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sabato 18 gennaio 2020

Non solo calcio

Addio a Pietro Anastasi, figlio del Sud e simbolo del calcio degli Anni 70. Nato a Catania il 7 aprile del 1948 diventò il mito calcistico degli operai meridionali sbarcati nel Nord Italia a cercare fortuna. E la Juventus con la quale il bomber bianconero vinse tre scudetti li fece innamorare tutti tra vittorie memorabii e grandi partite. 'Pietruzzo', come veniva chiamato amorevolmente all'epoca dai tifosi per rimarcare la sua origine siciliana, fu anche protagonista di un celebre scambio di mercato con l'allora interista Roberto Boninsegna nell'estate nel 1976.
Considerato uno dei migliori attaccanti italiani della sua generazione, giocò con la squadra torinese un totale di 258 partite in Serie A realizzando 78 reti, laureandosi capocannoniere della Coppa delle Fiere 1970-1971 e della Coppa Italia 1974-1975, prima di una precoce parabola discendente che lo portò a chiudere la carriera con le maglie di Inter, Ascoli e Lugano. Campione europeo con la nazionale italiana nel 1968, in azzurro ha giocato 25 partite siglando 8 reti. Particolare che rende la sua morte ancor più doloroso per il calcio italiano che si avvicina agli Europei 2020 con tante speranze per le buone prove della Nazionale di Mancini. Era impossibile non volere bene a 'Pietruzzo' perché è stato uno juventino fino in fondo e alla squadra del suo cuore ha trasmesso tutta la sua passione.
Quella che da bambino, raccattapalle al Cibali di Catania, lo vede chiedere una foto accanto al suo idolo John Charles. Il sogno di vestire la maglia bianconera si concretizza nel 1968: Pietro arriva a Torino forte di una stagione memorabile nel Varese e di un gol storico in maglia azzurra nella finale dell'Europeo a Roma. Alla Juventus Pietro regala anni straordinari fino al 1976, ma le cifre e l'attaccamento alla maglia spiegano solo in parte l'amore della gente nei suoi confronti. Il suo coraggio nelle giocate, le sue reti in acrobazia, il suo spirito da lottatore lo rendono un idolo, capace di exploit indimenticabili, come i 3 gol segnati alla Lazio in 4 minuti in una gara iniziata seduto in panchina.
Un amore che lo stadio Comunale tradusse con lo striscione con la scritta: 'Anastasi Pelè bianco'. La vita di Anastasi è stata un vero romanzo bianconero, negli anni 70' Hurrà Juventus gli dedicò una narrazione a puntate per diversi numeri. "La Juventus - scrive il sito del club bianconero - abbraccia la moglie Anna, i figli Silvano e Gianluca e saluta Pietro con una semplice parola grande quanto lui: Grazie". Un grazie a cui si unisce tutto il calcio italiano in lutto nel sul ricordo.-ANSA-


ANSA- Cinquemila euro di multa a carico della Fiorentina. E' questa la sanzione decisa dal Giudice Sportivo Alessandro Zampone, che ha deliberato in merito agli ottavi di finale e, in questo caso, sui cori offensivi nei riguardi di Gian Piero Gasperini ("figlio di...") che si sono più volte uditi al 'Franchi' nel corso di Fiorntina-Atalanta.
    La multa alla Fiorentina, si legge in un comunicato, è stata comminata "per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, elevato ripetutamente, da tutti i settore occupati dello stadio, un coro becero e offensivo nei confronti della squadra avversaria (in realtà, erano diretti all'allenatore n.d.r.)" .
    Sempre a seguito del match del 'Franchi' è stata comminata la squalifica di un turno al capitano viola German Pezzella, espulso per doppia ammonizione. (ANSA).


Questa sera alle 20.45 il Napoli di Gennaro Gattuso riceverà la visita della Fiorentina di Beppe Iachini. Tutto sulla gara.



PROBABILI FORMAZIONI

Napoli: (4-3-3) Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Luperto, Hysaj; Allan, Fabian, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne.

Fiorentina: (3-5-2) Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola, Benassi, Pulgar, Castrovilli, Dalbert; Chiesa, Vlahovic. 100per100 Napoli.

Precedenti, statistiche, curiosità e stato di forma: tutto quello che c'è da sapere su Napoli-Fiorentina, gara valida per la 20^ giornata di Serie A che si giocherà sabato 18 gennaio alle ore 20:45. Diretta sul canale satellitare DAZN 1 (209 del telecomando Sky)
Quando e a che ora si gioca Napoli-Fiorentina?
La gara tra Napoli e Fiorentina, valida per la 20^ giornata di Serie A, si giocherà sabato 18 gennaio 2020 allo stadio San Paolo di Napoli con fischio d’inizio previsto alle ore 20:45.

Dove è possibile guardare Napoli-Fiorentina?
La partita tra Napoli e Fiorentina è visibile sul canale satellitare DAZN 1 (canale 209 del telecomando Sky).

Quanti sono i precedenti fra le due squadre?
Sono 139 i confronti in Serie A tra le due formazioni: 48 le vittore del Napoli, 39 i pareggi e 52 i successi viola. Sono 69 invece le gare  giocate in Campania, con il bilancio che vede in vantaggio la squadra di casa con 32 vittorie, a fronte di 21 pareggi e 16 vittorie della Fiorentina. Tanti i gol segnati nella storia di questa sfida, per una media di 2.33 a partita. Quella oggi allenata da Beppe Iachini è la squadra contro cui il Napoli ha tenuto più volte la porta inviolata in casa in Serie A (32, al pari della Roma), incluse le ultime due sfide. Curiosità: i partenopei non ottengono due successi nel massimo campionato nella stessa stagione contro la Viola dal 2014/15, sotto la guida di Rafa Benítez. Il Napoli ha vinto per 4-3 la prima giornata di questo campionato contro la Fiorentina e punta al bis nella serata del San Paolo. Partita importante per entrambe le squadre, chiamate a dare una sterzata alla loro stagione: il Napoli ha perso le ultime due partite di campionato e non registra tre sconfitte consecutive in una singola stagione di Serie A da aprile 2012, mentre la Fiorentina ha ritrovato il successo nell'ultimo turno di campionato e non registra due vittorie di fila in Serie A da inizio ottobre.

Come arrivano alla partita Napoli e Fiorentina?
La squadra guidata da Rino Gattuso ha chiuso il girone di andata con 24 punti dopo 19 partite. La squadra azzurra non raccoglieva così pochi punti (anche allora furono 24) nelle prime 19 gare stagionali di Serie A dal 2007/08, con una squadra neopromossa e allenata da Edoardo Reja. Con il cambio di allenatore e l'esonero di Carlo Ancelotti, il Napoli non ha cambiato marcia: tre sono i punti ottenuti nelle ultime quattro partite, con la vittoria sul campo del Sassuolo e tre sconfitte. La Fiorentina ha 21 punti all'attivo e ha conquistato 4 punti nelle due partite con Beppe Iachini - che ha rilevato Vincenzo Montella - in panchina grazie alla vittoria sulla Spal e al pareggio di Bologna. Tuttavia, la squadra toscana non faceva così male in A dalla stagione 2001/2002, quando chiuse la stagione al penultimo posto e con la retrocessione. Per migliorare il suo rendimento, la squadra viola dovrà crescere lontano da casa, dove sin qui sono arrivati 9 punti su altrettante partite giocate (2V, 3N, 4P).

Curiosità
Fari puntati sui calci piazzati: nessuna squadra infatti ha realizzato più reti sugli sviluppi di calcio d'angolo della Fiorentina in questa Serie A: sono ben 6 in stagione, compreso il gol vittoria di Germán Pezzella nell'ultima gara vinta contro la Spal al Franchi nello scorso turno.

Quali giocatori possono essere protagonisti?
Tanti i giocatori che potrebbero decidere il match in entrambe le squadre. In casa Napoli fari puntati su Arkadiusz Milik: nonostante sia rimasto a secco contro la Lazio, alla pari dei suoi compagni, l'attaccante polacco è andato a segno già sette volte in 10 partite giocate in questa Serie A. Impegno importante anche per José Callejon, che potrebbe raggiungere Luciano Comaschi (241 presenze) all'ottavo posto della classifica per partite giocate con il Napoli in Serie A: la sua ultima (e sin qui unica) rete in campionato risale proprio alla prima giornata di questa stagione contro la Fiorentina. Viola che invece chiedono un cambio di rotta a Federico Chiesa: l'attaccante non va a segno dal 27 ottobre (ko per 1-2 contro la Lazio) in campionato. Il Napoli è la squadra contro cui il figlio d'arte ha tentato più tiri in Serie A senza mai trovare la rete: 25 conclusioni (di cui sette nello specchio) e zero gol.-Sky-


Il Ct ha parlato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport: "Il primo giorno dissi ai ragazzi che dovevamo fare qualcosa di diverso, altrimenti nessuno ci avrebbe più seguito". Poi sul recupero di Zaniolo: "E' giovane, può farcela. Lui è unico". E sulle favorite a Euro 2020: "Occhio a Inghilterra, Francia e Spagna. Speriamo vinca la meno forte..."
Roberto Mancini si avvicina a grandi passi verso l'Europeo. Lo fa da imbattuto, con 10 vittorie su 10 nelle qualificazioni. Successi, gol e spettacolo la ricetta vincente: "Una volta Cruijff disse 'L’Italia non può vincere, ma contro l’Italia puoi perdere'. È questo che dobbiamo cambiare: pensare che senza prendere gol prima o poi uno lo facciamo. Il primo giorno dissi alla squadra 'Dobbiamo fare qualcosa di diverso, altrimenti della Nazionale alla gente non fregherà più nulla: non possiamo continuare a vincere 1-0. Rischiamo e, se prendiamo gol, pazienza'. Lo ha spiegato il Ct azzurro in esclusiva a La Gazzetta dello Sport, a poco meno di cinque mesi dall'esordio a Euro 2020. Chissà se ci sarà anche Zaniolo, che ha cominciato il suo percorso di recupero dopo la rottura del crociato: "Mi spiace, sarebbe migliorato ancora. Nicolò è unico perché copre più ruoli, è potente e ha caratteristiche diverse dagli altri. Al telefono l’ho sentito bene, carico: è giovane, può farcela per l’Europeo", le parole di Mancini. Un'altra scelta importante riguarda l'attacco, su chi puntare fra Immobile e Belotti: "A marzo giocheranno un’amichevole a testa. I venti gol di Immobile non cambiano le gerarchie. L’importante è che continuino a segnare e arrivino bene a giugno. Avremo due centravanti titolari, con caratteristiche diverse". Insomma, la corsa ad Euro 2020 è cominciata: "Favorite? L’Inghilterra è cresciuta, ma a fine stagione paga sempre la stanchezza. La Francia mondiale è ancora giovane. La Spagna ha sempre il suo calcio. Speriamo vinca la meno forte...", ha scherzato Mancini.
"L'Inter può vincere lo scudetto"
Un occhio a giugno, uno però anche al campionato, da cui nascono le certezze di Mancini, che di certo non si annoierà a vedere la lotta scudetto "Duello aperto Juve e Inter, con l’incognita della Lazio che non ha l’impegno europeo e, se si trova lì verso la fine... La Juve è più forte, ha più scelta, ma l’Inter è molto vicina, si è rinforzata, può accadere di tutto", il giudizio del Ct, che poi si focalizza anche sul ritorno di Ibrahimovic al Milan: "I rossoneri avevano bisogno di un giocatore di carattere che riportasse entusiasmo. Ricordo quando chiedevano a Jabbar 'Come fai a giocare a 40 anni?'. Rispondeva 'Perché adesso, prima di correre, penso'. Zlatan sa sempre cosa deve fare con la palla".-SKY-

I nerazzurri migliorano l'offerta per il centrocampista danese: 13 milioni più 2 di bonus. Il Tottenham continua a chiederne 20. Martedì l'agente del giocatore incontrerà il presidente degli Spurs per avvicinare le parti. C'è il secondo rilancio dell'Inter per Christian Eriksen, obiettivo di mercato per rinforzare il centrocampo di Antonio Conte. In occasione dell'arrivo in sede a Milano degli intermediari che stanno gestendo la trattativa per portare in Italia il centrocampista danese del Tottenham (gli stessi dell'operazione Young), il club nerazzurro ha ritoccato l'offerta per gli Spurs, arrivando a 13 milioni più 2 di bonus. Il club inglese al momento non scende dalla valutazione di 20 milioni per il giocatore, che va in scadenza di contratto a giugno. Quella di martedì può essere però la giornata giusta per una svolta nella trattativa: l’agente del centrocampista danese, Martin Schoots, incontrerà il presidente del Tottenham Daniel Levy a Londra. E’ probabile che il Tottenham chiederà al giocatore di rinunciare a qualcosa per essere lasciato libero subito. Se Eriksen dovesse accettare queste condizioni del club inglese, e con un ulteriore piccolo ritocco dell’Inter sull'offerta con conseguente avvicinamento del Tottenham, si andrebbe verso la chiusura. Si lavora con estrema fiducia. Quella tra Eriksen e l'Inter sembra però solo una questione di tempo, perché anche se martedì fosse il giorno decisivo servirà quindi almeno una settimana per vederlo in Italia.
Mourinho su Eriksen: "Giocatore sta facendo bene, non capisco ottimismo Inter"
Dell’affare Eriksen ha parlato anche José Mourinho in conferenza stampa: "Dovete chiedere all'agente e all'Inter perché sanno più di me. Se sono fiduciosi è perché sono pronti a formulare un'offerta, cosa che ancora non è avvenuta - le parole dell’allenatore del Tottenham alla vigilia della sfida di campionato contro il Watford -  quando vedo le persone parlare, specie chi ha ruoli di responsabilità, rimango sorpreso. Eriksen sta facendo del suo meglio ed è normale che fino al 31 gennaio non sia totalmente focalizzato nella squadra. Non capisco questo ottimismo, anche perché da un po' di partite si dice che ogni partita che gioca è l'ultima". -SKY-

TELECAPRISPORT- Il tecnico del Napoli Gennaro Gattuso parlando in conferenza stampa alla vigilia della partita di campionato contro la Fiorentina si mostra sicuro delle sue idee e chiarisce: "Non è un problema solo degli attaccanti ma di tutta la squadra. Da quando sono qui non abbiamo fatto grandi numeri in casa. Domani giochiamo contro una squadra viva, che tiene bene il campo e corre tantissimo. Sappiamo che per noi è molto importante, ci giochiamo tanto. Non pensiamo a Lazio e Juve ma solo a portare tre punti a casa". "In questo momento non è un problema solo degli attaccanti ma di tutta la squadra. Mi mancano giocatori importanti, che facciano respirare gli altri, il problema è soprattutto in difesa". Nelle probabili formazioni di Napoli-Fiorentina in programma stasera, Gazzetta ipotizza il rientro in campo di Sebastiano Luperto, ma da esterno sinistro al posto dello squalificato Mario Rui. Al centro della difesa, al fianco di Manolas, c’è ancora Di Lorenzo. Confermato Hysaj sulla fascia destra. A centrocampo Fabian Ruiz e Zielinski in vantaggio su Demme e Lobotka.-TELECAPRISPORT-

TELECAPRISPORT-Colpo di mercato dell’Inter, che si è aggiudicata le prestazioni del terzino Ashley Young, proveniente dal Manchester United. L’inglese, ai microfoni di Inter Tv, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da giocatore nerazzurro. “Ai tifosi dico che vinceremo ancora, sono qui per questo. Oggi è stata una bellissima giornata, ringrazio tutti per il benvenuto. E’ una sensazione fantastica, è come far parte di una famiglia. Ince? E’ stato un giocatore straordinario”.TELECAPRISPORT-

TELECAPRISPORT- A sorpresa potrebbe riaprirsi l'affare Tsimikas Indizi social dal greco farebbero pensare in tal modo. Oltretutto Giuntoli prova ad abbassare il prezzo. Secondo l'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno il Napoli starebbe continuando a seguire attentamente Kostas Tsimikas. Del resto il Napoli è alla ricerca di un terzino sinistro per rinforzare anche quel reparto e per questo segue da tempo Kostas Tsimikas dell’Olympiakos. Ma il suo arrivo era dato come subordinato alla partenza di Ghoulam che non riesce più a ritornare ai livelli di prima dell’infortunio. L'algerino è una vera spina nel fianco della rosa del Napoli. Il club azzurro non avrebbe quindi mollato il terzino greco che potrebbe essere una risorsa importante per la squadra di Gattuso. L’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno riporta alcune novità riguardo all’affare del difensore greco. "Il Napoli insiste per Tsimikas dell’Olympiakos. L’esterno greco ha dato anche qualche indizio sui social della possibilità di un trasferimento e potrebbe essere acquistato anche senza la partenza di Ghoulam. Dalle liste verrebbe escluso Malcuit ma è necessaria comunque la cessione di Younes. L’Olympiakos chiede 16 milioni di euro, il Napoli prova a far abbassare il prezzo".-TELECAPRISPORT-

TELECAPRISPORT-Ieri al Centro Sportivo di Castel Volturno c’è stata la visita di Juan Gemelli e Gustavo Arribas, gli agenti di Allan. Vanno avanti le trattative per il rinnovo del contratto del centrocampista brasiliano. Le parti sono vicine e dovrebbero siglare un accordo sino al 2024 riconoscendo ad Allan un ingaggio di circa 3 milioni a stagione più svariati bonus. Lo riporta anche l’edizione odiera di “la Repubblica”. Il Corriere dello Sport scrive che il Napoli sta lavorando bene al rinnovo di Allan. Il dialogo con i procuratori del brasiliano sono ripresi dopo Genk e la trattativa è in una fase molto positiva. “Andò male sul serio l’incontro nei pressi della prima con il Liverpool al San Paolo, un po’ meglio le successive telefonate e piuttosto bene il secondo faccia a faccia un attimo prima dell’esonero di Carletto. Tutto procede, insomma, viaggia comodo.TELECAPRISPORT-


ROMA – A Foggia c’è un allarme mafia. Non lo dicono i giornali per fare titolo sfruttando la cronaca nera. Lo dice la cronaca stessa e lo certificano Dia (Direzione Investigativa Antimafia) e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Agguati, sparatorie, bombe e soprattutto morti degli ultimi mesi non sono passati inosservati. Non potevano passare inosservati.

Il quadro che emerge è quello di una mafia spietata (che si ispira alla ‘Ndrangheta) e di una faida all’ultimo sangue per un riordino interno dell’organizzazione criminale. Per questo il Viminale ha deciso di mandare nella città pugliese (e nella sua provincia) 20 “super” poliziotti che proveranno a garantire un po’ di sicurezza in più a chi con questa faida non c’entra niente (o a chi ha denunciato i criminali).Arriveranno a Foggia lunedì 20 gennaio i 20 poliziotti che andranno a rinforzare i servizi di controllo del territorio e di scorta. Il potenziamento delle unità in forza alla polizia di Stato era stato annunciato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese dopo l’escalation criminale registrata ad inizio d’anno in Capitanata. Si tratta di poliziotti, provenienti da altre province, alcuni dei quali specializzati nei servizi di tutela delle persone sottoposte a protezione personale per avere denunciato la mafia ed il racket delle estorsioni.

I nuovi agenti – è detto in una nota della Questura – lavoreranno, fianco a fianco, con gli altri operatori della questura di Foggia e saranno impiegati nell’azione di prevenzione e di repressione dei reati in città. Viene annunciato l’aumento dei posti di controllo sul territorio e un rafforzamento dei servizi posti a tutela della collettività.

Dia: mafia foggiana spietata, si ispira alla ‘Ndrangheta.
La mafia foggiana vuole assumere “nuovi assetti organizzativi, più consolidati e fondati su strategie condivise, emulando in tal modo, anche in ottica espansionistica, la ‘ndrangheta”. Così la Dia, nella relazione semestrale al Parlamento, descrive la mafia foggiana, spiegando che “anche in provincia di Foggia si sta consolidando un’area grigia, punto di incontro tra mafiosi, imprenditori, liberi professionisti e apparati della Pa. Una ‘terra di mezzo’ dove affari leciti e illeciti tendono a incontrarsi, fino a confondersi”.

Lo scioglimento dei Consigli comunali di Monte Sant’Angelo, Mattinata, Manfredonia e Cerignola sono “indicativi di questa opera di contaminazione”. Un’analisi che allarma dopo i dieci attentati compiuti dall’inizio dell’anno nel Foggiano ai danni di commercianti e imprenditori che hanno indotto ieri il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ad annunciare l’invio “di un contingente straordinario di forze di polizia nella provincia di Foggia” mentre dal 15 febbraio, sarà attiva nel capoluogo dauno una sezione operativa della Dia. Una risposta quest’ultima – secondo il procuratore distrettuale di Bari, Giuseppe Volpe – “che può risultare efficace se gli organici della nuova struttura creata a Foggia saranno prelevati fuori dal distretto di Bari, perché se invece verranno sottratti alle forze di Polizia che sono già presenti sul territorio, allora rischiamo di fare un danno”.

Una mossa che sembra essere finalizzata più che altro a rassicurare i cittadini che ormai hanno paura. In tanti, infatti, hanno partecipato oggi, all’Università, al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica aperto alla cittadinanza. “La mafia foggiana – ha detto il pm della Dda, Giuseppe Gatti – ha portato a sistema l’estorsione per educare la collettività ad accettare la propria presenza”. Forte anche – rileva la Dia nel rapporto – del “contesto ambientale omertoso e violento” in cui opera, della “massiccia presenza di armi ed esplosivi” nei suoi arsenali e dalla “diffusa consapevolezza che la mafia è spietata e punisce pesantemente chi si ribella”.

Sul fronte investigativo le indagini sugli attentati vanno avanti e si fa strada l’ipotesi che i due attentati dinamitardi compiuti ai danni dei fratelli Cristian e Luca Vigilante, che gestiscono il gruppo sanitario ‘Sanità più’, potrebbero non essere legati al loro ruolo di testimoni dell’accusa nel processo a carico di un clan mafioso di Foggia dedito alle estorsioni anche in loro danno. L’ipotesi è basata sul fatto che le dichiarazioni rilasciate dai due sono già agli atti del procedimento giudiziario della Dda, e perché sarebbe controproducente per la mafia foggiana compiere azioni così eclatanti ai danni dei due testimoni mentre è in corso un processo in cui gli imputati rischiano condanne pesanti.

Per questo la Dda di Bari ha in corso accertamenti a più ampio raggio per poter risalire al movente dei due attentati dinamitardi del 3 e del 16 gennaio. Nel primo caso è stato fatto esplodere un ordigno sotto l’auto di Cristian Vigilante, nell’altro è stata fatta deflagrare una bomba davanti ad un centro diurno per anziani gestito da Luca. I due fratelli sono ora sottoposti a misure di protezione personale.

Lamorgese: “Task force dello Stato contro la mafia in Puglia”.
“Lo Stato schiera una task-force contro la mafia in Puglia”. Ad annunciarlo è la ministra dell’ Interno, Luciana Lamorgese, in un colloquio con la Stampa nel quale parla di “una escalation che non può passare inosservata.
Ma penso – aggiunge – che sia un segnale di debolezza, non di forza della criminalità. Hanno paura che le cose cambino”. Sul territorio ci saranno venti investigatori in più.



“Lo Stato – sottolinea Lamorgese – farà la sua parte. Il 15 febbraio si inaugura una sezione operativa della Dia, la direzione investigativa antimafia. Saranno una ventina di investigatori. Intanto ho concordato con il Capo della polizia, il prefetto Gabrielli, che manderemo consistenti rinforzi nell’ immediato, per accompagnare questa reazione e dare un segnale tangibile alla comunità con la presenza delle forze di polizia”. (Fonti: Ansa e La Stampa).

ROMA – Francesco Saponara è morto dopo cinque anni e sette mesi di coma: Saponara, 60enne benzinaio, fu accoltellato nel giugno del 2014 dall’allora 34enne Davide Frigatti, mentre lavorava nel suo distributore di benzina a Sesto San Giovanni (Milano).

Frigatti, in preda a un delirio psicotico mistico-religioso, quel giorno aggredì anche il titolare di un autolavaggio, Franco Mercadante, uccidendolo, e Dario Del Corso, un pensionato che stava passeggiando al Parco Nord, ferito più lievemente. Bloccato dalla Polizia, è stato poi assolto dalla Corte d’Assise del Tribunale Monza per vizio totale di mente.Davide Frigatti, allora residente a Cinisello Balsamo (Milano), il 14 giugno del 2014 è andato in taxi a Piacenza e, dopo essere stato dal barbiere, ha sequestrato un automobilista costringendolo a guidare fino a Sesto San Giovanni (Milano), sotto minaccia di un coltello.

Lì lo ha fatto scendere dalla macchina e si è diretto al Parco Nord, dove ha accoltellato Dario Del Corso, pensionato di 68 anni, poi ripresosi dopo alcune settimane in ospedale. Poi è andato a casa sua e quando, con i vestiti sporchi di sangue, è uscito di nuovo con un coltello da cucina in mano, suo padre ha dato l’allarme alle forze dell’ordine. Frigatti però in pochi minuti ha raggiunto il distributore di benzina dove ha accoltellato Francesco Saponara, a Sesto San Giovanni (Milano), poi l’autolavaggio di Franco Mercadante, 52 anni, ucciso con un fendente alla gola. La Polizia lo ha bloccato mentre delirava, nudo, vicino al Parco Nord.

“Ci ha lasciato Francesco Saponara, padre di Antonio Saponara, Vice Segretario della Lista Civica Giovani Sestesi”, si legge in una nota diramata dalla lista civica. “Manifestiamo la nostra vicinanza e la nostra partecipazione al grande dolore della moglie e dei due figli”, conclude il messaggio. I funerali si svolgeranno lunedì alle ore 10, nella parrocchia di San Carlo Borromeo in via Boccaccio. (Fonte Ansa).

ROMA – Un 77enne di Cingoli nel Maceratese, Quinto Del Bianco, è morto dissanguato in un incidente sul lavoro. E’ successo verso le 12.30 di venerdì 17 gennaio mentre l’uomo stava lavorando un campo con la zappatrice in località S. Maria Del Rango: facendo retromarcia è scivolato sotto il mezzo agricolo che con le lame prima gli ha lacerato una gamba e poi anche l’altra. I famigliari hanno dato subito l’allarme e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i Carabinieri. Le sue condizioni erano già gravissime per cui l’uomo è morto quasi subito per una emorragia irrefrenabile che lo ha dissanguato.

Lo studio dell’Aci.
Settantasei incidenti su 100 avvengono nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane; nel 2018 in autostrada è stabile il numero di incidenti ma aumenta il numero di morti (a causa dell’incidente del Ponte Morandi), sulle strade extraurbane aumentano gli incidenti ma rimane sostanzialmente stabile il numero di morti (+4% e -0,7%), nei centri abitati diminuiscono sia incidenti che morti (-2,7% e -4,2%), soprattutto nei piccoli centri attraversati da strade extraurbane. Sono i dati essenziali che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2018”, lo studio, realizzato dall’Aci, che analizza i 37.228 incidenti (1.166 mortali), 1.344 decessi e 59.853 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese. In autostrada i veicoli per il trasporto delle merci sono coinvolti nel 31% degli incidenti. Il venerdì è il giorno in cui si verificano più incidenti (il 15,4%), dalle 18 alle 20 le ore più critiche, giugno e luglio i mesi con la maggiore incidentalità (rispettivamente il 9,9% e 10,4% del totale). Prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4%, i morti del 18,2%. Rispetto al 2017, invece, gli incidenti sono aumentati dell’1,5% (554 in più) e i decessi diminuiti dell’1,6% (22 in meno). Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi. Infatti la Penetrazione urbana della A24 (12,9 inc/km), il Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e la Tangenziale Nord di Milano (nel tratto in provincia di Monza – 10,3 incidenti/km) sono le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km. Per le strade extraurbane, dove la media nazionale è di 0,6 incidenti/km, il triste primato spetta alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nei tratti in provincia di Monza e della Brianza (9,8 incidenti/km) e in provincia di Milano (7,6 incidenti/km) e alla SS131 dir – Carlo Felice in provincia di Cagliari (8,6 incidenti/km).
Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota assai elevata dei decessi, anche se in diminuzione rispetto allo scorso anno: il 31% (1 morto su 3) è ciclista, “dueruotista” o pedone. Nel 20,6% dei casi è deceduto un motociclista (277), nel 10,2% un pedone (137) e nel 3% un ciclista (39). Rispetto al totale dei morti per modalità di trasporto, i pedoni sono il 22,4%, i ciclisti il 17,8% e “dueruotisti” il 34,8%. I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali. L’indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto. Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina. Rispetto al 2018, nel complesso, le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti in modo consistente: SS 7 quater Domiziana, SS 69 di Val d’Arno, SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio, SS 222 Chiantigiana, SS 229 del Lago d’Orta, SS 513 di Val d’Enza ed il Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro).
Fonte: Ansa, Aci.

ROMA – Vendite giornali novembre 2019. Il mercato totale nel mese di novembre 2019 è stato di 1.859.910 vendite quotidiane. Nel novembre del 2018 erano 2.011.366 al giorno. Una differenza di 151.456, che corrisponde ad un calo totale del 7,5%.

Ecco le tabelle con le vendite quotidiane dei singoli giornali nel mese di novembre, comparate con il novembre dell’anno precedente.

Quotidiani
nazionali Novembre 2019 Novembre   2018 2019 su 2018
Corriere Sera 175.993 181.588 0,96
Repubblica 133.584 143.548 0,93
La Stampa 88.853 100.830 0,88
Il Giornale 40.749 45.362 0,89
Il Sole 24 Ore 38.308 43.349 0,88
Il Fatto 23.665 29.777 0,79
Italia Oggi 16.240 16.928 0,95
Libero 24.971 23.946 1,04
Avvenire 22.191 22.144 1,00
Il Manifesto 6.859 7.547 0,90
La Verità 24.201 21.763 1,11

Quotidiani
locali Novembre 2019
Novembre     2018

2019 su 2018
Resto del Carlino 76.288 83.245 0,91
Il Messaggero 66.573 71.472 0,93
La Nazione 56.501 60.318 0,93
Il Gazzettino 40.044 40.952 0,97
Il Secolo XIX 32.265 35.167 0,91
Il Tirreno 29.783 31.991 0,93
L’Unione Sarda 30.433 32.543 0,93
Dolomiten 5.144 5.595 0,91
Messaggero Veneto 31.736 34.057 0,93
Il Giorno 30.993 41.908 0,73
Nuova Sardegna 24.636 28.800 0,85
Il Mattino 22.778 25.180 0,90
Arena di Verona 20.134 19.902 1,01
Eco di Bergamo 18.408 21.039 0,87
Gazzetta del Sud 14.693 16.925 0,86
Giornale Vicenza 17.635 19.035 0,92
Il Piccolo 16.358 18.320 0,89
Provincia (Co-Lc-So) 15.400 16.670 0,92
Il Giornale di Brescia 16.219 17.131 0,94
Gazzetta Mezzogiorno 14.185 16.448 0,86
Libertà 15.335 16.443 0,93
La Gazzetta di Parma 14.647 15.912 0,92
Il Mattino di Padova 13.555 14.861 0,91
Gazzetta di Mantova 13.626 15.174 0,89
Il Giornale di Sicilia 9.943 12.114 0,82
La Sicilia 10.938 13.580 0,80
Provincia Cremona 11.207 11.822 0,94
Il Centro 10.073 10.828 0,93
Il Tempo 11.310 12.574 0,89
La Provincia Pavese 9.279 10.225 0,90
Alto Adige-Trentino 7.403 8.574 0,86
L’Adige 9.491 10.794 0,87
La Nuova Venezia 6.696 6.875 0,97
Tribuna di Treviso 8.323 9.024 0,92
Nuovo Quotidiano Puglia 9.064 8.393 1,07
Corriere Adriatico 10.908 11.553 0,94
Corriere Umbria 8.347 8.689 0,96
Gazzetta di Reggio 7.247 7.622 0,95
Gazzetta di Modena 6.409 6.688 0,95
La Nuova Ferrara 5.083 5.339 0,95
Quotidiano del Sud 9.222 4.868 1,89
Corriere delle Alpi 4.098 4.516 0,90
Quotidiano di Sicilia 6.499 6.256 1,03


Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.

Quotidiani
sportivi Novembre     2019 Novembre 2018 2019 su    2018
Gazzetta dello Sport Lunedì 127.796 138.940 0,91
Gazzetta dello Sport 121.430 127.197 0,95
Corriere dello Sport 57.648 62.214 0,92
Corriere dello Sport Lunedì 67.339 71.395 0,94
Tuttosport 37.320 40.477 0,92
Tuttosport Lunedì 39.858 46.679 0,85


Perché insistiamo sulle vendite in edicola e teniamo distinte le copie digitali? Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.



2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere. Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.

3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.

Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads

martedì 7 gennaio 2020

Calcio-E-Non solo

(ANSA) - Il primo rinforzo del Brescia e' il centrocampista della nazionale finlandese Simon Skrubb, classe '95 che era in forza agli svedesi del Norrkoepping. Skrubb (contratto triennale) questa mattina si e' sottoposto a visite mediche anche se non si e' ancora potuto allenare per mancanza del transfer. (ANSA).

(ANSA) -Non c'è più rispetto per gli idoli. L'ultima moda è quella di danneggiare, se non abbattere, le statue dei calciatori, e dopo Ibrahimovic ora tocca ad Alexis Sanchez. Nel caso dell''opera in bronzo con le fattezze di Ibra, prima vandalizzata e poi fatta cadere a terra, la spiegazione è che a Malmoe, dove era stata eretta in quanto luogo di provenienza del neomilanista, i tifosi non hanno gradito il fatto che il calciatore sia diventato azionista dell'Hammarby, squadra di Stoccolma grande rivale dello stesso Malmoe. Invece non si capisce il motivo della distruzione del volto e di una parte di gamba di quella che raffigura Sanchez.    La statua si trova a Tocopilla, città natale dell'attaccante dell'Inter, ma non si comprende il motivo di questi atti di vandalismo. Infatti non si ha notizia di simpatie calcistiche di Alexis che possano aver fatto infuriare i suoi concittadini. La polizia locale sostiene che potrebbe trattarsi di un "atto da parte di anarchici come conseguenza delle manifestazioni politiche contro il governo" ma perché ne abbia fatto le spese proprio Alexis Sanchez, che nell'opera che lo rappresenta indossa la divisa della nazionale cilena, non si capisce bene. A meno che non sia un sostenitore del governo, ma sembra che il nerazzurro ex Udinese e Barcellona non si sia mai espresso al riguardo. Così potrebbe trattarsi di puro e semplice vandalismo, "per sporcare l'immagine di Tocopilla2, come dice il sindaco delle città, Luis Moyano. (ANSA).


(ANSA) Il Barcellona ha deciso di bandire a vita dalle partite delle sue squadre il gruppo di tifosi che sabato scorso, allo stadio Johan Cruijf durante il derby tra Barcellona B e la squadra filiale dell'Espanyol, per il campionato di terza serie, hanno fatto più volte il saluto romano urlando 'heil Hitler' e intonato canti ironici su Dani Jarque. Quest'ultimo era il capitano della prima squadra dell'Espanyol, morto nel sonno nell'agosto del 2009, durante uno stage della sua squadra a Coverciano.
    Definendo "inaccettabili" i canti e le grida, il Barcellona con una nota fa sapere che il club e i Mossos (le forze di polizia della Catalogna) collaborano a proposito di questa vicenda e di aver chiesto alle forze dell'ordine i nomi dei 25 facinorosi, peraltro allontanati dallo stadio dopo aver fatto certi gesti, in modo che vengano banditi dalle partite e dagli allenamenti delle varie squadre della polisportiva 'blaugrana'. Inoltre se alcuni di loro risulteranno essere soci del club, verranno espulsi. Verrà inoltre presentata una denuncia penale per "crimini di odio". (ANSA).



(ANSA) Una verifica preventiva sui requisiti di Michele Uva, Paolo Dal Pino e Gaetano Miccichè, candidati "in vario modo da alcuni club", è stata chiesta dalla Roma alla Figc alla vigilia della terza assemblea per eleggere il presidente della Lega Serie A prevista domani, in cui il quorum scende da 14 voti a 11. Lo apprende l'Ansa. "Dopo le dimissioni del Presidente Miccichè che hanno evidenziato procedure non lineari e conflitti potenziali e reali di interesse, dopo le dimissioni del commissario ad acta Cicala per presunti motivi analoghi, non possiamo più permetterci altri errori, alla vigilia di un semestre complesso di decisioni da prendere", si legge nella mail in cui "si ritiene opportuno" che "l'elezione avvenga successivamente alla risposta del quesito da parte della Corte Federale di Appello". Uva, vicepresidente Uefa, comunque ha declinato la candidatura spiegando di voler proseguire il percorso internazionale. (ANSA).


(ANSA) -Il Galatasaray insiste per avere il difensore della Sampdoria Murillo e il giocatore vorrebbe provare l'esperienza nel campionato turco ma non basta l'offerta del prestito per 1 milione di euro fino al termine della stagione. Infatti ci deve essere l'accordo sull'acquisto a titolo definitivo del colombiano a giugno visto che la Sampdoria lo deve riscattare dal Valencia per 12 milioni. Intanto, dall'Inghilterra sondaggio del Newcastle per Colley ma il giocatore è considerato incedibile: al massimo il club può discutere per una cessione in estate sulla base di 18 milioni.    Sul fronte dell'infermeria l'ottimo pareggio di San Siro col Milan è costato parecchio in termini di infortuni per Ramirez e Depaoli: per il primo trauma contusivo-distorsivo al ginocchio della gamba sinistra (difficile il recupero per la sfida di domenica col Brescia), per il secondo invece trauma contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra ma l'esterno avrebbe comunque saltato il match per squalifica. (ANSA).

'Scusa Ameri...". Bastano due parole per evocare un'epoca lunga 60 anni e ancora giovane. Come fosse un 'ItaliaGermaniaquattroatre' o un 'campioni del mondo' ripetuto tre volte a Spagna '82, quel richiamo in cuffia dei radiocronisti sparsi per le province di tutta Italia risuona nell'epopea del nostro calcio, quando era racconto e non ancora immagine. 'Tutto il calcio minuto per minuto' nasceva il 10 gennaio del 1960, e oltre a quella della radio ha fatto anche la storia d'Italia. Anche per questo la Rai ne festeggia il compleanno tondo - senza alcuna voglia di andare in pensione - con una serata di diretta radio dalle 21, venerdi' dallo storico studio di via Asiago a Roma.Non c'erano posticipi, anticipi, dirette social, e se voleva vedere 'riflessi' della partita principale l'italiano doveva aspettare le 18, sperando che tutti gli altri tifosi informati da una radiolina incollata all'orecchio non gli sciupasse il gusto di quel secondo tempo in differita. 'Tutto il calcio', la definizione di Candido Cannavò, era la colonna sonora delle domeniche degli italiani. Le sue voci da principio davano conto solo della ripresa: non esistevano diritti tv, la Figc temeva che gli ascolti radiofonici sottraessero spettatori agli stadi. E a ragione, visto che le rivelazioni telefoniche testimoniarono gli ascolti record tra i 20 e i 25 milioni, per un campionato che si giocava tutto di domenica, tutto in contemporanea.L'idea, Guglielmo Moretti l'aveva 'rubata' alla Francia, dove il rugby la faceva da padrone e la radio nazionale ne dava conto con una diretta sparsa per tutte le campagne d'oltralpe. Con Sergio Zavoli - inventore di altre trasmissioni simbolo di quella Rai, come il Processo alla Tappa - e Roberto Bortoluzzi, Moretti fece partire tra lo scetticismo la prima puntata appunto a inizio del 1960: a Milano Nicolo' Carosio per Milan-Juve, a Bologna Enrico Ameri per Bologna-Napoli, ad Alessandria Andrea Boscione per Alessandria-Padova e nello studio centrale di corso Sempione a Milano Bortoluzzi, che condusse il programma per 27 anni, passando il testimone prima a Massimo De Luca, poi ad Alfredo Provenzali e infine a Filippo Corsini, con le prime voci di Scaramozzino e Repice. A metà anni '80, l'intuizione di Mario Giobbe e l'estensione della diretta a tutta la partita: da RadioUno, Tutto il calcio passò a reti unificate quasi fosse un messaggio alla nazione, con la sua sigla indimenticabile ('A taste of Honey' degli americani Scott e Marlow, per la tromba di Herb Alpert)."Quelle voci mi avevano fatto innamorare del calcio a 8 anni, come tanti italiani", racconta Riccardo Cucchi, epigono dei maestri della prima ora, Ameri e Ciotti. "Poi ho avuto la fortuna di entrare nella redazione dove lavoravano ancora quei maestri, due radiocronisti agli antipodi...". Del primo, Cucchi ricorda gli arrivi allo stadio 4 ore prima, la meticolosità', l'attesa del fischio d'inizio giocando a scopa col titolare del bar di San Siro; di Ciotti, gli arrivi all'ultimo, l'estro inventivo, la voce rauca "trasformata da handicap radiofonico a cifra stilistica" e il linguaggio ricercatissimo. "Nessuno di noi oggi si sognerebbe di dire 'fallo proditorio' o 'ventilazione inapprezzabile'". Ma i sessanta anni di storia della trasmissione radiofonica più' nazionalpopolare sono intessuti di episodi, dal 'clamoroso al Cibali' che interruppe altri racconti per un gol alla grande Inter di Herrera alla B raccontata da Ezio Luzi. "Di quel racconto del calcio oggi, più di altro, credo manchi l'educazione - conclude Cucchi - Intendo il rispetto di chi ascolta, dei calciatori o del direttore di gara. Ricordo una radiocronaca di Ciotti per un Roma-Samp in cui l'arbitro Lo Bello aveva combinato disastri. Lui non ne fece alcun cenno, ma chiuse dicendo: 'ha arbitrato il signor Concetto Lo Bello di fronte a 60 mila testimoni...".-ansa-

Non è da tutti dire addio due volte. Ma per Daniele De Rossi il mondo del calcio farà un'eccezione. A 36 anni compiuti l'ex centrocampista della Roma e della Nazionale, lascia il Boca Juniors, dove era arrivato a luglio, e soprattutto il calcio giocato e dice addio a un pezzo della sua vita. Per lui la decisione, presa fondamentalmente per motivi familiari, non è stata certo facile. "Ci pensavo da ottobre-novembre - ha detto oggi - e la notte tante volte non ci dormivo. Lasciare il calcio giocato per me è stato molto difficile, ma ora voglio rimanere in questo mondo e allenare". Il penultimo campione del mondo 2006 a smettere (tra i 'sopravvissuti' resta solo Buffon) ha anche stabilito un primato, sul quale, in conferenza stampa, ha anche scherzato sopra: "E' stato strano: sono stato il primo - ha detto sorridendo - a fare le visite mediche sapendo già che avrei smesso di giocare". I motivi, come hanno sottolineato dal Boca, sono stati personali e non certo legati a presunti dissidi con qualcuno nel club e in particolare con la nuova dirigenza.
"Tutti mi hanno accolto come un fratello, e qui lascio una parte del mio cuore", ha sottolineato DDR, mentre il presidente del Boca ha spiegato che "dobbiamo salutare Daniele, ma non è per motivi calcistici o per mancanza di affetto. In questo poco tempo ho conosciuto un grande essere umano e basta guardarlo in faccia per capire quanto sia onesto". Insomma, i motivi per cui De Rossi lascia il Boca sono familiari, la lontananza dalla famiglia e in particolare dalla figlia maggiore Gaia, 14 anni, avuta dalla prima moglie, che era stata affidata al padre e al quale l'ex romanista è legatissima (poco dopo aver dato l'addio alla Roma, la portò in viaggio premio a Londra per la promozione scolastica).
"Non voglio entrare nei dettagli - ha detto il campione del mondo 2006 - ma la mia figlia più grande, di un altro matrimonio, è rimasta in Italia e una ragazza ha bisogno che suo padre le sia vicino. In teoria, potrebbe essere in pericolo e io devo avvicinarmi. Qui siamo lontani, fare 14 di volo non è come andare in auto da Trigoria a casa mia. Se avessi avuto 25 anni avrei deciso in modo diverso, ma questo è".
DDR è quindi un campione anche come padre, perché fino a nemmeno un paio di mesi fa voleva ancora giocare nel Boca, fino a dicembre 2020, e lo aveva confidato a un agente Fifa italiano, suo amico, che era andato a trovarlo al campo di allenamento del Boca. Ora però saluta tutti, dopo 7 partite e un gol (in Coppa d'Argentina) con la maglia del Boca e seicento e 16 (ecco che il numero magico che gli ha scritto carriera e storia) con la Roma di cui è stato capitano non a lungo (prima era sempre quello Futuro, ma c'era Totti ed era giusto così) e bandiera per un ventennio.
Nella Roma aveva giocarto, fino alla primavera, anche suo padre Alberto. Così, scartate le tante offerte arrivategli dalla Serie A (a cominciare dall'amico Montella che lo avrebbe voluto alla Fiorentina) e dall'Europa, aveva deciso di giocare "dall'altra parte del mondo", per indossare una maglia che ha sempre amato "per via di Maradona e del fascino della Bombonera", quella del Boca del suo amico Burdisso.
Adesso per DDR si potrebbe aprire una 'seconda vita' nella sua amata Roma. Uscito di scena mano nella mano alla contestazione che ha accompagnato James Pallotta in giro per mezzo mondo, De Rossi potrebbe tornare a Trigoria in un'altra veste: quella manageriale o tecnica, magari prendendo il posto del papà Alberto, il guru della Roma Primavera che lui per più di 20 anni ha plasmato e fatto vincere. Visto che lui ha già detto che vorrebbe allenare, in molti si aspettano che il club giallorosso, specie se ci sarà il cambio di proprietà gli offra la panchina della principale squadra giovanile, quella che suo padre ha allenato per tanti anni e che, si dice, ora vorrebbe lasciare. Allora chi meglio di Daniele, al quale molti pronosticano un grande futuro anche da allenatore. Intanto ciao Boca, Gaia viene prima di tutto: applausi.-ansa-

Amici di Tuttonapoli, buongiorno e benvenuti alla diretta testuale della conferenza stampa di Gennaro Gattuso dopo la gara contro l'Inter.

Soddisfatto di come ha reso Fabian? "Non voglio parlare di Fabian, voglio parlare della prestazione della mia squadra. I dati parlano di una squadra che ha fatto bene, la prestazione non è da buttare via. Ci siamo fatti tre gol da soli.

Visto il rendimento in casa, il San Paolo può diventare un problema? "Non dobbiamo pensare al San Paolo, dobbiamo pensare al fatto che qui non vinciamo dal 19 ottobre e quindi la squadra non ci può applaudire. Prendetemi per scemo, ma io ho visto una buona prestazione. Abbiamo preso tre gol scivolando, domani controllerò anche i tacchetti che utilizzeranno. Se continuiamo a giocare così, migliorando la condizione sul piano fisico penso che questa squadra possa fare cose importante.

Dove deve migliorare questa squadra? "Bisogna fare meno errori individuali, quello possiamo rimproverare a questa squadra. Oggi abbiamo fatto cose importanti, ma abbiamo commessi errori individuali. Non penso di aver visto una gara diversa, penso che sia andata così. Non voglio trovare alibi, ma contro questa Inter abbiamo fatto bene. Questa squadra non si trovava da tempo in una situazione così, questo va preso in considerazione. Vedo una squadra viva, che lavora ogni giorno con intensità a Castel Volturno".

Come ha lavorato la linea difensiva? "Hanno fatto bene, si sono mossi coi tempi giusti dando poca profondità all'Inter.

Se la sente di fare un appello ai tifosi per tornare allo stadio? "Io faccio fatica ad allenare, figuriamoci a fare gli appelli. Questa cosa dello stadio non deve diventare un alibi, se i tifosi in questo momento si aspettano di più da questa squadra come posso dirgli qualcosa? Posso solo chiedergli di venire allo stadio, di incitarci per 90' e poi tirarci le arance se perdiamo. Ci sono tante problematiche legate al Daspo, non posso entrare in queste cose qua". Ti aspettavi di trovare queste difficoltà? "Sapevo a cosa andavo incontro, ma sono contento di essere qua. C'è un aspetto che mi lascia ben sperare, la passione dei calciatori che lavorano con me e stanno dando tutto".

È preoccupato dagl infortuni? "Ci mancano giocatori importanti, ma non sono tanti. Speriamo di recuperare Koulibaly in questa settimana, Ghoulam che non ha nulla di grave. Mertens non sarà a disposizione per un'altra settimana, così come Maksimovic. Mercato? Non sta a me parlarne, abbiamo un direttore molto bravo per farlo".

Come mai i cambi così tardivi? "Perchè pensavo che stessimo giocando bene, poi ho inserito due attaccanti per trovare densità in area. La squadra stava facendo quello che avevo chiesto, non avevo in testa nessuna cosa per cambiare la gara".

Termina la conferenza di Gattuso. -tuttonapoli.net-

Dopo l'intervista di Lorenzo Insigne ai microfoni di Rai Sport, interrotta improvvisamente dall'addetto stampa del club azzurro, non si è fatta attendere la replica della stessa emittente pubblica. Questo il comunicato contro il Napoli, riportato dal portale online de Il Mattino: "Quello che è successo lunedì 6 gennaio durante la diretta di Novantesimo minuto è inaccettabile. Nel pieno rispetto delle regole e dei diritti sportivi acquisiti dalla Rai, il giornalista Thomas Villa stava intervistando il calciatore Lorenzo Insigne nel pre-partita di Napoli-Inter ed è stato indebitamente e bruscamente interrotto da un esponente della Società Sportiva Calcio Napoli.
Questo intervento senza precedenti, nel mezzo di una diretta - si legge ancora nella nota - ha creato forte imbarazzo e ha causato un grave danno in termini di immagine alla Rai, ostacolando il regolare svolgimento della trasmissione di Raisport in onda su Rai2. Chiediamo, pertanto, una spiegazione di quanto accaduto e le immediate scuse da parte della società augurandoci che un episodio del genere non si ripeta mai più e che si sia trattato solo di un'improvvida leggerezza e non di un tentativo di danneggiare volutamente un programma del Servizio Pubblico".-tuttonapoli.net-

Dopo la gara contro l'Inter, il Napoli ha ripreso questa mattina la preparazione al Centro Tecnico. Gli azzurri preparano il match dell'Olimpico contro la Lazio per la 19esima giornata di Serie A in programma sabato alle ore 18.

La squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato dall'inizio contro l'Inter hanno svolto lavoro di scarico in palestra. Gli altri uomini della rosa, sui campi 2 e 3, sono stati impegnati in torello e attivazione in avvio sessione. Successivamente seduta tecnico tattica ed esercitazioni finalizzate al possesso palla.  Chiusura con partitina a campo ridotto.

Terapie per Maksimovic. Lavoro personalizzato per Koulibaly. Ghoulam non si è allenato per uno stato influenzale.-tuttonapoli.net-

In giornata è atteso il contatto tra l'entourage di Stanislav Lobotka e il Napoli. Le parti stanno cercando di limare la distanza, lo slovacco è sempre più vicino al trasferimento in azzurro. Intanto si è allenato nel pomeriggio con il Celta Vigo insieme ai suoi compagni, in attesa di novità dalle stanze milanesi del mercato.-tuttonapoli.net-

Tre partite sulla panchina del Napoli per Rino Gattuso, due sconfitte ed una sola vittoria. Bottino ovviamente che andrà analizzato sul lungo termine, eppure cambiamenti rispetto alla vecchia gestione targata Ancelottti si sono parzialmente visti. Al di là del nuovo vestito tattico (passaggio dal 4-4-2 al 4-3-3) è evidente che il neo allenatore azzurro sta lavorando per dare un'impronta diversa alla sua squadra, provando a smussare gli angoli anche con i carichi di lavoro, aumentati rispetto al passato. ECCO GLI EX EPURATI - Era scontato, poi, che alcuni giocatori avrebbero trovato nuova linfa con il cambio di direzione tecnica, e per alcuni è tornato a farsi largo anche il campo, con un aumento considerevole di minutaggio rispetto all'ultimo periodo ancelottiano: parliamo di Insigne e Callejon, entrambi epurati dal tecnico di Reggiolo ma che adesso sono tornati punti fermi nell'undici iniziale. Gattuso sta provando a rilanciarli anche sotto il punto di vista mentale, e proprio in questo senso ieri l'allenatore azzurro non ha effettuato il terzo cambio proprio per evit5are i fischi ai due giocatori (visti quelli piovuti su Fabiàn).-tuttonapoli.net-

A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto il giornalista Ciccio Marolda, pronto a commentare il momento in casa azzurra dopo la sconfitta contro l'Inter: “Non si può pensare di fermare i 2 attaccanti dell’Inter che sono i più in forma del campionato marcandoli con l’uno contro uno per cui anche Gattuso ci sta mettendo del suo in questo periodo no del Napoli. Se prendi in mano una squadra piena di problemi, che è stata costruita male e sta pagando adesso tutte le scelte di Ancelotti, hai però un obbligo: non perdere punti. E se non puoi vincere, devi cercare di non perdere. Non me la prendo con Gattuso, vanno evidenziati i suoi errori, ma è chiaro che la squadra è incompleta e lo diciamo dalla fine del mercato estivo, non adesso”. -tuttonapoli.net-


In diretta su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Calcio italiano che vede una corsa a 2 e mezzo in vetta alla classifica: Juventus e Inter appaiate, ma a 6 punti c'è la Lazio. Lazio chiamata ad una partita facile, perché il Napoli di questi tempi è una squadra non organizzata, non è lo squadrone che doveva battere Inter e Juve. L'Inter si è confermata la squadra di Antonio Conte con tutti i suoi pregi e difetti e la Juve, se si accende Ronaldo, Higuan e Dybala, ce n'è per pochi. Lecce che perde in casa anche contro l'Udinese, così come la SPAL destinata alla retrocessione. Genoa ha portato in carrozza, vedremo se il vento favorevole continuerà, ma è la squadra peggiore del lotto. Se la vedrà con Brescia e Udinese, non so se ci sarà qualche altra squadra che dovrà preoccuparsi da qui in avanti. A fine gennaio potrebbe esserci qualche bruttissima sorpresa di squadre che devono guardare indietro invece che in avanti".-tuttonapoli.net-


ROMA – Smog sul Nord Italia, in realtà non proprio smog, meglio sarebbe dire aria cattiva, aria difficile da respirare senza qualche fastidio o conseguenza a lungo termine per l’apparato respiratorio. Smog erano i fumi delle ciminiere di fabbriche che non ci sono più, smog erano i fumi di impianti di riscaldamento a carbone. Smog oggi è una miscela tra una condizione atmosferica, una collocazione e tipologia geografica e un’azione, anzi una costante inazione umana. Non c’è governo o programmazione dell’attività umana quanto ad emissioni nell’aria. Ci si limita periodicamente a registrare quando è troppo (senza ben sapere cosa sia davvero troppo e perché).

Quando si dichiara che è troppo, allora di emettono divieti ed ordinanze. Ora è il turno di Torino che dà lo stop anche ai veicoli categoria Euro 5 se diesel, il turno di Milano che comunica divieti e limitazioni alla circolazione, anche se un filo meno drastici, il turno del Veneto…Misure, divieti, limitazioni che servono a ben poco, utili soprattutto ad evitare alla amministrazioni comunale l”accusa di inerzia e, peggio, di inadempienza alle norme. E’ una sorta di burocrazia ecologica, anzi di ecologia burocratica.In contemporanea nel Nord Italia, in particolare a Milano, segnala il Corriere della Sera una circostanza inconsueta, almeno nelle sue dimensioni. I ricoveri in ospedale per condizioni ascrivibili a quella patologia che chiamiamo influenza hanno raggiunto picchi massimi, un incremento nelle ultime settimane stimato del 20 per cento. Ricoveri in ospedale, quindi condizioni non gravissime e neanche gravi, tali però da giustificare un monitoraggio e una terapia ospedalieri. Patologie influenzali che quasi tutte finiscono per toccare, riguardare, interessare l’apparato respiratorio.
Non solo: sempre nella stessa area sono comparse polmoniti, molte polmoniti, più del solito, più delle medie abituali.
Aria inquinata, patologie influenzali, polmoniti: la loro compresenza probabilmente è tutt’altro che fortuita e casuale. Non è una coincidenza, è che proprio e non per caso coincidono. -blitzquotidiano.it-

ROMA – Spermatozoi dimezzati, i maschi italiani fertili hanno nel loro organismo la metà degli spermatozoi che si riscontravano nella generazione immediatamente precedente e in quella ancora prima. Rispetto a quaranta anni fa si registra nei maschi la metà degli spermatozoi. Quaranta anni sono un tempo men che minimo in termini di evoluzione, quaranta anni sono nulla sulla scala della evoluzione/involuzione della specie. Eppure sono bastati per una modificazione più che massiccia nella quantità di spermatozoi del seme dei maschi italiani (analogo fenomeno nelle popolazioni maschili di molti altri paesi).

Non solo: un maschio su dieci in Italia risulta infertile, cioè non è in grado di generare prole. Non molti decenni or sono, anche per un pregiudizio tanto radicato quanto infondato, l’infertilità era solo sterilità da attribuire e accollare alla donna. Se una coppia non aveva figli la “colpa” era sempre e soltanto della donna. Non è mai stato così, l’infertilità maschile è sempre esistita, ma ora ha subito massiccio incremento, il 10 per cento è percentuale mai registrato.Non basta: si è dovuto ricorrere in sede clinica alla definizione di nuovi parametri di normalità per quel che riguarda le dimensioni dei testicoli, questi infatti vanno diminuendo appunto di dimensioni su scala generale. I famosi “attributi” diventano anatomicamente più piccoli e il fenomeno si registra ed accentua solo negli ultimi decenni.

Perché? Inquinamento, inquinamento ambientale è la generica prima risposta. L’habitat umano modificatosi sotto la pressione dei prodotti chimici e affini è il primo sospettato della evidente minor facilità a procreare. Non esistono però precisi e documentati rapporti causa-effetto tra un agente chimico e l’infertilità.

Altro sospettato è il caldo. Sì, il caldo, l’aumentata temperatura dovuta a cambiamento climatico. Misurato come un grado centigrado in più nell’atmosfera corrisponda a un decimo di grado in più nei testicoli. E il caldo ammala se non uccide spermatozoi. Su suppongono più a rischio cuochi, saldatori, camionisti…

Anche qui però nulla di sicuro, se non il calo generalizzato degli spermatozoi nel seme maschile. Di sicuro c’è che gli italiani fanno pochi figli, troppo pochi, decisamente al di sotto del tasso di mantenimento di una popolazione: per una coppia dovrebbero essere almeno due i figli, sono circa 1,2. Troppo pochi figli per ragioni culturali, sociali, economiche cui va aggiunta però anche una ragione clinica accertata: meno spermatozoi, meno fertilità maschile. -blitzquotidiano.it-

ROMA – Un cinghiale è stato trovato positivo alla trichinella a Oliena, un comune nella provincia di Nuoro. Il parassita può anche essere letale per l’uomo e per questo è scattato l’allarme da parte dei veterinari della regione Sardegna, che hanno prelevato altri campioni e li hanno consegnati all’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Nuoro per le analisi. Fino ad oggi infatti il parassita infettava solo maiali allo stato brado, cinghiali e volpi a Orgosolo, ma ora si sta diffondendo.

L’Istituto zooprofilattico sperimentale data l’allerta ha lanciato un appello ai consumatori affinché comprino carni e salumi solo di provenienza certificata e sottoposti a controlli sanitari. Inoltre ha chiesto ai cacciatori di continuare a prelevare e consegnare campioni sui cinghiali abbattuti. Ennio Bandino, responsabile dell’Izs, ha spiegato: “Solo grazie alla loro collaborazione possiamo mettere al sicuro la salute dei cittadini dalle malattie e garantire il monitoraggio sulla presenza del parassita nel territorio”.Badino ha poi aggiunto: “Con la trichinella non si scherza,. Si tratta di un parassita molto pericoloso che, se non gestito con la giusta tempistica, può causare gravi problemi di salute all’uomo e, in casi estremi, può portare al decesso”.
Il parassita provoca la trichinellosi, anche detta trichinosi, e si localizza prima a livello intestinale per poi dare vita a una generazione di larve che migrano nei muscoli e si incistano. La trichinella infetta uccelli, rettili e mammiferi, soprattutto quelli carnivori e onniveri come maiale, volpe, cinghiale, cane, gatto e anche l’uomo.
La trasmissione del parassita avviene per via alimentare, col consumo di carne cruda o poco cotta che contengono larve del parassita. Per questo motivo la carne suina o di cinghiale è più a rischio per la trasmissione all’uomo. Una volta infettati, il periodo di incubazione è generalmente di 8-15 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma varia anche dai 5 ai 45 giorni a seconda di quanti parassiti sono stati ingeriti.
Nell’uomo le infezioni possono essere asintomatiche, ma in casi gravi portare anche alla morte. I sintomi più comuni sono comunque diarrea, dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre. (Fonte Il Messaggero)

ROMA – Sono 225.000 gli italiani che hanno passato la settimana di Natale a letto a causa dell”influenza, mentre il totale dei casi da ottobre a oggi supera il milione e mezzo, soprattutto bambini sotto i 5 anni.

Nell’ultima settimana di dicembre “lieve calo” dei casi dovuto alla chiusura delle scuole per le festività. E’ quanto si legge sul bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). La Provincia Autonoma di Trento, Marche e Campania sono state le Regioni più colpite.Come riporta il bollettino Influnet, di preciso il numero totale dei casi di influenza dall’inizio della sorveglianza è stato 1.587.000. Nella settimana dal 23 al 29 dicembre, l’incidenza totale è stata pari a 3,7 casi per mille assistiti, ma tra i bambini al di sotto dei cinque anni ha raggiunto i 10 casi per mille.

Di pari passo con i contagi crescono anche i casi gravi, ovvero caratterizzati da complicanze respiratorie che hanno reso necessario il ricovero in terapia intensiva.

Secondo il bollettino FluNews Italia, sempre a cura dell’Iss, fino al 22 dicembre se ne contavano 8 di questi casi, quasi tutti con condizioni di rischio come obesità, malattie cardiovascolari e diabete. Di questi, 3 sono deceduti. (fonte Ansa)

ROMA – La Lazio si prepara a festeggiare i 120 anni di storia dopo aver vinto la Supercoppa contro la Juventus, dopo aver centrato la nona vittoria consecutiva e dopo aver allungato in classifica sulla Roma consolidando così il terzo posto in classifica.

“Immobile simbolo di questo momento? Da un punto di vista emotivo – dice Claudio Lotito in una lunga intervista con Repubblica – sicuramente. È un figlio del popolo, rappresenta tutti gli spaccati della società e suscita empatia per il suo comportamento, l’ ironia, la disponibilità. Con lui ho un rapporto personale bellissimo, di grande affetto. Ero convinto, come Tare, che avrebbe fatto cose importanti, ma nessuno le poteva pronosticare. Era un giocatore che nella precedente società soffriva e che, messo nelle condizioni giuste, in un ambiente familiare, è rifiorito ed è esploso. La Lazio è una grande famiglia di cui io sono il padre: non faccio preferenze tra i miei figli, decanto le qualità di ognuno, grazie alle quali si ottiene la qualità totale del gruppo”.“Un difetto e una qualità di Simone Inzaghi? È un grande conoscitore di calcio e lavora h24, riuscendo a coinvolgere emotivamente i giocatori, è un grande trascinatore. Come tutti quelli che si muovono su un palcoscenico che richiede una crescita, poi avvenuta, non parlerei di difetti ma di considerazioni: esternamente possono sembrare errori, in realtà non lo sono, rappresentano un momento legato alla crescita che porta poi a fortificare ancora di più la persona”.

“Perché ho scelto Tare? Tare è un ragazzo molto determinato, conosce cinque lingue, è instancabile, un perfezionista. La mia scelta è risultata giusta. Lui non aveva l’ esperienza ma aveva appunto le potenzialità, di questo ne ero convinto ed è stato dimostrato anche dai fatti. Oggi è uno dei migliori in circolazione, ha l’ approccio di una persona perbene, equilibrata e attaccata alla società. Ci lega anche un grande affetto, un ulteriore valore aggiunto per raggiungere i risultati”.

“Perché decise di comprare la Lazio? Capii da subito l’ importanza e la responsabilità di acquisire la gestione di una squadra che, oltre ad essere da sempre quella del cuore, rappresentava il patrimonio storico sportivo e l’ anima di tantissimi tifosi.Un grande onore, un’ emozione forte”.

“La Lazio – spiega – fatturava 84 milioni, ne perdeva 86,5 e aveva 550 milioni di debiti. Oggi ha un bilancio tra i migliori in Italia e all’ estero, e ha vinto più di tutti dopo la Juve. Questo rappresenta il vanto e l’ orgoglio del sottoscritto e del popolo laziale”.

L’ operazione di cui si è pentito? “Il riscatto di Zarate a 22 milioni è una mossa che non rifarei. Ero all’inizio della mia presidenza, dovevo fare investimenti e dare segnali di crescita di qualità tecnica e sportiva. Per quel che si è rivelato dal punto di vista comportamentale è stata una scelta forse non molto oculata. Oggi valutiamo, oltre alle potenzialità atletiche e agonistiche, anche la moralità dei giocatori e la compatibilità economico-finanziaria”.

Dove vuole portare la Lazio? “Mi auguro possa raggiungere altri traguardi sportivi in Italia e all’ estero. Essere il punto di riferimento della politica sportiva per difendere i valori fondanti della società civile. Diventare l’ esempio per educare i giovani. Portare il sorriso e la voglia di combattere anche a quelle persone che devono superare degli ostacoli nella vita quotidiana”.

Fonte: La Repubblica.

lunedì 18 novembre 2019

News-calcio 18-11-2019

Intervistato da  Radio Punto Nuovo, è intervenuto Igor Angelovski, commissario tecnico della Macedonia che ha commentato il tweet della SSC Napoli che preannunciava eventuali provvedimenti per le parole di Elmas dal ritiro della Nazionale: “Abbiamo avuto un gruppo duro, con tante nazionali di qualità. Tuttavia, sono contento di quanto abbiamo espresso, abbiamo raccolto undici punti fino adesso e puntiamo a raccoglierne altri fino alla fine. Come squadra siamo cresciuti partita dopo partita, con tanti giovani di qualità. Siamo stati la prima Nazionale della Macedonia a raggiungere la semifinale contro il Kosovo per la qualificazione al campionato europeo. Elmas in campo contro Israele? Si, Elif sarà in campo domani. Credo molto in lui e ritengo che sia uno dei nostri migliori giocatori. In campo dà sempre il massimo, sono contento di avere giocatori come lui in Nazionale. Di base, mi aspetto una buona prestazione da lui, per prendere altri tre punti.Il tweet del Napoli sulle dichiarazioni di Elmas? Non sta a me commentare la decisione del Napoli, ma onestamente credo che non sia stato corretto. Elmas è un professionista e quando viene in Nazionale i giornalisti qui gli chiedono della sua esperienza in azzurro e credo non abbia detto nulla di sbagliato. La decisione per me non è stata corretta, ma Elif la ha accettata con grande professionalità. So come il ragazzo parla della città di Napoli, della sua gente e del club, è molto contento di essere lì, ma per me è stata una decisione poco corretta quella della società. La reazione di Elmas? Elif non è stato deluso, solo perché ha un carattere molto forte. Non credo si sia sentito ferito dal comunicato del Napoli, è un tipo tosto e con una personalità ben chiara, ma Elif è un professionista e come tale ha diritto di rispondere ai giornalisti in Nazionale. Elif non si è sentito punito.La situazione del Napoli e il posto di Elmas nelle gerarchie di Ancelotti? Potrei dire che credo molto nel ragazzo e che vorrei giocasse sempre, ma mister Ancelotti è quello che decide chi gioca e chi no. Elif ha grande qualità e può essere titolare in una squadra come il Napoli, lo ha dimostrato già quando è stato chiamato in causa quest'anno. L'ultima decisione resta, comunque, di Ancelotti. Ripeto, mi farebbe piacere che Elif giochi di più nel Napoli, ma vorrei anche che la squadra stessa si riprendesse da questo momento difficile. Sono in una piccola crisi, dopo quello che è successo all'interno del club. Credo, però, che una volta messo alle spalle tutto, il Napoli riprenderà a macinare risultati positivi".-TUTTONAPOLI.NET-

Bruno Satin, agente di Kevin Malcuit, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte: “Malcuit sta recuperando, serve tranquillità e tempo. In questo tipi di infortuni la fretta non serve. Ha vissuto questo momento difficile con tutti i compagni, anche se non era in campo. Bisogna fare un patto su un tempo limitato, magari fino a fine stagione, il problema è che non emergono le personalità forti ma purtroppo questo club i leader non li lascia esprimere. L’ultimo leader di questo Napoli è stato Reina, uno con le palle che diceva quello che pensava ed aveva forza nel parlare con il club. Ci potrebbe davvero essere la voglia da parte di qualcuno di scappare via da questa società”.-TUTTONAPOLI.NET-

Franck Kessié ha rotto con il Milan prima dell'ultima giornata di campionato, per la quale non è neanche stato convocato da Stefano Pioli. Ma adesso si prova a ricomporre lo strappo, secondo La Gazzetta dello Sport. Prima della partita col Napoli i due si parleranno e l'allenatore deciderà se fare affidamento anche su di lui o lasciarlo fuori. Tra l'altro l'ex Atalanta è stato anche accostato al Napoli per il mercato di gennaio.-TUTTONAPOLI.NET-

Stefano Colantuono parla a Marte Sport Live: “Insigne trova più giovamento nel sistema di gioco di Mancini perchè conosce più i movimenti e sa perfettamente quello che deve fare in campo. Contro il Milan sarà una gara molto delicata per il Napoli dal punto di vista psicologico perché se vince può anche iniziare un filetto di vittorie.  Mi è capitato spesso che i calciatori non volessero andare in ritiro, non è mai ben visto. A Napoli si poteva aspettare una notte ed esser e più elastici: forse non andare ad incidere subito dopo il match avrebbe potuto calmare le acque”. -RADIOMARTE-

Dario Marcolin parla a Marte Sport Live: “Il Napoli non ha bisogno di essere allenato col 4-3-3 perché i calciatori che erano con Sarri conoscono alla perfezione questo modulo quindi si tratterebbe solo di insegnare qualche movimento ai nuovi. Il Napoli sembra costruito per giocare con quel modulo ed è per questo che in tanti chiedono ad Ancelotti di cambiare sistema di gioco. E’ chiaro che da solo non serve a vincere, ma di fronte ad una novità tattica, catturi l’attenzione della squadra che è portata a fare bene. Lozano? Io lo vedrei meglio a destra, credo abbia fatto le cose migliori in questa posizione”.-RADIOMARTE-

Gigi Finizio parla a Marte Sport Live: “Non dobbiamo arrenderci, proprio in questi momenti dobbiamo abbracciare il Napoli e far sentire il nostro calore alla squadra.  Insigne soprattutto va sostenuto, è un nostro concittadino e nel bene e e nel male dobbiamo dargli una mano, soprattutto nei momenti più delicati come questo”. -RADIOMARTE-

(ANSA) -Michel Platini derubrica a "umana e normale" la reazione avuta da Cristiano Ronaldo dopo la sostituzione durante Juventus-Milan. "Non è un messaggio sbagliato o negativo per i bambini che lo hanno visto - spiega Platini durante la presentazione del libro "il re a nudo" -, ognuno ha la propria suscettibilità. E' normale e umano poter non accettare la sostituzione, lui pensava di poter risolvere la partita. Pensate che nella mia Juventus poteva uscire Boniek per fare entrare, ad esempio, Prandelli, quindi un difensore per un attaccante, e se ne parlava per giorni interi". Platini boccia la Var ("non mi piace"), considera la Juventus "una macchina molto forte" anche in chiave Champions ("ma per vincere le coppe serve anche un po' di fortuna") e fa un punto su quali talenti lo hanno impressionato di più in questi anni: "Arriviamo da una generazione marchiata da Ronaldo e Messi. Poi mi piacciono Neymar, Mbappè e Hazard".

(ANSA) -Ancora una rimonta, ma che stavolta vale oro. Il Brasile ribalta il Messico 2-1, con un gol in pieno recupero, e si laurea campione del mondo Under 17 per la quarta volta nella sua storia. Come contro la Francia in semifinale (da 0-2 a 3-2), anche contro 'El Tri' la nazionale verdeoro è costretta a inseguire per buona parte dell'incontro, dopo il gol di Gonzales al 66', prima del sorpasso firmato da Kaio Jorge su rigore all'84' e Lazaro, entrato a gara in corso.    Al contrario di 14 anni fa, quando furono i messicani a spuntarla, stavolta i ragazzi del ct Guilherme Dalla Dea tornano a trionfare per la prima volta dal 2003. Un successo comunque meritato per i giovanissimi verdeoro capaci di comandare il gioco per gran parte del match (per loro anche due traverse).

A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto Mario Sconcerti, giornalista. Queste le sue considerazioni sul momento del Napoli.“Ancelotti si sentiva troppo giovane per la Nazionale e questo discorso valeva anche per Mancini che aveva un appeal nelle grandi squadre inferiore rispetto al tecnico del Napoli che voleva ancora vincere in una squadra di club. Il Napoli vale più della posizione che occupa in classifica e cambiando modulo, la squadra avrebbe più forza a centrocampo perché Fabian e Zielinski hanno bisogno di un appoggio. Il cambiamento tattico credo sia pensato per restituire certezza alla squadra. Juventus? I dolorini c’erano, Sarri non può andare in tv e dire cose avallate dallo staff tecnico, per cui un problema di base c’era, ma il caso Ronaldo non era sul ginocchio, quanto sulle parole di troppo dopo la sostituzione. Davide Ancelotti sta facendo il lavoro per cui ha studiato, ma credo che bisogna essere più liberi di cercare il merito fuori dalle parentele”. (100per100 NAPOLI)

Dopo la panchina contro la Bosnia, nella sfida di stasera tra Italia e Armenia Giovanni Di Lorenzo partirà dal primo minuto. In una staffetta già annunciata, Roberto Mancini schiererà il terzino del Napoli al posto di Florenzi. In attacco non ci sarà Insigne, sostituito per l'occasione da Chiesa. In porta spazio a Sirigu, considerato il secondo portiere dietro Donnarumma, quindi davanti a Meret che finirà tra le riserve ancora una volta. A riportarlo è Sky Sport.
ITALIA (4-3-3): Sirigu; Di Lorenzo, Bonucci, Romagnoli, Biraghi; Tonali, Jorginho, Barella; Zaniolo, Immobile, Chiesa -TUTTONAPOLI.NET-

domenica 17 novembre 2019

News calcio del 17-11-2019

(ANSA) -Le partite del prossimo turno del campionato di calcio di Serie A in programma nel prossimo week-end, fra sabato 23 e lunedì 25 novembre, valide per la 13/a giornata: Atalanta-Juventus, sabato 23 alle 15 (Sky); Milan-Napoli, sabato 23 alle 18 (Sky); Torino-Inter, sabato 23 alle 20,45 (Dazn); Bologna-Parma, domenica 24 alle 12,30 (Dazn); Roma-Brescia, domenica 24 alle 15 (Sky); Sassuolo-Lazio, domenica 24 alle 15 (Sky); Verona-Fiorentina, domenica 24 alle 15 (Dazn); Sampdoria-Udinese, domenica 24 alle 18 (Sky); Lecce-Cagliari, domenica 24 alle 20,45 (Sky); Spal-Genoa, lunedì 25 alle 20,45 (Sky).

-ANSA-Croazia e Austria si aggiungono al gruppo delle nazionali qualificate ad Euro 2020. I vicecampioni del mondo croati hanno ottenuto il pass grazie al successo in rimonta, per 3-1, contro la Slovacchia. Bozenic porta in vantaggio la Slovacchia, poi i croati reagiscono e Vlasic pareggia. Successivamente l'ex Trapani e Bologna Bruno Petkovic raddoppia e Ivan Perisic chiude il match, che la Slovacchia chiude in dieci per l'espulsione di Mak. La Croazia vince così il girone E con un turno di anticipo e 17 punti, contro i 12 dell'Ungheria e gli 11 del Galles, che oggi ha vinto 2-0 in Azerbaigian e quindi spera ancora: si giocherà tutto nello scontro diretto contro i magiari di martedì prossimo a Cardiff.
    L'Austria si qualifica come seconda classificata del girone G, grazie alla vittoria per 2-1 sulla Macedonia con le reti di Alaba e Lainer. Niente più speranze di classificazione diretta, invece, per Israele che cade 1-2 in casa contro la già qualificata Polonia, a segno con Piatek e Krychowiak.

La volontà di Aurelio De Laurentiis dopo tutte le polemiche degli ultimi tempi e il comportamento inadeguato della squadra è quella di presentare istanza al Collegio Arbitrale per trattenere gran parte degli importi della prossima mensilità. A riportarlo è l'edizione odierna di Tuttosport, che ricorda come la multa sarà certamente oltre il 5% dello stipendio mensile. Parrebbe - si legge - che il presidente azzurro voglia spingersi fino al 50% e potrebbe decidere persino di trattenere i soldi fino alla decisione del Collegio.
DANNI D'IMMAGINE - Non è tutto. Come scrive Raffaele Auriemma sul quotidiano piemontese, il patron avrebbe rivelato ad alcuni amici di voler chiedere un risarcimento anche per i danni d'immagine subiti dal club a causa dell'ammutinamento. Per fare ciò, bisognerà rivolgersi alla giustizia ordinaria, visto che verte sulla cessione dei diritti d'immagine documentata da scritture private. Se confermato, le cifre della multa diventerebbero ancora più alte. E l'ammenda più salata.-TUTTONAPOLI.NET-

Al minuto 52 di Russia-Belgio, con il risultato già in cassaforte per i Diavoli Rossi, Dries Mertens subisce un duro colpo da Ozdoev, un fallo di frustrazione che lo mette k.o. e lo costringe a lasciare anzitempo il terreno di gioco. 'Ciro', dopo il contatto, cade in terra, alza il braccio, urla dolore e fa spaventare tutti. Un po' di apprensione, soprattutto da Napoli. Dall'Italia, infatti, si affrettano a chiamare l'attaccante belga, che di par suo però tranquillizza tutti. L'apprensione presto svanisce, l'ansia di quegli estanti fa posto ben presto a sensazioni positive che pian piano arrivano da Mertens stesso.
SOLO PAURA - "E' una botta, nulla di più, grazie per esserci preoccupati", racconta Dries ai suoi amici napoletani, stando a quanto riferito dall'edizione odierna de Il Mattino. Il fatto che si sia alzato e sia uscito da solo, senza il sostegno degli assistenti medici, era giù un indizio. Ma la conferma che non si trattasse di niente di grave l'ha data lui stesso. Ieri sera c'è stata anche una telefonata dei medici dello staff del Napoli e anche in questo caso l'ex PSV getta acqua sul fuoco: niente paura, non dovrebbero esserci ripercussioni. Non è da escludere - si legge - che lo staff medico del Belgio possa mandarlo in anticipo a Napoli per un po' di riposo, a scopo precauzionale, anche se Dries si dice pronto a riscendere in campo già martedì.-TUTTONAPOLI.NET-

"Il Napoli ha offerto il rinnovo tre mesi fa ormai, ma la situazione è in stand-by e aspettiamo". Così s'è espresso ieri Manuel Garcia Quilon, agente di José Maria Callejon, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Oggi dal Corriere dello Sport arrivano nuovi aggiornamenti circa il prolungamento contrattuale che lo spagnolo sta trattando col Napoli al pari di Dries Mertens.
L'ULTIMA OFFERTA - Il quotidiano specifica che per entrambi ci sono alcune sirene cinesi, ma in occasione della trasferta di Salisburgo dal club azzurro avrebbero avanzato l'ultima proposta per il rinnovo del contratto in scadenza a fine stagione: altri due anni alle stesse cifre attuali. Altri sei milioni (tre all'anno) dunque sia per l'uno che per l'altro, fino al 2022, ma al momento non sarebbe arrivata risposta.-TUTTONAPOLI.NET-

sabato 16 novembre 2019

Notizie di calcio del 16-11-2019

Minacce e una busta con all'interno un proiettile hanno fatto scattare la 'vigilanza dinamica' (il livello più basso di tutela) per l'allenatore dell'Inter Antonio Conte. Lo riportano oggi Corriere della Sera e Il Giorno. Dopo la misura decisa dalla Prefettura di Milano, pattuglie di polizia e carabinieri passeranno in strada con più frequenza intorno allo stabile di Milano dove vive l'allenatore, e agli uffici della società nerazzurra. Al momento l'ipotesi prevalente sarebbe "l'azione di un mitomane".
La Procura di Milano ha aperto un'inchiesta, al momento a carico di ignoti, per minacce aggravate e detenzione di munizioni dopo che lo scorso 14 novembre l'allenatore dell'Inter Antonio Conte ha ricevuto una lettera contenente una cartuccia per fucile inesplosa e messaggi minatori. L'indagine è coordinata da Alberto Nobili, responsabile dell'antiterrorismo milanese, e delegata ai Carabinieri del nucleo investigativo.
La lettera con minacce ad Antonio Conte, per la quale la procura di Milano indaga per minacce aggravate, è arrivata all'Inter: con una dichiarazione all'ANSA, è il club nerazzurro a precisare le circostanze della vicenda. "In relazione alle notizie pubblicate oggi", l'Inter precisa che "Antonio Conte non ha ricevuto personalmente alcuna lettera minatoria e, di conseguenza, non si è recato in prima persona a sporgere denuncia. È stato il club a ricevere una lettera e, come da prassi in questo genere di situazioni, ha provveduto a rivolgersi alle autorità competenti".-ANSA-

(ANSA) -E' finita 5-1 l'amichevole disputata dalla Fiorentina questo pomeriggio al Franchi contro l'Entella.
    A segno nel primo tempo Ghezzal (4'), Benassi (19') e Boateng (34'), nella ripresa ancora in gol Ghezzal (19') e infine il neo entrato Lirola (26') su passaggio di Ribéry già autore dell'assist nell'azione che ha sbloccato la gara: il francese, apparso in buona forma, era l'osservato speciale in vista del rientro (domenica prossima a Verona) dopo aver scontato tre giornate di squalifica. Nel finale (39') è arrivata con De Luca la rete della bandiera per la squadra ligure. Tra i viola molti i nazionali assenti ma dirigenza al completo sugli spalti in attesa dell'arrivo del patron Rocco Commisso previsto a fine mese. Circa 500 gli spettatori fra i quali l'ex Giuseppe Rossi, acclamato dal pubblico presente.

(ANSA) -"Il record di 10 vittorie consecutive ci fa piacere anche perché durava dal 1938, i ragazzi sono stati bravi ma ora dobbiamo guardare a giugno". Lo ha detto il Ct della nazionale di calcio Roberto Mancini, oggi a Venezia, alla presentazione della partnership tra Figc e Save, società di gestione dell'aeroporto 'Marco Polo'. "Mario - ha detto Mancini riferendosi a Balotelli - sa benissimo che se si meriterà di giocare potrà tornare in azzurro esattamente come tutti i giocatori". "Ora però - ha aggiunto - guardiamo alla prossima partita pensando prima di tutto a quelli del gruppo che sono infortunati". "Non penso a nuovi innesti - ha rilevato - perché i tempi sono stretti ed è difficile che ciò possa avvenire, abbiamo poche partite e la scadenza di giugno è troppo vicina per pensare a esperimenti".

-ANSA-L'Italia di Roberto Mancini è una piccola magia. Una Nazionale da record si prende tutto in casa della Bosnia di Pjanic e Dzeko. Il 3-0 siglato da Acerbi e Insigne nel primo tempo e Belotti nel secondo vale al ct una fila di primati: en-plein nel girone di qualificazione (9 vittorie su 9 con la possibilità di chiudere il cerchio lunedì a Palermo contro l'Armenia), e i successi di fila sono 10 contando l'amichevole sugli Usa. Meglio della miglior striscia di un commissario tecnico di nome Vittorio Pozzo. E' record nella storia azzurra, ma il risultato più utile della serata è comunque la certezza di andare a Euro 2020 da testa di serie.
Nell'urna di Bucarest, il 30 novembre, l'Italia sarà in prima fascia, e osservata speciale di tutta Europa. Perché la nazionale giovane messa in piedi dal ct, stasera con l'innesto felice di Tonali dal 1', è sempre fresca e brillante, sulla via del gioco intrapresa dall'inizio. E vive un momento magico, come testimoniano l'esordio del giovane centrocampista del Brescia e la prova convincente di Florenzi, in controtendenza netta con il dimenticatoio giallorosso. Vero e' che la vittoria della Finlandia nel pomeriggio aveva tolto alla Bosnia ogni residua speranza di qualificazione e forse anche motivazioni. E che la squadra di Prosinecki si è rivelata davvero un gigante d'argilla. L'Italia ha però imposto la sua legge da subito. Tonali è preferito a Zaniolo per il posto di Sensi, Florenzi trova spazio da terzino. Belotti, come annunciato, e' il centravanti prescelto.
L'arma azzurra e' il pressing alto, per impedire l'uscita dall'area a Pjanic. Al primo minuto una palla persa dal duo Florenzi-Bonucci lancia Dzeko-Visca in ripartenza, con off-side. E' falso allarme, perché Bernardeschi imperversa a destra sopperendo alle difficolta' di serata di Emerson, sulla fascia opposta. Dopo un quarto d'ora Florenzi lancia lo juventino, che in area scarica per Insigne, la sua botta sicura e' murata dal portiere. Una manciata di minuti, e Bernardeschi è pescato sul palo destro da un cross, stop un po' lungo e sul destro Sehic ci mette il corpo in uscita. Ma e' questione di poco: al minuto 21 Acerbi festeggia la sua prima rete azzurra, ancora lancio di Florenzi, ancora Bernardeschi stavolta a sinistra, lo scarico su Barella finisce al difensore preciso dal dischetto.
La reazione bosniaca schiaccia un po' troppo gli azzurri, in difficoltà solo sugli angoli: al 30' Besic scarica il destro ma Emerson salva Donnarumma davanti alla linea. Poi al 37' Belotti di prepotenza entra in area da destra e serve Insigne, il cui destro lento è preciso sul palo opposto: 2-0. Si impegna anche Donnarumma, al 39', in una doppia parata su Dzeko prima e Cimirot subito dopo, un minuto dopo il suo collega Sehic salva sotto la traversa sul sinistro di Belotti. Il rientro in campo dice che la Bosnia ha rinunciato, Mancini non ci sta a mettere in frigo il risultato e cosi' arriva dopo 8 minuti il 3-0 gol: lancio in profondità di Barella, Belotti dal limite dell'area scarica di destro in rete. Partita chiusa, anche i tifosi di casa applaudono gli azzurri. L'Italia gioca in scioltezza e col palleggio crea sempre pericoli, Belotti prima e Insigne poi vanno vicini alla quarta rete. La serata si completa in altro modo: con la prima volta di Gaetano Castrovilli, ventunesimo esordiente di Mancini cui poi il ct ha voluto aggiungere il 22/esimo col portiere Gollini nel finale. Come dire, la magia azzurra ha un futuro.

Impegnato con la nazionale della Macedonia, il centrocampista del Napoli Eljif Elmas non ha perso di vista gli obiettivi col Napoli, a partire dalla sfida col Milan: "Siamo una squadra di qualità e come in ogni partita giocheremo per vincere". L'obiettivo resta lo scudetto nonostante la distanza dalla Juve: "Nel calcio tutto è possibile, la lotta per il titolo è ancora aperta. Noi, Inter e Roma lotteremo per lo scudetto".
Arrivato in estate dal Fenerbahce, Elmas ha fatto intravedere le proprie qualità con la maglia del Napoli e Ancelotti gli sta concedendo spazio: "Sono molto felice di giocare in Serie A, uno dei campionati migliori al mondo per tattica e qualità dei giocatori. Rispetto al campionato turco, in Italia si gioca più con la tattica mentre là eravamo più aperti e si giocava negli spazi. Non so dire se il campionato italiano sarà solo una tappa o cosa, al momento penso solo a giocare e l'importante è stare bene".
Elmas è anche il calciatore macedone più pagato al mondo: "Ho i miei sogni come tutti e per me la cosa importante è lavorare sodo, con i sacrifici tutti possono accrescere il proprio valore economico. Non mi pesa troppo questa etichetta, non posso evitarla". Obiettivo scudetto: "La Juventus ha tutto quello che serve per difendere il titolo, sappiamo tutti che giocatori ha Sarri a disposizione. Nel calcio però tutto è possibile e anche la Juve può perdere. La lotta è ancora aperta".SPORTMEDIASET-

Maledetta fu la Coppa d'Africa Under 23 per il Genoa e per Christian Kouamé. L'attaccante rossoblù ha rimediato la rottura del legamento crociato nell'infortunio rimediato nella sconfitta con la sua Costa d'Avorio Under 23 contro i pari età del Sudafrica (0-1). Rientrato in Italia, gli esami strumentali hanno confermato la peggiore delle ipotesi fatte inizialmente per il giovane che dovrà sottoporsi a un intervento e stare fuori diversi mesi.
Una brutta tegola per Thiago Motta che proprio sul talento ivoriano stava puntando per risalire la classifica alla guida del Genoa. L'attaccante classe 1997, al centro anche di numerose voci di mercato, in questa stagione ha realizzato cinque gol e tre assist in 11 partite di campionato, ma ora dovrà stare fuori dal campo almeno sei mesi e la sua stagione può già considerarsi finita a metà novembre. Con ogni probabilità Kouamé lo rivedremo in campo all'inizio della prossima stagione.
KOUAME': "RISPONDO ALL'INFORTUNIO COL SORRISO"
Si parla tanto di una possibile rivoluzione sul mercato del prossimo anno e tra i protagonisti sicuramente potrebbe esserci anche José Maria Callejon, il cui contratto scadrà a fine stagione. Non si è ancora raggiunta l'intesa per il rinnovo di contratto, affare del quale parla in prima persona Manuel Garcia Quilon, agente dello spagnolo, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli: “Il rinnovo? Il Napoli ci ha presentato la proposta già da tre mesi. La situazione è in stand-by. Aspettiamo, non posso aggiungere altro”, l'anticipazione delle sue dichiarazioni riportate dal canale Twitter dell'emittente radiofonica.TUTTONAPOLI.NET-

Dal ritiro della Nazionale Italiana è intervenuto ai microfoni di Sky Sport il portiere del Napoli Alex Meret: “La mia dote migliore è la reattività, ma devo migliorare coi piedi e nelle uscite, in questi ultimi aspetti devo essere più coraggioso.

La mia parata più bella? Quella sul diagonale di Salah in Champions League.

Il mio idolo? Gigi Buffon.

Portieri più bravi? Ederson è il migliore coi piedi. Il portiere con maggior sicurezza è Allison. Quello più completo di tutti è Handanovic. 

Il giocatore che calcia più forte di tutti? Milik.

Rigori? Quando mi capita di doverne parare uno, decido sempre di battezzare un angolo e di provarla a prendere.

Napoli? Ogni volta che scendo in campo mi dico di dover star tranquillo e divertirmi.

Obiettivi? Crescere anno dopo anno, giorno dopo giorno. Inoltre voglio vincere qualcosa sia col Napoli che con la Nazionale italiana”.-TUTTONAPOLI.NET-

Un brutto episodio scuote la serenità di Antonio Conte. L'allenatore dell'Inter è stato messo sotto vigilanza dopo che una busta anonima, contenente una serie di minacce e un proiettile, è stata recapitata a suo nome alla sede dell'Inter, Stando a quanto riporta l'Ansa, dopo che il fatto era stato rivelato da il Corriere della Sera, è stata la società nerazzurra a denunciare il fatto alle forze dell'ordine. La Procura ha quindi aperto un'inchiesta per chiarire i fatti che, nel frattempo, la moglie del tecnico salentino aveva smentito via social definendo la notizia "una bufala".-TUTTONAPOLI.NET-

(ANSA) - Miralem Pjanic salterà la prossima partita della nazionale bosniaca contro il Liechtenstein a causa di un infortunio all'adduttore. A comunicarlo è la Federcalcio bosniaca, sul suo sito ufficiale, il giorno dopo la partita disputata contro l'Italia, in cui il centrocampista bianconero si è fermato per il problema muscolare. Lo staff medico della Juventus è in contatto con quello della nazionale bosniaca per valutare un eventuale ritorno anticipato del regista alla Continassa.

NAPOLIMAGAZINE.COM - Kalidou Koulibaly, difensore del Napoli, rompe il silenzio e torna a scrivere sui social network: "Qui sono nati i miei figli. Qui sono cresciuto come uomo e come calciatore. Qui, la mia famiglia e io ci sentiamo a casa. ?? #Napoli".

NAPOLIMAGAZINE.COM - Aspettando la doppia sfida con Liverpool e Milan, in casa Napoli già si guarda al mercato di gennaio che stavolta non sarà una sessione modello Grassi e Regini e che "costringerà" per la prima volta De Laurentiis a fare mercato di riparazione. Il club azzurro sta cominciando a guardarsi intorno e a dragare alcune situazioni ma senza affondare i colpi. E' chiaro che tante cose dipenderanno da questa essenziale premessa. Ma di certo c'è che l'ammutinamento post Salisburgo porterà presto ai primi segnali che De Laurentiis non potrà non dare. Mertens e Callejon sembrano essere ai titoli di coda. Non si può perderli a giugno a scadenza, a costo zero e allora già a gennaio potrebbero lasciare Napoli, entrambi o di certo almeno uno dei due. Mertens non ha firmato con l'Inter, come qualcuno dice, e non ha ancora chiuso al rinnovo ma le parti sono lontane. Se sarà divorzio immediato con Mertens e Callejon, con relativo alleggerimento del monte ingaggi da 4 e 3 milioni (7 totali), a quel punto ADL prenderebbe in considerazione l'ipotesi Ibrahimovic. Sullo svedese la situazione e' chiara: Ibra in Italia vuole Napoli e il Napoli, e' la grande sfida di fine carriera e Raiola ha dato la disponibilità sua e del giocatore a De Laurentiis per sedersi ad un tavolo. Il Napoli e' la prima scelta del giocatore. Ma almeno per il momento non c'è trattativa perché c'è stato il caos della rivolta, Ancelotti e' in bilico e il club vuole capire cosa accadrà da qui a breve. Capiremo il futuro di Ibra tra 15/20 giorni. C'è da sperare che il Napoli sfrutti questa occasione di mercato perché anche a 37 anni uno come Ibrahimovic e' un totem che ha classe immortale e quel carisma feroce che manca in questo Napoli. Il Milan e' un'ipotesi ma un ripiego perché il Milan attuale e' una ex grande che non può dare grossi stimoli al giocatore. Bologna e' la terza scelta, Saputo ci sta provando sul serio ma con tutto il rispetto sarebbe molto sorprendente vedere Ibrahimovic tornare in Italia per lottare per non andare in B. L'idea di massima in casa azzurra e' quella di fare due o tre operazioni: un esterno difensivo per sostituire Malcuit e il partente Hysaj, un attaccante se uscirà Mertens e un centrocampista. Kessie e' un'opzione che piace a Giuntoli ma non e' l'unica sul tavolo. Florenzi e' una soluzione che piace e non poco, la Roma spinge per Hysaj e sarebbe pronta a dare il via libera per uno scambio tra i due. Il romanista accetterebbe il Napoli ma il problema e' il cartellino, con il giocatore che chiede 3,5 milioni netti, cifra al momento ritenuta eccessiva dai partenopei, che intanto cercano di capire anche se Ghoulam potrà essere ancora un giocatore importante con l'algerino che si avvia a chiudere la sua esperienza a Napoli a fine stagione. Si cerca infine una soluzione per Younes che potrebbe partire in prestito già a gennaio e piace ad alcuni club italiani. (Emanuele Cammaroto)

NAPOLIMAGAZINE.COMIl giornalista Rai Ciro Venerato ha risposto alle domande degli ascoltatori di Radio Sportiva durante il "Microfono Aperto".


SULL'ITALIA VISTA CONTRO LA BOSNIA: "Gare facili, in Europa e nel mondo, non ce ne sono più. Non ricordo una qualificazione ai campionati Europei così brillante da parte dell'Italia. In epoche passate, anche con grandi allenatori, ci siamo sempre qualificati all'ultimo sospiro. La Bosnia non è una squadraccia, giusto sottolineare il grande lavoro di Mancini a livello tattico e motivazionale. In passato abbiamo sofferto con squadre inferiori a quelle nel girone di qualificazione dell'Italia. La Nazionale, in questo momento, può essere considerata un'outsider di lusso ai prossimi Europei. Ci sono squadre che sulla carta partono davanti".


SUL MILAN A GENNAIO: "Sicuramente farà qualcosa, ma invito i tifosi rossoneri ad un sano pragmatismo. Sarà fatto tutto il possibile all'interno di una situazione economica che non consente voli pindarici. Non mi arrivano notizie confortanti su Ibrahimovic, la concorrenza è alta ed Elliott non convinto di fare un investimento pesante per un giocatore di 38 anni. Al Milan serve un difensore".


SE QUESTA ITALIA SI SAREBBE QUALIFICATA ALL'ULTIMO MONDIALE: "Sulla carta, visto il lavoro splendido di Mancini, avremmo avuto qualche chance in più. A questa squadra manca il fuoriclasse 'alla' Del Piero, ma credo molto nell'amalgama di squadra e al lavoro di Mancini".


SU ALLAN: "Qualcosa si è rotto l'anno scorso negli equilibri tra il giocatore ed il Napoli, quando l'offerta del Psg è stata rifiutata dalla società senza che venisse ritoccato il contratto. Il suo destino può essere definito più a giugno che a gennaio".


SUL TORINO: "Forse qualche giocatore in più poteva far comodo al Torino, soprattutto nel doppio confronto con il Wolverhampton. Vero però che sono state rifiutate tutte le offerte per i migliori giocatori, compresi Belotti e Sirigu. Mazzarri risolleverà il Toro".


SUL MILAN: "Mi sembra esagerato dire che rischia la retrocessione. La prossima partita sarà uno snodo fondamentale nella stagione dei rossoneri".


SU SARRI ALLA JUVENTUS: "Roma non è stata costruita in un giorno, dategli tempo. E' stato preso per proporre un calcio più propositivo, serve anche per il brand. La Juventus sta iniziando a produrre risultati, ma il tecnico sa che deve migliorare il gioco".


SULL'INTER: "Darà del filo da torcere alla Juventus fino alla fine del campionato, soprattutto se a Conte arriveranno i rinforzi sperati a gennaio. I bianconeri però restano sempre un metro in avanti".


SU NAINGGOLAN AL CAGLIARI: "L'ambiente gli ha restituito vecchie certezze. Ma l'Inter sta facendo bene anche senza lui, Icardi e Perisic".


SU TONALI: "Per essere un giocatore alle prime arme in maglia azzurra, ha dimostrato di avere personalità da vendere. E' un talento assoluto, ma non lo scopriamo certo stasera".


SULL'ATALANTA: "E' un po' in calo perché è poco abituata al doppio impegno Champions-campionato. Poi si è messo in mezzo anche qualche infortunio di troppo. Può lottare per la Champions, insieme al Cagliari è l'outsider più pericolosa per le big".


SU AGUDELO: "E' un grande talento. Non a caso è già sui taccuini di Marotta e Paratici".


SUL CASO RONALDO: "La Juventus è stata brava a gestire la situazione sotto il profilo comunicativo, i panni sporchi si lavano in casa. Sono sicuro che Sarri troverà un nuovo giocatore al rientro dagli impegni con il Portogallo".


SU BERNARDESCHI: "Arrivava da un momento difficile alla Juventus, ma a me piace tantissimo. A volte s'intestardisce nella giocata di troppo, sono sicuro che Sarri saprà lavorarci. Lo voleva già ai tempi di Napoli".


SU INSIGNE: "In Nazionale  ha segnato con un colpo da biliardo sublime. Non è Baggio o Del Piero, ma quando è messo nelle condizioni di giocare nel suo ruolo è un giocatore importante".


SUL FUTURO DI IBRAHIMOVIC: "Ancora non sa dove andare. Sta vagliando delle offerte, al momento è il Bologna la società che sta facendo più sul serio. L'interessamento della Roma non mi risulta, sul Milan vediamo ma Elliott non fa certi investimenti".


SU FLORENZI ALLA FIORENTINA: "Piace ai viola, basti pensare che il primo contratto l'ha firmato con Pradè. C'è feeling anche con Montella ma a me risulta che il giocatore voglia ancora giocarsi le sue carte alla Roma. Magari la situazione può cambiare da qua al gennaio, ma il resto sono frottole".


SU CALLEJON E MERTENS VIA A GENNAIO: "E' un'ipotesi. Non caldissima al momento ma non la escludo. Se arrivasse un'offerta sui 15-18 milioni per un giocatore in scadenza, credo che il Napoli lo venderebbe".