoli che deve cercare di sbroglia una matassa piuttosto complicata.
Non si vuole fare i giudici ma il mercato e la gestione di alcune dinamiche di rinnovo non può non aver (avuto) un peso all’interno di questa situazione.
Le schermaglie contrattuali (da ambo le parti) per il rinnovo del contratto in scadenza di Mertens e Callejon, per quelli da rivedere di Zielinski e Allan, la resistenza alla cessione di alcuni big che si erano messi in mostra, la vicenda Insigne.
A Napoli insomma è arrivato il tempo delle scelte, perché già gennaio, per alcuni di questi giocatori, può essere la finestra giusta per cambiare. O comunque decidere.“ (100per100 Napoli)
Radio Kiss Kiss, radio ufficiale del Calcio Napoli, ha smentito l’offerta della famiglia Al-Thani fatta a De Laurentiis per la cessione del Napoli.
Così la radio ufficiale:
“Già l’anno scorso di ipotizzava questa possibile cessione del Napoli, è una roba stravecchia.
Voci interne al Napoli dicono che non c’è nulla, non esiste nessuna trattativa, mai Al-Thani è stato interessato al Napoli” (100per100 Napoli)
L’acquisto di Sander Berge potrebbe essere possibile già a gennaio. A riferirlo è la Gazzetta dello Sport che parla di come il Napoli vorrebbe chiudere al più presto l’acquisto del centrocampista del Genk. Una trattativa confermata stesso dal presidente del club, Peter Croonen.
Per chiudere l’operazione ci vorranno 20 milioni, ma il ds Giuntoli cercherà di risparmiarne qualcuno; un acquisto che rinforzerebbe il centrocampo azzurro. (100per100 NAPOLI)
L’edizione odierna de Il Mattino si schiera apertamente contro la Gazzetta dello Sport per come ha raccontato i fatti che riguardano Napoli ed il Napoli.
Una presa di posizione netta, citando anche la Gazzetta dello Sport, quella de Il Mattino su come ieri hanno raccontato gli episodi che coinvolgono alcuni giocatori del Napoli. Episodi che non si possono collegare alla regia ultrà, ribadisce il quotidiano in edicola.
Il Mattino apre così: “La narrazione per stereotipi fa male a Napoli ed al Napoli”. Poi prosegue e ribadisce che il racconto non veritiero di ieri provoca un enorme danno di immagine alla città, al di fuori del titolo della Gazzetta. Perché l’unica cosa vera sono i 20 mila tifosi che hanno fischiato la squadra dopo il pareggio con il Genoa.
Per quanto riguarda quello che è successo nell’allenamento a porte aperte, poi, deve esserci l’intervento del collegio arbitrale o del tribunale sportivo. Non una gogna popolare. Il Mattino si sofferma anche su alcuni stralci di ciò che era ieri sulla Gazzetta, come quello su Ibrahimovic.A tal proposito:
“Ma stiamo veramente tornando ai tempi in cui si diceva che il Napoli non poteva acquistare il bomber Savoldi perché la città era ricoperta di spazzatura (1975) o che dietro alla clamorosa operazione Maradona c’era la camorra (1984)? All’indegno teatrino non si sono sottratti gli odiatori di professione cavalcando l’onda della storia degli ultrà minacciosi che – fino a prova contraria – non esiste.”
Infine un invito a ristabilire la realtà dei fatti, senza le forzature che fanno male ad una città che ha già i propri problemi. Sottolineando i complimenti del procuratore nazionale antimafia sulla clausola inserita da De Laurentiis, cioè quella di sanzioni ai giocatori in caso di rapporti con pregiudicati.
fonte: il mattino, dove si rimanda per l’articolo completo
Kalidou Koulibaly ha commentato la vittoria del suo Senegal tramite Instagram ed il fatto che ha indossato la fascia di capitano.
Luca Marchetti, giornalista di Sky, analizza la situazione del Napoli in vista del mercato di gennaio che arriva a grandi passi.
Il giornalista di Sky, Luca Marchetti, dice la propria sulla situazione del Napoli con il mercato di gennaio prossimo ad arrivare. Per lui il club deve decidere cosa fare perché nel mercato invernale alcuni giocatori, tra i quali Mertens e Callejon, possono già cambiare aria.
Di seguito le sue parole:“Durante la pausa della Nazionale è sempre tempo di riflessioni in ogni società, per cercare di programmare al meglio il mercato invernale e per cercare di risolvere i problemi. Chi ne ha più di tutti è il Napoli che deve cercare di sbroglia una matassa piuttosto complicata.
Non si vuole fare i giudici ma il mercato e la gestione di alcune dinamiche di rinnovo non può non aver (avuto) un peso all’interno di questa situazione.
Le schermaglie contrattuali (da ambo le parti) per il rinnovo del contratto in scadenza di Mertens e Callejon, per quelli da rivedere di Zielinski e Allan, la resistenza alla cessione di alcuni big che si erano messi in mostra, la vicenda Insigne.
A Napoli insomma è arrivato il tempo delle scelte, perché già gennaio, per alcuni di questi giocatori, può essere la finestra giusta per cambiare. O comunque decidere.“ (100per100 Napoli)
Radio Kiss Kiss, radio ufficiale del Calcio Napoli, ha smentito l’offerta della famiglia Al-Thani fatta a De Laurentiis per la cessione del Napoli.
Così la radio ufficiale:
“Già l’anno scorso di ipotizzava questa possibile cessione del Napoli, è una roba stravecchia.
Voci interne al Napoli dicono che non c’è nulla, non esiste nessuna trattativa, mai Al-Thani è stato interessato al Napoli” (100per100 Napoli)
martedì 12 novembre 2019
Notizie di calcio del 12-11-2019 blogger...
(ANSA) -Il Lecce conferma di sentirsi danneggiato in merito all'episodio del gol annullato a Lapadula contro la Lazio, ma non presenterà ricorso. Lo ha reso noto lo stesso club, ribadendo comunque "con fermezza di aver subito un grave torto arbitrale" e sottolinea che "in occasione del gol del possibile 2 a 2 realizzato da Lapadula, dapprima convalidato dal direttore di gara e poi annullato a seguito dell'intervento del Var, si è verificata una evidente violazione della regola 14. Il calcio di rigore va ripetuto qualora uno o più giocatori di ciascuna squadra invadano contemporaneamente l'area di rigore prima che il pallone sia in gioco". Il Lecce "ritiene tuttavia più utile, in luogo di iniziative giudiziarie che oltretutto rischierebbero di arenarsi per cavilli formali, di sottoporre ufficialmente agli organi competenti, in occasione dell'incontro del 19 novembre tra Aia-Can A e le Società di Serie A, le palesi e gravi incongruenze emerse in occasione dell'episodio".
(ANSA) -“Non esiste nessun caso Florenzi, è tutto normale". Dopo aver preso parte nel quartier generale dell'Uefa, a Nyon, all'Elite Club Coaches Forum, Paulo Fonseca prova a smorzare l'eco dell'ennesimo bocciatura del capitano della Roma, Alessandro Florenzi, rimasto in panchina anche nel ko in casa del Parma. Il giocatore ormai è diventata una seconda scelta per il tecnico portoghese e, anche per non rischiare di perdere l'Europeo, potrebbe valutare di cambiare aria a gennaio per trovare più spazio.
"Mancini ha detto che Florenzi per l'Italia è fondamentale? Sono opinioni, per me lui è molto importante. In questo momento per me resta una opzione, ma vi garantisco che non c'è nessun problema" ribadisce l'allenatore tracciando poi in bilancio del suo avvio in giallorosso: "Sono molto contento di essere a Roma, stiamo iniziando un nuovo progetto e sono molto soddisfatto".
(ANSA) -Luca Gotti guiderà l'Udinese da primo allenatore anche nella gara di Genova contro la Sampdoria, il 24 novembre alla ripresa del campionato dopo la sosta per le nazionali. Lo ha reso noto stasera il responsabile dell'area tecnica di Udinese Calcio Pierpaolo Marino intervenendo in trasmissione nella tv ufficiale del club bianconero. "Siamo stati in costante dialogo con la proprietà. Stamattina gli abbiamo chiesto di guidare la squadra anche contro la Sampdoria e ci ha dato la sua completa disponibilità. Gotti rimarrà a lungo con l'Udinese indipendentemente dal ruolo che ricoprirà in futuro". Marino ha spiegato che sono stati interpellati alcuni allenatori, ma che la società è "dell'idea che l'equilibrio attuale della squadra vada mantenuto e, dunque, riteniamo che affidarci a Gotti sia stata una scelta assolutamente ponderata", ha concluso.
ANSA-"Partita difficile, vittoria importante!". Cristiano Ronaldo chiude con questo post su instagram la polemica per la sostituzione nella partita contro il Milan di ieri sera e la decisione di lasciare lo stadio prima della fine della partita. Tra i primi a commentare la mamma Dolores e la sorella Katia, che hanno postato una serie di cuoricini rossi, ma i tifosi si dividono. "Riposa e fai tacere tutti ancora una volta", scrive uno. "Non hai visto palla con Conti, pensa te", ribatte un altro.
TUTTONAPOLI.NET-Il Napoli pensa al futuro, sarà rivoluzione, pronti nuovi investimenti. L'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport fa sapere che la società azzurra vuole trarre profitto dalle sfide affrontate nel girone di Champions League. Due i giocatori che interessano a De Laurentiis: Erling Haaland (19 anni), del Salisburgo, e Sander Berge (21), del Genk e nazionale norvegese, per il quale sono pronti 20 milioni di euro e che, per il quotidiano, "è già stato bloccato". Intorno a Haaland, ci sarà una vera e propria asta, perché l’attaccante della nazionale di Norvegia, interessa a mezza Europa. Sul giocatore - si legge - c’è anche la Juventus, ma De Laurentiis è pronto a investire una cifra vicina ai 40 milioni di euro pur di assicurarselo.
TUTTONAPOLI.NET-Focus sul futuro di Dries Mertens sull'edizione odierna de Il Mattino. Il quotidiano fa sapere che la priorità del belga era quella di continuare col Napoli, lo scorso giugno ha proposto alla società l'idea di un prolungamento del suo contratto alle stesse cifre attuali (4 milioni a stagione) fino al 2022, De Laurentiis ha tergiversato. Ma dopo l'ammutinamento - si legge - Mertens ha percepito tutta la difficoltà a poter rinnovare con il Napoli e ora tanti club ci pensano. La Roma, in Italia, è tornata a farsi sentire. Come l'Inter. In Inghilterra ci pensano Tottenham ed Arsenal che hanno preso informazioni in modo insistente. Anche gli uomini mercato della Juve hanno fatto un sondaggio: semplice raccolta d'informazioni.
Direttamente dal ritiro della Nazionale a Coverciano ha rilasciato alcune dichiarazioni all’inizio della sua esperienza come capo delegazione dell’Italia.
“Roberto ha detto che ritrovarci adesso in Nazionale ci fa capire quanto tempo è passato, io dico che questa esperienza invece ci farà sentire di nuovo giovani. Ringrazio il presidente per avermelo proposto, sono felice e orgoglioso di ricoprire questo incarico pensando anche a chi mi ha preceduto, a Gigi Riva. È un incarico prestigioso che mi permette di fare ciò che volevo, stare a contatto con i giovani e mettere al servizio di loro, di Roberto e della Federazione la mia esperienza di giocatore, allenatore e dirigente. In azzurro ho giocato circa 80 gare Under 21 compresa, so cosa significa, ti mette pressione ma anche ti permette di lasciare un segno come uomini prima che come professionisti. Ho vinto in azzurro due bronzi agli Europei ’88 e ai Mondiali del ’90, speriamo di migliorare” ha chiosato sorridendo. (100per100 Napoli)
Ci sono gesti e espressioni del viso, spontanei che raccontano più delle parole. Alla fine della bruttissima partita giocata contro il Genoa, Ancelotti e Koulibaly si sono incrociati nei meandri del San Paolo prima di tornare a casa.
Abbracci e sorrisi affettuosi non solo tra mister e calciatore ma che hanno coinvolto anche la moglie del tecnico e Il resto dello staff.
Non erano obbligatori, non erano a favore di telecamere, poteva bastare un educato arrivederci ma c’è stato quel di più, spontaneo e caloroso che fa intuire parecchio sulle relazioni attuali.Ancelotti per ora non è in discussione, si vocifera di una fiducia a tempo ma a meno di disastri dovrebbe finire la stagione, poi si vedrà. Resta sospesa la faccenda relativa alla inopportuna e sbagliata scelta da parte dei calciatori di non rispettare le decisioni della società e su questo si saprà qualcosa solo più avanti.
Oggi l’emergenza riguarda prestazioni e risultati in campionato. Come se ne esce? Solo attraverso un’unione seria tra squadra e tecnico che condividano scelte e idee per poi realizzarle in campo.
Ci sono state incomprensioni, litigi e scelte forti che in questi mesi hanno messo uno contro l’altro staff tecnico e alcuni calciatori ma oggi sembrerebbe, almeno per ora, ritornato il sereno.Koulibaly è uno dei senatori del gruppo il suo peso nello spogliatoio è notevole ed è anche uno di quelli che ha inciso in maniera negativa sull’inizio di stagione. L’arrivederci tra Carlo e Kalidou, i sorrisi e gli abbracci indicano la via da seguire: Condivisione, unione e rispetto con una buona dose di riflessione e autocritica. Nonostante la tempesta sembri durata un’ eternità c’è ancora tanto tempo a disposizione per raddrizzare la stagione e riaccendere la passione nei tifosi oggi amareggiati e offesi. (100per100 Napoli)
TELECAPRISPORT-E' caos in casa Napoli, fuori e dentro al campo. Quarantotto ore dopo l’intrusione in casa del brasiliano Allan, un altro episodio di criminalità ai danni di un calciatore del Napoli: come riporta La Repubblica di oggi, ignoti ieri mattina hanno danneggiato l’auto del centrocampista polacco Piotr Zielinski, portando via lo stereo e il navigatore, dopo avere infranto il finestrino dal lato passeggero. Ad accorgersi dell’effrazione è stata la moglie del calciatore, Laura, che era uscita con la macchina, una Smart, per andare a passeggio col cane della coppia sulla spiaggia di Varcaturo, poco distante dalla loro dimora. Al termine della passeggiata – tornando verso l’auto – l’amara sorpresa per la signora che, impaurita, è stata raggiunta dal marito. Allo stato non risulta sia stata formulata denuncia dell’episodio alle forze dell’ordine.
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domenica 10 novembre 2019
News calcistiche del 10-11-2019, Napoli-Genoa 0-0 video ...
Serviva una risposta sul campo, arriva invece un'altra delusione, forse la più profonda di tutte. Con il Genoa finisce 0-0 e il Napoli è protagonista della peggiore prestazione dall'inizio della stagione. Non può che finire, dunque, con una bordata di fischi che, all'uscita dal campo, subissa i calciatori di Ancelotti. E' una vera e propria resa per gli ammutinati. Frustrazione, sconforto, impotenza: è un mix micidiale di sensazioni che attanagliano la squadra che, dopo il fischio finale, rimane inebetita a centrocampo ad ascoltare la contestazione del pubblico. In una serata surreale, nella quale i tifosi prima contestano la propria squadra, poi mostrano indifferenza e solo in alcuni momenti manifestano un timido sostegno, il Napoli è timido e impaurito. L'ammutinamento di metà settimana sembra aver lasciato un segno indelebile sul morale di chi lo ha voluto e attuato.
E' chiaro ed evidente che la settimana di passione ha lasciato il segno nella testa dei giocatori. Nonostante la carica che gli azzurri si danno tutti assieme a centrocampo, riunendosi in cerchio prima del fischio d'inizio, la squadra è evidentemente contratta e quasi impaurita. Le risultanze di questo stato d'animo sono molto chiare: il gioco non è fluido e le trane offensive sono lente e involute. Nella prima frazione di gioco gli azzurri - la squadra con maggiori conclusioni verso la rete dell'intero lotto di partecipanti al campionato - tirano una sola volta in porta riuscendo a impegnare Radu. Insigne, fischiato durante il riscaldamento e al momento della lettura delle formazioni, vorrebbe spaccare il mondo ma, tranne un gol messo a segno dopo un paio di minuti di gioco e annullato per un precedente fuorigioco di Lozano, non combina nulla di buono. C'e' anche da sottolineare, però, che, schierato nella posizione di quarto di centrocampo a sinistra, il capitano del Napoli è costretto quasi sempre a inseguire sull'intera fascia Ankersen che Hysaj, spaesato su un lato al quale chiaramente non è abituato, non riesce a contenere e che è costantemente intraprendente e pericoloso. Le inefficienze della squadra di Ancelotti sono sicuramente amplificate dalla buona organizzazione di gioco del Genoa, ma complessivamente i giocatori di Ancelotti sono troppo timorosi e timidi per mettere sotto pressione l'avversario e costringerlo a difendere con affanno.
D'altro canto le scelte per il tecnico del Napoli sono anche molto limitate. La rosa è falcidiata dagli infortuni. Sono fuori Malcuit, Manolas, Ghoulam, Allan e Milik, tanto che in panchina vanno a sedersi soltanto 9 ricambi sui 12 possibili. Chi si aspetterebbe un segnale di vita dagli azzurri almeno nella ripresa viene ancora una volta deluso. Il Napoli non riesce a darsi un gioco lineare ed è invece il Genoa, in certi momenti della partita, a venire fuori con giocate semplici e redditizie che spesso mettono in difficoltà la difesa dei padroni di casa. La squadra di Thiago Motta si costruisce a metà ripresa la migliore occasione da gol di tutta la partita. Su un traversone dal fondo di Agudelo, Pinamonti conclude con la porta spalancata davanti, ma Koulibaly riesce a respingere il pallone sulla riga di porta. Il Napoli costruisce una sola occasione nel finale con un colpo di testa di Elmas, che Radu devia. Troppo poco per vincere, troppo poco per far la pace con i tifosi, troppo poco per dimenticare una delle settimane più difficili della storia della società azzurra. -ANSA-
(ANSA) -Gli ecuadoriani dell'Independiente del Valle hanno vinto la Copa Sudamericana, l'equivalente dell'Europa League, superando in finale gli argentini del Colon 3-1 al termine di una partita interminabile, per il nubifragio che si è abbattuto sullo stadio di Asunción e che ha portato ad un'interruzione per oltre mezzora. Un successo storico per il club allenato dallo spagnolo Miguel Ángel Ramírez Medina che ha iniziato la sua attività agonistica appena dieci anni fa e che punta quasi integralmente sul vivaio. Già nel 2016 il club ecuadoriano era stato vicino al primo storico successo, fermato nella finale della Coppa Libertadores dai colombiani dell'Atletico Nacional.
Dall'incubo alla festa: nella prima vera giornata di freddo a Milano, l'Inter sconfigge in rimonta il Verona e riscalda i sessantamila di San Siro. Prima il vantaggio degli ospiti su rigore, poi accorcia Vecino e infine il gol partita di Barella che vale la leadership, in attesa di Juventus-Milan. Questione di feeling per i nerazzurri che si battono con tutto il cuore per la maglia, i tifosi e soprattutto per Antonio Conte, tarantolato a bordo campo. Novantacinque lunghissimi minuti per lo show dell'allenatore che sbuffa, si dispera, si sbraccia, urla e incoraggia i suoi giocatori stanchi. Una fatica che viene coronata dal risultato per un' Inter caparbia e indomita, capace di non mollare mai e di prendersi la vetta sicuramente per una notte. Conte però sa che, per arrivare fino in fondo, bisogna investire sul prossimo futuro e sprona la società che risponde presente. Beppe Marotta parla di convergenze e accordo pieno con il sanguigno allenatore che è un fuoriclasse, il più forte, il campione da tenersi stretto. L'Inter in piena emergenza infortuni si affida ai soliti noti, portando in panchina, a sorpresa, Sensi.
Le parole di Conte, dopo la sconfitta di Dortmund, hanno caricato ancora di più la squadra che domina la partita senza però trovare il varco giusto fino a metà del secondo tempo. Il Verona si chiude in difesa, proteggendo il vantaggio guadagnato su rigore al 18': azione in contropiede, Lazovic lancia Zaccagni che si a tu per tu con Handanovic, si allunga palla e viene toccato dal portiere nerazzurro. Valeri indica il dischetto e Verre spiazza e buca la rete. L'Inter reagisce, cerca subito il pari, tanto che la partita si gioca nella metà campo del Verona. Lukaku va vicino al gol in due occasioni: prima è bravo Sivestri opponendosi d'istinto ad una deviazione sottoporta, poi il bomber sfiora il palo con una conclusione defilata di sinistro.
Tre minuti dopo, scheggia la traversa Brozovic con un tiro dalla distanza. L'Inter non è fortunata. Al 37' ci prova De Vrij da fuori area e Silvestri devia in angolo. Allo scadere, il pari sfuma per millimetri: Vecino impatta un cross dalla sinistra, il portiere del Verona trattiene a fatica ma la palla non supera la linea di porta. Ritmo altissimo anche nella ripresa, con l'Inter che prova da ogni posizione e con ogni giocatore a cercare di bucare la rete del Verona che sembra stregata. Conte richiama Biraghi per Candreva, alzando il tasso offensivo. Al 20' bella apertura di Bastoni per Lazaro che da fondo campo crossa al centro, impatta di testa Vecino che trova l'angolo basso per l'1-1. L'Inter continua l'arrembaggio, anche Bastoni cerca la conclusione neutralizzata in tuffo da Silvestri. Non intercetta di un soffio Lukaku su una palla che scorre nell'area piccola. Ma l'errore più evidente del belga arriva a 10' dalla fine: leggerezza in disimpegno del Verona. Palla alta, colpita di testa da Lukaku che però la consegna al portiere. Conte butta nella mischia Esposito, ma al 38' a firmare il vantaggio è Barella con un gran tiro a giro, accentrandosi dalla sinistra. Incontenibile l' entusiasmo del centrocampista e di San Siro. E soprattutto quello di Conte che a fine partita entra in campo e abbraccia uno ad uno i suoi giocatori. Si scioglie la tensione, si può rifiatare almeno fino alla prossima battaglia.-ANSA-
(ANSA) -"Sono contentissimo dello spirito mostrato dalla squadra. Cerco di parlare con loro e di dimostrare che questa è la strada giusta". Lo ha detto l'allenatore del Genoa, Thiago Motta, dopo il pareggio (0-0) con il Napoli al San Paolo. "Stiamo crescendo - ha aggiunto il tecnico genoano - abbiamo controllato il gioco, in alcuni momenti abbiamo provato ad addormentare la partita rallentandola, in altri abbiamo accelerato contro una grande squadra. Alla fine sono contento della prova, potevamo anche segnare". "Sono convinto - conclude - che, se giochiamo così, creeremo più palle-gol e proveremo sempre a vincere. Noi in testa abbiamo sempre l'obiettivo di vincere ma, contro una squadra come il Napoli, la nostra prestazione è da complimenti".
(ANSA) -Prossimo turno del campionato di Serie A, 13ma giornata, in programma domenica 24 novembre: SABATO 23 Atalanta-Juventus ore 15.00 Milan-Napoli ore 18.00 Torino-Inter ore 20.45 DOMENICA 24 Bologna-Parma ore 12.30 Roma-Brescia ore 15.00 Sassuolo-Lazio ore 15.00 Verona-Fiorentina ore 15.00 Sampdoria-Udinese ore 18.00 Lecce-Cagliari ore 20.45 LUNEDI' 25 Spal-Genoa ore 20.45
Serie A torna in campo alle 15 con Lazio-Lecce, Sampdoria-Atalanta e Udinese-Spal.
"Guardiamo avanti, con il Lecce è una partita importante. Veniamo dal Celtic che ci ha fatto spendere tante energie, sia fisiche che mentali". Simone Inzaghi cerca di scuotere la Lazio alla vigilia della sfida con il Lecce all'Olimpico, dopo il ko casalingo con gli scozzesi che ha compromesso il cammino dei biancocelesti in Europa League. "Non penso che uscire dal torneo sarebbe un vantaggio - l'opinione del tecnico - L'anno scorso, dopo aver vinto la Coppa Italia, eravamo contenti perché andavamo di diritto in Europa. La cavalcata di due anni fa la ricordo con piacere, mentre qualcuno la ricorda come l'uscita con il Salisburgo. Quest'anno purtroppo sono successi degli imprevisti, sono arrivate delle sconfitte immeritate. Giovedì ci è stato negato un rigore sacrosanto e quando sento che qualcuno critica gli arbitri italiani vorrei che si guardasse in Europa".
Gasperini: 'Problemi di numeri' - "Porto tre Primavera: Traore, Piccoli e Da Riva. Oggi faccio quello che fa finta di piangere perché numericamente qualche difficoltà c'è ma con la Samp siamo pronti a rituffarci nel clima di campionato per tenere alte le nostre ambizioni". Dopo aver fatto faville col City, Gian Piero Gasperini si ritrova il conto degli acciacchi: "A parte la squalifica di Ilicic e la lunga assenza di Zapata, Malinovskyi s'è fermato per un risentimento al gluteo, Freuler ha finito in difficoltà in Champions e Gosens ha una sciatalgia che lo ferma a giorni alterni", annuncia l'allenatore dell'Atalanta. Che stavolta saluta la sosta per le nazionali con favore: "Sia benvenuta, sono state sette partite in tre settimane molto impegnative e logoranti - ragiona -. Duvan lo abbiamo dovuto fermare qualche giorno per rifarlo allenare a parte: non è pronto. Speriamo lo sia per la Juve alla ripresa". La sbornia di coppa è già assorbita, assicura il Gasp: "Dobbiamo rientrare nel clima campionato. La sconfitta col Cagliari ha frenato il nostro slancio. La classifica non ci deve trarre in inganno: la Samp ha giocatori di valore, viene dalla vittoria di Ferrara". Aver fatto risultato contro Guardiola è comunque un motivo di vanto: "Per i giocatori aver fatto una partita di valore è stato importantissimo. Ci siamo levati un peso, anche se in casa avevamo fatto bene anche con lo Shakhtar.
Il quadro delle partite della domenica alle 15
Lazio-Lecce
Udinese-SPAL
Sampdoria-Atalanta -ansa-
(ANSA) -Il tecnico del Lecce Fabio Liverani, nell'immediata vigilia della gara contro la Lazio, non riesce a nascondere il suo stato d'animo: "La Lazio ha rappresentato la mia casa per cinque anni e ci sarà un pizzico di emozione - ammette l'allenatore dei giallorossi - ma quello che è importante ora è il Lecce e speriamo di offrire una buona prestazione". Una sfida contro un avversario forte, ferito dalla quasi eliminazione in Europa League: "I loro punti di forza sono tanti e noi dobbiamo cercare di limitarli con il collettivo - dichiara il tecnico-. Le individualità della Lazio possono fare la differenza in qualsiasi momento, noi dovremo essere bravi ad alzare l'intensità e non sbagliare tecnicamente, concedendo pochi spazi e facendo attenzione". Obiettivo cercare di allungare la striscia di quattro risultati utili consecutivi: "Per una squadra che lotta per la salvezza è fondamentale muovere sempre la classifica: non perdere è un valore aggiunto per quello che è il nostro obiettivo", conclude.
Riccardo Cucchi, voce storica di RadioRai, tramite Twitter ha scritto un commento concentrato sulla posizione di Ancelotti dopo il pari col Genoa: "Non mi ha mai convinto la tesi che quando le cose non girano il colpevole sia solo uno. In questo caso Ancelotti. Chi invoca il suo esonero si ponga anche la domanda chiave: al suo posto chi? (tuttonapoli.net)
Il Napoli viene ancora stoppato, stavolta dal Genoa, e non riesce più a riprendersi. Antonio Corbo ha così commentato la partita nel suo consueto editoriale per La Repubblica: "Ancelotti entra con il suo preoccupato silenzio in uno stadio assente nelle voci, nei colori, nei sentimenti. Della partita sente l'insopportabile mestizia. Si sente umiliato ed incompreso, sembra chiedersi come e perché gli sia diventata ostile la Napoli che aveva subito amato, che ora mette in discussione la squadra ma anche il suo lavoro, il suo passato, si può vincere tutto o quasi in Europa per nove anni ed essere stremato da nove giorni d'inferno". (tuttonapoli.net)
Lorenzo Insigne è uno dei bocciati del Napoli per la prova di ieri contro il Genoa, partita terminata 0 a 0; di seguito i voti della stampa.
Marea di 5 in pagella per Lorenzo Insigne, uno dei bocciati della partita di ieri. Per La Gazzetta dello Sport “è crollato sotto i fischi, dopo essere riuscito a mettere un solo pallone pericoloso in mezzo all’area“. Quasi dello stesso avviso il Corriere dello Sport: “mezz’ora che non dispiace, ma poi si blocca. E Addio.”
Per entrambi i quotidiani il voto finale è 5; voto condiviso anche da Tuttosport; giudizio univoco, insomma, per una prova che doveva dare la scossa ed invece è risultata insufficiente. Il capitano azzurro poi è uscito dal campo di gioco dopo un’ora.
Umberto Chiariello usa parole dure nel commentare il pareggio del Napoli contro il Genoa, e più in generale la situazione; di seguito il suo pensiero.
Per Umberto Chiariello la società deve prendere provvedimenti seri, senza guardare i nomi, se vuole salvare la stagione. Il giornalista ne ha parlato dopo il pareggio con il Genoa del Napoli; di seguito il suo pensiero su tutta la situazione:
“Momento più grave della stagione ADL. Il Napoli è settimo, aspetta di capire cosa faranno le altre, ma rischia dopo 12 gare il -5 o -6 non dalla prima, ma dalla zona Champions.
Senza Champions perderemmo tutti, sarebbe un disastro di proporzioni bibliche perché il club si ritroverebbe di colpo un -60mln a bilancio che potrebbe colmarsi solo con la cessione dei ribelli. Si parla di Insigne, Koulibaly, Allan, Mertens, Callejon, ovvero l’ossatura della squadra.
Ma questi soldi non potranno essere usati sul mercato ma per le perdite e scenderemo di livello mentre le altre cresceranno. Anche i bambini hanno visto un Napoli che non c’è più; Koulibaly ha salvato il secondo tempo, Zielinski da solo regge il centrocampo perché il principe Fabian è scomparso ed i terzini che devono fare… lo volete da Hysaj che gioca pure a sinistra.
Con il migliore allenatore del mondo, perché quello di prima era definito provinciale, si è distrutto un giocattolo perfetto. Se non si chiamasse Ancelotti ora allenerebbe la Viterbese. Prendetevela con i giocatori, fate come vi pare, ma la realtà è che la squadra non c’è. La società deve prendere provvedimenti seri, senza guardare i nomi, per salvare la stagione.“ (100per100 Napoli)
La Gazzetta dello Sport analizza la situazione di Mertens, che a gennaio sarà libero di accordarsi con il club che preferisce.
Dries Mertens da gennaio sarà libero di accordarsi con qualsiasi club, dato che il contratto scadrà a giugno 2020. Il belga strizza l’occhio all’Inter, che però guarda con freddezza; questa l’analisi de La Gazzetta dello Sport, che svela anche i motivi di ciò.
Il belga, con il prossimo contratto, vuole anche andare a migliorare il proprio stipendio che al Napoli è di 4 milioni più bonus. Su questo non aiuta l’età, dato che Dries compirà 33 anni; l’Inter si chiede se vale la pena effettuare un investimento così oneroso, nonostante le richieste di rinforzi di Conte, dato che ora le qualità tecniche non bastano. (100per100 Napoli)
Nel quarto anticipo della 12a giornata di Serie A, il Napoli non va oltre lo 0-0 con il Genoa e non riesce a lasciarsi alle spalle la bufera di questi giorni. Al San Paolo primo tempo davvero sottotono degli azzurri, che sono irriconoscibili e centrano lo specchio della porta solo con Zielinski (16'). Nella ripresa Koulibaly nega un gol fatto a Pinamonti, mentre Radu è bravo su Mertens, Fabian Ruiz ed Elmas. Ancelotti rimane settimo.
La bordata di fischi al triplice fischio di Calvarese dei (pochi) tifosi presenti al San Paolo riservata a Insigne e compagni fotografa al meglio la prestazione deludente del Napoli, che manca l'appuntamento con la vittoria per la quarta volta di fila, per la seconda volta in stagione va a secco in casa e non riesce a ritrovare quei tre punti che avrebbero riportato un po' di serenità nella settimana dell'ammutinamento dei giocatori dopo il match con il Salisburgo. Gli azzurri, che hanno disputato una delle peggiori gare stagionali, rimangono fermi al 7° posto e, in caso di vittoria della Juve contro il Milan, vedrebbero la vetta distante 13 punti. In parole povere, addio scudetto e sogni di gloria. L'accoglienza del San Paolo è meno traumatica di quanto si potesse pensare, ma la bufera di questi giorni ha di certo condizionato in modo negativo i giocatori. Soprattutto nel primo tempo, chiuso con un solo tiro nello specchio di Zielinski al 16', la squadra ha evidenziato una paurosa involuzione nel gioco, prevedibile e senza alcun acuto.
Merito anche di un bel Genoa, che è venuto a Napoli per giocarsi le partita senza fare barricate e con un po' più di precisione e malizia sotto porta poteva anche tornare a casa con i tre punti. Senza Milik, Ancelotti ha schierato uno dopo l'altro tutti le sue bocche da fuoco, ma le uniche invenzioni sono arrivate da Mertens, mentre Insigne non ha inciso ed è stato sostituito nel corso della ripresa. Un secondo tempo dove le squadre si sono un po' allungate e i padroni di casa, pur senza incantare, hanno avuto tre belle occasioni sventate da Radu: il portiere romeno è stato reattivo sulle conclusioni di Mertens (52') e Fabian Ruiz (69'), prima del capolavoro finale sul colpo di testa di Elmas (84'). In mezzo l'occasione grandissima di Pinamonti che, servito al bacio da Agudelo, si è visto respingere sulla linea da Koulibaly una conclusione a botta sicura. Il Grifone, illuminato dalle giocate di Pandev e Agudelo, con grande merito torna a casa con un prezioso punto salvezza. In casa Napoli la sosta arriva come una manna dal cielo: Ancelotti ha ora due settimane e la sfida contro il Milan per provare a raddrizzare una stagione che sta regalando più dolori che gioie.
Koulibaly 7 - Gara senza sbavature del senegalese, che ha il grande merito di salvare un gol già fatto di Pinamonti con un grande intervento sulla linea di porta.
Mertens 6 - Degli attaccanti è il più attivo e l'ultimo ad arrendersi, sia da punta centrale che una volta spostato a destra.
Insigne 5 - Nel mirino dei tifosi in quanto reputato il leader dei ribelli, gli vengono riservati la maggior parte dei fischi e la sua prestazione è davvero sottotono.
Radu 7,5 - Primo tempo - Zielinski a parte - da spettatore non pagante, nella ripresa dice no a Mertens e Fabian Ruiz e nel finale è miracoloso sul colpo di testa di Elmas.
Pandev 7 - La carta di identità dice 36 anni, ma in campo il macedone sembra un ragazzino e i compagni credono ciecamente in lui. Quasi tutte le azioni passano dai suoi piedi. Esce tra gli applausi dei suoi ex tifosi.
Agudelo 7 - Si accende a intermittenza, ma quando ha la palla tra i piedi è un piacere per gli occhi. Fantastico l'assist per Pinamonti che si fa murare da Koulibaly.
IL TABELLINO
NAPOLI-GENOA 0-0
Napoli (4-4-2): Ospina 6; Di Lorenzo 6, Maksimovic 6, Koulibaly 7, Hysaj 5,5 (39' st Luperto sv); Callejon 5 (15' st Llorente 5), Fabian Ruiz 6, Zielinski 5,5, Insigne 5 (21' st Elmas 6); Lozano 5,5, Mertens 6. A disp.: Meret, Karnezis, Tonelli, Mario Rui, Gaetano, Younes. All.: Ancelotti 5
Genoa (4-3-1-2): Radu 7; Ankersen 6,5, Zapata 6,5, Romero 6,5, Pajac 6; Agudelo 7 (50' st Ghiglione sv), Cassata 6 (43' st Radovanovic sv), Schone 6,5; Lerager 6; Pandev 7 (34' st Cleonise 6), Pinamonti 6. A disp.: Jandrei, Marchetti, Gondaniga, Biraschi, Barreca, El Yamiq, Gumus, Sanabria, Jagiello. All.: Thiago Motta 7
Arbitro: Calvarese
Marcatori: -
Ammoniti: Schone (G), Cassata (G), Llorente (N), Cleonise (G), Lerager (G)
Espulsi: -
Note: -
LE STATISTICHE
• Nei sette precedenti nell’era dei tre punti a vittoria in cui il Napoli ha guadagnato 19 o meno punti dopo le prime 12 giornate non ha mai chiuso il campionato entro le prime quattro posizioni.
• Napoli e Genoa hanno pareggiato due sfide di fila al San Paolo per la prima volta dal febbraio 1994 in Serie A.
• Il Napoli è rimasto per quattro gare consecutive senza trovare la vittoria: non accadeva dal settembre 2015 in Serie A.
• Il Napoli è rimasto a secco di gol in due gare interne in questo campionato, lo stesso numero di match casalinghi senza segnare dell’intero scorso campionato per gli azzurri.
• Il Napoli non pareggiava due gare consecutive al San Paolo dal novembre 2016 in Serie A.
• Per la prima volta il Genoa ha mantenuto la porta inviolata in trasferta in questo campionato.
• Il Genoa ha collezionato il suo secondo punto in trasferta in questo campionato, dopo il pareggio esterno della prima giornata contro la Roma – da allora quattro sconfitte di fila.
• Il Genoa ha realizzato un solo tiro nello specchio, record negativo in trasferta per i rossoblù in questo campionato.
• Il Napoli ha realizzato 19 tiri nel corso del match, in nessun’altra gara interna gli azzurri ne hanno effettuati di meno in questo campionato. (mediaset)
E' chiaro ed evidente che la settimana di passione ha lasciato il segno nella testa dei giocatori. Nonostante la carica che gli azzurri si danno tutti assieme a centrocampo, riunendosi in cerchio prima del fischio d'inizio, la squadra è evidentemente contratta e quasi impaurita. Le risultanze di questo stato d'animo sono molto chiare: il gioco non è fluido e le trane offensive sono lente e involute. Nella prima frazione di gioco gli azzurri - la squadra con maggiori conclusioni verso la rete dell'intero lotto di partecipanti al campionato - tirano una sola volta in porta riuscendo a impegnare Radu. Insigne, fischiato durante il riscaldamento e al momento della lettura delle formazioni, vorrebbe spaccare il mondo ma, tranne un gol messo a segno dopo un paio di minuti di gioco e annullato per un precedente fuorigioco di Lozano, non combina nulla di buono. C'e' anche da sottolineare, però, che, schierato nella posizione di quarto di centrocampo a sinistra, il capitano del Napoli è costretto quasi sempre a inseguire sull'intera fascia Ankersen che Hysaj, spaesato su un lato al quale chiaramente non è abituato, non riesce a contenere e che è costantemente intraprendente e pericoloso. Le inefficienze della squadra di Ancelotti sono sicuramente amplificate dalla buona organizzazione di gioco del Genoa, ma complessivamente i giocatori di Ancelotti sono troppo timorosi e timidi per mettere sotto pressione l'avversario e costringerlo a difendere con affanno.
D'altro canto le scelte per il tecnico del Napoli sono anche molto limitate. La rosa è falcidiata dagli infortuni. Sono fuori Malcuit, Manolas, Ghoulam, Allan e Milik, tanto che in panchina vanno a sedersi soltanto 9 ricambi sui 12 possibili. Chi si aspetterebbe un segnale di vita dagli azzurri almeno nella ripresa viene ancora una volta deluso. Il Napoli non riesce a darsi un gioco lineare ed è invece il Genoa, in certi momenti della partita, a venire fuori con giocate semplici e redditizie che spesso mettono in difficoltà la difesa dei padroni di casa. La squadra di Thiago Motta si costruisce a metà ripresa la migliore occasione da gol di tutta la partita. Su un traversone dal fondo di Agudelo, Pinamonti conclude con la porta spalancata davanti, ma Koulibaly riesce a respingere il pallone sulla riga di porta. Il Napoli costruisce una sola occasione nel finale con un colpo di testa di Elmas, che Radu devia. Troppo poco per vincere, troppo poco per far la pace con i tifosi, troppo poco per dimenticare una delle settimane più difficili della storia della società azzurra. -ANSA-
(ANSA) -Gli ecuadoriani dell'Independiente del Valle hanno vinto la Copa Sudamericana, l'equivalente dell'Europa League, superando in finale gli argentini del Colon 3-1 al termine di una partita interminabile, per il nubifragio che si è abbattuto sullo stadio di Asunción e che ha portato ad un'interruzione per oltre mezzora. Un successo storico per il club allenato dallo spagnolo Miguel Ángel Ramírez Medina che ha iniziato la sua attività agonistica appena dieci anni fa e che punta quasi integralmente sul vivaio. Già nel 2016 il club ecuadoriano era stato vicino al primo storico successo, fermato nella finale della Coppa Libertadores dai colombiani dell'Atletico Nacional.
Dall'incubo alla festa: nella prima vera giornata di freddo a Milano, l'Inter sconfigge in rimonta il Verona e riscalda i sessantamila di San Siro. Prima il vantaggio degli ospiti su rigore, poi accorcia Vecino e infine il gol partita di Barella che vale la leadership, in attesa di Juventus-Milan. Questione di feeling per i nerazzurri che si battono con tutto il cuore per la maglia, i tifosi e soprattutto per Antonio Conte, tarantolato a bordo campo. Novantacinque lunghissimi minuti per lo show dell'allenatore che sbuffa, si dispera, si sbraccia, urla e incoraggia i suoi giocatori stanchi. Una fatica che viene coronata dal risultato per un' Inter caparbia e indomita, capace di non mollare mai e di prendersi la vetta sicuramente per una notte. Conte però sa che, per arrivare fino in fondo, bisogna investire sul prossimo futuro e sprona la società che risponde presente. Beppe Marotta parla di convergenze e accordo pieno con il sanguigno allenatore che è un fuoriclasse, il più forte, il campione da tenersi stretto. L'Inter in piena emergenza infortuni si affida ai soliti noti, portando in panchina, a sorpresa, Sensi.
Le parole di Conte, dopo la sconfitta di Dortmund, hanno caricato ancora di più la squadra che domina la partita senza però trovare il varco giusto fino a metà del secondo tempo. Il Verona si chiude in difesa, proteggendo il vantaggio guadagnato su rigore al 18': azione in contropiede, Lazovic lancia Zaccagni che si a tu per tu con Handanovic, si allunga palla e viene toccato dal portiere nerazzurro. Valeri indica il dischetto e Verre spiazza e buca la rete. L'Inter reagisce, cerca subito il pari, tanto che la partita si gioca nella metà campo del Verona. Lukaku va vicino al gol in due occasioni: prima è bravo Sivestri opponendosi d'istinto ad una deviazione sottoporta, poi il bomber sfiora il palo con una conclusione defilata di sinistro.
Tre minuti dopo, scheggia la traversa Brozovic con un tiro dalla distanza. L'Inter non è fortunata. Al 37' ci prova De Vrij da fuori area e Silvestri devia in angolo. Allo scadere, il pari sfuma per millimetri: Vecino impatta un cross dalla sinistra, il portiere del Verona trattiene a fatica ma la palla non supera la linea di porta. Ritmo altissimo anche nella ripresa, con l'Inter che prova da ogni posizione e con ogni giocatore a cercare di bucare la rete del Verona che sembra stregata. Conte richiama Biraghi per Candreva, alzando il tasso offensivo. Al 20' bella apertura di Bastoni per Lazaro che da fondo campo crossa al centro, impatta di testa Vecino che trova l'angolo basso per l'1-1. L'Inter continua l'arrembaggio, anche Bastoni cerca la conclusione neutralizzata in tuffo da Silvestri. Non intercetta di un soffio Lukaku su una palla che scorre nell'area piccola. Ma l'errore più evidente del belga arriva a 10' dalla fine: leggerezza in disimpegno del Verona. Palla alta, colpita di testa da Lukaku che però la consegna al portiere. Conte butta nella mischia Esposito, ma al 38' a firmare il vantaggio è Barella con un gran tiro a giro, accentrandosi dalla sinistra. Incontenibile l' entusiasmo del centrocampista e di San Siro. E soprattutto quello di Conte che a fine partita entra in campo e abbraccia uno ad uno i suoi giocatori. Si scioglie la tensione, si può rifiatare almeno fino alla prossima battaglia.-ANSA-
(ANSA) -"Sono contentissimo dello spirito mostrato dalla squadra. Cerco di parlare con loro e di dimostrare che questa è la strada giusta". Lo ha detto l'allenatore del Genoa, Thiago Motta, dopo il pareggio (0-0) con il Napoli al San Paolo. "Stiamo crescendo - ha aggiunto il tecnico genoano - abbiamo controllato il gioco, in alcuni momenti abbiamo provato ad addormentare la partita rallentandola, in altri abbiamo accelerato contro una grande squadra. Alla fine sono contento della prova, potevamo anche segnare". "Sono convinto - conclude - che, se giochiamo così, creeremo più palle-gol e proveremo sempre a vincere. Noi in testa abbiamo sempre l'obiettivo di vincere ma, contro una squadra come il Napoli, la nostra prestazione è da complimenti".
(ANSA) -Prossimo turno del campionato di Serie A, 13ma giornata, in programma domenica 24 novembre: SABATO 23 Atalanta-Juventus ore 15.00 Milan-Napoli ore 18.00 Torino-Inter ore 20.45 DOMENICA 24 Bologna-Parma ore 12.30 Roma-Brescia ore 15.00 Sassuolo-Lazio ore 15.00 Verona-Fiorentina ore 15.00 Sampdoria-Udinese ore 18.00 Lecce-Cagliari ore 20.45 LUNEDI' 25 Spal-Genoa ore 20.45
Serie A torna in campo alle 15 con Lazio-Lecce, Sampdoria-Atalanta e Udinese-Spal.
"Guardiamo avanti, con il Lecce è una partita importante. Veniamo dal Celtic che ci ha fatto spendere tante energie, sia fisiche che mentali". Simone Inzaghi cerca di scuotere la Lazio alla vigilia della sfida con il Lecce all'Olimpico, dopo il ko casalingo con gli scozzesi che ha compromesso il cammino dei biancocelesti in Europa League. "Non penso che uscire dal torneo sarebbe un vantaggio - l'opinione del tecnico - L'anno scorso, dopo aver vinto la Coppa Italia, eravamo contenti perché andavamo di diritto in Europa. La cavalcata di due anni fa la ricordo con piacere, mentre qualcuno la ricorda come l'uscita con il Salisburgo. Quest'anno purtroppo sono successi degli imprevisti, sono arrivate delle sconfitte immeritate. Giovedì ci è stato negato un rigore sacrosanto e quando sento che qualcuno critica gli arbitri italiani vorrei che si guardasse in Europa".
Gasperini: 'Problemi di numeri' - "Porto tre Primavera: Traore, Piccoli e Da Riva. Oggi faccio quello che fa finta di piangere perché numericamente qualche difficoltà c'è ma con la Samp siamo pronti a rituffarci nel clima di campionato per tenere alte le nostre ambizioni". Dopo aver fatto faville col City, Gian Piero Gasperini si ritrova il conto degli acciacchi: "A parte la squalifica di Ilicic e la lunga assenza di Zapata, Malinovskyi s'è fermato per un risentimento al gluteo, Freuler ha finito in difficoltà in Champions e Gosens ha una sciatalgia che lo ferma a giorni alterni", annuncia l'allenatore dell'Atalanta. Che stavolta saluta la sosta per le nazionali con favore: "Sia benvenuta, sono state sette partite in tre settimane molto impegnative e logoranti - ragiona -. Duvan lo abbiamo dovuto fermare qualche giorno per rifarlo allenare a parte: non è pronto. Speriamo lo sia per la Juve alla ripresa". La sbornia di coppa è già assorbita, assicura il Gasp: "Dobbiamo rientrare nel clima campionato. La sconfitta col Cagliari ha frenato il nostro slancio. La classifica non ci deve trarre in inganno: la Samp ha giocatori di valore, viene dalla vittoria di Ferrara". Aver fatto risultato contro Guardiola è comunque un motivo di vanto: "Per i giocatori aver fatto una partita di valore è stato importantissimo. Ci siamo levati un peso, anche se in casa avevamo fatto bene anche con lo Shakhtar.
Il quadro delle partite della domenica alle 15
Lazio-Lecce
Udinese-SPAL
Sampdoria-Atalanta -ansa-
(ANSA) -Il tecnico del Lecce Fabio Liverani, nell'immediata vigilia della gara contro la Lazio, non riesce a nascondere il suo stato d'animo: "La Lazio ha rappresentato la mia casa per cinque anni e ci sarà un pizzico di emozione - ammette l'allenatore dei giallorossi - ma quello che è importante ora è il Lecce e speriamo di offrire una buona prestazione". Una sfida contro un avversario forte, ferito dalla quasi eliminazione in Europa League: "I loro punti di forza sono tanti e noi dobbiamo cercare di limitarli con il collettivo - dichiara il tecnico-. Le individualità della Lazio possono fare la differenza in qualsiasi momento, noi dovremo essere bravi ad alzare l'intensità e non sbagliare tecnicamente, concedendo pochi spazi e facendo attenzione". Obiettivo cercare di allungare la striscia di quattro risultati utili consecutivi: "Per una squadra che lotta per la salvezza è fondamentale muovere sempre la classifica: non perdere è un valore aggiunto per quello che è il nostro obiettivo", conclude.
Riccardo Cucchi, voce storica di RadioRai, tramite Twitter ha scritto un commento concentrato sulla posizione di Ancelotti dopo il pari col Genoa: "Non mi ha mai convinto la tesi che quando le cose non girano il colpevole sia solo uno. In questo caso Ancelotti. Chi invoca il suo esonero si ponga anche la domanda chiave: al suo posto chi? (tuttonapoli.net)
Il Napoli viene ancora stoppato, stavolta dal Genoa, e non riesce più a riprendersi. Antonio Corbo ha così commentato la partita nel suo consueto editoriale per La Repubblica: "Ancelotti entra con il suo preoccupato silenzio in uno stadio assente nelle voci, nei colori, nei sentimenti. Della partita sente l'insopportabile mestizia. Si sente umiliato ed incompreso, sembra chiedersi come e perché gli sia diventata ostile la Napoli che aveva subito amato, che ora mette in discussione la squadra ma anche il suo lavoro, il suo passato, si può vincere tutto o quasi in Europa per nove anni ed essere stremato da nove giorni d'inferno". (tuttonapoli.net)
Lorenzo Insigne è uno dei bocciati del Napoli per la prova di ieri contro il Genoa, partita terminata 0 a 0; di seguito i voti della stampa.
Marea di 5 in pagella per Lorenzo Insigne, uno dei bocciati della partita di ieri. Per La Gazzetta dello Sport “è crollato sotto i fischi, dopo essere riuscito a mettere un solo pallone pericoloso in mezzo all’area“. Quasi dello stesso avviso il Corriere dello Sport: “mezz’ora che non dispiace, ma poi si blocca. E Addio.”
Per entrambi i quotidiani il voto finale è 5; voto condiviso anche da Tuttosport; giudizio univoco, insomma, per una prova che doveva dare la scossa ed invece è risultata insufficiente. Il capitano azzurro poi è uscito dal campo di gioco dopo un’ora.
Umberto Chiariello usa parole dure nel commentare il pareggio del Napoli contro il Genoa, e più in generale la situazione; di seguito il suo pensiero.
Per Umberto Chiariello la società deve prendere provvedimenti seri, senza guardare i nomi, se vuole salvare la stagione. Il giornalista ne ha parlato dopo il pareggio con il Genoa del Napoli; di seguito il suo pensiero su tutta la situazione:
“Momento più grave della stagione ADL. Il Napoli è settimo, aspetta di capire cosa faranno le altre, ma rischia dopo 12 gare il -5 o -6 non dalla prima, ma dalla zona Champions.
Senza Champions perderemmo tutti, sarebbe un disastro di proporzioni bibliche perché il club si ritroverebbe di colpo un -60mln a bilancio che potrebbe colmarsi solo con la cessione dei ribelli. Si parla di Insigne, Koulibaly, Allan, Mertens, Callejon, ovvero l’ossatura della squadra.
Ma questi soldi non potranno essere usati sul mercato ma per le perdite e scenderemo di livello mentre le altre cresceranno. Anche i bambini hanno visto un Napoli che non c’è più; Koulibaly ha salvato il secondo tempo, Zielinski da solo regge il centrocampo perché il principe Fabian è scomparso ed i terzini che devono fare… lo volete da Hysaj che gioca pure a sinistra.
Con il migliore allenatore del mondo, perché quello di prima era definito provinciale, si è distrutto un giocattolo perfetto. Se non si chiamasse Ancelotti ora allenerebbe la Viterbese. Prendetevela con i giocatori, fate come vi pare, ma la realtà è che la squadra non c’è. La società deve prendere provvedimenti seri, senza guardare i nomi, per salvare la stagione.“ (100per100 Napoli)
La Gazzetta dello Sport analizza la situazione di Mertens, che a gennaio sarà libero di accordarsi con il club che preferisce.
Dries Mertens da gennaio sarà libero di accordarsi con qualsiasi club, dato che il contratto scadrà a giugno 2020. Il belga strizza l’occhio all’Inter, che però guarda con freddezza; questa l’analisi de La Gazzetta dello Sport, che svela anche i motivi di ciò.
Il belga, con il prossimo contratto, vuole anche andare a migliorare il proprio stipendio che al Napoli è di 4 milioni più bonus. Su questo non aiuta l’età, dato che Dries compirà 33 anni; l’Inter si chiede se vale la pena effettuare un investimento così oneroso, nonostante le richieste di rinforzi di Conte, dato che ora le qualità tecniche non bastano. (100per100 Napoli)
Nel quarto anticipo della 12a giornata di Serie A, il Napoli non va oltre lo 0-0 con il Genoa e non riesce a lasciarsi alle spalle la bufera di questi giorni. Al San Paolo primo tempo davvero sottotono degli azzurri, che sono irriconoscibili e centrano lo specchio della porta solo con Zielinski (16'). Nella ripresa Koulibaly nega un gol fatto a Pinamonti, mentre Radu è bravo su Mertens, Fabian Ruiz ed Elmas. Ancelotti rimane settimo.
La bordata di fischi al triplice fischio di Calvarese dei (pochi) tifosi presenti al San Paolo riservata a Insigne e compagni fotografa al meglio la prestazione deludente del Napoli, che manca l'appuntamento con la vittoria per la quarta volta di fila, per la seconda volta in stagione va a secco in casa e non riesce a ritrovare quei tre punti che avrebbero riportato un po' di serenità nella settimana dell'ammutinamento dei giocatori dopo il match con il Salisburgo. Gli azzurri, che hanno disputato una delle peggiori gare stagionali, rimangono fermi al 7° posto e, in caso di vittoria della Juve contro il Milan, vedrebbero la vetta distante 13 punti. In parole povere, addio scudetto e sogni di gloria. L'accoglienza del San Paolo è meno traumatica di quanto si potesse pensare, ma la bufera di questi giorni ha di certo condizionato in modo negativo i giocatori. Soprattutto nel primo tempo, chiuso con un solo tiro nello specchio di Zielinski al 16', la squadra ha evidenziato una paurosa involuzione nel gioco, prevedibile e senza alcun acuto.
Merito anche di un bel Genoa, che è venuto a Napoli per giocarsi le partita senza fare barricate e con un po' più di precisione e malizia sotto porta poteva anche tornare a casa con i tre punti. Senza Milik, Ancelotti ha schierato uno dopo l'altro tutti le sue bocche da fuoco, ma le uniche invenzioni sono arrivate da Mertens, mentre Insigne non ha inciso ed è stato sostituito nel corso della ripresa. Un secondo tempo dove le squadre si sono un po' allungate e i padroni di casa, pur senza incantare, hanno avuto tre belle occasioni sventate da Radu: il portiere romeno è stato reattivo sulle conclusioni di Mertens (52') e Fabian Ruiz (69'), prima del capolavoro finale sul colpo di testa di Elmas (84'). In mezzo l'occasione grandissima di Pinamonti che, servito al bacio da Agudelo, si è visto respingere sulla linea da Koulibaly una conclusione a botta sicura. Il Grifone, illuminato dalle giocate di Pandev e Agudelo, con grande merito torna a casa con un prezioso punto salvezza. In casa Napoli la sosta arriva come una manna dal cielo: Ancelotti ha ora due settimane e la sfida contro il Milan per provare a raddrizzare una stagione che sta regalando più dolori che gioie.
Koulibaly 7 - Gara senza sbavature del senegalese, che ha il grande merito di salvare un gol già fatto di Pinamonti con un grande intervento sulla linea di porta.
Mertens 6 - Degli attaccanti è il più attivo e l'ultimo ad arrendersi, sia da punta centrale che una volta spostato a destra.
Insigne 5 - Nel mirino dei tifosi in quanto reputato il leader dei ribelli, gli vengono riservati la maggior parte dei fischi e la sua prestazione è davvero sottotono.
Radu 7,5 - Primo tempo - Zielinski a parte - da spettatore non pagante, nella ripresa dice no a Mertens e Fabian Ruiz e nel finale è miracoloso sul colpo di testa di Elmas.
Pandev 7 - La carta di identità dice 36 anni, ma in campo il macedone sembra un ragazzino e i compagni credono ciecamente in lui. Quasi tutte le azioni passano dai suoi piedi. Esce tra gli applausi dei suoi ex tifosi.
Agudelo 7 - Si accende a intermittenza, ma quando ha la palla tra i piedi è un piacere per gli occhi. Fantastico l'assist per Pinamonti che si fa murare da Koulibaly.
IL TABELLINO
NAPOLI-GENOA 0-0
Napoli (4-4-2): Ospina 6; Di Lorenzo 6, Maksimovic 6, Koulibaly 7, Hysaj 5,5 (39' st Luperto sv); Callejon 5 (15' st Llorente 5), Fabian Ruiz 6, Zielinski 5,5, Insigne 5 (21' st Elmas 6); Lozano 5,5, Mertens 6. A disp.: Meret, Karnezis, Tonelli, Mario Rui, Gaetano, Younes. All.: Ancelotti 5
Genoa (4-3-1-2): Radu 7; Ankersen 6,5, Zapata 6,5, Romero 6,5, Pajac 6; Agudelo 7 (50' st Ghiglione sv), Cassata 6 (43' st Radovanovic sv), Schone 6,5; Lerager 6; Pandev 7 (34' st Cleonise 6), Pinamonti 6. A disp.: Jandrei, Marchetti, Gondaniga, Biraschi, Barreca, El Yamiq, Gumus, Sanabria, Jagiello. All.: Thiago Motta 7
Arbitro: Calvarese
Marcatori: -
Ammoniti: Schone (G), Cassata (G), Llorente (N), Cleonise (G), Lerager (G)
Espulsi: -
Note: -
LE STATISTICHE
• Nei sette precedenti nell’era dei tre punti a vittoria in cui il Napoli ha guadagnato 19 o meno punti dopo le prime 12 giornate non ha mai chiuso il campionato entro le prime quattro posizioni.
• Napoli e Genoa hanno pareggiato due sfide di fila al San Paolo per la prima volta dal febbraio 1994 in Serie A.
• Il Napoli è rimasto per quattro gare consecutive senza trovare la vittoria: non accadeva dal settembre 2015 in Serie A.
• Il Napoli è rimasto a secco di gol in due gare interne in questo campionato, lo stesso numero di match casalinghi senza segnare dell’intero scorso campionato per gli azzurri.
• Il Napoli non pareggiava due gare consecutive al San Paolo dal novembre 2016 in Serie A.
• Per la prima volta il Genoa ha mantenuto la porta inviolata in trasferta in questo campionato.
• Il Genoa ha collezionato il suo secondo punto in trasferta in questo campionato, dopo il pareggio esterno della prima giornata contro la Roma – da allora quattro sconfitte di fila.
• Il Genoa ha realizzato un solo tiro nello specchio, record negativo in trasferta per i rossoblù in questo campionato.
• Il Napoli ha realizzato 19 tiri nel corso del match, in nessun’altra gara interna gli azzurri ne hanno effettuati di meno in questo campionato. (mediaset)
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