martedì 17 maggio 2011

NAPOLI: L'EX DS AZZURRO PIERPAOLO MARINO FELICE DEL SUCCESSO OTTENUTO


NAPOLI: L'EX DS AZZURRO PIERPAOLO MARINO FELICE DEL SUCCESSO OTTENUTO
Pierpaolo Marino è contento del piazzamento Champions del Napoli
Il Napoli è in Champions League. Dopo il pareggio conseguito nell’ultimo posticipo al S. Paolo contro l’Inter, i partenopei sono riusciti a conquistare la qualificazione diretta alla massima competizione internazionale per club. Un traguardo raggiunto dopo ventuno anni, nel tripudio generale. Adrenalina sul campo e fuori, una città che si è vestita completamente di azzurro indossando l’abito per le grandi cerimonie. Dai fasti illustri dei tempi di Maradona all’ingresso sui più importanti palcoscenici esteri, passando per il periodo buio della retrocessione e del fallimento. Di una squadra che solo sette anni fa era da ricostruire e che ora si accinge a far rivivere le emozioni di un tempo ad una splendida città, purtroppo martoriata da problematiche ancora in cerca di una soluzione, non si può non parlare con Pierpaolo Marino, un uomo che conosce bene la realtà napoletana e che ha seguito passo passo il cammino degli azzurri fino al 2009. Gentilissimo, si lascia andare ad una conversazione che tocca gli argomenti più disparati. Le sue prime sensazioni al fischio finale di De Marco: “E’ stata una grande gioia, ma anche una grande soddisfazione per aver contribuito in cinque dei sette anni a questa grande risalita”. Hamsik e Lavezzi sono sue scoperte, come altri giocatori portati alle falde del Vesuvio. Questo trionfo è in parte anche suo: “ Quando sono andato via da una squadra, sono sempre venute valorizzazioni dei giocatori successivamente, io faccio un lavoro difficile che è quello di portare giovani. I giovani non esplodono subito ma nel tempo, così è successo anche a Napoli e sono contento per i napoletani, per il mio lavoro che ha dato i suoi frutti. Mi sento bene, a posto con la mia coscienza e felice perché sono stato sempre un tifoso del Napoli, per cui sono doppiamente contento come tale e come dirigente. Già nella prima parentesi, quando portai Carnevale, De Napoli e altri, il Napoli continuò a vincere con questi giocatori, nonostante fossi andato via dopo lo scudetto e la Coppa Italia”. Grande soddisfazione quindi la sua: “Diciamo che ci sono un po’ abituato (ride, ndr). Ero lì che aspettavo che il Napoli facesse quello che ha fatto. Se si pensa che quando siamo andati a Gela ci allenavamo sui campi dove non c’erano neanche gli scarichi per le docce, vuol dire che tale crescita in soli sette anni ha dell’incredibile. Questa squadra è rimasta sempre la stessa da allora, con l’aggiunta di Cavani, in quattro anni di A ha fatto due qualificazioni in Uefa e una in Champions League, ed è una cosa clamorosa considerato che gli azzurri quando sono tornati nella massima serie erano la squadra più giovane del campionato. E’ il risultato di una crescita, di un lavoro che ha prodotto e, ripeto, sono contento per i napoletani ai quali tengo tantissimo”. Riguardo a Mazzarri e De Laurentiis, in merito ad una presunta frattura nel loro rapporto avvenuta in queste ultime settimane: “Bisognerebbe aver coscienza dei rapporti interni tra il tecnico e il Presidente per poter fare previsioni. Mazzarri ha detto che parlerà in questi giorni e io sono curioso di sentire cosa ha da dire, non voglio bocciare il suo comportamento a priori. Bisogna sentire se ha degli argomenti validi a supporto della sua titubanza, mentre De Laurentiis, per come lo conosco, mi sembra molto arrabbiato. Non so quindi se il rapporto si può ricucire o se sia destinato ad una frattura, questo dipenderà da come si avvicineranno all’incontro, anche perché sicuramente sono due personaggi dalla forte caratterialità. E’ più facile che si possa essere rotto qualcosa rispetto ad una ricomposizione, anche perché certi rapporti con l’allenatore, che è un po’il responsabile delle risorse umane, sono particolari. Ha presente quando qualcuno si rivolge ad un medico o ad un avvocato? Ecco, il Presidente è come il cliente, deve avere massima fiducia sia da un punto di vista umano che tecnico o professionale. Bisogna avere pazienza di aspettare cosa si diranno nell’incontro”. La squadra ora avrà molti più impegni e deve rafforzare l’organico numericamente e qualitativamente. I reparti in cui si deve intervenire di più: “Credo che in un mondo così competitivo come quello della Champions League, e parallelamente nella lotta per il mantenimento delle posizioni guadagnate nel campionato precedente, la regola sia quella di rinforzare tutti i settori della squadra, anche se il Napoli ha preso Fernandez e questo Matavz col quale comunque sono stati raggiunti degli accordi, così come sembra sia in arrivo il portiere Berni. Ci vuole qualcosa in più: almeno due centrocampisti, un attaccante e un difensore con caratura da Champions League per una rosa adeguata”. Si è parlato di Inler e ora anche di Sanchez, l’Udinese potrebbe cedere i suoi gioielli in vista di un quarto posto in classifica: “Credo sia difficile perché sono convinto che l’Udinese andrà in Champions League e quindi probabilmente non si priverà contemporaneamente di ambo i giocatori. Inoltre, per una regola di mercato non scritta, è molto difficile fare un pacchetto di due calciatori di questo livello in una sola squadra perché in genere per quella che li vende conviene sempre spacchettarli e prendere il massimo dall’uno e dall’altro, altrimenti c’è il rischio di far guadagnare troppo sconto a chi li compra….si ricordi che questi due giocatori sono fortemente richiesti anche all’estero. Quando si preannunciano questi colpi molto tempo prima diventano ancora più complicati, bisogna parlare ad accordi già fatti”. Al Presidente partenopeo piace molto Sanchez, qualcuno potrebbe andare via: “Il Napoli deve mantenere i suoi giocatori migliori e poi prenderne altri. Mandarli via sarebbe una follia perché da quando si è andati in Serie A, su quattro campionati, hanno portato il Napoli due volte in Europa League e una in Champions League. Bisognerebbe poi cercare di trovarne altri con la stessa forza e non è facile, con il rischio di pagarli anche di più. Sicuramente l’Udinese non regala Sanchez”. Consigli per gli acquisti: “Il Napoli non ha bisogno dei miei consigli, ha un’organizzazione che già provvede a questo”. Quarto posto tra Udinese e Lazio, sesto tra Juventus e Roma: “Secondo me l’Udinese andrà in Champions, la Roma vince con la Sampdoria, la Juve potrebbe anche battere un Napoli che non ha più nulla da chiedere a questo campionato ma credo che il sesto posto sia dei giallorossi”.
Alessandro Lugli

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