Lazio dilagante contro la Sampdoria, nel match d'anticipo della prima giornata del girone di ritorno di Serie A. I biancocelesti si sono imposto in maniera convincente già dopo 20' minuti, con la doppietta di Immobile, anticipata dalla rete di Caicedo, a chiudere i giochi già all'intervallo. Nella ripresa ancora Immobile a firmare la tripletta personale, anticipato pochi minuti prima dal 4-0 di Bastos. Gol della bandiera della Samp firmato da Linetty. Bianconcelesti che hanno poi amministrato nei minuti finali, in vista del prossimo impegno di Coppa Italia contro il Napoli.-tuttonapoli.net-
Vince il Sassuolo di De Zerbi, nel secondo anticipo della prima giornata di ritorno di Serie A. Dopo essere andato in vantaggio nel primo tempo grazie alla rete di Rincon, i neroverdi si sono ricompattati nella ripresa, ribaltando il risultando il risultato con le reti di Boga e Berardi. Punti salvezza importanti per i neroverdi che tornano alla vittoria dopo tre sconfitte consecutive.-tuttonapoli.net
Non c’è fine alla crisi di risultati del Napoli. Gli azzurri perdono anche con la Fiorentina (0-2), rimediando il quarto ko consecutivo al San Paolo in campionato. I viola di Iachini giocano con ordine e vincono con merito, sbloccando il risultato al 26′ con Chiesa, su sponda di Benassi. Callejon potrebbe pareggiare di testa al 35′, ma spedisce clamorosamente fuori. Nella ripresa la reazione del Napoli non c’è, Insigne coglie l’ennesimo palo e al 29′ arriva il raddoppio di Vlahovic (gran sinistro a giro) che chiude definitivamente i giochi.
Napoli-Fiorentina 0-2 TABELLINO
Napoli (4-3-3): Ospina; Hysaj, Manolas, Di Lorenzo, Luperto; Allan (11′ st Demme), Fabian, Zielinski (18′ st Lozano); Callejon (30′ st Llorente), Milik, Insigne. A disp. Meret, Karnezis, Tonelli, Lobotka, Elmas, Younes. All. Gattuso
Fiorentina (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola, Benassi, Pulgar, Castrovilli, Dalbert (42′ st Ceccherini); Chiesa (33′ st Sottil), Cutrone (21′ st Vlahovic). A disp. Terracciano, Badelj, Ranieri, Olivera, Eysseric, Ghezzal, Venuti, Zurkowski, Terzic. All. Iachini
Arbitro: Pasqua di Tivoli
Reti: 26′ pt Chiesa, 29′ st Vlahovic
Note: ammoniti Demme, Iachini, Dalbert. Angoli 4-5. Recupero: 3′ pt, 3′ st. Spettatori 15mila circa. -radiomarte-
Gennaro Gattuso commenta in sala stampa la prestazione del Napoli contro la Fiorentina: “Chiediamo scusa ai tifosi e alla città, è stata una prestazione imbarazzante. Per me come allenatore è difficile spiegazione questa involuzione. Nelle ultime gare avevamo fatto cose migliori, oggi solo per 20-25 minuti. Siamo stati inguardabili. L’ambiente non aiuta? Non cerchiamo alibi, il primo responsabile sono io. Abbiamo toccato il fondo. Siamo una squadra senz’anima, malata. Eravamo convinti di poter fare una grande prova, sono molto deluso”. Sulle cause della sconfitta: “Ho visto una squadra piatta, in grande confusione. Abbiamo provato a fare qualcosa in avvio, ma abbiamo fatto il solletico alla Fiorentina. Colpisce la mancanza di veleno, di voglia. Dobbiamo ripartire da questo, non focalizzarsi solo sul gioco ma sull’essere squadra. Non ho visto una squadra oggi, non abbiamo reagito e c’è grande rammarico”. Quindi un annuncio: “I ragazzi hanno deciso di andare in ritiro, è stata una decisione loro. Dobbiamo dimenticarci degli alibi e andare alla ricerca di come uscire da questa situazione. Stiamo scherzando con il fuoco. Dobbiamo parlare tra di noi, dirci le cose in faccia e metterci l’uno al servizio dell’altro. Non ci può stare che la squadra di Gattuso non tiri fuori orgoglio, cattiveria, non tiri una scarpata, che non riesca a prendere neppure un’ammonizione perché non c’arriva nemmeno. Ho la sensazione che non tutti hanno capito in che situazione ci siamo messi”. La priorità “non è il gioco, ma il carattere. Dobbiamo tirare fuori il veleno e rivedere qualcosa anche a livello di squadra. Dimissioni? Mai. Mi piace combattere e andare alla ricerca della soluzione. Potevo scegliere soluzioni più tranquille, ho scelto il Napoli. Oggi la mia sfida è entrare nella testa dei giocatori e cercare chi ha le motivazioni giuste”.-radiomarte-
Sergio Mattarella arriverà a Benevento il prossimo 28 gennaio. Prima dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Unisannio sarà a piazza Matteotti per visitare il complesso Santa Sofia, patrimonio dell’Unesco e il museo del Sannio. Sulle problematiche relative alla maggioranza e alla defezione di alcuni consiglieri comunali il sindaco Mastella, attraverso un post sui social, fa sapere che dopo la visita del Presidente della Repubblica, prenderà una decisione in merito.-radiomarte-
Una 60enne incensurata di Acerra è stata denunciata dai Carabinieri per panificazione abusiva. La donna aveva allestito, al pian terreno della sua abitazione e senza alcuna autorizzazione, un vero e proprio panificio. La 60enne – pronta ad infornare quasi 40 chili di prodotti da forno – è stata sanzionata per 1000 euro e la sua attività illecita sequestrata.-radiomarte-
Nella notte ignoti hanno messo a segno un furto all’interno di uno dei locali più frequentati dai giovani di Santa Maria Capua Vetere. La serranda di ingresso dell’esercizio è stata scardinata e così i malviventi sono riusciti ad introdursi all’interno. Ai banditi, probabilmente professionisti del mestiere, è bastato poco tempo per asportare il denaro contenuto nel registratore di cassa. Insieme all’incasso che supera il migliaio di euro, la gang ha portato via anche parte della merce esposta. Sul colpo indagano i carabinieri della Compagnia locale.-radiomarte-
52 persone di cui 19 con precedenti di polizia sono state identificate nell’ambito di un’operazione di controllo al Rione Luzzatti, a Napoli, alla quale hanno preso parte gli agenti del Commissariato Poggioreale, con il supporto degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Campania e delle unità cinofile antidroga ed antiesplosivo dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura. Controllate anche 24 autovetture, una delle quali è stata sottoposta a sequestro poiché sprovvista di assicurazione, ed elevati 3 verbali al codice della strada. Durante i controlli ad 11 persone ai domiciliari una di esse è stata denunciata perché non trovata all’interno dell’abitazione.-radiomarte.it-
Come riportato dal report della società azzurra, è durato una notte il ritiro del Napoli. Ieri sera, dopo la delusione per l'ennesima sconfitta, i giocatori avevano chiesto alla società di andare in ritiro (almeno secondo quanto raccontato da Gattuso). Come riferisce l'edizione online de la Gazzetta dello Sport, stamattina Rino Gattuso ha tenuto a rapporto i giocatori, coi quali ha analizzato i motivi della sconfitta. Ed è in quei frangenti che tecnico e squadra hanno raggiunto l'accordo di sospendere il ritiro.
SEDUTA DI RIFINITURA - Dopo l'allenamento di questo pomeriggio, i giocatori lasceranno il centro sportivo per rientrare nelle rispettive abitazioni. L'appuntamento è per domani mattina, a Castel Volturno, per la seduta di rifinitura. Dopodiché, il Napoli resterà in ritiro in attesa della gara di martedì sera, contro la Lazio, in programma al San Paolo, per i quarti di finale di Coppa Italia.-tuttonapoli.net-
Finito il secondo tempo tra Milan e Udinese, match valevole per il 20° turno di campionato. Gol e spettacolo a San Siro con i rossoneri che trovano la vittoria al 93' con il 3-2 di Rebic. Il Milan torna a vincere in casa dopo quasi 3 mesi contro un'ottima Udinese.
I GOL - Il vantaggio degli ospiti si concretizza al 6': lancio con il contagiri di De Paul per Lasagna: uscita scellerata di Donnarumma, che travolge in pieno il quindici fuori dall'area di rigore. Pairetto concede il vantaggio e Stryger Larsen, a porta sguarnita, porta in vantaggio i friulani con il piattone. Nel secondo tempo arriva il pareggio dei rossoneri: Rebic al 48' batte con un destro di prima intenzione Musso. La squadra di Pioli passa in vantaggio al 72' con un gol clamoroso di Hernandez che da quasi trenta metri calcia al volo alla perfezione con il sinistro. L'Udinese ha la forza di trovare il pareggio: stacco perfetto di Lasagna al minuto 85'. All'ultimo minuto arriva la beffa per gli uomini di Gotti: Rebic fulmina Musso con un diagonale di sinistro imprendibile.-tuttonapoli.net-
La Serie A in campo con Bologna-Verona 1-1, Brescia-Cagliari 2-2 e Lecce-Inter 1-1 .
Lecce-Inter
1-1: al 32' del st, la palla arriva a Majer che crossa da sinistra, Mancosu si inserisce bene e devia la palla in rete.
0-1: al 26' del pt, cross perfetto di Biraghi in area per l'inserimento sul primo palo di Bastoni che di testa insacca.
0-0 fine pt: palo di Brozovic al 29'. Rigore non assegnato al Lecce per un tocco di mano dubbio di Sensi in area.
Bologna-Verona
1-1: al 36' del st, Lazovic va sulla sinistra e mette in mezzo per Borini, che stacca di testa e batte Skorupski.
1-0 fine pt: Bani 20'. Palo di Sansone al 39'. Fuori Kumbulla al 25' per un problema ad un occhio, dentro Dawidowicz
1-0: al 20' del pt, Silvestri respinge dopo la deviazione di Kumbulla ma sui piedi di Bani, che batte Silvestri.
Brescia-Cagliari
2-2: al 23' del st, Tonali atterra in area Simeone, dal dischetto Joao Pedro tira forte e teso battendo Joronen.
2-1: al 4' del st, Torregrossa riceve sulla trequarti, arriva ai 30 metri e scarica un mancino potente e vincente.
1-1 fine pt: Joao Pedro 20', Torregrossa 27'. Duplice fischio al Rigamonti, meglio gli ospiti nonostante il pari.
1-1: al 27' del pt, Tonali disegna una parabola perfetta per la testa di Torregrossa, che incorna e batte Olsen.
0-1: al 20' del pt, terzo tempo perfetto di Joao Pedro, che prende il tempo a tutti e di testa batte Joronen.-ansa-
(ANSA) -"Oggi eravamo un po' in emergenza, sono soddisfatto della prestazione dei ragazzi, ci abbiamo messo il cuore contro un avversario che era più brillante di noi. Il cammino è ancora lungo e non dobbiamo esaltarci, ma su questa mentalità possiamo costruire qualcosa d'importante". Lo dice Stefano Pioli al termine della vittoria contro l'Udinese. "Vanno dati - evidenzia il tecnico del Milan - i giusti meriti a Rebic.
Lui si aspettava di avere più spazio con il mio arrivo, ha sofferto le mie scelte ma si è sempre allenato bene e dopo Natale è arrivato determinato e volenteroso, ha svoltato da solo, senza che io lo dovessi stimolare. C'è spazio per tutti quelli che hanno voglia di aiutare la squadra". (ANSA).
Sono terminate tutte e tre in parità le gare delle 15 della ventesima giornata del campionato di Serie A. Questi tutti i risultati finali.
Bologna-Verona 1-1
Brescia-Cagliari 2-2
Lecce-Inter 1-1
Il quadro dei risultati Serie B per il sabato della ventesima giornata si è completato con il clamoroso epilogo di Chievo Perugia. I padroni di casa gialloblù hanno conquistato una vittoria per 2-0, ma tutto è successo in extremis: il gol del vantaggio del Chievo infatti è arrivato al 90’ minuto grazie a Ceter, poi addirittura i veneti hanno raddoppiato nei minuti di recupero, infatti al 95’ ecco il gol di Meggiorini su calcio di rigore che ha fatto definitivamente calare il sipario sulla partita. In classifica così il Chievo sale a quota 29 punti e si rilancia in zona playoff, scavalcando il Perugia che resta fermo a 27. La ventesima giornata di Serie B proseguirà domani: alle ore 15.00 avremo infatti Pescara Salernitana e Spezia Cittadella, mentre alle ore 21.00 avrà inizio Benevento Pisa. Infine, il posticipo del lunedì sera sarà Cosenza Crotone, derby calabrese fissato alle ore 21.00. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)
Verdetti molto interessanti per i risultati Serie B dalle partite del sabato pomeriggio per la ventesima giornata, prima dopo la sosta invernale. Evoluzioni importanti soprattutto nella lotta salvezza, dove il Trapani ha fatto un triplo passo avanti di enorme significato grazie al 3-1 inflitto all’Ascoli. I siciliani sono sempre penultimi in classifica, ma con 18 punti le prospettive certamente migliorano. Anche il Livorno ha cercato di rialzarsi, ma alla fine il fanalino di coda toscano deve accontentarsi di un clamoroso pareggio per 4-4 contro l’Entella, al termine di una partita nella quale il Livorno è andato avanti per 3-0, si è fatto rimontare, è tornato avanti al minuto 91 ma è stato ripreso al 96’. Vittoria per 1-0 della Juve Stabia contro l’Empoli: le Vespe salgono in una posizione più tranquilla, per l’Empoli invece scatta l’allarme, perché ora la lotta salvezza è più vicina rispetto ai playoff. Infine un pareggio a reti bianche (0-0) tra Cremonese e Venezia, che non modifica l’anonimo campionato delle due squadre. Prossimo appuntamento alle ore 18.00, quando al Bentegodi comincerà l’interessante posticipo Chievo Perugia. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)
Eccoci al via di questo sabato dedicato ai risultati di Serie B e solo tra pochi minuti avranno inizio le prime sfide della 20^ giornata: tra le tante vogliamo ora fissare la nostra attenzione su quella tra Trapani e Ascoli, attesa tra poco al provinciale di Erice. L’incontro è particolarmente atteso e non solo per i piceni, che stazionano ai gradini più alti della classifica, ma specialmente per i siciliani. Il club oggi padrone di casa infatti sta vivendo una sorte di rivoluzione interna, con pure il cambio di dirigenza a cui abbiamo assistito in questi giorni: sarà dunque ben curiosi notare gli effetti in campo. Di certo il Trapani ha davvero bisogno di una scossa in questa seconda parte della stagione: la classifica ci ricorda infatti della penultima posizione in classifica, con solo 15 punti messi da parte. Vedremo che ci dirà il campo, si gioca!
In questo sabato dedicato ai risultati di Serie B, certo dobbiamo celebrare anche il ritorno sulla panchina della cremonese di Massimo Rastelli, che già aveva diretta la squadra grigiorossa dal novembre del 2018 fino allo scorso mese di ottobre. Il caso è certo curioso: il club lombardo infatti aveva esonerato l’allenatore ex del Cagliari per l’inizio poco brillante del campionato e aveva chiamato alla guida dello spogliatoio Baroni. L’esperienza dell’allenatore di Firenze però non è stata premiata da prestazioni importanti e risultati: solo 11 punti in 11 incontri per lui e la quart’ultima posizione in classifica e dunque la scelta maturata durante la sosta di richiamare “all’ovile” Rastelli. Vedremo se il cambio di panchina gioverà alla Cremonese oppure no.
Siamo in attesa di vivere questo sabato tutto dedicato ai risultati di Serie B e certo è ora bene anche fare un tuffo nel passato e ricordare i verdetti che ci erano arrivati, per i medesimi incroci nel turno di andata. Il riferimento è chiaramente la prima giornata della stagione 2019-2020 della cadetteria: ecco i risultati raccolti per le sfide che andranno di scena nuovamente oggi. Partendo dalla sfida Ascoli Trapani, ben ricordiamo della vittoria casalinga dei piceni col risultato di 3-1: per Empoli-Juve Stabia furono proprio i toscani ad avere la meglio ma per 2-1. Aggiungiamo che nell’incontro Venezia-Cremonese vinsero i grigiorossi per 2-1, mentre in Entella-Livorno, fu la Virtus a vincere per 1-0. Per ultimo ecco che nell’incrocio serale tra Perugia e Chievo, la vittoria della squadra umbra, col risultato di 2-1 al triplice fischio finale.
Dopo una lunghissima sosta per le festività invernali, ecco che il campionato cadetto torna sotto i riflettori e oggi, sabato 18 gennaio 2020 siamo certo impazienti di scoprire quali saranno i risultatI di Serie B che otterremo. Ricordiamo infatti a tutti gli appassionati che siamo nel girone di ritorno del campionato cadetto e anzi oggi cominceremo a vivere gli incroci per la 20^ giornata, la prima della seconda fase della stagione: iniziare il 2020 con una vittoria sarà quindi fondamentale per molti club. Vediamo allora subito che cosa ci riserva questo sabato dedicato ai risultati della Serie B: come al solito il programma sarà molto ricco e già ieri abbiamo vissuto un primo anticipo, con il big match Pordenone-Frosinone. Da calendario ufficiale, ecco che il primo fischio d’inizio lo udiremo già alle ore 15.00 quando allo Zini tornerà la Cremonese per affrontare il Venezia, dopo il gravoso impegno in Coppa Italia contro la Lazio. Alla medesima ora assisteremo alla sfida Juve Stabia-Empoli e al match del Picchi tra Livorno ed Entella: sempre alle ore 15,00 sarà poi la volta di Trapani-Ascoli. L’ultimo appuntamento della giornata sarà alle ore 18.00 al Bentegodi tra Chievo e Perugia, a cui gli umbri approderanno dopo l’incontro in Coppa Italia col Napoli di Gattuso.
Dopo una ventina di giorni di digiuno, siamo davvero impazienti di conoscere i primi risultati di Serie B e i primi verdetti di questa 20^ giornata, che certo modificheranno non poco la classifica del campionato, che pure anche oggi rimane davvero ben corta. Oltre alla capolista Benevento, che tornerà in campo solo domani nei posticipi con 46 punti da parte e un vantaggio più che consistente sulle prime inseguitrici, è lotta aperta anche ia gradini più elevati della classifica. Dietro al Pordenone, secondo classifica infatti possiamo leggere ben quindi squadre raccolte in circa 10 punti: si va quindi dal Crotone, tra i favoriti per strappare il pass della promozione diretta in Serie A, alla Cremonese, ferma al 17^ gradino, l’ultimo per giocarsi i play out retrocessione (e a solo una lunghezza dalla retrocessione diretta). Alla vigilia della prima giornata del turno di ritorno di campionato, la situazione ci pare ancora molto liquida: chissà che accadrà oggi in campo!.
RISULTATI SERIE B
FINALE Cremonese-Venezia 0-0
FINALE Juve Stabia-Empoli 1-0
FINALE Livorno-Entella 4-4
FINALE Trapani-Ascoli 3-1
FINALE Chievo-Perugia 2-0
CLASSIFICA SERIE B
Benevento 46
Pordenone 35
Crotone 31
Entella 30
Cittadella, Chievo 29
Frosinone 28
Ascoli, Perugia, Juve Stabia 27
Pescara, Salernitana 26
Spezia, Pisa 24
Empoli, Venezia 23
Cremonese 22
Cosenza 20
Trapani 18
Livorno 13 ILSUSSIDIARIO.NET
Si accende questa domenica tutta dedicata ai risultati della Serie B e tra i primi incontri che ci faranno compagnia solo tra pochi istanti certo spicca quella attesa solo tra pochi istanti al Picco tra Spezia e Cittadella. L’incontro si annuncia molto caldo in terra ligure, anche perchè entrambi i club ci appaiono ben affamati di punti e desiderosi di iniziare il 2020 con una vittoria. Dopo tutto ben ricordiamo che i bianconeri hanno approcciato al 20^ giornata di campionato vantando solo la 12^ posizione ma pure prima della sosta hanno messo da parte ben sei risultati positivi, Hanno invece approfittato della pausa per ricaricarsi i granata, che hanno chiuso il 2019 con un sonoro KO in campionato contro l’Entella. La formazione di Venturaro, che pure lotta nei primi gradini della classifica della Serie B, necessita dunque di un immediato riscatto per non perdere una solida piazza nei prossimi play off. Non ci resta che dare la parola al campo, via!
In attesa di vivere questa domenica dedicata i risultati della Serie B, facciamo un passo avanti e ricordiamo agli appassionati che ufficialmente la 20^ giornata della cadetteria si completerà solo domani, con il posticipo del Monday night previsto tra Cosenza e Crotone. Anche la sfida di domani dopo tutto è molto attesa dagli appassionati e dai fan delle due squadre, che pure al momento stanno vivendo situazioni differenti e lottano per obiettivi diversi. Ricordiamo infatti molto bene che i bruzi sono ora in piena zona rossa, ma pure la salvezza rimane a un passo, complice una graduatoria davvero molto corta anche ai gradini inferiori. Gli squali invece stanno lottando ai gradini più alti e anzi hanno già messo nel mirino il Pordenone, oltre che il secondo biglietto disponibile per la promozione in Serie A. Domani sarà un match molto caldo.
Big match per questa domenica tutta dedicata ai risultati della Serie B sarà certo quello atteso oggi pomeriggio al Adriatico tra Pescara e Salernitana, scontro diretto a circa metà della graduatoria della cadetteria. La classifica, fissata alla vigilia di questo turno, infatti vede i delfini alla nona piazza con ben 26 punti: stessi punti li hanno messi da parte i granata che stazionano a un gradino appena sotto, pur vantando il medesimo tabellino degli avversari. Si annuncia quindi uno scontro capitale tra le due squadre, che nonostante il piazzamento critico, nutrono grandi ambizioni per il finale di stagione. Ovviamente sia Pescara che Salernitana sperano nei play off per la promozione in Serie A: il treno per il pass diretto pare ormai partito senza di loro. Già per raggiungere il tabellone del post season però la strada è molto ardua: servirà vincere e convincere fin dal turno di oggi.
Riflettori puntati sui risultati della Serie B in questa domenica 19 gennaio 2019: oggi infatti vivremo gli ultimi incontri messi in calendario per la 20^ giornata, la prima del turno di ritorno del campionato cadetto e ovviamente non vediamo l’ora di conoscere i verdetti. Come già ricordato ieri, quando abbiamo vissuto il momento clou di questo turno della cadetteria, tutti i club chiamati in campo vorranno iniziare questa seconda parte della stagione come il 2020 con una vittoria che rilanci spirito e corpo per il finale di stagione: non tutti però potranno vincere. Vediamo dunque subito che cosa ci riserverà il calendario odierno per i risultati della Serie B. Da programma per la 20^ giornata infatti oggi il primo fischio d’inizio lo udiremo già alle ore 15.00 quando all’Adriatico avrà inizio l’incontro Pescara Salernitana: alla stessa ora assisteremo alla partita Spezia-Cittadella, dove i granata torneranno in campo dopo il KO casalingo con l’Entella di fine anno. A chiudere il turno sarà poi alle ore 21,00 al Ciro Vigorito il big match Benevento-Pisa, dove i nerazzurri tenteranno l’impresa contro la capolista.
A rendere gli incontri di oggi ancor più attesi sono naturalmente i tre punti messi in palio per la 20^ giornata di campionato e che certo modificheranno in maniera sostanziale la classifica della cadetteria. Ciò che però è già sicuro alla vigilia della 20^ giornata e che, a prescindere dai risultati di Serie B che raccoglieremo oggi, la vetta della classifica sarà ancora una volta occupata dal Benevento. Gli stregoni, campioni d’inverno sono infatti ancora in piena fuga verso la promozione diretta: i ragazzi di Inzaghi ad ora hanno da parte 46 punti e un vantaggio piò che consistente sui primi avversari. I giallorossi sono però certo un caso molto particolare, perché appena più sotto e lo abbiamo già visto ieri, gli spazi in graduatoria sono minimi e i verdetti di oggi potrebbero cambiare sostanzialmente la classifica di campionato. Staremo a vedere che accadrà in campo.
RISULTATI SERIE B
IN CORSO Spezia-Cittadella 1-1 – 12′ Gyasi (S), 36′ Iori (C)
IN CORSO Pescara-Salernitana 0-2 – 50′ Djuric, 54′ Djuric
Ore 21,00 Benevento-Pisa
CLASSIFICA SERIE B
Benevento 46
Pordenone 35
Crotone 31
Entella 30
Cittadella, Chievo 29
Frosinone 28
Ascoli, Perugia, Juve Stabia 27
Pescara, Salernitana 26
Spezia, Pisa 24
Empoli, Venezia 23
Cremonese 22
Cosenza 20
Trapani 18
Livorno 13 ILSUSSIDIARIO.NET
ROMA – Ci mancava anche la polemica su Junior Cally misogino. Per Amadeus queste settimane di avvicinamento al Festival di Sanremo si stanno rivelando un calvario mediatico. Prima lo scivolone su Francesca Sofia Novello in conferenza stampa (“E’ brava a restare in secondo piano rispetto al suo fidanzato”), poi la rinuncia di Salmo (che doveva essere uno degli ospiti della prima serata e invece ha detto di sentirsi “a disagio” sul palco dell’Ariston). E ora la grana Junior Cally, il rapper mascherato accusato da tutte le parti politiche (da Salvini, Meloni, passando per il centrodestra fino al Pd) di scrivere canzoni che incitano alla violenza sulle donne. E anche il presidente della Rai, Marcello Foa, parla di “presenza eticamente inaccettabile”.
Vediamo cosa scriveva Cally in un brano del 2017 intitolato Strega: “Lei si chiama Gioia / balla mezza nuda, dopo te la dà / Si chiama Gioia perché fa la troia / L’ho ammazzata, le ho strappato la borsa / c’ho rivestito la maschera”. Brutte parole che evocano immagini orribili. Ma la canzone è vecchia e la presenza del rapper è stata annunciata da quasi 20 giorni. Quindi perché si sono svegliati tutti ora? Probabilmente le parole di Amadeus hanno riportato al centro del dibattito pubblico la triste tematica del femminicidio e della violenza sulle donne (e quindi tutti si sentono in dovere di dire la propria). E, se il mondo della politica può essere giustificato a non conoscere la storia di Cally, non è un po’ singolare che il presidente della Rai sconfessi il direttore artistico della kermesse? Sicuramente Foa ha dei collaboratori e questi collaboratori non dovrebbero essere pagati anche per effettuare questo tipo di verifiche? In Rai non c’è nessuno che si prenda la briga di fare dei controlli? Oppure le parole di Foa sono indirizzate a qualche altro dipendente (o dirigente) del servizio pubblico? Comunque la si voglia vedere, questa vicenda e questa sconfessione di Amadeus puzza di ipocrisia.
Foa (presidente Rai): “Junior Cally eticamente inaccettabile”.
La presenza del rapper Junior Cally al Festival di Sanremo è “eticamente inaccettabile”. Lo afferma il presidente della Rai, Marcelo Foa, esprimendo “forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata”. Il Festival – dichiara Foa -, tanto più in occasione del suo 70esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico” e scelte come quella di Junior Cally “sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani”.
Per il presidente Rai il Festival dovrebbe “promuovere il rispetto della donna e la bellezza dell’amore. La credibilità di chi canta deve rientrare fra i criteri di selezione”. A parere del presidente del servizio pubblico “chi nelle canzoni esalta la denigrazione delle donne e persino la violenza omicida, e ancora oggi giustifica quei testi avanzando pretese artistiche, non dovrebbe beneficiare di una ribalta nazionale”. Foa auspica quindi che il direttore artistico Amadeus, il quale “gode di stima anche per essere persona moderata e di buon senso”, ora “sappia riportare il Festival nella sua giusta dimensione”.
L’ufficio stampa di Junior Cally: “E’ cambiato da allora”.
Quella sulla partecipazione di junior Cally al Festival di Sanremo “non capiamo se sia di carattere musicale o politica”, visto che della partecipazione “si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i suoi testi sono disponibili sul web. Mentre del testo di “No grazie” selezionato al Festival di Sanremo e delle sue rime antipopuliste si è venuti a conoscenza solo il 16 gennaio da un’intervista al Corriere della Sera. Il giorno dopo, per pura coincidenza, si accendono polemiche legate a canzoni pubblicate da anni in un età in cui Junior Cally era più giovane e le sue rime erano su temi diversi da quelli di oggi”. E’ quanto precisa l’ufficio stampa di Cally in merito alle polemiche sui presunti contenuti sessisti dei testi dell’artista. Viene anche precisato che Cally “è contro il sessismo, i passi avanti o indietro, e ovviamente – sembra banale dirlo, ma non lo è – contro la violenza sulle donne”.
Inoltre l’ufficio stampa sottolinea che “lungi da Junior Cally, artista antipopulista oggi ad inizio carriera, scomodare i grandi nomi del cinema, della letteratura e della storia dell’arte da Tarantino e Kubrick, da Gomorra a Caravaggio e scrittori come Nabokov e Bret Easton Ellis: l’arte può avere un linguaggio esplicito e il rap, da sempre, fa grande uso di elementi narrativi di finzione e immaginazione che non rappresentano il pensiero dell’artista. Nessuno penserebbe di attaccare Stanley Kubrick (o Stephen King) per le scene in cui Jack Nicholson rincorre Shelley Duvall in Shining, perché si tratta di fiction. Raccontare la realtà attraverso la fiction è la grammatica del rap. E non solo del rap: la storia della musica ha tantissimi esempi di racconto del mondo attraverso immagini esplicite, esagerate e spesso allegoriche”.
E poi viene ricordato che volendo rimanere circoscritti al Festival di Sanremo, “molti artisti che hanno calcato il palco dell’Ariston (in gara o come ospiti) hanno usato frasi più che esplicite” ed anche quest’anno da parte di qualcuno in gara o da parte di “co-conduttori all’Altro Festival”. Inoltre viene rilevato che sempre a Sanremo “negli anni scorsi venne invitato Eminem come ospite internazionale. Sin dagli inizi della sua carriera è stato accusato di scrivere testi inneggianti alla violenza sulle donne”, come nel caso di ‘Kill You’, canzone d’apertura dell’album “The Marshall Mathers LP”, uno degli album più venduti al mondo, con protagonista un Eminem iracondo.
Per l’ufficio stampa dell’artista in gara “è evidente dunque che su questa polemica non solo Junior Cally e le sue rime, ma anche le donne e il sessismo non c’entrano nulla. Due sono le cose: o si accetta l’arte del rap, e probabilmente l’arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano”.
La risposta del rapper.
Cally ha risposto via social: “Due sono le cose: o si accetta l’arte del rap, e probabilmente l’arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano”.
Tutte le deputate contro Amadeus.
All’esordio del Festival, il direttore artistico e conduttore Amadeus si “scusi pubblicamente e riaffermi l’impegno della Rai nella lotta alla violenza, alle discriminazioni e ai pregiudizi di genere”. Lo chiedono le deputate dell’Intergruppo per le donne, i diritti e le pari opportunità che stigmatizzano quanto affermato da Amadeus nel corso della conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival di Sanremo sulle donne e sulla presenza tra i cantanti in gara del rapper Junior Cally, i cui testi “come già evidenziato alla Rai da molte associazioni di donne, sono pieni di violenza, sessismo e misoginia”.
“Risulta del tutto incomprensibile che – attraverso le parole del direttore artistico e conduttore della più importante manifestazione musicale del paese – il servizio televisivo pubblico promuova un modello diseducativo di donna bella e disposta a occupare ruoli di secondo piano per non fare ombra al proprio compagno famoso. È lo specchio di una cultura secondo cui la donna non deve avere meriti particolari, se non quello di essere di bell’aspetto e di saper stare «un passo indietro” affermano le deputato dell’Intergruppo che si dicono dispiaciute del fatto che “malgrado l’imbarazzo che immaginiamo – e speriamo – da loro stesse provato, le donne presenti alla conferenza stampa in qualità di co-conduttrici non abbiano preso le distanze, né durante né dopo”.
Non solo. “In aggiunta a tutto questo, poiché tra i cantanti in gara è prevista la presenza del rapper per ragazzini Junior Cally, i cui testi, come già evidenziato alla Rai da molte associazioni di donne, sono pieni di violenza, sessismo e misoginia, appare evidente che la direzione artistica del Festival di Sanremo 2020 sia in palese contrasto con il contratto di servizio della Rai, i cui principî generali prevedono di ‘superare gli stereotipi di genere, al fine di promuovere la parità e di rispettare l’immagine e la dignità della donna anche – concludono – contro il principio di non discriminazione’, nonché la promozione e valorizzazione ‘delle pari opportunità, del rispetto della persona, della convivenza civile, del contrasto a ogni forma di violenza’”.
Anche Salvini contro Junior Cally.
“Junior Cally? Uno che incita all’odio e alla violenza contro le donne. Per un anno ho lavorato con Giulia Bongiorno per far approvare il codice rosso. Oggi leggo che la Rai e il più importante festival della canzone italiana, usando denaro pubblico, sdoganano femminicidio e stupro. Non ho parole: mi auguro che questo tizio non metta mai piede sul palco di Sanremo”. Così il leader della Lega Matteo Salvini, in una nota.-blitzquotidiano.it-
ROMA – Marina Fiordaliso e Luisa Corna sono state ospiti di Simona Ventura nello studio di Settimana Ventura, il programma di Rai 2 in onda la domenica a mezzogiorno. Proprio Fiordaliso negli ultimi tempi è stata protagonista di diverse interviste tv, in cui ha raccontato dettagli dolorosi del proprio passato.
Oggi Fiordaliso è nonna, dopo che suo figlio Sebastiano ha avuto un bimbo. In passato, però, la sua vita non è stata facile. Negli anni Settanta, a soli 15 anni, la cantante rimase incinta. Timoroso di uno scandalo suo padre decise di allontanarla da casa per farla partorire in un istituto: “Era il 1972 – ha raccontato Fiordaliso di recente a La Vita in diretta – un’epoca di grandi cambiamenti, e comunque mio padre non era contento: lui è un uomo che veniva dalla Sardegna e facendo il militare ha conosciuto mia madre emiliana”. Dopo la nascita del figlio Sebastiano, la cantante ne sposò il padre, più grande di lei di due anni, che era nella sua stessa scuola. Un matrimonio nonostante l’opposizione del padre, e che non è andato bene: “C’erano le botte. Però, in quel periodo, per una donna era normale. A quell’epoca – ha spiegato Fiordaliso – se tu dicevi alla gente che eri stata picchiata da tuo marito era come dire che avevate discusso. Io sono stata anche una femminista, però allora non si parlava di violenza domestica”. Per questo adesso Fiordaliso lancia un messaggio alle donne vittime di violenza: “Bisogna andare via subito”. (Domenica Live, La vita in diretta)-blitzquotidiano.it-
ROMA – Più volte nelle settimane scorse era stata annunciata la presenza di Al Bano e Romina a Sanremo. Ora arriva invece la doccia fredda che i fan non si aspettavano: il cantante pugliese e la sua ex moglie non saliranno sul palco dell’Ariston. A dirlo è Cristiano Malgioglio durante l’intervista che ha rilasciato a Verissimo.
L’autore, a Silvia Toffanin racconta: “Avevo questa idea di questo brano. L’ho proposto a loro, e sono impazziti. E oggi svelo anche il titolo della canzone: ‘Raccogli l’attimo’.E’ una canzone internazionale”.Il paroliere racconta che la coppia avrebbe potuto essere in gara al Festival di Sanremo 2020, tuttavia “Romina non ha voluto perché aveva paura di questa competizione.”. Malgioglio svela poi un’altra indiscrezione sul brano: “Al Bano aveva inciso questa canzone con la figlia, però io penso che a Sanremo Al Bano e Romina sia la coppia forte. Ciò che la gente vorrebbe vedere”.
Albano Carrisi, ai microfoni di Un Giorno da Pecora su Rai Radio 1, a novembre aveva detto: “Se andrò a Sanremo? Non ho ancora deciso, Amadeus mi vorrebbe con Romina”. Poi a gennaio era arrivato l’annuncio di Malgioglio su Instagram, che in quell’occasione aveva scritto: “Ecco il duo più internazionale, pronti a sbarcare al Festival di Sanremo. Albano e Romina Power. Già pronta anche la versione del brano cantata in cinque lingue diverse. Vi dirò che il solo ritornello non uscirà facilmente nella vostra testa. I’m very happy”.
Fonte: Verissimo
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domenica 19 gennaio 2020
sabato 18 gennaio 2020
Non solo calcio
Addio a Pietro Anastasi, figlio del Sud e simbolo del calcio degli Anni 70. Nato a Catania il 7 aprile del 1948 diventò il mito calcistico degli operai meridionali sbarcati nel Nord Italia a cercare fortuna. E la Juventus con la quale il bomber bianconero vinse tre scudetti li fece innamorare tutti tra vittorie memorabii e grandi partite. 'Pietruzzo', come veniva chiamato amorevolmente all'epoca dai tifosi per rimarcare la sua origine siciliana, fu anche protagonista di un celebre scambio di mercato con l'allora interista Roberto Boninsegna nell'estate nel 1976.
Considerato uno dei migliori attaccanti italiani della sua generazione, giocò con la squadra torinese un totale di 258 partite in Serie A realizzando 78 reti, laureandosi capocannoniere della Coppa delle Fiere 1970-1971 e della Coppa Italia 1974-1975, prima di una precoce parabola discendente che lo portò a chiudere la carriera con le maglie di Inter, Ascoli e Lugano. Campione europeo con la nazionale italiana nel 1968, in azzurro ha giocato 25 partite siglando 8 reti. Particolare che rende la sua morte ancor più doloroso per il calcio italiano che si avvicina agli Europei 2020 con tante speranze per le buone prove della Nazionale di Mancini. Era impossibile non volere bene a 'Pietruzzo' perché è stato uno juventino fino in fondo e alla squadra del suo cuore ha trasmesso tutta la sua passione.
Quella che da bambino, raccattapalle al Cibali di Catania, lo vede chiedere una foto accanto al suo idolo John Charles. Il sogno di vestire la maglia bianconera si concretizza nel 1968: Pietro arriva a Torino forte di una stagione memorabile nel Varese e di un gol storico in maglia azzurra nella finale dell'Europeo a Roma. Alla Juventus Pietro regala anni straordinari fino al 1976, ma le cifre e l'attaccamento alla maglia spiegano solo in parte l'amore della gente nei suoi confronti. Il suo coraggio nelle giocate, le sue reti in acrobazia, il suo spirito da lottatore lo rendono un idolo, capace di exploit indimenticabili, come i 3 gol segnati alla Lazio in 4 minuti in una gara iniziata seduto in panchina.
Un amore che lo stadio Comunale tradusse con lo striscione con la scritta: 'Anastasi Pelè bianco'. La vita di Anastasi è stata un vero romanzo bianconero, negli anni 70' Hurrà Juventus gli dedicò una narrazione a puntate per diversi numeri. "La Juventus - scrive il sito del club bianconero - abbraccia la moglie Anna, i figli Silvano e Gianluca e saluta Pietro con una semplice parola grande quanto lui: Grazie". Un grazie a cui si unisce tutto il calcio italiano in lutto nel sul ricordo.-ANSA-
ANSA- Cinquemila euro di multa a carico della Fiorentina. E' questa la sanzione decisa dal Giudice Sportivo Alessandro Zampone, che ha deliberato in merito agli ottavi di finale e, in questo caso, sui cori offensivi nei riguardi di Gian Piero Gasperini ("figlio di...") che si sono più volte uditi al 'Franchi' nel corso di Fiorntina-Atalanta.
La multa alla Fiorentina, si legge in un comunicato, è stata comminata "per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, elevato ripetutamente, da tutti i settore occupati dello stadio, un coro becero e offensivo nei confronti della squadra avversaria (in realtà, erano diretti all'allenatore n.d.r.)" .
Sempre a seguito del match del 'Franchi' è stata comminata la squalifica di un turno al capitano viola German Pezzella, espulso per doppia ammonizione. (ANSA).
Questa sera alle 20.45 il Napoli di Gennaro Gattuso riceverà la visita della Fiorentina di Beppe Iachini. Tutto sulla gara.
PROBABILI FORMAZIONI
Napoli: (4-3-3) Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Luperto, Hysaj; Allan, Fabian, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne.
Fiorentina: (3-5-2) Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola, Benassi, Pulgar, Castrovilli, Dalbert; Chiesa, Vlahovic. 100per100 Napoli.
Precedenti, statistiche, curiosità e stato di forma: tutto quello che c'è da sapere su Napoli-Fiorentina, gara valida per la 20^ giornata di Serie A che si giocherà sabato 18 gennaio alle ore 20:45. Diretta sul canale satellitare DAZN 1 (209 del telecomando Sky)
Quando e a che ora si gioca Napoli-Fiorentina?
La gara tra Napoli e Fiorentina, valida per la 20^ giornata di Serie A, si giocherà sabato 18 gennaio 2020 allo stadio San Paolo di Napoli con fischio d’inizio previsto alle ore 20:45.
Dove è possibile guardare Napoli-Fiorentina?
La partita tra Napoli e Fiorentina è visibile sul canale satellitare DAZN 1 (canale 209 del telecomando Sky).
Quanti sono i precedenti fra le due squadre?
Sono 139 i confronti in Serie A tra le due formazioni: 48 le vittore del Napoli, 39 i pareggi e 52 i successi viola. Sono 69 invece le gare giocate in Campania, con il bilancio che vede in vantaggio la squadra di casa con 32 vittorie, a fronte di 21 pareggi e 16 vittorie della Fiorentina. Tanti i gol segnati nella storia di questa sfida, per una media di 2.33 a partita. Quella oggi allenata da Beppe Iachini è la squadra contro cui il Napoli ha tenuto più volte la porta inviolata in casa in Serie A (32, al pari della Roma), incluse le ultime due sfide. Curiosità: i partenopei non ottengono due successi nel massimo campionato nella stessa stagione contro la Viola dal 2014/15, sotto la guida di Rafa Benítez. Il Napoli ha vinto per 4-3 la prima giornata di questo campionato contro la Fiorentina e punta al bis nella serata del San Paolo. Partita importante per entrambe le squadre, chiamate a dare una sterzata alla loro stagione: il Napoli ha perso le ultime due partite di campionato e non registra tre sconfitte consecutive in una singola stagione di Serie A da aprile 2012, mentre la Fiorentina ha ritrovato il successo nell'ultimo turno di campionato e non registra due vittorie di fila in Serie A da inizio ottobre.
Come arrivano alla partita Napoli e Fiorentina?
La squadra guidata da Rino Gattuso ha chiuso il girone di andata con 24 punti dopo 19 partite. La squadra azzurra non raccoglieva così pochi punti (anche allora furono 24) nelle prime 19 gare stagionali di Serie A dal 2007/08, con una squadra neopromossa e allenata da Edoardo Reja. Con il cambio di allenatore e l'esonero di Carlo Ancelotti, il Napoli non ha cambiato marcia: tre sono i punti ottenuti nelle ultime quattro partite, con la vittoria sul campo del Sassuolo e tre sconfitte. La Fiorentina ha 21 punti all'attivo e ha conquistato 4 punti nelle due partite con Beppe Iachini - che ha rilevato Vincenzo Montella - in panchina grazie alla vittoria sulla Spal e al pareggio di Bologna. Tuttavia, la squadra toscana non faceva così male in A dalla stagione 2001/2002, quando chiuse la stagione al penultimo posto e con la retrocessione. Per migliorare il suo rendimento, la squadra viola dovrà crescere lontano da casa, dove sin qui sono arrivati 9 punti su altrettante partite giocate (2V, 3N, 4P).
Curiosità
Fari puntati sui calci piazzati: nessuna squadra infatti ha realizzato più reti sugli sviluppi di calcio d'angolo della Fiorentina in questa Serie A: sono ben 6 in stagione, compreso il gol vittoria di Germán Pezzella nell'ultima gara vinta contro la Spal al Franchi nello scorso turno.
Quali giocatori possono essere protagonisti?
Tanti i giocatori che potrebbero decidere il match in entrambe le squadre. In casa Napoli fari puntati su Arkadiusz Milik: nonostante sia rimasto a secco contro la Lazio, alla pari dei suoi compagni, l'attaccante polacco è andato a segno già sette volte in 10 partite giocate in questa Serie A. Impegno importante anche per José Callejon, che potrebbe raggiungere Luciano Comaschi (241 presenze) all'ottavo posto della classifica per partite giocate con il Napoli in Serie A: la sua ultima (e sin qui unica) rete in campionato risale proprio alla prima giornata di questa stagione contro la Fiorentina. Viola che invece chiedono un cambio di rotta a Federico Chiesa: l'attaccante non va a segno dal 27 ottobre (ko per 1-2 contro la Lazio) in campionato. Il Napoli è la squadra contro cui il figlio d'arte ha tentato più tiri in Serie A senza mai trovare la rete: 25 conclusioni (di cui sette nello specchio) e zero gol.-Sky-
Il Ct ha parlato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport: "Il primo giorno dissi ai ragazzi che dovevamo fare qualcosa di diverso, altrimenti nessuno ci avrebbe più seguito". Poi sul recupero di Zaniolo: "E' giovane, può farcela. Lui è unico". E sulle favorite a Euro 2020: "Occhio a Inghilterra, Francia e Spagna. Speriamo vinca la meno forte..."
Roberto Mancini si avvicina a grandi passi verso l'Europeo. Lo fa da imbattuto, con 10 vittorie su 10 nelle qualificazioni. Successi, gol e spettacolo la ricetta vincente: "Una volta Cruijff disse 'L’Italia non può vincere, ma contro l’Italia puoi perdere'. È questo che dobbiamo cambiare: pensare che senza prendere gol prima o poi uno lo facciamo. Il primo giorno dissi alla squadra 'Dobbiamo fare qualcosa di diverso, altrimenti della Nazionale alla gente non fregherà più nulla: non possiamo continuare a vincere 1-0. Rischiamo e, se prendiamo gol, pazienza'. Lo ha spiegato il Ct azzurro in esclusiva a La Gazzetta dello Sport, a poco meno di cinque mesi dall'esordio a Euro 2020. Chissà se ci sarà anche Zaniolo, che ha cominciato il suo percorso di recupero dopo la rottura del crociato: "Mi spiace, sarebbe migliorato ancora. Nicolò è unico perché copre più ruoli, è potente e ha caratteristiche diverse dagli altri. Al telefono l’ho sentito bene, carico: è giovane, può farcela per l’Europeo", le parole di Mancini. Un'altra scelta importante riguarda l'attacco, su chi puntare fra Immobile e Belotti: "A marzo giocheranno un’amichevole a testa. I venti gol di Immobile non cambiano le gerarchie. L’importante è che continuino a segnare e arrivino bene a giugno. Avremo due centravanti titolari, con caratteristiche diverse". Insomma, la corsa ad Euro 2020 è cominciata: "Favorite? L’Inghilterra è cresciuta, ma a fine stagione paga sempre la stanchezza. La Francia mondiale è ancora giovane. La Spagna ha sempre il suo calcio. Speriamo vinca la meno forte...", ha scherzato Mancini.
"L'Inter può vincere lo scudetto"
Un occhio a giugno, uno però anche al campionato, da cui nascono le certezze di Mancini, che di certo non si annoierà a vedere la lotta scudetto "Duello aperto Juve e Inter, con l’incognita della Lazio che non ha l’impegno europeo e, se si trova lì verso la fine... La Juve è più forte, ha più scelta, ma l’Inter è molto vicina, si è rinforzata, può accadere di tutto", il giudizio del Ct, che poi si focalizza anche sul ritorno di Ibrahimovic al Milan: "I rossoneri avevano bisogno di un giocatore di carattere che riportasse entusiasmo. Ricordo quando chiedevano a Jabbar 'Come fai a giocare a 40 anni?'. Rispondeva 'Perché adesso, prima di correre, penso'. Zlatan sa sempre cosa deve fare con la palla".-SKY-
I nerazzurri migliorano l'offerta per il centrocampista danese: 13 milioni più 2 di bonus. Il Tottenham continua a chiederne 20. Martedì l'agente del giocatore incontrerà il presidente degli Spurs per avvicinare le parti. C'è il secondo rilancio dell'Inter per Christian Eriksen, obiettivo di mercato per rinforzare il centrocampo di Antonio Conte. In occasione dell'arrivo in sede a Milano degli intermediari che stanno gestendo la trattativa per portare in Italia il centrocampista danese del Tottenham (gli stessi dell'operazione Young), il club nerazzurro ha ritoccato l'offerta per gli Spurs, arrivando a 13 milioni più 2 di bonus. Il club inglese al momento non scende dalla valutazione di 20 milioni per il giocatore, che va in scadenza di contratto a giugno. Quella di martedì può essere però la giornata giusta per una svolta nella trattativa: l’agente del centrocampista danese, Martin Schoots, incontrerà il presidente del Tottenham Daniel Levy a Londra. E’ probabile che il Tottenham chiederà al giocatore di rinunciare a qualcosa per essere lasciato libero subito. Se Eriksen dovesse accettare queste condizioni del club inglese, e con un ulteriore piccolo ritocco dell’Inter sull'offerta con conseguente avvicinamento del Tottenham, si andrebbe verso la chiusura. Si lavora con estrema fiducia. Quella tra Eriksen e l'Inter sembra però solo una questione di tempo, perché anche se martedì fosse il giorno decisivo servirà quindi almeno una settimana per vederlo in Italia.
Mourinho su Eriksen: "Giocatore sta facendo bene, non capisco ottimismo Inter"
Dell’affare Eriksen ha parlato anche José Mourinho in conferenza stampa: "Dovete chiedere all'agente e all'Inter perché sanno più di me. Se sono fiduciosi è perché sono pronti a formulare un'offerta, cosa che ancora non è avvenuta - le parole dell’allenatore del Tottenham alla vigilia della sfida di campionato contro il Watford - quando vedo le persone parlare, specie chi ha ruoli di responsabilità, rimango sorpreso. Eriksen sta facendo del suo meglio ed è normale che fino al 31 gennaio non sia totalmente focalizzato nella squadra. Non capisco questo ottimismo, anche perché da un po' di partite si dice che ogni partita che gioca è l'ultima". -SKY-
TELECAPRISPORT- Il tecnico del Napoli Gennaro Gattuso parlando in conferenza stampa alla vigilia della partita di campionato contro la Fiorentina si mostra sicuro delle sue idee e chiarisce: "Non è un problema solo degli attaccanti ma di tutta la squadra. Da quando sono qui non abbiamo fatto grandi numeri in casa. Domani giochiamo contro una squadra viva, che tiene bene il campo e corre tantissimo. Sappiamo che per noi è molto importante, ci giochiamo tanto. Non pensiamo a Lazio e Juve ma solo a portare tre punti a casa". "In questo momento non è un problema solo degli attaccanti ma di tutta la squadra. Mi mancano giocatori importanti, che facciano respirare gli altri, il problema è soprattutto in difesa". Nelle probabili formazioni di Napoli-Fiorentina in programma stasera, Gazzetta ipotizza il rientro in campo di Sebastiano Luperto, ma da esterno sinistro al posto dello squalificato Mario Rui. Al centro della difesa, al fianco di Manolas, c’è ancora Di Lorenzo. Confermato Hysaj sulla fascia destra. A centrocampo Fabian Ruiz e Zielinski in vantaggio su Demme e Lobotka.-TELECAPRISPORT-
TELECAPRISPORT-Colpo di mercato dell’Inter, che si è aggiudicata le prestazioni del terzino Ashley Young, proveniente dal Manchester United. L’inglese, ai microfoni di Inter Tv, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da giocatore nerazzurro. “Ai tifosi dico che vinceremo ancora, sono qui per questo. Oggi è stata una bellissima giornata, ringrazio tutti per il benvenuto. E’ una sensazione fantastica, è come far parte di una famiglia. Ince? E’ stato un giocatore straordinario”.TELECAPRISPORT-
TELECAPRISPORT- A sorpresa potrebbe riaprirsi l'affare Tsimikas Indizi social dal greco farebbero pensare in tal modo. Oltretutto Giuntoli prova ad abbassare il prezzo. Secondo l'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno il Napoli starebbe continuando a seguire attentamente Kostas Tsimikas. Del resto il Napoli è alla ricerca di un terzino sinistro per rinforzare anche quel reparto e per questo segue da tempo Kostas Tsimikas dell’Olympiakos. Ma il suo arrivo era dato come subordinato alla partenza di Ghoulam che non riesce più a ritornare ai livelli di prima dell’infortunio. L'algerino è una vera spina nel fianco della rosa del Napoli. Il club azzurro non avrebbe quindi mollato il terzino greco che potrebbe essere una risorsa importante per la squadra di Gattuso. L’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno riporta alcune novità riguardo all’affare del difensore greco. "Il Napoli insiste per Tsimikas dell’Olympiakos. L’esterno greco ha dato anche qualche indizio sui social della possibilità di un trasferimento e potrebbe essere acquistato anche senza la partenza di Ghoulam. Dalle liste verrebbe escluso Malcuit ma è necessaria comunque la cessione di Younes. L’Olympiakos chiede 16 milioni di euro, il Napoli prova a far abbassare il prezzo".-TELECAPRISPORT-
TELECAPRISPORT-Ieri al Centro Sportivo di Castel Volturno c’è stata la visita di Juan Gemelli e Gustavo Arribas, gli agenti di Allan. Vanno avanti le trattative per il rinnovo del contratto del centrocampista brasiliano. Le parti sono vicine e dovrebbero siglare un accordo sino al 2024 riconoscendo ad Allan un ingaggio di circa 3 milioni a stagione più svariati bonus. Lo riporta anche l’edizione odiera di “la Repubblica”. Il Corriere dello Sport scrive che il Napoli sta lavorando bene al rinnovo di Allan. Il dialogo con i procuratori del brasiliano sono ripresi dopo Genk e la trattativa è in una fase molto positiva. “Andò male sul serio l’incontro nei pressi della prima con il Liverpool al San Paolo, un po’ meglio le successive telefonate e piuttosto bene il secondo faccia a faccia un attimo prima dell’esonero di Carletto. Tutto procede, insomma, viaggia comodo.TELECAPRISPORT-
ROMA – A Foggia c’è un allarme mafia. Non lo dicono i giornali per fare titolo sfruttando la cronaca nera. Lo dice la cronaca stessa e lo certificano Dia (Direzione Investigativa Antimafia) e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Agguati, sparatorie, bombe e soprattutto morti degli ultimi mesi non sono passati inosservati. Non potevano passare inosservati.
Il quadro che emerge è quello di una mafia spietata (che si ispira alla ‘Ndrangheta) e di una faida all’ultimo sangue per un riordino interno dell’organizzazione criminale. Per questo il Viminale ha deciso di mandare nella città pugliese (e nella sua provincia) 20 “super” poliziotti che proveranno a garantire un po’ di sicurezza in più a chi con questa faida non c’entra niente (o a chi ha denunciato i criminali).Arriveranno a Foggia lunedì 20 gennaio i 20 poliziotti che andranno a rinforzare i servizi di controllo del territorio e di scorta. Il potenziamento delle unità in forza alla polizia di Stato era stato annunciato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese dopo l’escalation criminale registrata ad inizio d’anno in Capitanata. Si tratta di poliziotti, provenienti da altre province, alcuni dei quali specializzati nei servizi di tutela delle persone sottoposte a protezione personale per avere denunciato la mafia ed il racket delle estorsioni.
I nuovi agenti – è detto in una nota della Questura – lavoreranno, fianco a fianco, con gli altri operatori della questura di Foggia e saranno impiegati nell’azione di prevenzione e di repressione dei reati in città. Viene annunciato l’aumento dei posti di controllo sul territorio e un rafforzamento dei servizi posti a tutela della collettività.
Dia: mafia foggiana spietata, si ispira alla ‘Ndrangheta.
La mafia foggiana vuole assumere “nuovi assetti organizzativi, più consolidati e fondati su strategie condivise, emulando in tal modo, anche in ottica espansionistica, la ‘ndrangheta”. Così la Dia, nella relazione semestrale al Parlamento, descrive la mafia foggiana, spiegando che “anche in provincia di Foggia si sta consolidando un’area grigia, punto di incontro tra mafiosi, imprenditori, liberi professionisti e apparati della Pa. Una ‘terra di mezzo’ dove affari leciti e illeciti tendono a incontrarsi, fino a confondersi”.
Lo scioglimento dei Consigli comunali di Monte Sant’Angelo, Mattinata, Manfredonia e Cerignola sono “indicativi di questa opera di contaminazione”. Un’analisi che allarma dopo i dieci attentati compiuti dall’inizio dell’anno nel Foggiano ai danni di commercianti e imprenditori che hanno indotto ieri il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ad annunciare l’invio “di un contingente straordinario di forze di polizia nella provincia di Foggia” mentre dal 15 febbraio, sarà attiva nel capoluogo dauno una sezione operativa della Dia. Una risposta quest’ultima – secondo il procuratore distrettuale di Bari, Giuseppe Volpe – “che può risultare efficace se gli organici della nuova struttura creata a Foggia saranno prelevati fuori dal distretto di Bari, perché se invece verranno sottratti alle forze di Polizia che sono già presenti sul territorio, allora rischiamo di fare un danno”.
Una mossa che sembra essere finalizzata più che altro a rassicurare i cittadini che ormai hanno paura. In tanti, infatti, hanno partecipato oggi, all’Università, al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica aperto alla cittadinanza. “La mafia foggiana – ha detto il pm della Dda, Giuseppe Gatti – ha portato a sistema l’estorsione per educare la collettività ad accettare la propria presenza”. Forte anche – rileva la Dia nel rapporto – del “contesto ambientale omertoso e violento” in cui opera, della “massiccia presenza di armi ed esplosivi” nei suoi arsenali e dalla “diffusa consapevolezza che la mafia è spietata e punisce pesantemente chi si ribella”.
Sul fronte investigativo le indagini sugli attentati vanno avanti e si fa strada l’ipotesi che i due attentati dinamitardi compiuti ai danni dei fratelli Cristian e Luca Vigilante, che gestiscono il gruppo sanitario ‘Sanità più’, potrebbero non essere legati al loro ruolo di testimoni dell’accusa nel processo a carico di un clan mafioso di Foggia dedito alle estorsioni anche in loro danno. L’ipotesi è basata sul fatto che le dichiarazioni rilasciate dai due sono già agli atti del procedimento giudiziario della Dda, e perché sarebbe controproducente per la mafia foggiana compiere azioni così eclatanti ai danni dei due testimoni mentre è in corso un processo in cui gli imputati rischiano condanne pesanti.
Per questo la Dda di Bari ha in corso accertamenti a più ampio raggio per poter risalire al movente dei due attentati dinamitardi del 3 e del 16 gennaio. Nel primo caso è stato fatto esplodere un ordigno sotto l’auto di Cristian Vigilante, nell’altro è stata fatta deflagrare una bomba davanti ad un centro diurno per anziani gestito da Luca. I due fratelli sono ora sottoposti a misure di protezione personale.
Lamorgese: “Task force dello Stato contro la mafia in Puglia”.
“Lo Stato schiera una task-force contro la mafia in Puglia”. Ad annunciarlo è la ministra dell’ Interno, Luciana Lamorgese, in un colloquio con la Stampa nel quale parla di “una escalation che non può passare inosservata.
Ma penso – aggiunge – che sia un segnale di debolezza, non di forza della criminalità. Hanno paura che le cose cambino”. Sul territorio ci saranno venti investigatori in più.
“Lo Stato – sottolinea Lamorgese – farà la sua parte. Il 15 febbraio si inaugura una sezione operativa della Dia, la direzione investigativa antimafia. Saranno una ventina di investigatori. Intanto ho concordato con il Capo della polizia, il prefetto Gabrielli, che manderemo consistenti rinforzi nell’ immediato, per accompagnare questa reazione e dare un segnale tangibile alla comunità con la presenza delle forze di polizia”. (Fonti: Ansa e La Stampa).
ROMA – Francesco Saponara è morto dopo cinque anni e sette mesi di coma: Saponara, 60enne benzinaio, fu accoltellato nel giugno del 2014 dall’allora 34enne Davide Frigatti, mentre lavorava nel suo distributore di benzina a Sesto San Giovanni (Milano).
Frigatti, in preda a un delirio psicotico mistico-religioso, quel giorno aggredì anche il titolare di un autolavaggio, Franco Mercadante, uccidendolo, e Dario Del Corso, un pensionato che stava passeggiando al Parco Nord, ferito più lievemente. Bloccato dalla Polizia, è stato poi assolto dalla Corte d’Assise del Tribunale Monza per vizio totale di mente.Davide Frigatti, allora residente a Cinisello Balsamo (Milano), il 14 giugno del 2014 è andato in taxi a Piacenza e, dopo essere stato dal barbiere, ha sequestrato un automobilista costringendolo a guidare fino a Sesto San Giovanni (Milano), sotto minaccia di un coltello.
Lì lo ha fatto scendere dalla macchina e si è diretto al Parco Nord, dove ha accoltellato Dario Del Corso, pensionato di 68 anni, poi ripresosi dopo alcune settimane in ospedale. Poi è andato a casa sua e quando, con i vestiti sporchi di sangue, è uscito di nuovo con un coltello da cucina in mano, suo padre ha dato l’allarme alle forze dell’ordine. Frigatti però in pochi minuti ha raggiunto il distributore di benzina dove ha accoltellato Francesco Saponara, a Sesto San Giovanni (Milano), poi l’autolavaggio di Franco Mercadante, 52 anni, ucciso con un fendente alla gola. La Polizia lo ha bloccato mentre delirava, nudo, vicino al Parco Nord.
“Ci ha lasciato Francesco Saponara, padre di Antonio Saponara, Vice Segretario della Lista Civica Giovani Sestesi”, si legge in una nota diramata dalla lista civica. “Manifestiamo la nostra vicinanza e la nostra partecipazione al grande dolore della moglie e dei due figli”, conclude il messaggio. I funerali si svolgeranno lunedì alle ore 10, nella parrocchia di San Carlo Borromeo in via Boccaccio. (Fonte Ansa).
ROMA – Un 77enne di Cingoli nel Maceratese, Quinto Del Bianco, è morto dissanguato in un incidente sul lavoro. E’ successo verso le 12.30 di venerdì 17 gennaio mentre l’uomo stava lavorando un campo con la zappatrice in località S. Maria Del Rango: facendo retromarcia è scivolato sotto il mezzo agricolo che con le lame prima gli ha lacerato una gamba e poi anche l’altra. I famigliari hanno dato subito l’allarme e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i Carabinieri. Le sue condizioni erano già gravissime per cui l’uomo è morto quasi subito per una emorragia irrefrenabile che lo ha dissanguato.
Lo studio dell’Aci.
Settantasei incidenti su 100 avvengono nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane; nel 2018 in autostrada è stabile il numero di incidenti ma aumenta il numero di morti (a causa dell’incidente del Ponte Morandi), sulle strade extraurbane aumentano gli incidenti ma rimane sostanzialmente stabile il numero di morti (+4% e -0,7%), nei centri abitati diminuiscono sia incidenti che morti (-2,7% e -4,2%), soprattutto nei piccoli centri attraversati da strade extraurbane. Sono i dati essenziali che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2018”, lo studio, realizzato dall’Aci, che analizza i 37.228 incidenti (1.166 mortali), 1.344 decessi e 59.853 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese. In autostrada i veicoli per il trasporto delle merci sono coinvolti nel 31% degli incidenti. Il venerdì è il giorno in cui si verificano più incidenti (il 15,4%), dalle 18 alle 20 le ore più critiche, giugno e luglio i mesi con la maggiore incidentalità (rispettivamente il 9,9% e 10,4% del totale). Prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4%, i morti del 18,2%. Rispetto al 2017, invece, gli incidenti sono aumentati dell’1,5% (554 in più) e i decessi diminuiti dell’1,6% (22 in meno). Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi. Infatti la Penetrazione urbana della A24 (12,9 inc/km), il Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e la Tangenziale Nord di Milano (nel tratto in provincia di Monza – 10,3 incidenti/km) sono le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km. Per le strade extraurbane, dove la media nazionale è di 0,6 incidenti/km, il triste primato spetta alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nei tratti in provincia di Monza e della Brianza (9,8 incidenti/km) e in provincia di Milano (7,6 incidenti/km) e alla SS131 dir – Carlo Felice in provincia di Cagliari (8,6 incidenti/km).
Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota assai elevata dei decessi, anche se in diminuzione rispetto allo scorso anno: il 31% (1 morto su 3) è ciclista, “dueruotista” o pedone. Nel 20,6% dei casi è deceduto un motociclista (277), nel 10,2% un pedone (137) e nel 3% un ciclista (39). Rispetto al totale dei morti per modalità di trasporto, i pedoni sono il 22,4%, i ciclisti il 17,8% e “dueruotisti” il 34,8%. I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali. L’indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto. Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina. Rispetto al 2018, nel complesso, le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti in modo consistente: SS 7 quater Domiziana, SS 69 di Val d’Arno, SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio, SS 222 Chiantigiana, SS 229 del Lago d’Orta, SS 513 di Val d’Enza ed il Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro).
Fonte: Ansa, Aci.
ROMA – Vendite giornali novembre 2019. Il mercato totale nel mese di novembre 2019 è stato di 1.859.910 vendite quotidiane. Nel novembre del 2018 erano 2.011.366 al giorno. Una differenza di 151.456, che corrisponde ad un calo totale del 7,5%.
Ecco le tabelle con le vendite quotidiane dei singoli giornali nel mese di novembre, comparate con il novembre dell’anno precedente.
Quotidiani
nazionali Novembre 2019 Novembre 2018 2019 su 2018
Corriere Sera 175.993 181.588 0,96
Repubblica 133.584 143.548 0,93
La Stampa 88.853 100.830 0,88
Il Giornale 40.749 45.362 0,89
Il Sole 24 Ore 38.308 43.349 0,88
Il Fatto 23.665 29.777 0,79
Italia Oggi 16.240 16.928 0,95
Libero 24.971 23.946 1,04
Avvenire 22.191 22.144 1,00
Il Manifesto 6.859 7.547 0,90
La Verità 24.201 21.763 1,11
Quotidiani
locali Novembre 2019
Novembre 2018
2019 su 2018
Resto del Carlino 76.288 83.245 0,91
Il Messaggero 66.573 71.472 0,93
La Nazione 56.501 60.318 0,93
Il Gazzettino 40.044 40.952 0,97
Il Secolo XIX 32.265 35.167 0,91
Il Tirreno 29.783 31.991 0,93
L’Unione Sarda 30.433 32.543 0,93
Dolomiten 5.144 5.595 0,91
Messaggero Veneto 31.736 34.057 0,93
Il Giorno 30.993 41.908 0,73
Nuova Sardegna 24.636 28.800 0,85
Il Mattino 22.778 25.180 0,90
Arena di Verona 20.134 19.902 1,01
Eco di Bergamo 18.408 21.039 0,87
Gazzetta del Sud 14.693 16.925 0,86
Giornale Vicenza 17.635 19.035 0,92
Il Piccolo 16.358 18.320 0,89
Provincia (Co-Lc-So) 15.400 16.670 0,92
Il Giornale di Brescia 16.219 17.131 0,94
Gazzetta Mezzogiorno 14.185 16.448 0,86
Libertà 15.335 16.443 0,93
La Gazzetta di Parma 14.647 15.912 0,92
Il Mattino di Padova 13.555 14.861 0,91
Gazzetta di Mantova 13.626 15.174 0,89
Il Giornale di Sicilia 9.943 12.114 0,82
La Sicilia 10.938 13.580 0,80
Provincia Cremona 11.207 11.822 0,94
Il Centro 10.073 10.828 0,93
Il Tempo 11.310 12.574 0,89
La Provincia Pavese 9.279 10.225 0,90
Alto Adige-Trentino 7.403 8.574 0,86
L’Adige 9.491 10.794 0,87
La Nuova Venezia 6.696 6.875 0,97
Tribuna di Treviso 8.323 9.024 0,92
Nuovo Quotidiano Puglia 9.064 8.393 1,07
Corriere Adriatico 10.908 11.553 0,94
Corriere Umbria 8.347 8.689 0,96
Gazzetta di Reggio 7.247 7.622 0,95
Gazzetta di Modena 6.409 6.688 0,95
La Nuova Ferrara 5.083 5.339 0,95
Quotidiano del Sud 9.222 4.868 1,89
Corriere delle Alpi 4.098 4.516 0,90
Quotidiano di Sicilia 6.499 6.256 1,03
Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.
Quotidiani
sportivi Novembre 2019 Novembre 2018 2019 su 2018
Gazzetta dello Sport Lunedì 127.796 138.940 0,91
Gazzetta dello Sport 121.430 127.197 0,95
Corriere dello Sport 57.648 62.214 0,92
Corriere dello Sport Lunedì 67.339 71.395 0,94
Tuttosport 37.320 40.477 0,92
Tuttosport Lunedì 39.858 46.679 0,85
Perché insistiamo sulle vendite in edicola e teniamo distinte le copie digitali? Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.
1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.
2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere. Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.
3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.
Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads
Considerato uno dei migliori attaccanti italiani della sua generazione, giocò con la squadra torinese un totale di 258 partite in Serie A realizzando 78 reti, laureandosi capocannoniere della Coppa delle Fiere 1970-1971 e della Coppa Italia 1974-1975, prima di una precoce parabola discendente che lo portò a chiudere la carriera con le maglie di Inter, Ascoli e Lugano. Campione europeo con la nazionale italiana nel 1968, in azzurro ha giocato 25 partite siglando 8 reti. Particolare che rende la sua morte ancor più doloroso per il calcio italiano che si avvicina agli Europei 2020 con tante speranze per le buone prove della Nazionale di Mancini. Era impossibile non volere bene a 'Pietruzzo' perché è stato uno juventino fino in fondo e alla squadra del suo cuore ha trasmesso tutta la sua passione.
Quella che da bambino, raccattapalle al Cibali di Catania, lo vede chiedere una foto accanto al suo idolo John Charles. Il sogno di vestire la maglia bianconera si concretizza nel 1968: Pietro arriva a Torino forte di una stagione memorabile nel Varese e di un gol storico in maglia azzurra nella finale dell'Europeo a Roma. Alla Juventus Pietro regala anni straordinari fino al 1976, ma le cifre e l'attaccamento alla maglia spiegano solo in parte l'amore della gente nei suoi confronti. Il suo coraggio nelle giocate, le sue reti in acrobazia, il suo spirito da lottatore lo rendono un idolo, capace di exploit indimenticabili, come i 3 gol segnati alla Lazio in 4 minuti in una gara iniziata seduto in panchina.
Un amore che lo stadio Comunale tradusse con lo striscione con la scritta: 'Anastasi Pelè bianco'. La vita di Anastasi è stata un vero romanzo bianconero, negli anni 70' Hurrà Juventus gli dedicò una narrazione a puntate per diversi numeri. "La Juventus - scrive il sito del club bianconero - abbraccia la moglie Anna, i figli Silvano e Gianluca e saluta Pietro con una semplice parola grande quanto lui: Grazie". Un grazie a cui si unisce tutto il calcio italiano in lutto nel sul ricordo.-ANSA-
ANSA- Cinquemila euro di multa a carico della Fiorentina. E' questa la sanzione decisa dal Giudice Sportivo Alessandro Zampone, che ha deliberato in merito agli ottavi di finale e, in questo caso, sui cori offensivi nei riguardi di Gian Piero Gasperini ("figlio di...") che si sono più volte uditi al 'Franchi' nel corso di Fiorntina-Atalanta.
La multa alla Fiorentina, si legge in un comunicato, è stata comminata "per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, elevato ripetutamente, da tutti i settore occupati dello stadio, un coro becero e offensivo nei confronti della squadra avversaria (in realtà, erano diretti all'allenatore n.d.r.)" .
Sempre a seguito del match del 'Franchi' è stata comminata la squalifica di un turno al capitano viola German Pezzella, espulso per doppia ammonizione. (ANSA).
Questa sera alle 20.45 il Napoli di Gennaro Gattuso riceverà la visita della Fiorentina di Beppe Iachini. Tutto sulla gara.
PROBABILI FORMAZIONI
Napoli: (4-3-3) Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Luperto, Hysaj; Allan, Fabian, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne.
Fiorentina: (3-5-2) Dragowski; Milenkovic, Pezzella, Caceres; Lirola, Benassi, Pulgar, Castrovilli, Dalbert; Chiesa, Vlahovic. 100per100 Napoli.
Precedenti, statistiche, curiosità e stato di forma: tutto quello che c'è da sapere su Napoli-Fiorentina, gara valida per la 20^ giornata di Serie A che si giocherà sabato 18 gennaio alle ore 20:45. Diretta sul canale satellitare DAZN 1 (209 del telecomando Sky)
Quando e a che ora si gioca Napoli-Fiorentina?
La gara tra Napoli e Fiorentina, valida per la 20^ giornata di Serie A, si giocherà sabato 18 gennaio 2020 allo stadio San Paolo di Napoli con fischio d’inizio previsto alle ore 20:45.
Dove è possibile guardare Napoli-Fiorentina?
La partita tra Napoli e Fiorentina è visibile sul canale satellitare DAZN 1 (canale 209 del telecomando Sky).
Quanti sono i precedenti fra le due squadre?
Sono 139 i confronti in Serie A tra le due formazioni: 48 le vittore del Napoli, 39 i pareggi e 52 i successi viola. Sono 69 invece le gare giocate in Campania, con il bilancio che vede in vantaggio la squadra di casa con 32 vittorie, a fronte di 21 pareggi e 16 vittorie della Fiorentina. Tanti i gol segnati nella storia di questa sfida, per una media di 2.33 a partita. Quella oggi allenata da Beppe Iachini è la squadra contro cui il Napoli ha tenuto più volte la porta inviolata in casa in Serie A (32, al pari della Roma), incluse le ultime due sfide. Curiosità: i partenopei non ottengono due successi nel massimo campionato nella stessa stagione contro la Viola dal 2014/15, sotto la guida di Rafa Benítez. Il Napoli ha vinto per 4-3 la prima giornata di questo campionato contro la Fiorentina e punta al bis nella serata del San Paolo. Partita importante per entrambe le squadre, chiamate a dare una sterzata alla loro stagione: il Napoli ha perso le ultime due partite di campionato e non registra tre sconfitte consecutive in una singola stagione di Serie A da aprile 2012, mentre la Fiorentina ha ritrovato il successo nell'ultimo turno di campionato e non registra due vittorie di fila in Serie A da inizio ottobre.
Come arrivano alla partita Napoli e Fiorentina?
La squadra guidata da Rino Gattuso ha chiuso il girone di andata con 24 punti dopo 19 partite. La squadra azzurra non raccoglieva così pochi punti (anche allora furono 24) nelle prime 19 gare stagionali di Serie A dal 2007/08, con una squadra neopromossa e allenata da Edoardo Reja. Con il cambio di allenatore e l'esonero di Carlo Ancelotti, il Napoli non ha cambiato marcia: tre sono i punti ottenuti nelle ultime quattro partite, con la vittoria sul campo del Sassuolo e tre sconfitte. La Fiorentina ha 21 punti all'attivo e ha conquistato 4 punti nelle due partite con Beppe Iachini - che ha rilevato Vincenzo Montella - in panchina grazie alla vittoria sulla Spal e al pareggio di Bologna. Tuttavia, la squadra toscana non faceva così male in A dalla stagione 2001/2002, quando chiuse la stagione al penultimo posto e con la retrocessione. Per migliorare il suo rendimento, la squadra viola dovrà crescere lontano da casa, dove sin qui sono arrivati 9 punti su altrettante partite giocate (2V, 3N, 4P).
Curiosità
Fari puntati sui calci piazzati: nessuna squadra infatti ha realizzato più reti sugli sviluppi di calcio d'angolo della Fiorentina in questa Serie A: sono ben 6 in stagione, compreso il gol vittoria di Germán Pezzella nell'ultima gara vinta contro la Spal al Franchi nello scorso turno.
Quali giocatori possono essere protagonisti?
Tanti i giocatori che potrebbero decidere il match in entrambe le squadre. In casa Napoli fari puntati su Arkadiusz Milik: nonostante sia rimasto a secco contro la Lazio, alla pari dei suoi compagni, l'attaccante polacco è andato a segno già sette volte in 10 partite giocate in questa Serie A. Impegno importante anche per José Callejon, che potrebbe raggiungere Luciano Comaschi (241 presenze) all'ottavo posto della classifica per partite giocate con il Napoli in Serie A: la sua ultima (e sin qui unica) rete in campionato risale proprio alla prima giornata di questa stagione contro la Fiorentina. Viola che invece chiedono un cambio di rotta a Federico Chiesa: l'attaccante non va a segno dal 27 ottobre (ko per 1-2 contro la Lazio) in campionato. Il Napoli è la squadra contro cui il figlio d'arte ha tentato più tiri in Serie A senza mai trovare la rete: 25 conclusioni (di cui sette nello specchio) e zero gol.-Sky-
Il Ct ha parlato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport: "Il primo giorno dissi ai ragazzi che dovevamo fare qualcosa di diverso, altrimenti nessuno ci avrebbe più seguito". Poi sul recupero di Zaniolo: "E' giovane, può farcela. Lui è unico". E sulle favorite a Euro 2020: "Occhio a Inghilterra, Francia e Spagna. Speriamo vinca la meno forte..."
Roberto Mancini si avvicina a grandi passi verso l'Europeo. Lo fa da imbattuto, con 10 vittorie su 10 nelle qualificazioni. Successi, gol e spettacolo la ricetta vincente: "Una volta Cruijff disse 'L’Italia non può vincere, ma contro l’Italia puoi perdere'. È questo che dobbiamo cambiare: pensare che senza prendere gol prima o poi uno lo facciamo. Il primo giorno dissi alla squadra 'Dobbiamo fare qualcosa di diverso, altrimenti della Nazionale alla gente non fregherà più nulla: non possiamo continuare a vincere 1-0. Rischiamo e, se prendiamo gol, pazienza'. Lo ha spiegato il Ct azzurro in esclusiva a La Gazzetta dello Sport, a poco meno di cinque mesi dall'esordio a Euro 2020. Chissà se ci sarà anche Zaniolo, che ha cominciato il suo percorso di recupero dopo la rottura del crociato: "Mi spiace, sarebbe migliorato ancora. Nicolò è unico perché copre più ruoli, è potente e ha caratteristiche diverse dagli altri. Al telefono l’ho sentito bene, carico: è giovane, può farcela per l’Europeo", le parole di Mancini. Un'altra scelta importante riguarda l'attacco, su chi puntare fra Immobile e Belotti: "A marzo giocheranno un’amichevole a testa. I venti gol di Immobile non cambiano le gerarchie. L’importante è che continuino a segnare e arrivino bene a giugno. Avremo due centravanti titolari, con caratteristiche diverse". Insomma, la corsa ad Euro 2020 è cominciata: "Favorite? L’Inghilterra è cresciuta, ma a fine stagione paga sempre la stanchezza. La Francia mondiale è ancora giovane. La Spagna ha sempre il suo calcio. Speriamo vinca la meno forte...", ha scherzato Mancini.
"L'Inter può vincere lo scudetto"
Un occhio a giugno, uno però anche al campionato, da cui nascono le certezze di Mancini, che di certo non si annoierà a vedere la lotta scudetto "Duello aperto Juve e Inter, con l’incognita della Lazio che non ha l’impegno europeo e, se si trova lì verso la fine... La Juve è più forte, ha più scelta, ma l’Inter è molto vicina, si è rinforzata, può accadere di tutto", il giudizio del Ct, che poi si focalizza anche sul ritorno di Ibrahimovic al Milan: "I rossoneri avevano bisogno di un giocatore di carattere che riportasse entusiasmo. Ricordo quando chiedevano a Jabbar 'Come fai a giocare a 40 anni?'. Rispondeva 'Perché adesso, prima di correre, penso'. Zlatan sa sempre cosa deve fare con la palla".-SKY-
I nerazzurri migliorano l'offerta per il centrocampista danese: 13 milioni più 2 di bonus. Il Tottenham continua a chiederne 20. Martedì l'agente del giocatore incontrerà il presidente degli Spurs per avvicinare le parti. C'è il secondo rilancio dell'Inter per Christian Eriksen, obiettivo di mercato per rinforzare il centrocampo di Antonio Conte. In occasione dell'arrivo in sede a Milano degli intermediari che stanno gestendo la trattativa per portare in Italia il centrocampista danese del Tottenham (gli stessi dell'operazione Young), il club nerazzurro ha ritoccato l'offerta per gli Spurs, arrivando a 13 milioni più 2 di bonus. Il club inglese al momento non scende dalla valutazione di 20 milioni per il giocatore, che va in scadenza di contratto a giugno. Quella di martedì può essere però la giornata giusta per una svolta nella trattativa: l’agente del centrocampista danese, Martin Schoots, incontrerà il presidente del Tottenham Daniel Levy a Londra. E’ probabile che il Tottenham chiederà al giocatore di rinunciare a qualcosa per essere lasciato libero subito. Se Eriksen dovesse accettare queste condizioni del club inglese, e con un ulteriore piccolo ritocco dell’Inter sull'offerta con conseguente avvicinamento del Tottenham, si andrebbe verso la chiusura. Si lavora con estrema fiducia. Quella tra Eriksen e l'Inter sembra però solo una questione di tempo, perché anche se martedì fosse il giorno decisivo servirà quindi almeno una settimana per vederlo in Italia.
Mourinho su Eriksen: "Giocatore sta facendo bene, non capisco ottimismo Inter"
Dell’affare Eriksen ha parlato anche José Mourinho in conferenza stampa: "Dovete chiedere all'agente e all'Inter perché sanno più di me. Se sono fiduciosi è perché sono pronti a formulare un'offerta, cosa che ancora non è avvenuta - le parole dell’allenatore del Tottenham alla vigilia della sfida di campionato contro il Watford - quando vedo le persone parlare, specie chi ha ruoli di responsabilità, rimango sorpreso. Eriksen sta facendo del suo meglio ed è normale che fino al 31 gennaio non sia totalmente focalizzato nella squadra. Non capisco questo ottimismo, anche perché da un po' di partite si dice che ogni partita che gioca è l'ultima". -SKY-
TELECAPRISPORT- Il tecnico del Napoli Gennaro Gattuso parlando in conferenza stampa alla vigilia della partita di campionato contro la Fiorentina si mostra sicuro delle sue idee e chiarisce: "Non è un problema solo degli attaccanti ma di tutta la squadra. Da quando sono qui non abbiamo fatto grandi numeri in casa. Domani giochiamo contro una squadra viva, che tiene bene il campo e corre tantissimo. Sappiamo che per noi è molto importante, ci giochiamo tanto. Non pensiamo a Lazio e Juve ma solo a portare tre punti a casa". "In questo momento non è un problema solo degli attaccanti ma di tutta la squadra. Mi mancano giocatori importanti, che facciano respirare gli altri, il problema è soprattutto in difesa". Nelle probabili formazioni di Napoli-Fiorentina in programma stasera, Gazzetta ipotizza il rientro in campo di Sebastiano Luperto, ma da esterno sinistro al posto dello squalificato Mario Rui. Al centro della difesa, al fianco di Manolas, c’è ancora Di Lorenzo. Confermato Hysaj sulla fascia destra. A centrocampo Fabian Ruiz e Zielinski in vantaggio su Demme e Lobotka.-TELECAPRISPORT-
TELECAPRISPORT-Colpo di mercato dell’Inter, che si è aggiudicata le prestazioni del terzino Ashley Young, proveniente dal Manchester United. L’inglese, ai microfoni di Inter Tv, ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da giocatore nerazzurro. “Ai tifosi dico che vinceremo ancora, sono qui per questo. Oggi è stata una bellissima giornata, ringrazio tutti per il benvenuto. E’ una sensazione fantastica, è come far parte di una famiglia. Ince? E’ stato un giocatore straordinario”.TELECAPRISPORT-
TELECAPRISPORT- A sorpresa potrebbe riaprirsi l'affare Tsimikas Indizi social dal greco farebbero pensare in tal modo. Oltretutto Giuntoli prova ad abbassare il prezzo. Secondo l'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno il Napoli starebbe continuando a seguire attentamente Kostas Tsimikas. Del resto il Napoli è alla ricerca di un terzino sinistro per rinforzare anche quel reparto e per questo segue da tempo Kostas Tsimikas dell’Olympiakos. Ma il suo arrivo era dato come subordinato alla partenza di Ghoulam che non riesce più a ritornare ai livelli di prima dell’infortunio. L'algerino è una vera spina nel fianco della rosa del Napoli. Il club azzurro non avrebbe quindi mollato il terzino greco che potrebbe essere una risorsa importante per la squadra di Gattuso. L’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno riporta alcune novità riguardo all’affare del difensore greco. "Il Napoli insiste per Tsimikas dell’Olympiakos. L’esterno greco ha dato anche qualche indizio sui social della possibilità di un trasferimento e potrebbe essere acquistato anche senza la partenza di Ghoulam. Dalle liste verrebbe escluso Malcuit ma è necessaria comunque la cessione di Younes. L’Olympiakos chiede 16 milioni di euro, il Napoli prova a far abbassare il prezzo".-TELECAPRISPORT-
TELECAPRISPORT-Ieri al Centro Sportivo di Castel Volturno c’è stata la visita di Juan Gemelli e Gustavo Arribas, gli agenti di Allan. Vanno avanti le trattative per il rinnovo del contratto del centrocampista brasiliano. Le parti sono vicine e dovrebbero siglare un accordo sino al 2024 riconoscendo ad Allan un ingaggio di circa 3 milioni a stagione più svariati bonus. Lo riporta anche l’edizione odiera di “la Repubblica”. Il Corriere dello Sport scrive che il Napoli sta lavorando bene al rinnovo di Allan. Il dialogo con i procuratori del brasiliano sono ripresi dopo Genk e la trattativa è in una fase molto positiva. “Andò male sul serio l’incontro nei pressi della prima con il Liverpool al San Paolo, un po’ meglio le successive telefonate e piuttosto bene il secondo faccia a faccia un attimo prima dell’esonero di Carletto. Tutto procede, insomma, viaggia comodo.TELECAPRISPORT-
ROMA – A Foggia c’è un allarme mafia. Non lo dicono i giornali per fare titolo sfruttando la cronaca nera. Lo dice la cronaca stessa e lo certificano Dia (Direzione Investigativa Antimafia) e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Agguati, sparatorie, bombe e soprattutto morti degli ultimi mesi non sono passati inosservati. Non potevano passare inosservati.
Il quadro che emerge è quello di una mafia spietata (che si ispira alla ‘Ndrangheta) e di una faida all’ultimo sangue per un riordino interno dell’organizzazione criminale. Per questo il Viminale ha deciso di mandare nella città pugliese (e nella sua provincia) 20 “super” poliziotti che proveranno a garantire un po’ di sicurezza in più a chi con questa faida non c’entra niente (o a chi ha denunciato i criminali).Arriveranno a Foggia lunedì 20 gennaio i 20 poliziotti che andranno a rinforzare i servizi di controllo del territorio e di scorta. Il potenziamento delle unità in forza alla polizia di Stato era stato annunciato dalla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese dopo l’escalation criminale registrata ad inizio d’anno in Capitanata. Si tratta di poliziotti, provenienti da altre province, alcuni dei quali specializzati nei servizi di tutela delle persone sottoposte a protezione personale per avere denunciato la mafia ed il racket delle estorsioni.
I nuovi agenti – è detto in una nota della Questura – lavoreranno, fianco a fianco, con gli altri operatori della questura di Foggia e saranno impiegati nell’azione di prevenzione e di repressione dei reati in città. Viene annunciato l’aumento dei posti di controllo sul territorio e un rafforzamento dei servizi posti a tutela della collettività.
Dia: mafia foggiana spietata, si ispira alla ‘Ndrangheta.
La mafia foggiana vuole assumere “nuovi assetti organizzativi, più consolidati e fondati su strategie condivise, emulando in tal modo, anche in ottica espansionistica, la ‘ndrangheta”. Così la Dia, nella relazione semestrale al Parlamento, descrive la mafia foggiana, spiegando che “anche in provincia di Foggia si sta consolidando un’area grigia, punto di incontro tra mafiosi, imprenditori, liberi professionisti e apparati della Pa. Una ‘terra di mezzo’ dove affari leciti e illeciti tendono a incontrarsi, fino a confondersi”.
Lo scioglimento dei Consigli comunali di Monte Sant’Angelo, Mattinata, Manfredonia e Cerignola sono “indicativi di questa opera di contaminazione”. Un’analisi che allarma dopo i dieci attentati compiuti dall’inizio dell’anno nel Foggiano ai danni di commercianti e imprenditori che hanno indotto ieri il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ad annunciare l’invio “di un contingente straordinario di forze di polizia nella provincia di Foggia” mentre dal 15 febbraio, sarà attiva nel capoluogo dauno una sezione operativa della Dia. Una risposta quest’ultima – secondo il procuratore distrettuale di Bari, Giuseppe Volpe – “che può risultare efficace se gli organici della nuova struttura creata a Foggia saranno prelevati fuori dal distretto di Bari, perché se invece verranno sottratti alle forze di Polizia che sono già presenti sul territorio, allora rischiamo di fare un danno”.
Una mossa che sembra essere finalizzata più che altro a rassicurare i cittadini che ormai hanno paura. In tanti, infatti, hanno partecipato oggi, all’Università, al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica aperto alla cittadinanza. “La mafia foggiana – ha detto il pm della Dda, Giuseppe Gatti – ha portato a sistema l’estorsione per educare la collettività ad accettare la propria presenza”. Forte anche – rileva la Dia nel rapporto – del “contesto ambientale omertoso e violento” in cui opera, della “massiccia presenza di armi ed esplosivi” nei suoi arsenali e dalla “diffusa consapevolezza che la mafia è spietata e punisce pesantemente chi si ribella”.
Sul fronte investigativo le indagini sugli attentati vanno avanti e si fa strada l’ipotesi che i due attentati dinamitardi compiuti ai danni dei fratelli Cristian e Luca Vigilante, che gestiscono il gruppo sanitario ‘Sanità più’, potrebbero non essere legati al loro ruolo di testimoni dell’accusa nel processo a carico di un clan mafioso di Foggia dedito alle estorsioni anche in loro danno. L’ipotesi è basata sul fatto che le dichiarazioni rilasciate dai due sono già agli atti del procedimento giudiziario della Dda, e perché sarebbe controproducente per la mafia foggiana compiere azioni così eclatanti ai danni dei due testimoni mentre è in corso un processo in cui gli imputati rischiano condanne pesanti.
Per questo la Dda di Bari ha in corso accertamenti a più ampio raggio per poter risalire al movente dei due attentati dinamitardi del 3 e del 16 gennaio. Nel primo caso è stato fatto esplodere un ordigno sotto l’auto di Cristian Vigilante, nell’altro è stata fatta deflagrare una bomba davanti ad un centro diurno per anziani gestito da Luca. I due fratelli sono ora sottoposti a misure di protezione personale.
Lamorgese: “Task force dello Stato contro la mafia in Puglia”.
“Lo Stato schiera una task-force contro la mafia in Puglia”. Ad annunciarlo è la ministra dell’ Interno, Luciana Lamorgese, in un colloquio con la Stampa nel quale parla di “una escalation che non può passare inosservata.
Ma penso – aggiunge – che sia un segnale di debolezza, non di forza della criminalità. Hanno paura che le cose cambino”. Sul territorio ci saranno venti investigatori in più.
“Lo Stato – sottolinea Lamorgese – farà la sua parte. Il 15 febbraio si inaugura una sezione operativa della Dia, la direzione investigativa antimafia. Saranno una ventina di investigatori. Intanto ho concordato con il Capo della polizia, il prefetto Gabrielli, che manderemo consistenti rinforzi nell’ immediato, per accompagnare questa reazione e dare un segnale tangibile alla comunità con la presenza delle forze di polizia”. (Fonti: Ansa e La Stampa).
ROMA – Francesco Saponara è morto dopo cinque anni e sette mesi di coma: Saponara, 60enne benzinaio, fu accoltellato nel giugno del 2014 dall’allora 34enne Davide Frigatti, mentre lavorava nel suo distributore di benzina a Sesto San Giovanni (Milano).
Frigatti, in preda a un delirio psicotico mistico-religioso, quel giorno aggredì anche il titolare di un autolavaggio, Franco Mercadante, uccidendolo, e Dario Del Corso, un pensionato che stava passeggiando al Parco Nord, ferito più lievemente. Bloccato dalla Polizia, è stato poi assolto dalla Corte d’Assise del Tribunale Monza per vizio totale di mente.Davide Frigatti, allora residente a Cinisello Balsamo (Milano), il 14 giugno del 2014 è andato in taxi a Piacenza e, dopo essere stato dal barbiere, ha sequestrato un automobilista costringendolo a guidare fino a Sesto San Giovanni (Milano), sotto minaccia di un coltello.
Lì lo ha fatto scendere dalla macchina e si è diretto al Parco Nord, dove ha accoltellato Dario Del Corso, pensionato di 68 anni, poi ripresosi dopo alcune settimane in ospedale. Poi è andato a casa sua e quando, con i vestiti sporchi di sangue, è uscito di nuovo con un coltello da cucina in mano, suo padre ha dato l’allarme alle forze dell’ordine. Frigatti però in pochi minuti ha raggiunto il distributore di benzina dove ha accoltellato Francesco Saponara, a Sesto San Giovanni (Milano), poi l’autolavaggio di Franco Mercadante, 52 anni, ucciso con un fendente alla gola. La Polizia lo ha bloccato mentre delirava, nudo, vicino al Parco Nord.
“Ci ha lasciato Francesco Saponara, padre di Antonio Saponara, Vice Segretario della Lista Civica Giovani Sestesi”, si legge in una nota diramata dalla lista civica. “Manifestiamo la nostra vicinanza e la nostra partecipazione al grande dolore della moglie e dei due figli”, conclude il messaggio. I funerali si svolgeranno lunedì alle ore 10, nella parrocchia di San Carlo Borromeo in via Boccaccio. (Fonte Ansa).
ROMA – Un 77enne di Cingoli nel Maceratese, Quinto Del Bianco, è morto dissanguato in un incidente sul lavoro. E’ successo verso le 12.30 di venerdì 17 gennaio mentre l’uomo stava lavorando un campo con la zappatrice in località S. Maria Del Rango: facendo retromarcia è scivolato sotto il mezzo agricolo che con le lame prima gli ha lacerato una gamba e poi anche l’altra. I famigliari hanno dato subito l’allarme e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i Carabinieri. Le sue condizioni erano già gravissime per cui l’uomo è morto quasi subito per una emorragia irrefrenabile che lo ha dissanguato.
Lo studio dell’Aci.
Settantasei incidenti su 100 avvengono nei centri abitati, 6 in autostrada e 18 su strade extraurbane; nel 2018 in autostrada è stabile il numero di incidenti ma aumenta il numero di morti (a causa dell’incidente del Ponte Morandi), sulle strade extraurbane aumentano gli incidenti ma rimane sostanzialmente stabile il numero di morti (+4% e -0,7%), nei centri abitati diminuiscono sia incidenti che morti (-2,7% e -4,2%), soprattutto nei piccoli centri attraversati da strade extraurbane. Sono i dati essenziali che emergono da “Localizzazione degli incidenti stradali 2018”, lo studio, realizzato dall’Aci, che analizza i 37.228 incidenti (1.166 mortali), 1.344 decessi e 59.853 feriti, avvenuti su circa 55.000 chilometri di strade della rete viaria principale del Belpaese. In autostrada i veicoli per il trasporto delle merci sono coinvolti nel 31% degli incidenti. Il venerdì è il giorno in cui si verificano più incidenti (il 15,4%), dalle 18 alle 20 le ore più critiche, giugno e luglio i mesi con la maggiore incidentalità (rispettivamente il 9,9% e 10,4% del totale). Prendendo come riferimento l’anno 2010, gli incidenti sono diminuiti del 19,4%, i morti del 18,2%. Rispetto al 2017, invece, gli incidenti sono aumentati dell’1,5% (554 in più) e i decessi diminuiti dell’1,6% (22 in meno). Le autostrade urbane risultano quelle con la maggiore densità di incidenti a causa degli elevati flussi di traffico e della pluralità di mezzi diversi. Infatti la Penetrazione urbana della A24 (12,9 inc/km), il Raccordo di Reggio Calabria (12,5 incidenti/km) e la Tangenziale Nord di Milano (nel tratto in provincia di Monza – 10,3 incidenti/km) sono le strade sulle quali si verificano più incidenti, mentre per la rete autostradale la media nazionale è di 1,3 incidenti/km. Per le strade extraurbane, dove la media nazionale è di 0,6 incidenti/km, il triste primato spetta alla Statale 36 del Lago di Como e dello Spluga nei tratti in provincia di Monza e della Brianza (9,8 incidenti/km) e in provincia di Milano (7,6 incidenti/km) e alla SS131 dir – Carlo Felice in provincia di Cagliari (8,6 incidenti/km).
Sulle strade extraurbane gli utenti vulnerabili rappresentano una quota assai elevata dei decessi, anche se in diminuzione rispetto allo scorso anno: il 31% (1 morto su 3) è ciclista, “dueruotista” o pedone. Nel 20,6% dei casi è deceduto un motociclista (277), nel 10,2% un pedone (137) e nel 3% un ciclista (39). Rispetto al totale dei morti per modalità di trasporto, i pedoni sono il 22,4%, i ciclisti il 17,8% e “dueruotisti” il 34,8%. I veicoli a due ruote (biciclette comprese), sono coinvolti nel 22% degli incidenti stradali. L’indice di mortalità delle due ruote (motocicli e biciclette) è molto più elevato di quello delle quattro ruote: più di 3,6 morti ogni 100 mezzi coinvolti in incidente, rispetto all’1,3 delle auto. Al vertice delle tratte più pericolose per le due ruote, la SS 001 Aurelia in Liguria, il Grande Raccordo Anulare di Roma, la SS 145 Sorrentina in provincia di Napoli, la SS 249 Gardesana Orientale in provincia di Verona, la SS 114 orientale Sicula in provincia di Messina. Rispetto al 2018, nel complesso, le strade nelle quali gli incidenti sono diminuiti in modo consistente: SS 7 quater Domiziana, SS 69 di Val d’Arno, SS 325 di Val di Setta e Val di Bisenzio, SS 222 Chiantigiana, SS 229 del Lago d’Orta, SS 513 di Val d’Enza ed il Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna (Casalecchio-Aeroporto-San Lazzaro).
Fonte: Ansa, Aci.
ROMA – Vendite giornali novembre 2019. Il mercato totale nel mese di novembre 2019 è stato di 1.859.910 vendite quotidiane. Nel novembre del 2018 erano 2.011.366 al giorno. Una differenza di 151.456, che corrisponde ad un calo totale del 7,5%.
Ecco le tabelle con le vendite quotidiane dei singoli giornali nel mese di novembre, comparate con il novembre dell’anno precedente.
Quotidiani
nazionali Novembre 2019 Novembre 2018 2019 su 2018
Corriere Sera 175.993 181.588 0,96
Repubblica 133.584 143.548 0,93
La Stampa 88.853 100.830 0,88
Il Giornale 40.749 45.362 0,89
Il Sole 24 Ore 38.308 43.349 0,88
Il Fatto 23.665 29.777 0,79
Italia Oggi 16.240 16.928 0,95
Libero 24.971 23.946 1,04
Avvenire 22.191 22.144 1,00
Il Manifesto 6.859 7.547 0,90
La Verità 24.201 21.763 1,11
Quotidiani
locali Novembre 2019
Novembre 2018
2019 su 2018
Resto del Carlino 76.288 83.245 0,91
Il Messaggero 66.573 71.472 0,93
La Nazione 56.501 60.318 0,93
Il Gazzettino 40.044 40.952 0,97
Il Secolo XIX 32.265 35.167 0,91
Il Tirreno 29.783 31.991 0,93
L’Unione Sarda 30.433 32.543 0,93
Dolomiten 5.144 5.595 0,91
Messaggero Veneto 31.736 34.057 0,93
Il Giorno 30.993 41.908 0,73
Nuova Sardegna 24.636 28.800 0,85
Il Mattino 22.778 25.180 0,90
Arena di Verona 20.134 19.902 1,01
Eco di Bergamo 18.408 21.039 0,87
Gazzetta del Sud 14.693 16.925 0,86
Giornale Vicenza 17.635 19.035 0,92
Il Piccolo 16.358 18.320 0,89
Provincia (Co-Lc-So) 15.400 16.670 0,92
Il Giornale di Brescia 16.219 17.131 0,94
Gazzetta Mezzogiorno 14.185 16.448 0,86
Libertà 15.335 16.443 0,93
La Gazzetta di Parma 14.647 15.912 0,92
Il Mattino di Padova 13.555 14.861 0,91
Gazzetta di Mantova 13.626 15.174 0,89
Il Giornale di Sicilia 9.943 12.114 0,82
La Sicilia 10.938 13.580 0,80
Provincia Cremona 11.207 11.822 0,94
Il Centro 10.073 10.828 0,93
Il Tempo 11.310 12.574 0,89
La Provincia Pavese 9.279 10.225 0,90
Alto Adige-Trentino 7.403 8.574 0,86
L’Adige 9.491 10.794 0,87
La Nuova Venezia 6.696 6.875 0,97
Tribuna di Treviso 8.323 9.024 0,92
Nuovo Quotidiano Puglia 9.064 8.393 1,07
Corriere Adriatico 10.908 11.553 0,94
Corriere Umbria 8.347 8.689 0,96
Gazzetta di Reggio 7.247 7.622 0,95
Gazzetta di Modena 6.409 6.688 0,95
La Nuova Ferrara 5.083 5.339 0,95
Quotidiano del Sud 9.222 4.868 1,89
Corriere delle Alpi 4.098 4.516 0,90
Quotidiano di Sicilia 6.499 6.256 1,03
Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.
Quotidiani
sportivi Novembre 2019 Novembre 2018 2019 su 2018
Gazzetta dello Sport Lunedì 127.796 138.940 0,91
Gazzetta dello Sport 121.430 127.197 0,95
Corriere dello Sport 57.648 62.214 0,92
Corriere dello Sport Lunedì 67.339 71.395 0,94
Tuttosport 37.320 40.477 0,92
Tuttosport Lunedì 39.858 46.679 0,85
Perché insistiamo sulle vendite in edicola e teniamo distinte le copie digitali? Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.
1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.
2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere. Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.
3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.
Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads
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martedì 7 gennaio 2020
Calcio-E-Non solo
(ANSA) - Il primo rinforzo del Brescia e' il centrocampista della nazionale finlandese Simon Skrubb, classe '95 che era in forza agli svedesi del Norrkoepping. Skrubb (contratto triennale) questa mattina si e' sottoposto a visite mediche anche se non si e' ancora potuto allenare per mancanza del transfer. (ANSA).
(ANSA) -Non c'è più rispetto per gli idoli. L'ultima moda è quella di danneggiare, se non abbattere, le statue dei calciatori, e dopo Ibrahimovic ora tocca ad Alexis Sanchez. Nel caso dell''opera in bronzo con le fattezze di Ibra, prima vandalizzata e poi fatta cadere a terra, la spiegazione è che a Malmoe, dove era stata eretta in quanto luogo di provenienza del neomilanista, i tifosi non hanno gradito il fatto che il calciatore sia diventato azionista dell'Hammarby, squadra di Stoccolma grande rivale dello stesso Malmoe. Invece non si capisce il motivo della distruzione del volto e di una parte di gamba di quella che raffigura Sanchez. La statua si trova a Tocopilla, città natale dell'attaccante dell'Inter, ma non si comprende il motivo di questi atti di vandalismo. Infatti non si ha notizia di simpatie calcistiche di Alexis che possano aver fatto infuriare i suoi concittadini. La polizia locale sostiene che potrebbe trattarsi di un "atto da parte di anarchici come conseguenza delle manifestazioni politiche contro il governo" ma perché ne abbia fatto le spese proprio Alexis Sanchez, che nell'opera che lo rappresenta indossa la divisa della nazionale cilena, non si capisce bene. A meno che non sia un sostenitore del governo, ma sembra che il nerazzurro ex Udinese e Barcellona non si sia mai espresso al riguardo. Così potrebbe trattarsi di puro e semplice vandalismo, "per sporcare l'immagine di Tocopilla2, come dice il sindaco delle città, Luis Moyano. (ANSA).
(ANSA) Il Barcellona ha deciso di bandire a vita dalle partite delle sue squadre il gruppo di tifosi che sabato scorso, allo stadio Johan Cruijf durante il derby tra Barcellona B e la squadra filiale dell'Espanyol, per il campionato di terza serie, hanno fatto più volte il saluto romano urlando 'heil Hitler' e intonato canti ironici su Dani Jarque. Quest'ultimo era il capitano della prima squadra dell'Espanyol, morto nel sonno nell'agosto del 2009, durante uno stage della sua squadra a Coverciano.
Definendo "inaccettabili" i canti e le grida, il Barcellona con una nota fa sapere che il club e i Mossos (le forze di polizia della Catalogna) collaborano a proposito di questa vicenda e di aver chiesto alle forze dell'ordine i nomi dei 25 facinorosi, peraltro allontanati dallo stadio dopo aver fatto certi gesti, in modo che vengano banditi dalle partite e dagli allenamenti delle varie squadre della polisportiva 'blaugrana'. Inoltre se alcuni di loro risulteranno essere soci del club, verranno espulsi. Verrà inoltre presentata una denuncia penale per "crimini di odio". (ANSA).
(ANSA) Una verifica preventiva sui requisiti di Michele Uva, Paolo Dal Pino e Gaetano Miccichè, candidati "in vario modo da alcuni club", è stata chiesta dalla Roma alla Figc alla vigilia della terza assemblea per eleggere il presidente della Lega Serie A prevista domani, in cui il quorum scende da 14 voti a 11. Lo apprende l'Ansa. "Dopo le dimissioni del Presidente Miccichè che hanno evidenziato procedure non lineari e conflitti potenziali e reali di interesse, dopo le dimissioni del commissario ad acta Cicala per presunti motivi analoghi, non possiamo più permetterci altri errori, alla vigilia di un semestre complesso di decisioni da prendere", si legge nella mail in cui "si ritiene opportuno" che "l'elezione avvenga successivamente alla risposta del quesito da parte della Corte Federale di Appello". Uva, vicepresidente Uefa, comunque ha declinato la candidatura spiegando di voler proseguire il percorso internazionale. (ANSA).
(ANSA) -Il Galatasaray insiste per avere il difensore della Sampdoria Murillo e il giocatore vorrebbe provare l'esperienza nel campionato turco ma non basta l'offerta del prestito per 1 milione di euro fino al termine della stagione. Infatti ci deve essere l'accordo sull'acquisto a titolo definitivo del colombiano a giugno visto che la Sampdoria lo deve riscattare dal Valencia per 12 milioni. Intanto, dall'Inghilterra sondaggio del Newcastle per Colley ma il giocatore è considerato incedibile: al massimo il club può discutere per una cessione in estate sulla base di 18 milioni. Sul fronte dell'infermeria l'ottimo pareggio di San Siro col Milan è costato parecchio in termini di infortuni per Ramirez e Depaoli: per il primo trauma contusivo-distorsivo al ginocchio della gamba sinistra (difficile il recupero per la sfida di domenica col Brescia), per il secondo invece trauma contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra ma l'esterno avrebbe comunque saltato il match per squalifica. (ANSA).
'Scusa Ameri...". Bastano due parole per evocare un'epoca lunga 60 anni e ancora giovane. Come fosse un 'ItaliaGermaniaquattroatre' o un 'campioni del mondo' ripetuto tre volte a Spagna '82, quel richiamo in cuffia dei radiocronisti sparsi per le province di tutta Italia risuona nell'epopea del nostro calcio, quando era racconto e non ancora immagine. 'Tutto il calcio minuto per minuto' nasceva il 10 gennaio del 1960, e oltre a quella della radio ha fatto anche la storia d'Italia. Anche per questo la Rai ne festeggia il compleanno tondo - senza alcuna voglia di andare in pensione - con una serata di diretta radio dalle 21, venerdi' dallo storico studio di via Asiago a Roma.Non c'erano posticipi, anticipi, dirette social, e se voleva vedere 'riflessi' della partita principale l'italiano doveva aspettare le 18, sperando che tutti gli altri tifosi informati da una radiolina incollata all'orecchio non gli sciupasse il gusto di quel secondo tempo in differita. 'Tutto il calcio', la definizione di Candido Cannavò, era la colonna sonora delle domeniche degli italiani. Le sue voci da principio davano conto solo della ripresa: non esistevano diritti tv, la Figc temeva che gli ascolti radiofonici sottraessero spettatori agli stadi. E a ragione, visto che le rivelazioni telefoniche testimoniarono gli ascolti record tra i 20 e i 25 milioni, per un campionato che si giocava tutto di domenica, tutto in contemporanea.L'idea, Guglielmo Moretti l'aveva 'rubata' alla Francia, dove il rugby la faceva da padrone e la radio nazionale ne dava conto con una diretta sparsa per tutte le campagne d'oltralpe. Con Sergio Zavoli - inventore di altre trasmissioni simbolo di quella Rai, come il Processo alla Tappa - e Roberto Bortoluzzi, Moretti fece partire tra lo scetticismo la prima puntata appunto a inizio del 1960: a Milano Nicolo' Carosio per Milan-Juve, a Bologna Enrico Ameri per Bologna-Napoli, ad Alessandria Andrea Boscione per Alessandria-Padova e nello studio centrale di corso Sempione a Milano Bortoluzzi, che condusse il programma per 27 anni, passando il testimone prima a Massimo De Luca, poi ad Alfredo Provenzali e infine a Filippo Corsini, con le prime voci di Scaramozzino e Repice. A metà anni '80, l'intuizione di Mario Giobbe e l'estensione della diretta a tutta la partita: da RadioUno, Tutto il calcio passò a reti unificate quasi fosse un messaggio alla nazione, con la sua sigla indimenticabile ('A taste of Honey' degli americani Scott e Marlow, per la tromba di Herb Alpert)."Quelle voci mi avevano fatto innamorare del calcio a 8 anni, come tanti italiani", racconta Riccardo Cucchi, epigono dei maestri della prima ora, Ameri e Ciotti. "Poi ho avuto la fortuna di entrare nella redazione dove lavoravano ancora quei maestri, due radiocronisti agli antipodi...". Del primo, Cucchi ricorda gli arrivi allo stadio 4 ore prima, la meticolosità', l'attesa del fischio d'inizio giocando a scopa col titolare del bar di San Siro; di Ciotti, gli arrivi all'ultimo, l'estro inventivo, la voce rauca "trasformata da handicap radiofonico a cifra stilistica" e il linguaggio ricercatissimo. "Nessuno di noi oggi si sognerebbe di dire 'fallo proditorio' o 'ventilazione inapprezzabile'". Ma i sessanta anni di storia della trasmissione radiofonica più' nazionalpopolare sono intessuti di episodi, dal 'clamoroso al Cibali' che interruppe altri racconti per un gol alla grande Inter di Herrera alla B raccontata da Ezio Luzi. "Di quel racconto del calcio oggi, più di altro, credo manchi l'educazione - conclude Cucchi - Intendo il rispetto di chi ascolta, dei calciatori o del direttore di gara. Ricordo una radiocronaca di Ciotti per un Roma-Samp in cui l'arbitro Lo Bello aveva combinato disastri. Lui non ne fece alcun cenno, ma chiuse dicendo: 'ha arbitrato il signor Concetto Lo Bello di fronte a 60 mila testimoni...".-ansa-
Non è da tutti dire addio due volte. Ma per Daniele De Rossi il mondo del calcio farà un'eccezione. A 36 anni compiuti l'ex centrocampista della Roma e della Nazionale, lascia il Boca Juniors, dove era arrivato a luglio, e soprattutto il calcio giocato e dice addio a un pezzo della sua vita. Per lui la decisione, presa fondamentalmente per motivi familiari, non è stata certo facile. "Ci pensavo da ottobre-novembre - ha detto oggi - e la notte tante volte non ci dormivo. Lasciare il calcio giocato per me è stato molto difficile, ma ora voglio rimanere in questo mondo e allenare". Il penultimo campione del mondo 2006 a smettere (tra i 'sopravvissuti' resta solo Buffon) ha anche stabilito un primato, sul quale, in conferenza stampa, ha anche scherzato sopra: "E' stato strano: sono stato il primo - ha detto sorridendo - a fare le visite mediche sapendo già che avrei smesso di giocare". I motivi, come hanno sottolineato dal Boca, sono stati personali e non certo legati a presunti dissidi con qualcuno nel club e in particolare con la nuova dirigenza.
"Tutti mi hanno accolto come un fratello, e qui lascio una parte del mio cuore", ha sottolineato DDR, mentre il presidente del Boca ha spiegato che "dobbiamo salutare Daniele, ma non è per motivi calcistici o per mancanza di affetto. In questo poco tempo ho conosciuto un grande essere umano e basta guardarlo in faccia per capire quanto sia onesto". Insomma, i motivi per cui De Rossi lascia il Boca sono familiari, la lontananza dalla famiglia e in particolare dalla figlia maggiore Gaia, 14 anni, avuta dalla prima moglie, che era stata affidata al padre e al quale l'ex romanista è legatissima (poco dopo aver dato l'addio alla Roma, la portò in viaggio premio a Londra per la promozione scolastica).
"Non voglio entrare nei dettagli - ha detto il campione del mondo 2006 - ma la mia figlia più grande, di un altro matrimonio, è rimasta in Italia e una ragazza ha bisogno che suo padre le sia vicino. In teoria, potrebbe essere in pericolo e io devo avvicinarmi. Qui siamo lontani, fare 14 di volo non è come andare in auto da Trigoria a casa mia. Se avessi avuto 25 anni avrei deciso in modo diverso, ma questo è".
DDR è quindi un campione anche come padre, perché fino a nemmeno un paio di mesi fa voleva ancora giocare nel Boca, fino a dicembre 2020, e lo aveva confidato a un agente Fifa italiano, suo amico, che era andato a trovarlo al campo di allenamento del Boca. Ora però saluta tutti, dopo 7 partite e un gol (in Coppa d'Argentina) con la maglia del Boca e seicento e 16 (ecco che il numero magico che gli ha scritto carriera e storia) con la Roma di cui è stato capitano non a lungo (prima era sempre quello Futuro, ma c'era Totti ed era giusto così) e bandiera per un ventennio.
Nella Roma aveva giocarto, fino alla primavera, anche suo padre Alberto. Così, scartate le tante offerte arrivategli dalla Serie A (a cominciare dall'amico Montella che lo avrebbe voluto alla Fiorentina) e dall'Europa, aveva deciso di giocare "dall'altra parte del mondo", per indossare una maglia che ha sempre amato "per via di Maradona e del fascino della Bombonera", quella del Boca del suo amico Burdisso.
Adesso per DDR si potrebbe aprire una 'seconda vita' nella sua amata Roma. Uscito di scena mano nella mano alla contestazione che ha accompagnato James Pallotta in giro per mezzo mondo, De Rossi potrebbe tornare a Trigoria in un'altra veste: quella manageriale o tecnica, magari prendendo il posto del papà Alberto, il guru della Roma Primavera che lui per più di 20 anni ha plasmato e fatto vincere. Visto che lui ha già detto che vorrebbe allenare, in molti si aspettano che il club giallorosso, specie se ci sarà il cambio di proprietà gli offra la panchina della principale squadra giovanile, quella che suo padre ha allenato per tanti anni e che, si dice, ora vorrebbe lasciare. Allora chi meglio di Daniele, al quale molti pronosticano un grande futuro anche da allenatore. Intanto ciao Boca, Gaia viene prima di tutto: applausi.-ansa-
Amici di Tuttonapoli, buongiorno e benvenuti alla diretta testuale della conferenza stampa di Gennaro Gattuso dopo la gara contro l'Inter.
Soddisfatto di come ha reso Fabian? "Non voglio parlare di Fabian, voglio parlare della prestazione della mia squadra. I dati parlano di una squadra che ha fatto bene, la prestazione non è da buttare via. Ci siamo fatti tre gol da soli.
Visto il rendimento in casa, il San Paolo può diventare un problema? "Non dobbiamo pensare al San Paolo, dobbiamo pensare al fatto che qui non vinciamo dal 19 ottobre e quindi la squadra non ci può applaudire. Prendetemi per scemo, ma io ho visto una buona prestazione. Abbiamo preso tre gol scivolando, domani controllerò anche i tacchetti che utilizzeranno. Se continuiamo a giocare così, migliorando la condizione sul piano fisico penso che questa squadra possa fare cose importante.
Dove deve migliorare questa squadra? "Bisogna fare meno errori individuali, quello possiamo rimproverare a questa squadra. Oggi abbiamo fatto cose importanti, ma abbiamo commessi errori individuali. Non penso di aver visto una gara diversa, penso che sia andata così. Non voglio trovare alibi, ma contro questa Inter abbiamo fatto bene. Questa squadra non si trovava da tempo in una situazione così, questo va preso in considerazione. Vedo una squadra viva, che lavora ogni giorno con intensità a Castel Volturno".
Come ha lavorato la linea difensiva? "Hanno fatto bene, si sono mossi coi tempi giusti dando poca profondità all'Inter.
Se la sente di fare un appello ai tifosi per tornare allo stadio? "Io faccio fatica ad allenare, figuriamoci a fare gli appelli. Questa cosa dello stadio non deve diventare un alibi, se i tifosi in questo momento si aspettano di più da questa squadra come posso dirgli qualcosa? Posso solo chiedergli di venire allo stadio, di incitarci per 90' e poi tirarci le arance se perdiamo. Ci sono tante problematiche legate al Daspo, non posso entrare in queste cose qua". Ti aspettavi di trovare queste difficoltà? "Sapevo a cosa andavo incontro, ma sono contento di essere qua. C'è un aspetto che mi lascia ben sperare, la passione dei calciatori che lavorano con me e stanno dando tutto".
È preoccupato dagl infortuni? "Ci mancano giocatori importanti, ma non sono tanti. Speriamo di recuperare Koulibaly in questa settimana, Ghoulam che non ha nulla di grave. Mertens non sarà a disposizione per un'altra settimana, così come Maksimovic. Mercato? Non sta a me parlarne, abbiamo un direttore molto bravo per farlo".
Come mai i cambi così tardivi? "Perchè pensavo che stessimo giocando bene, poi ho inserito due attaccanti per trovare densità in area. La squadra stava facendo quello che avevo chiesto, non avevo in testa nessuna cosa per cambiare la gara".
Termina la conferenza di Gattuso. -tuttonapoli.net-
Dopo l'intervista di Lorenzo Insigne ai microfoni di Rai Sport, interrotta improvvisamente dall'addetto stampa del club azzurro, non si è fatta attendere la replica della stessa emittente pubblica. Questo il comunicato contro il Napoli, riportato dal portale online de Il Mattino: "Quello che è successo lunedì 6 gennaio durante la diretta di Novantesimo minuto è inaccettabile. Nel pieno rispetto delle regole e dei diritti sportivi acquisiti dalla Rai, il giornalista Thomas Villa stava intervistando il calciatore Lorenzo Insigne nel pre-partita di Napoli-Inter ed è stato indebitamente e bruscamente interrotto da un esponente della Società Sportiva Calcio Napoli.
Questo intervento senza precedenti, nel mezzo di una diretta - si legge ancora nella nota - ha creato forte imbarazzo e ha causato un grave danno in termini di immagine alla Rai, ostacolando il regolare svolgimento della trasmissione di Raisport in onda su Rai2. Chiediamo, pertanto, una spiegazione di quanto accaduto e le immediate scuse da parte della società augurandoci che un episodio del genere non si ripeta mai più e che si sia trattato solo di un'improvvida leggerezza e non di un tentativo di danneggiare volutamente un programma del Servizio Pubblico".-tuttonapoli.net-
Dopo la gara contro l'Inter, il Napoli ha ripreso questa mattina la preparazione al Centro Tecnico. Gli azzurri preparano il match dell'Olimpico contro la Lazio per la 19esima giornata di Serie A in programma sabato alle ore 18.
La squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato dall'inizio contro l'Inter hanno svolto lavoro di scarico in palestra. Gli altri uomini della rosa, sui campi 2 e 3, sono stati impegnati in torello e attivazione in avvio sessione. Successivamente seduta tecnico tattica ed esercitazioni finalizzate al possesso palla. Chiusura con partitina a campo ridotto.
Terapie per Maksimovic. Lavoro personalizzato per Koulibaly. Ghoulam non si è allenato per uno stato influenzale.-tuttonapoli.net-
In giornata è atteso il contatto tra l'entourage di Stanislav Lobotka e il Napoli. Le parti stanno cercando di limare la distanza, lo slovacco è sempre più vicino al trasferimento in azzurro. Intanto si è allenato nel pomeriggio con il Celta Vigo insieme ai suoi compagni, in attesa di novità dalle stanze milanesi del mercato.-tuttonapoli.net-
Tre partite sulla panchina del Napoli per Rino Gattuso, due sconfitte ed una sola vittoria. Bottino ovviamente che andrà analizzato sul lungo termine, eppure cambiamenti rispetto alla vecchia gestione targata Ancelottti si sono parzialmente visti. Al di là del nuovo vestito tattico (passaggio dal 4-4-2 al 4-3-3) è evidente che il neo allenatore azzurro sta lavorando per dare un'impronta diversa alla sua squadra, provando a smussare gli angoli anche con i carichi di lavoro, aumentati rispetto al passato. ECCO GLI EX EPURATI - Era scontato, poi, che alcuni giocatori avrebbero trovato nuova linfa con il cambio di direzione tecnica, e per alcuni è tornato a farsi largo anche il campo, con un aumento considerevole di minutaggio rispetto all'ultimo periodo ancelottiano: parliamo di Insigne e Callejon, entrambi epurati dal tecnico di Reggiolo ma che adesso sono tornati punti fermi nell'undici iniziale. Gattuso sta provando a rilanciarli anche sotto il punto di vista mentale, e proprio in questo senso ieri l'allenatore azzurro non ha effettuato il terzo cambio proprio per evit5are i fischi ai due giocatori (visti quelli piovuti su Fabiàn).-tuttonapoli.net-
A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto il giornalista Ciccio Marolda, pronto a commentare il momento in casa azzurra dopo la sconfitta contro l'Inter: “Non si può pensare di fermare i 2 attaccanti dell’Inter che sono i più in forma del campionato marcandoli con l’uno contro uno per cui anche Gattuso ci sta mettendo del suo in questo periodo no del Napoli. Se prendi in mano una squadra piena di problemi, che è stata costruita male e sta pagando adesso tutte le scelte di Ancelotti, hai però un obbligo: non perdere punti. E se non puoi vincere, devi cercare di non perdere. Non me la prendo con Gattuso, vanno evidenziati i suoi errori, ma è chiaro che la squadra è incompleta e lo diciamo dalla fine del mercato estivo, non adesso”. -tuttonapoli.net-
In diretta su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Calcio italiano che vede una corsa a 2 e mezzo in vetta alla classifica: Juventus e Inter appaiate, ma a 6 punti c'è la Lazio. Lazio chiamata ad una partita facile, perché il Napoli di questi tempi è una squadra non organizzata, non è lo squadrone che doveva battere Inter e Juve. L'Inter si è confermata la squadra di Antonio Conte con tutti i suoi pregi e difetti e la Juve, se si accende Ronaldo, Higuan e Dybala, ce n'è per pochi. Lecce che perde in casa anche contro l'Udinese, così come la SPAL destinata alla retrocessione. Genoa ha portato in carrozza, vedremo se il vento favorevole continuerà, ma è la squadra peggiore del lotto. Se la vedrà con Brescia e Udinese, non so se ci sarà qualche altra squadra che dovrà preoccuparsi da qui in avanti. A fine gennaio potrebbe esserci qualche bruttissima sorpresa di squadre che devono guardare indietro invece che in avanti".-tuttonapoli.net-
ROMA – Smog sul Nord Italia, in realtà non proprio smog, meglio sarebbe dire aria cattiva, aria difficile da respirare senza qualche fastidio o conseguenza a lungo termine per l’apparato respiratorio. Smog erano i fumi delle ciminiere di fabbriche che non ci sono più, smog erano i fumi di impianti di riscaldamento a carbone. Smog oggi è una miscela tra una condizione atmosferica, una collocazione e tipologia geografica e un’azione, anzi una costante inazione umana. Non c’è governo o programmazione dell’attività umana quanto ad emissioni nell’aria. Ci si limita periodicamente a registrare quando è troppo (senza ben sapere cosa sia davvero troppo e perché).
Quando si dichiara che è troppo, allora di emettono divieti ed ordinanze. Ora è il turno di Torino che dà lo stop anche ai veicoli categoria Euro 5 se diesel, il turno di Milano che comunica divieti e limitazioni alla circolazione, anche se un filo meno drastici, il turno del Veneto…Misure, divieti, limitazioni che servono a ben poco, utili soprattutto ad evitare alla amministrazioni comunale l”accusa di inerzia e, peggio, di inadempienza alle norme. E’ una sorta di burocrazia ecologica, anzi di ecologia burocratica.In contemporanea nel Nord Italia, in particolare a Milano, segnala il Corriere della Sera una circostanza inconsueta, almeno nelle sue dimensioni. I ricoveri in ospedale per condizioni ascrivibili a quella patologia che chiamiamo influenza hanno raggiunto picchi massimi, un incremento nelle ultime settimane stimato del 20 per cento. Ricoveri in ospedale, quindi condizioni non gravissime e neanche gravi, tali però da giustificare un monitoraggio e una terapia ospedalieri. Patologie influenzali che quasi tutte finiscono per toccare, riguardare, interessare l’apparato respiratorio.
Non solo: sempre nella stessa area sono comparse polmoniti, molte polmoniti, più del solito, più delle medie abituali.
Aria inquinata, patologie influenzali, polmoniti: la loro compresenza probabilmente è tutt’altro che fortuita e casuale. Non è una coincidenza, è che proprio e non per caso coincidono. -blitzquotidiano.it-
ROMA – Spermatozoi dimezzati, i maschi italiani fertili hanno nel loro organismo la metà degli spermatozoi che si riscontravano nella generazione immediatamente precedente e in quella ancora prima. Rispetto a quaranta anni fa si registra nei maschi la metà degli spermatozoi. Quaranta anni sono un tempo men che minimo in termini di evoluzione, quaranta anni sono nulla sulla scala della evoluzione/involuzione della specie. Eppure sono bastati per una modificazione più che massiccia nella quantità di spermatozoi del seme dei maschi italiani (analogo fenomeno nelle popolazioni maschili di molti altri paesi).
Non solo: un maschio su dieci in Italia risulta infertile, cioè non è in grado di generare prole. Non molti decenni or sono, anche per un pregiudizio tanto radicato quanto infondato, l’infertilità era solo sterilità da attribuire e accollare alla donna. Se una coppia non aveva figli la “colpa” era sempre e soltanto della donna. Non è mai stato così, l’infertilità maschile è sempre esistita, ma ora ha subito massiccio incremento, il 10 per cento è percentuale mai registrato.Non basta: si è dovuto ricorrere in sede clinica alla definizione di nuovi parametri di normalità per quel che riguarda le dimensioni dei testicoli, questi infatti vanno diminuendo appunto di dimensioni su scala generale. I famosi “attributi” diventano anatomicamente più piccoli e il fenomeno si registra ed accentua solo negli ultimi decenni.
Perché? Inquinamento, inquinamento ambientale è la generica prima risposta. L’habitat umano modificatosi sotto la pressione dei prodotti chimici e affini è il primo sospettato della evidente minor facilità a procreare. Non esistono però precisi e documentati rapporti causa-effetto tra un agente chimico e l’infertilità.
Altro sospettato è il caldo. Sì, il caldo, l’aumentata temperatura dovuta a cambiamento climatico. Misurato come un grado centigrado in più nell’atmosfera corrisponda a un decimo di grado in più nei testicoli. E il caldo ammala se non uccide spermatozoi. Su suppongono più a rischio cuochi, saldatori, camionisti…
Anche qui però nulla di sicuro, se non il calo generalizzato degli spermatozoi nel seme maschile. Di sicuro c’è che gli italiani fanno pochi figli, troppo pochi, decisamente al di sotto del tasso di mantenimento di una popolazione: per una coppia dovrebbero essere almeno due i figli, sono circa 1,2. Troppo pochi figli per ragioni culturali, sociali, economiche cui va aggiunta però anche una ragione clinica accertata: meno spermatozoi, meno fertilità maschile. -blitzquotidiano.it-
ROMA – Un cinghiale è stato trovato positivo alla trichinella a Oliena, un comune nella provincia di Nuoro. Il parassita può anche essere letale per l’uomo e per questo è scattato l’allarme da parte dei veterinari della regione Sardegna, che hanno prelevato altri campioni e li hanno consegnati all’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Nuoro per le analisi. Fino ad oggi infatti il parassita infettava solo maiali allo stato brado, cinghiali e volpi a Orgosolo, ma ora si sta diffondendo.
L’Istituto zooprofilattico sperimentale data l’allerta ha lanciato un appello ai consumatori affinché comprino carni e salumi solo di provenienza certificata e sottoposti a controlli sanitari. Inoltre ha chiesto ai cacciatori di continuare a prelevare e consegnare campioni sui cinghiali abbattuti. Ennio Bandino, responsabile dell’Izs, ha spiegato: “Solo grazie alla loro collaborazione possiamo mettere al sicuro la salute dei cittadini dalle malattie e garantire il monitoraggio sulla presenza del parassita nel territorio”.Badino ha poi aggiunto: “Con la trichinella non si scherza,. Si tratta di un parassita molto pericoloso che, se non gestito con la giusta tempistica, può causare gravi problemi di salute all’uomo e, in casi estremi, può portare al decesso”.
Il parassita provoca la trichinellosi, anche detta trichinosi, e si localizza prima a livello intestinale per poi dare vita a una generazione di larve che migrano nei muscoli e si incistano. La trichinella infetta uccelli, rettili e mammiferi, soprattutto quelli carnivori e onniveri come maiale, volpe, cinghiale, cane, gatto e anche l’uomo.
La trasmissione del parassita avviene per via alimentare, col consumo di carne cruda o poco cotta che contengono larve del parassita. Per questo motivo la carne suina o di cinghiale è più a rischio per la trasmissione all’uomo. Una volta infettati, il periodo di incubazione è generalmente di 8-15 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma varia anche dai 5 ai 45 giorni a seconda di quanti parassiti sono stati ingeriti.
Nell’uomo le infezioni possono essere asintomatiche, ma in casi gravi portare anche alla morte. I sintomi più comuni sono comunque diarrea, dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre. (Fonte Il Messaggero)
ROMA – Sono 225.000 gli italiani che hanno passato la settimana di Natale a letto a causa dell”influenza, mentre il totale dei casi da ottobre a oggi supera il milione e mezzo, soprattutto bambini sotto i 5 anni.
Nell’ultima settimana di dicembre “lieve calo” dei casi dovuto alla chiusura delle scuole per le festività. E’ quanto si legge sul bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). La Provincia Autonoma di Trento, Marche e Campania sono state le Regioni più colpite.Come riporta il bollettino Influnet, di preciso il numero totale dei casi di influenza dall’inizio della sorveglianza è stato 1.587.000. Nella settimana dal 23 al 29 dicembre, l’incidenza totale è stata pari a 3,7 casi per mille assistiti, ma tra i bambini al di sotto dei cinque anni ha raggiunto i 10 casi per mille.
Di pari passo con i contagi crescono anche i casi gravi, ovvero caratterizzati da complicanze respiratorie che hanno reso necessario il ricovero in terapia intensiva.
Secondo il bollettino FluNews Italia, sempre a cura dell’Iss, fino al 22 dicembre se ne contavano 8 di questi casi, quasi tutti con condizioni di rischio come obesità, malattie cardiovascolari e diabete. Di questi, 3 sono deceduti. (fonte Ansa)
ROMA – La Lazio si prepara a festeggiare i 120 anni di storia dopo aver vinto la Supercoppa contro la Juventus, dopo aver centrato la nona vittoria consecutiva e dopo aver allungato in classifica sulla Roma consolidando così il terzo posto in classifica.
“Immobile simbolo di questo momento? Da un punto di vista emotivo – dice Claudio Lotito in una lunga intervista con Repubblica – sicuramente. È un figlio del popolo, rappresenta tutti gli spaccati della società e suscita empatia per il suo comportamento, l’ ironia, la disponibilità. Con lui ho un rapporto personale bellissimo, di grande affetto. Ero convinto, come Tare, che avrebbe fatto cose importanti, ma nessuno le poteva pronosticare. Era un giocatore che nella precedente società soffriva e che, messo nelle condizioni giuste, in un ambiente familiare, è rifiorito ed è esploso. La Lazio è una grande famiglia di cui io sono il padre: non faccio preferenze tra i miei figli, decanto le qualità di ognuno, grazie alle quali si ottiene la qualità totale del gruppo”.“Un difetto e una qualità di Simone Inzaghi? È un grande conoscitore di calcio e lavora h24, riuscendo a coinvolgere emotivamente i giocatori, è un grande trascinatore. Come tutti quelli che si muovono su un palcoscenico che richiede una crescita, poi avvenuta, non parlerei di difetti ma di considerazioni: esternamente possono sembrare errori, in realtà non lo sono, rappresentano un momento legato alla crescita che porta poi a fortificare ancora di più la persona”.
“Perché ho scelto Tare? Tare è un ragazzo molto determinato, conosce cinque lingue, è instancabile, un perfezionista. La mia scelta è risultata giusta. Lui non aveva l’ esperienza ma aveva appunto le potenzialità, di questo ne ero convinto ed è stato dimostrato anche dai fatti. Oggi è uno dei migliori in circolazione, ha l’ approccio di una persona perbene, equilibrata e attaccata alla società. Ci lega anche un grande affetto, un ulteriore valore aggiunto per raggiungere i risultati”.
“Perché decise di comprare la Lazio? Capii da subito l’ importanza e la responsabilità di acquisire la gestione di una squadra che, oltre ad essere da sempre quella del cuore, rappresentava il patrimonio storico sportivo e l’ anima di tantissimi tifosi.Un grande onore, un’ emozione forte”.
“La Lazio – spiega – fatturava 84 milioni, ne perdeva 86,5 e aveva 550 milioni di debiti. Oggi ha un bilancio tra i migliori in Italia e all’ estero, e ha vinto più di tutti dopo la Juve. Questo rappresenta il vanto e l’ orgoglio del sottoscritto e del popolo laziale”.
L’ operazione di cui si è pentito? “Il riscatto di Zarate a 22 milioni è una mossa che non rifarei. Ero all’inizio della mia presidenza, dovevo fare investimenti e dare segnali di crescita di qualità tecnica e sportiva. Per quel che si è rivelato dal punto di vista comportamentale è stata una scelta forse non molto oculata. Oggi valutiamo, oltre alle potenzialità atletiche e agonistiche, anche la moralità dei giocatori e la compatibilità economico-finanziaria”.
Dove vuole portare la Lazio? “Mi auguro possa raggiungere altri traguardi sportivi in Italia e all’ estero. Essere il punto di riferimento della politica sportiva per difendere i valori fondanti della società civile. Diventare l’ esempio per educare i giovani. Portare il sorriso e la voglia di combattere anche a quelle persone che devono superare degli ostacoli nella vita quotidiana”.
Fonte: La Repubblica.
(ANSA) -Non c'è più rispetto per gli idoli. L'ultima moda è quella di danneggiare, se non abbattere, le statue dei calciatori, e dopo Ibrahimovic ora tocca ad Alexis Sanchez. Nel caso dell''opera in bronzo con le fattezze di Ibra, prima vandalizzata e poi fatta cadere a terra, la spiegazione è che a Malmoe, dove era stata eretta in quanto luogo di provenienza del neomilanista, i tifosi non hanno gradito il fatto che il calciatore sia diventato azionista dell'Hammarby, squadra di Stoccolma grande rivale dello stesso Malmoe. Invece non si capisce il motivo della distruzione del volto e di una parte di gamba di quella che raffigura Sanchez. La statua si trova a Tocopilla, città natale dell'attaccante dell'Inter, ma non si comprende il motivo di questi atti di vandalismo. Infatti non si ha notizia di simpatie calcistiche di Alexis che possano aver fatto infuriare i suoi concittadini. La polizia locale sostiene che potrebbe trattarsi di un "atto da parte di anarchici come conseguenza delle manifestazioni politiche contro il governo" ma perché ne abbia fatto le spese proprio Alexis Sanchez, che nell'opera che lo rappresenta indossa la divisa della nazionale cilena, non si capisce bene. A meno che non sia un sostenitore del governo, ma sembra che il nerazzurro ex Udinese e Barcellona non si sia mai espresso al riguardo. Così potrebbe trattarsi di puro e semplice vandalismo, "per sporcare l'immagine di Tocopilla2, come dice il sindaco delle città, Luis Moyano. (ANSA).
(ANSA) Il Barcellona ha deciso di bandire a vita dalle partite delle sue squadre il gruppo di tifosi che sabato scorso, allo stadio Johan Cruijf durante il derby tra Barcellona B e la squadra filiale dell'Espanyol, per il campionato di terza serie, hanno fatto più volte il saluto romano urlando 'heil Hitler' e intonato canti ironici su Dani Jarque. Quest'ultimo era il capitano della prima squadra dell'Espanyol, morto nel sonno nell'agosto del 2009, durante uno stage della sua squadra a Coverciano.
Definendo "inaccettabili" i canti e le grida, il Barcellona con una nota fa sapere che il club e i Mossos (le forze di polizia della Catalogna) collaborano a proposito di questa vicenda e di aver chiesto alle forze dell'ordine i nomi dei 25 facinorosi, peraltro allontanati dallo stadio dopo aver fatto certi gesti, in modo che vengano banditi dalle partite e dagli allenamenti delle varie squadre della polisportiva 'blaugrana'. Inoltre se alcuni di loro risulteranno essere soci del club, verranno espulsi. Verrà inoltre presentata una denuncia penale per "crimini di odio". (ANSA).
(ANSA) Una verifica preventiva sui requisiti di Michele Uva, Paolo Dal Pino e Gaetano Miccichè, candidati "in vario modo da alcuni club", è stata chiesta dalla Roma alla Figc alla vigilia della terza assemblea per eleggere il presidente della Lega Serie A prevista domani, in cui il quorum scende da 14 voti a 11. Lo apprende l'Ansa. "Dopo le dimissioni del Presidente Miccichè che hanno evidenziato procedure non lineari e conflitti potenziali e reali di interesse, dopo le dimissioni del commissario ad acta Cicala per presunti motivi analoghi, non possiamo più permetterci altri errori, alla vigilia di un semestre complesso di decisioni da prendere", si legge nella mail in cui "si ritiene opportuno" che "l'elezione avvenga successivamente alla risposta del quesito da parte della Corte Federale di Appello". Uva, vicepresidente Uefa, comunque ha declinato la candidatura spiegando di voler proseguire il percorso internazionale. (ANSA).
(ANSA) -Il Galatasaray insiste per avere il difensore della Sampdoria Murillo e il giocatore vorrebbe provare l'esperienza nel campionato turco ma non basta l'offerta del prestito per 1 milione di euro fino al termine della stagione. Infatti ci deve essere l'accordo sull'acquisto a titolo definitivo del colombiano a giugno visto che la Sampdoria lo deve riscattare dal Valencia per 12 milioni. Intanto, dall'Inghilterra sondaggio del Newcastle per Colley ma il giocatore è considerato incedibile: al massimo il club può discutere per una cessione in estate sulla base di 18 milioni. Sul fronte dell'infermeria l'ottimo pareggio di San Siro col Milan è costato parecchio in termini di infortuni per Ramirez e Depaoli: per il primo trauma contusivo-distorsivo al ginocchio della gamba sinistra (difficile il recupero per la sfida di domenica col Brescia), per il secondo invece trauma contusivo-distorsivo alla caviglia sinistra ma l'esterno avrebbe comunque saltato il match per squalifica. (ANSA).
'Scusa Ameri...". Bastano due parole per evocare un'epoca lunga 60 anni e ancora giovane. Come fosse un 'ItaliaGermaniaquattroatre' o un 'campioni del mondo' ripetuto tre volte a Spagna '82, quel richiamo in cuffia dei radiocronisti sparsi per le province di tutta Italia risuona nell'epopea del nostro calcio, quando era racconto e non ancora immagine. 'Tutto il calcio minuto per minuto' nasceva il 10 gennaio del 1960, e oltre a quella della radio ha fatto anche la storia d'Italia. Anche per questo la Rai ne festeggia il compleanno tondo - senza alcuna voglia di andare in pensione - con una serata di diretta radio dalle 21, venerdi' dallo storico studio di via Asiago a Roma.Non c'erano posticipi, anticipi, dirette social, e se voleva vedere 'riflessi' della partita principale l'italiano doveva aspettare le 18, sperando che tutti gli altri tifosi informati da una radiolina incollata all'orecchio non gli sciupasse il gusto di quel secondo tempo in differita. 'Tutto il calcio', la definizione di Candido Cannavò, era la colonna sonora delle domeniche degli italiani. Le sue voci da principio davano conto solo della ripresa: non esistevano diritti tv, la Figc temeva che gli ascolti radiofonici sottraessero spettatori agli stadi. E a ragione, visto che le rivelazioni telefoniche testimoniarono gli ascolti record tra i 20 e i 25 milioni, per un campionato che si giocava tutto di domenica, tutto in contemporanea.L'idea, Guglielmo Moretti l'aveva 'rubata' alla Francia, dove il rugby la faceva da padrone e la radio nazionale ne dava conto con una diretta sparsa per tutte le campagne d'oltralpe. Con Sergio Zavoli - inventore di altre trasmissioni simbolo di quella Rai, come il Processo alla Tappa - e Roberto Bortoluzzi, Moretti fece partire tra lo scetticismo la prima puntata appunto a inizio del 1960: a Milano Nicolo' Carosio per Milan-Juve, a Bologna Enrico Ameri per Bologna-Napoli, ad Alessandria Andrea Boscione per Alessandria-Padova e nello studio centrale di corso Sempione a Milano Bortoluzzi, che condusse il programma per 27 anni, passando il testimone prima a Massimo De Luca, poi ad Alfredo Provenzali e infine a Filippo Corsini, con le prime voci di Scaramozzino e Repice. A metà anni '80, l'intuizione di Mario Giobbe e l'estensione della diretta a tutta la partita: da RadioUno, Tutto il calcio passò a reti unificate quasi fosse un messaggio alla nazione, con la sua sigla indimenticabile ('A taste of Honey' degli americani Scott e Marlow, per la tromba di Herb Alpert)."Quelle voci mi avevano fatto innamorare del calcio a 8 anni, come tanti italiani", racconta Riccardo Cucchi, epigono dei maestri della prima ora, Ameri e Ciotti. "Poi ho avuto la fortuna di entrare nella redazione dove lavoravano ancora quei maestri, due radiocronisti agli antipodi...". Del primo, Cucchi ricorda gli arrivi allo stadio 4 ore prima, la meticolosità', l'attesa del fischio d'inizio giocando a scopa col titolare del bar di San Siro; di Ciotti, gli arrivi all'ultimo, l'estro inventivo, la voce rauca "trasformata da handicap radiofonico a cifra stilistica" e il linguaggio ricercatissimo. "Nessuno di noi oggi si sognerebbe di dire 'fallo proditorio' o 'ventilazione inapprezzabile'". Ma i sessanta anni di storia della trasmissione radiofonica più' nazionalpopolare sono intessuti di episodi, dal 'clamoroso al Cibali' che interruppe altri racconti per un gol alla grande Inter di Herrera alla B raccontata da Ezio Luzi. "Di quel racconto del calcio oggi, più di altro, credo manchi l'educazione - conclude Cucchi - Intendo il rispetto di chi ascolta, dei calciatori o del direttore di gara. Ricordo una radiocronaca di Ciotti per un Roma-Samp in cui l'arbitro Lo Bello aveva combinato disastri. Lui non ne fece alcun cenno, ma chiuse dicendo: 'ha arbitrato il signor Concetto Lo Bello di fronte a 60 mila testimoni...".-ansa-
Non è da tutti dire addio due volte. Ma per Daniele De Rossi il mondo del calcio farà un'eccezione. A 36 anni compiuti l'ex centrocampista della Roma e della Nazionale, lascia il Boca Juniors, dove era arrivato a luglio, e soprattutto il calcio giocato e dice addio a un pezzo della sua vita. Per lui la decisione, presa fondamentalmente per motivi familiari, non è stata certo facile. "Ci pensavo da ottobre-novembre - ha detto oggi - e la notte tante volte non ci dormivo. Lasciare il calcio giocato per me è stato molto difficile, ma ora voglio rimanere in questo mondo e allenare". Il penultimo campione del mondo 2006 a smettere (tra i 'sopravvissuti' resta solo Buffon) ha anche stabilito un primato, sul quale, in conferenza stampa, ha anche scherzato sopra: "E' stato strano: sono stato il primo - ha detto sorridendo - a fare le visite mediche sapendo già che avrei smesso di giocare". I motivi, come hanno sottolineato dal Boca, sono stati personali e non certo legati a presunti dissidi con qualcuno nel club e in particolare con la nuova dirigenza.
"Tutti mi hanno accolto come un fratello, e qui lascio una parte del mio cuore", ha sottolineato DDR, mentre il presidente del Boca ha spiegato che "dobbiamo salutare Daniele, ma non è per motivi calcistici o per mancanza di affetto. In questo poco tempo ho conosciuto un grande essere umano e basta guardarlo in faccia per capire quanto sia onesto". Insomma, i motivi per cui De Rossi lascia il Boca sono familiari, la lontananza dalla famiglia e in particolare dalla figlia maggiore Gaia, 14 anni, avuta dalla prima moglie, che era stata affidata al padre e al quale l'ex romanista è legatissima (poco dopo aver dato l'addio alla Roma, la portò in viaggio premio a Londra per la promozione scolastica).
"Non voglio entrare nei dettagli - ha detto il campione del mondo 2006 - ma la mia figlia più grande, di un altro matrimonio, è rimasta in Italia e una ragazza ha bisogno che suo padre le sia vicino. In teoria, potrebbe essere in pericolo e io devo avvicinarmi. Qui siamo lontani, fare 14 di volo non è come andare in auto da Trigoria a casa mia. Se avessi avuto 25 anni avrei deciso in modo diverso, ma questo è".
DDR è quindi un campione anche come padre, perché fino a nemmeno un paio di mesi fa voleva ancora giocare nel Boca, fino a dicembre 2020, e lo aveva confidato a un agente Fifa italiano, suo amico, che era andato a trovarlo al campo di allenamento del Boca. Ora però saluta tutti, dopo 7 partite e un gol (in Coppa d'Argentina) con la maglia del Boca e seicento e 16 (ecco che il numero magico che gli ha scritto carriera e storia) con la Roma di cui è stato capitano non a lungo (prima era sempre quello Futuro, ma c'era Totti ed era giusto così) e bandiera per un ventennio.
Nella Roma aveva giocarto, fino alla primavera, anche suo padre Alberto. Così, scartate le tante offerte arrivategli dalla Serie A (a cominciare dall'amico Montella che lo avrebbe voluto alla Fiorentina) e dall'Europa, aveva deciso di giocare "dall'altra parte del mondo", per indossare una maglia che ha sempre amato "per via di Maradona e del fascino della Bombonera", quella del Boca del suo amico Burdisso.
Adesso per DDR si potrebbe aprire una 'seconda vita' nella sua amata Roma. Uscito di scena mano nella mano alla contestazione che ha accompagnato James Pallotta in giro per mezzo mondo, De Rossi potrebbe tornare a Trigoria in un'altra veste: quella manageriale o tecnica, magari prendendo il posto del papà Alberto, il guru della Roma Primavera che lui per più di 20 anni ha plasmato e fatto vincere. Visto che lui ha già detto che vorrebbe allenare, in molti si aspettano che il club giallorosso, specie se ci sarà il cambio di proprietà gli offra la panchina della principale squadra giovanile, quella che suo padre ha allenato per tanti anni e che, si dice, ora vorrebbe lasciare. Allora chi meglio di Daniele, al quale molti pronosticano un grande futuro anche da allenatore. Intanto ciao Boca, Gaia viene prima di tutto: applausi.-ansa-
Amici di Tuttonapoli, buongiorno e benvenuti alla diretta testuale della conferenza stampa di Gennaro Gattuso dopo la gara contro l'Inter.
Soddisfatto di come ha reso Fabian? "Non voglio parlare di Fabian, voglio parlare della prestazione della mia squadra. I dati parlano di una squadra che ha fatto bene, la prestazione non è da buttare via. Ci siamo fatti tre gol da soli.
Visto il rendimento in casa, il San Paolo può diventare un problema? "Non dobbiamo pensare al San Paolo, dobbiamo pensare al fatto che qui non vinciamo dal 19 ottobre e quindi la squadra non ci può applaudire. Prendetemi per scemo, ma io ho visto una buona prestazione. Abbiamo preso tre gol scivolando, domani controllerò anche i tacchetti che utilizzeranno. Se continuiamo a giocare così, migliorando la condizione sul piano fisico penso che questa squadra possa fare cose importante.
Dove deve migliorare questa squadra? "Bisogna fare meno errori individuali, quello possiamo rimproverare a questa squadra. Oggi abbiamo fatto cose importanti, ma abbiamo commessi errori individuali. Non penso di aver visto una gara diversa, penso che sia andata così. Non voglio trovare alibi, ma contro questa Inter abbiamo fatto bene. Questa squadra non si trovava da tempo in una situazione così, questo va preso in considerazione. Vedo una squadra viva, che lavora ogni giorno con intensità a Castel Volturno".
Come ha lavorato la linea difensiva? "Hanno fatto bene, si sono mossi coi tempi giusti dando poca profondità all'Inter.
Se la sente di fare un appello ai tifosi per tornare allo stadio? "Io faccio fatica ad allenare, figuriamoci a fare gli appelli. Questa cosa dello stadio non deve diventare un alibi, se i tifosi in questo momento si aspettano di più da questa squadra come posso dirgli qualcosa? Posso solo chiedergli di venire allo stadio, di incitarci per 90' e poi tirarci le arance se perdiamo. Ci sono tante problematiche legate al Daspo, non posso entrare in queste cose qua". Ti aspettavi di trovare queste difficoltà? "Sapevo a cosa andavo incontro, ma sono contento di essere qua. C'è un aspetto che mi lascia ben sperare, la passione dei calciatori che lavorano con me e stanno dando tutto".
È preoccupato dagl infortuni? "Ci mancano giocatori importanti, ma non sono tanti. Speriamo di recuperare Koulibaly in questa settimana, Ghoulam che non ha nulla di grave. Mertens non sarà a disposizione per un'altra settimana, così come Maksimovic. Mercato? Non sta a me parlarne, abbiamo un direttore molto bravo per farlo".
Come mai i cambi così tardivi? "Perchè pensavo che stessimo giocando bene, poi ho inserito due attaccanti per trovare densità in area. La squadra stava facendo quello che avevo chiesto, non avevo in testa nessuna cosa per cambiare la gara".
Termina la conferenza di Gattuso. -tuttonapoli.net-
Dopo l'intervista di Lorenzo Insigne ai microfoni di Rai Sport, interrotta improvvisamente dall'addetto stampa del club azzurro, non si è fatta attendere la replica della stessa emittente pubblica. Questo il comunicato contro il Napoli, riportato dal portale online de Il Mattino: "Quello che è successo lunedì 6 gennaio durante la diretta di Novantesimo minuto è inaccettabile. Nel pieno rispetto delle regole e dei diritti sportivi acquisiti dalla Rai, il giornalista Thomas Villa stava intervistando il calciatore Lorenzo Insigne nel pre-partita di Napoli-Inter ed è stato indebitamente e bruscamente interrotto da un esponente della Società Sportiva Calcio Napoli.
Questo intervento senza precedenti, nel mezzo di una diretta - si legge ancora nella nota - ha creato forte imbarazzo e ha causato un grave danno in termini di immagine alla Rai, ostacolando il regolare svolgimento della trasmissione di Raisport in onda su Rai2. Chiediamo, pertanto, una spiegazione di quanto accaduto e le immediate scuse da parte della società augurandoci che un episodio del genere non si ripeta mai più e che si sia trattato solo di un'improvvida leggerezza e non di un tentativo di danneggiare volutamente un programma del Servizio Pubblico".-tuttonapoli.net-
Dopo la gara contro l'Inter, il Napoli ha ripreso questa mattina la preparazione al Centro Tecnico. Gli azzurri preparano il match dell'Olimpico contro la Lazio per la 19esima giornata di Serie A in programma sabato alle ore 18.
La squadra si è divisa in due gruppi. Coloro che hanno giocato dall'inizio contro l'Inter hanno svolto lavoro di scarico in palestra. Gli altri uomini della rosa, sui campi 2 e 3, sono stati impegnati in torello e attivazione in avvio sessione. Successivamente seduta tecnico tattica ed esercitazioni finalizzate al possesso palla. Chiusura con partitina a campo ridotto.
Terapie per Maksimovic. Lavoro personalizzato per Koulibaly. Ghoulam non si è allenato per uno stato influenzale.-tuttonapoli.net-
In giornata è atteso il contatto tra l'entourage di Stanislav Lobotka e il Napoli. Le parti stanno cercando di limare la distanza, lo slovacco è sempre più vicino al trasferimento in azzurro. Intanto si è allenato nel pomeriggio con il Celta Vigo insieme ai suoi compagni, in attesa di novità dalle stanze milanesi del mercato.-tuttonapoli.net-
Tre partite sulla panchina del Napoli per Rino Gattuso, due sconfitte ed una sola vittoria. Bottino ovviamente che andrà analizzato sul lungo termine, eppure cambiamenti rispetto alla vecchia gestione targata Ancelottti si sono parzialmente visti. Al di là del nuovo vestito tattico (passaggio dal 4-4-2 al 4-3-3) è evidente che il neo allenatore azzurro sta lavorando per dare un'impronta diversa alla sua squadra, provando a smussare gli angoli anche con i carichi di lavoro, aumentati rispetto al passato. ECCO GLI EX EPURATI - Era scontato, poi, che alcuni giocatori avrebbero trovato nuova linfa con il cambio di direzione tecnica, e per alcuni è tornato a farsi largo anche il campo, con un aumento considerevole di minutaggio rispetto all'ultimo periodo ancelottiano: parliamo di Insigne e Callejon, entrambi epurati dal tecnico di Reggiolo ma che adesso sono tornati punti fermi nell'undici iniziale. Gattuso sta provando a rilanciarli anche sotto il punto di vista mentale, e proprio in questo senso ieri l'allenatore azzurro non ha effettuato il terzo cambio proprio per evit5are i fischi ai due giocatori (visti quelli piovuti su Fabiàn).-tuttonapoli.net-
A Radio Marte, nel corso di Marte Sport Live è intervenuto il giornalista Ciccio Marolda, pronto a commentare il momento in casa azzurra dopo la sconfitta contro l'Inter: “Non si può pensare di fermare i 2 attaccanti dell’Inter che sono i più in forma del campionato marcandoli con l’uno contro uno per cui anche Gattuso ci sta mettendo del suo in questo periodo no del Napoli. Se prendi in mano una squadra piena di problemi, che è stata costruita male e sta pagando adesso tutte le scelte di Ancelotti, hai però un obbligo: non perdere punti. E se non puoi vincere, devi cercare di non perdere. Non me la prendo con Gattuso, vanno evidenziati i suoi errori, ma è chiaro che la squadra è incompleta e lo diciamo dalla fine del mercato estivo, non adesso”. -tuttonapoli.net-
In diretta su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Umberto Chiariello, giornalista, con il suo EditoNuovo: “Calcio italiano che vede una corsa a 2 e mezzo in vetta alla classifica: Juventus e Inter appaiate, ma a 6 punti c'è la Lazio. Lazio chiamata ad una partita facile, perché il Napoli di questi tempi è una squadra non organizzata, non è lo squadrone che doveva battere Inter e Juve. L'Inter si è confermata la squadra di Antonio Conte con tutti i suoi pregi e difetti e la Juve, se si accende Ronaldo, Higuan e Dybala, ce n'è per pochi. Lecce che perde in casa anche contro l'Udinese, così come la SPAL destinata alla retrocessione. Genoa ha portato in carrozza, vedremo se il vento favorevole continuerà, ma è la squadra peggiore del lotto. Se la vedrà con Brescia e Udinese, non so se ci sarà qualche altra squadra che dovrà preoccuparsi da qui in avanti. A fine gennaio potrebbe esserci qualche bruttissima sorpresa di squadre che devono guardare indietro invece che in avanti".-tuttonapoli.net-
ROMA – Smog sul Nord Italia, in realtà non proprio smog, meglio sarebbe dire aria cattiva, aria difficile da respirare senza qualche fastidio o conseguenza a lungo termine per l’apparato respiratorio. Smog erano i fumi delle ciminiere di fabbriche che non ci sono più, smog erano i fumi di impianti di riscaldamento a carbone. Smog oggi è una miscela tra una condizione atmosferica, una collocazione e tipologia geografica e un’azione, anzi una costante inazione umana. Non c’è governo o programmazione dell’attività umana quanto ad emissioni nell’aria. Ci si limita periodicamente a registrare quando è troppo (senza ben sapere cosa sia davvero troppo e perché).
Quando si dichiara che è troppo, allora di emettono divieti ed ordinanze. Ora è il turno di Torino che dà lo stop anche ai veicoli categoria Euro 5 se diesel, il turno di Milano che comunica divieti e limitazioni alla circolazione, anche se un filo meno drastici, il turno del Veneto…Misure, divieti, limitazioni che servono a ben poco, utili soprattutto ad evitare alla amministrazioni comunale l”accusa di inerzia e, peggio, di inadempienza alle norme. E’ una sorta di burocrazia ecologica, anzi di ecologia burocratica.In contemporanea nel Nord Italia, in particolare a Milano, segnala il Corriere della Sera una circostanza inconsueta, almeno nelle sue dimensioni. I ricoveri in ospedale per condizioni ascrivibili a quella patologia che chiamiamo influenza hanno raggiunto picchi massimi, un incremento nelle ultime settimane stimato del 20 per cento. Ricoveri in ospedale, quindi condizioni non gravissime e neanche gravi, tali però da giustificare un monitoraggio e una terapia ospedalieri. Patologie influenzali che quasi tutte finiscono per toccare, riguardare, interessare l’apparato respiratorio.
Non solo: sempre nella stessa area sono comparse polmoniti, molte polmoniti, più del solito, più delle medie abituali.
Aria inquinata, patologie influenzali, polmoniti: la loro compresenza probabilmente è tutt’altro che fortuita e casuale. Non è una coincidenza, è che proprio e non per caso coincidono. -blitzquotidiano.it-
ROMA – Spermatozoi dimezzati, i maschi italiani fertili hanno nel loro organismo la metà degli spermatozoi che si riscontravano nella generazione immediatamente precedente e in quella ancora prima. Rispetto a quaranta anni fa si registra nei maschi la metà degli spermatozoi. Quaranta anni sono un tempo men che minimo in termini di evoluzione, quaranta anni sono nulla sulla scala della evoluzione/involuzione della specie. Eppure sono bastati per una modificazione più che massiccia nella quantità di spermatozoi del seme dei maschi italiani (analogo fenomeno nelle popolazioni maschili di molti altri paesi).
Non solo: un maschio su dieci in Italia risulta infertile, cioè non è in grado di generare prole. Non molti decenni or sono, anche per un pregiudizio tanto radicato quanto infondato, l’infertilità era solo sterilità da attribuire e accollare alla donna. Se una coppia non aveva figli la “colpa” era sempre e soltanto della donna. Non è mai stato così, l’infertilità maschile è sempre esistita, ma ora ha subito massiccio incremento, il 10 per cento è percentuale mai registrato.Non basta: si è dovuto ricorrere in sede clinica alla definizione di nuovi parametri di normalità per quel che riguarda le dimensioni dei testicoli, questi infatti vanno diminuendo appunto di dimensioni su scala generale. I famosi “attributi” diventano anatomicamente più piccoli e il fenomeno si registra ed accentua solo negli ultimi decenni.
Perché? Inquinamento, inquinamento ambientale è la generica prima risposta. L’habitat umano modificatosi sotto la pressione dei prodotti chimici e affini è il primo sospettato della evidente minor facilità a procreare. Non esistono però precisi e documentati rapporti causa-effetto tra un agente chimico e l’infertilità.
Altro sospettato è il caldo. Sì, il caldo, l’aumentata temperatura dovuta a cambiamento climatico. Misurato come un grado centigrado in più nell’atmosfera corrisponda a un decimo di grado in più nei testicoli. E il caldo ammala se non uccide spermatozoi. Su suppongono più a rischio cuochi, saldatori, camionisti…
Anche qui però nulla di sicuro, se non il calo generalizzato degli spermatozoi nel seme maschile. Di sicuro c’è che gli italiani fanno pochi figli, troppo pochi, decisamente al di sotto del tasso di mantenimento di una popolazione: per una coppia dovrebbero essere almeno due i figli, sono circa 1,2. Troppo pochi figli per ragioni culturali, sociali, economiche cui va aggiunta però anche una ragione clinica accertata: meno spermatozoi, meno fertilità maschile. -blitzquotidiano.it-
ROMA – Un cinghiale è stato trovato positivo alla trichinella a Oliena, un comune nella provincia di Nuoro. Il parassita può anche essere letale per l’uomo e per questo è scattato l’allarme da parte dei veterinari della regione Sardegna, che hanno prelevato altri campioni e li hanno consegnati all’Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Nuoro per le analisi. Fino ad oggi infatti il parassita infettava solo maiali allo stato brado, cinghiali e volpi a Orgosolo, ma ora si sta diffondendo.
L’Istituto zooprofilattico sperimentale data l’allerta ha lanciato un appello ai consumatori affinché comprino carni e salumi solo di provenienza certificata e sottoposti a controlli sanitari. Inoltre ha chiesto ai cacciatori di continuare a prelevare e consegnare campioni sui cinghiali abbattuti. Ennio Bandino, responsabile dell’Izs, ha spiegato: “Solo grazie alla loro collaborazione possiamo mettere al sicuro la salute dei cittadini dalle malattie e garantire il monitoraggio sulla presenza del parassita nel territorio”.Badino ha poi aggiunto: “Con la trichinella non si scherza,. Si tratta di un parassita molto pericoloso che, se non gestito con la giusta tempistica, può causare gravi problemi di salute all’uomo e, in casi estremi, può portare al decesso”.
Il parassita provoca la trichinellosi, anche detta trichinosi, e si localizza prima a livello intestinale per poi dare vita a una generazione di larve che migrano nei muscoli e si incistano. La trichinella infetta uccelli, rettili e mammiferi, soprattutto quelli carnivori e onniveri come maiale, volpe, cinghiale, cane, gatto e anche l’uomo.
La trasmissione del parassita avviene per via alimentare, col consumo di carne cruda o poco cotta che contengono larve del parassita. Per questo motivo la carne suina o di cinghiale è più a rischio per la trasmissione all’uomo. Una volta infettati, il periodo di incubazione è generalmente di 8-15 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma varia anche dai 5 ai 45 giorni a seconda di quanti parassiti sono stati ingeriti.
Nell’uomo le infezioni possono essere asintomatiche, ma in casi gravi portare anche alla morte. I sintomi più comuni sono comunque diarrea, dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre. (Fonte Il Messaggero)
ROMA – Sono 225.000 gli italiani che hanno passato la settimana di Natale a letto a causa dell”influenza, mentre il totale dei casi da ottobre a oggi supera il milione e mezzo, soprattutto bambini sotto i 5 anni.
Nell’ultima settimana di dicembre “lieve calo” dei casi dovuto alla chiusura delle scuole per le festività. E’ quanto si legge sul bollettino di sorveglianza epidemiologica Influnet dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss). La Provincia Autonoma di Trento, Marche e Campania sono state le Regioni più colpite.Come riporta il bollettino Influnet, di preciso il numero totale dei casi di influenza dall’inizio della sorveglianza è stato 1.587.000. Nella settimana dal 23 al 29 dicembre, l’incidenza totale è stata pari a 3,7 casi per mille assistiti, ma tra i bambini al di sotto dei cinque anni ha raggiunto i 10 casi per mille.
Di pari passo con i contagi crescono anche i casi gravi, ovvero caratterizzati da complicanze respiratorie che hanno reso necessario il ricovero in terapia intensiva.
Secondo il bollettino FluNews Italia, sempre a cura dell’Iss, fino al 22 dicembre se ne contavano 8 di questi casi, quasi tutti con condizioni di rischio come obesità, malattie cardiovascolari e diabete. Di questi, 3 sono deceduti. (fonte Ansa)
ROMA – La Lazio si prepara a festeggiare i 120 anni di storia dopo aver vinto la Supercoppa contro la Juventus, dopo aver centrato la nona vittoria consecutiva e dopo aver allungato in classifica sulla Roma consolidando così il terzo posto in classifica.
“Immobile simbolo di questo momento? Da un punto di vista emotivo – dice Claudio Lotito in una lunga intervista con Repubblica – sicuramente. È un figlio del popolo, rappresenta tutti gli spaccati della società e suscita empatia per il suo comportamento, l’ ironia, la disponibilità. Con lui ho un rapporto personale bellissimo, di grande affetto. Ero convinto, come Tare, che avrebbe fatto cose importanti, ma nessuno le poteva pronosticare. Era un giocatore che nella precedente società soffriva e che, messo nelle condizioni giuste, in un ambiente familiare, è rifiorito ed è esploso. La Lazio è una grande famiglia di cui io sono il padre: non faccio preferenze tra i miei figli, decanto le qualità di ognuno, grazie alle quali si ottiene la qualità totale del gruppo”.“Un difetto e una qualità di Simone Inzaghi? È un grande conoscitore di calcio e lavora h24, riuscendo a coinvolgere emotivamente i giocatori, è un grande trascinatore. Come tutti quelli che si muovono su un palcoscenico che richiede una crescita, poi avvenuta, non parlerei di difetti ma di considerazioni: esternamente possono sembrare errori, in realtà non lo sono, rappresentano un momento legato alla crescita che porta poi a fortificare ancora di più la persona”.
“Perché ho scelto Tare? Tare è un ragazzo molto determinato, conosce cinque lingue, è instancabile, un perfezionista. La mia scelta è risultata giusta. Lui non aveva l’ esperienza ma aveva appunto le potenzialità, di questo ne ero convinto ed è stato dimostrato anche dai fatti. Oggi è uno dei migliori in circolazione, ha l’ approccio di una persona perbene, equilibrata e attaccata alla società. Ci lega anche un grande affetto, un ulteriore valore aggiunto per raggiungere i risultati”.
“Perché decise di comprare la Lazio? Capii da subito l’ importanza e la responsabilità di acquisire la gestione di una squadra che, oltre ad essere da sempre quella del cuore, rappresentava il patrimonio storico sportivo e l’ anima di tantissimi tifosi.Un grande onore, un’ emozione forte”.
“La Lazio – spiega – fatturava 84 milioni, ne perdeva 86,5 e aveva 550 milioni di debiti. Oggi ha un bilancio tra i migliori in Italia e all’ estero, e ha vinto più di tutti dopo la Juve. Questo rappresenta il vanto e l’ orgoglio del sottoscritto e del popolo laziale”.
L’ operazione di cui si è pentito? “Il riscatto di Zarate a 22 milioni è una mossa che non rifarei. Ero all’inizio della mia presidenza, dovevo fare investimenti e dare segnali di crescita di qualità tecnica e sportiva. Per quel che si è rivelato dal punto di vista comportamentale è stata una scelta forse non molto oculata. Oggi valutiamo, oltre alle potenzialità atletiche e agonistiche, anche la moralità dei giocatori e la compatibilità economico-finanziaria”.
Dove vuole portare la Lazio? “Mi auguro possa raggiungere altri traguardi sportivi in Italia e all’ estero. Essere il punto di riferimento della politica sportiva per difendere i valori fondanti della società civile. Diventare l’ esempio per educare i giovani. Portare il sorriso e la voglia di combattere anche a quelle persone che devono superare degli ostacoli nella vita quotidiana”.
Fonte: La Repubblica.
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