mercoledì 23 marzo 2011

BORRIELLO AL NAPOLI?


BORRIELLO AL NAPOLI?
Il futuro di Marco Borriello potrebbe essere a Napoli. Nonostante gran parte del mercato della Roma dipenda dal riscatto o meno del cartellino dell’attaccante dal Milan, infatti, sembra che Borriello e il Napoli siano ormai a un passo: napoletano doc, Borriello avrebbe già accettato la proposta di contratto avanzatagli nei giorni scorsi dal patron del Napoli Aurelio De Laurentiis, che ha dalla sua anche il fascino di poter partecipare alla prossima Champions League. Il giocatore verrebbe girato al club azzurro dal Milan, che avrebbe intenzione di far tornare il giocatore a Milano una volta scaduto il prestito annuale alla Roma, nonostante da Trigoria possano ancora far valere il diritto di riscatto fissato a 10 milioni. Il Napoli comunque ha avviato dei sondaggi direttamente nell’ambiente giallorosso per capire le intenzioni delle varie parti chiamate in causa: nei piani di De Laurentiis, l’acquisto di Borriello sarebbe un affare sia a livello tecnico che di immagine, dal momento che a Napoli arriverebbe un napoletano doc che sicuramente saprebbe conquistare il cuore dei tifosi, come fece a suo tempo Quagliarella prima del ‘tradimento’ con la Juventus. Secondo le ultime indiscrezioni Borriello avrebbe manifestato la volontà di cambiare aria, e alla Roma decideranno di non trattenerlo controvoglia. A questo punto a De Laurentis non resterebbe che parlare direttamente con i dirigenti del Milan, che avrebbero confermato lo stesso prezzo di 10 milioni di euro fissato lo scorso anno per il giocatore. Nulla potrà essere ufficializzato però prima di giugno: solo allora infatti la Roma dovrà decidere se riscattare o meno Borriello, e solo a quel punto l’accordo tra Milan e Napoli dovrebbe essere ufficializzato. L’affare sembra succulento, ma non bisogna dimenticare l’allergia del giocatore alle troppe panchine consecutive, e considerando che in azzurro verrebbe considerato la riserva di Cavani (salvo stravolgimenti tattici da parte di Mazzarri) bisogna mettere in conto dei possibili malumori.
Alessandro Lugli

PLATINI RIELETTO PRESIDENTE UEFA


PLATINI RIELETTO PRESIDENTE UEFA
Michel Platini e' stato rieletto presidente dell'Uefa per acclamazione dal congresso dell'organizzazione del calcio europeo in corso a Parigi. Platini, 55 anni, unico candidato, e' stato chiamato ad un secondo mandato quadriennale dai rappresentanti delle 53 federazioni. L'ex fuoriclasse francese era stato eletto la prima volta al vertice dell'Uefa il 26 gennaio 2007 nel congresso di Dusseldorf, battendo lo svedese Lennart Johansson.
Alessandro Lugli

martedì 22 marzo 2011

MORATTI: "IL NAPOLI E' VICINISSIMO"


MORATTI: "IL NAPOLI E' VICINISSIMO"
«Missione compiuta? Se non altro quello che si doveva fare per questa settimana è venuto al meglio, visto che abbiamo potuto avvicinarci ancora di più». Massimo Moratti è soddisfatto della sua Inter, che dopo la vittoria di ieri contro il Lecce ha raggiunto un duplice obiettivo: ha riaperto il campionato arrivando a -2 dal Milan e ha acceso il derby in programma dopo la pausa delle nazionali. La stracittadina avrà due protagonisti in meno, uno per parte: all'Inter mancherà Lucio, al Milan Zlatan Ibrahimovic. A chi domanda quale delle due peserà di più, Moratti risponde sorridente: «Spero quella di Ibrahimovic...il derby comunque è una partita a sè, inutile pensarci prima, poi bisogna vedere come entreranno in campo, con che spirito». Il presidente nerazzurro commenta anche le polemiche seguite al gol segnato ieri da Giampaolo Pazzini che, secondo la sponda rossonera, è simile a quello annullato ad Ibrahimovic contro il Bari: «Tiriamo corto, non sono uguali, quindi...». Il n.1 dell'Inter invita poi a non sottovalutare il Napoli nella corsa scudetto: «Continuiamo a parlare noi ma ho l'impressione che il Napoli stia facendo molto bene, quindi quest'anno è bellissimo, molto divertente, perchè ci sono tre squadre. Il Milan sembrava avesse staccato molto e invece poi alla fine anche il Napoli è molto vicino», dice. fatto che il derby arrivi dopo il break delle nazionali non sarà un problema: «Ormai ci siamo abituati a questo genere di cose, non credo che dia più fastidio». La chiusura è dedicata a Leo Messi, la cui presenza a Milano ha nuovamente stuzzicato le fantasie dei tifosi nerazzurri: «Io non sto facendo nessun corteggiamento a Messi di questo tipo e non credo neanche che valgano certi tipi di corteggiamento. C'è molta simpatia e basta», taglia corto il presidente dell'Inter.
Alessandro Lugli

NAPOLI: IN CINQUE ANNI DALLA C1 ALLA LOTTA-SCUDETTO


NAPOLI: IN CINQUE ANNI DALLA C1 ALLA LOTTA-SCUDETTO
Il 9 aprile 2006, appena cinque anni fa, era ancora Foggia-Napoli in C1. Dopo cinque anni gli azzurri, con la vittoria di ieri sul Cagliari, gli azzurri sono tornati in quella lotta per lo scudetto dalla quale sembravano ormai fuori dopo la sconfitta con Milan. Dai ‘’campacci’’ della C1 all’Olimpo del calcio, passando per un ritorno in Europa piu’ che onorevole, il miracolo di una squadra e di una citta’, con un allenatore che appena 20 giorni fa diceva di non sapere se la squadra stesse lottando per la Champions o ‘’per quell’altra cosa’’ che non coleva nemmeno nominare, livornese trapiantato evidentemente benissimo nei riti e nella scaramanzia di una citta’. Sei anni fa sembrava non si riuscisse ad uscire da un baratro di calci minore. Era il 19 giugno 2005 quando gli sfotto’ dei ‘’cugini poveri’’ gli avellinesi, scrivevano su uno strisicione ‘’Tanto vi ripesca la Lega’’, con tanto di ciuccio ripescato da una lenza. E intanto al Partenio si consumava l’ennesimo dramma sportivo, con i verdi di Francesco Oddo (il papa’ di Massimo, campione del mondo con Lippi in Germania) che si prendevano la promozione in B nello spareggio dei play-off e condannavano il Napoli a un’altra annata di purgatorio. Salto rimandato di un anno, e stavolta doppio, perche’ da quel giorno di giugno 2005, ne giro di 24 mesi, ecco la A riconquistata il 10 giugno 2007 a Marassi, in un abbraccio totale e simbolico con gli avversari di quel giorno, quel Genoa che allo stesso modo aveva vissuto la C. E su tutti la figura di Edi Reja, il tecnico saggio, il solo con Walter Novellino che sia riuscito a riprotare gli azzurri nella massima serie. Lavoro e poca ribalta, all’apparenza il personaggio meno adatto per un ambiente cosi’, salvo ricredersi vedendo i risultati. In quell’estate del 2007 arrivo’ sul Golfo un certo Lavezzi, e De Laurentiis cominciava a costruire il miracolo di adesso. Un primo campionato piu che buono, con l’8/o posto finale e l’Europa riconquistata dopo 14 anni. Se nella vita, come ha detto qualcuno, e’ grande non chi non cade mai ma chi e’ capace di rialzarsi, il Napoli lo e’stato. Dal trio Ma-Gi-Ca, Maradona, Giordano e Careca, la Coppa Uefa e gli scudetti alla ‘’scampagnata’’ a Castellammare di Stabia: quando a settembre del 2008 torno’ al San Paolo una ex grande d’Europa, il Benfica, in Coppa Uefa, tutti i 60.000 posti erano occupati. Al termine di quella stagione del ritorno in A saluto’ ‘’el Pampa’’, Roberto Sosa, l’argentino che la A l’aveva gia’ vista col Napoli ma che non disdegno’ la discesa, e disse basta col calcio dopo averla rivista. Uno che aveva visto la C, quindi uno degli idoli ‘’a prescindere’’ del San Paolo, come Grava che e’ ancora li’. La stagione successiva porto’ la delusione, un 12/o posto deludente e l’immagine di una bambino che percorre la curva, disertata dai tifosi all’ultima giornata contro il Chievo, con la maglia di Lavezzi che gli sta tre volte. La riconciliazione col pubblico nella stagione successiva, un sesto posto che rimette il Napoli in Europa (l’eliminazione piu’ che dignitosa con il Villarreal e’ cronaca recente), e mette le basi per l’incredibile stagione di quest’anno, con un cannoniere da 12 gol a stagione come Cavani che, a otto giornate dalla fine ne ha fatti gia’ 22 eguagliando Vojak, cannoniere azzurro della stagione 1932-33. E allora tutta la citta’ sogna, e, come ha spiegato De Laurentiis, pur avendo davanti due squadre piu’ forti e piu’ abituate a vincere, ha il vantaggio di non avere nulla da perdere, carburante spesso decisivo nel calcio e nella vita.
Alessandro Lugli

DE LAURENTIIS: "UNO SPIRITO DI GRUPPO STRAORDINARIO"


DE LAURENTIIS: "UNO SPIRITO DI GRUPPO STRAORDINARIO"
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky.": "Tutto è possibile, è il bello del calcio e della vita. Mi fa piacere che Cavani, al di là del rigore segnato, abbia sbloccato la sua astinenza che durava da tempo. Ha eguagliato Vojak, inoltre non si batteva il Cagliari in casa dal 1993, ci sono tante coincidenze positive. Il Napoli è una realtà che sta crescendo e questa è la cosa più importante. C'è uno spirito di gruppo straordinario. E' una partita che i ragazzi dovevano all'allenatore Mazzarri che stava male da una settimana e loro lo hanno onorato con una bellissima prestazione. Per uno come Mazzarri non stare sul campo è stata una sofferenza. I ragazzi l'hanno capito e hanno risposto con una grande prestazione. La differenza tra il Napoli e le altre grandi squadre? Il Napoli è una realtà in fieri e in crescita, le altre sono realtà consacrate, dove da un lato c'è da svecchiare e dall'altro la necessità di dare conferme. Io non ho obiettivi precisi. La nostra è una realtà nata da zero, siamo da quattro anni in serie A, abbamo continuato a seminare in tutto questo tempo, non abbiamo nulla da rimproverarci e guardiamo avanti. Questo campionato sta esprimendo nuove realtà e promette cose sempre più interessanti. Le squadre devono essere giovani, bisogna rischiare, come fa anche l'Udinese. Le mie dichiarazioni sugli arbitri? Ne possiamo parlare a fine campionato? Non si deve mai parlare dei responsabili, siano calciatori, allenatori, arbitri, presidenti, etc fino a che il campionato non s'è concluso. Alla fine con animo disteso si potrà fare un bilancio per migliorare questo gioco straordinario del calcio".
Alessandro Lugli

lunedì 21 marzo 2011

napoli-cagliari 2-1


SERIE A: NAPOLI-CAGLIARI 2-1
Cavani regala i tre punti al Napoli
Il Napoli riesce a rimanere nella scia dell'Inter e si avvicina al Milan che ora è a tre punti. Una partita difficile, risolata da una doppietta di Cavani che non segnava in campionato da quattro turni. Ma anche una partita difficile per una buona prova del Cagliari di Donadoni. L'ex allenatore del Napoli sperava di fermare la corsa degli azzurri e per tutti il primo tempo ci è riuscito, imponendo ai propri giocatori un pressing forsennato che ha disorientato i ragazzi di Mazzarri.
Cavani a fine partita ha dichiarato: «Sarebbe sbagliato non crederci Non dobbiamo mollare». E il Balletto dopo i gol? «E' il simbolo dell'unione di tutto il gruppo».

Cavani torna al gol, il Napoli batte 2-1 il Cagliari e si porta a soli 3 punti dalla capolista Milan. Non e' tutta milanese la lotta-scudetto, ci sono anche gli azzurri di Mazzarri che grazie alla doppietta del "Matador" superano i sardi dell'ex Donadoni e tornano a sognare il tricolore. Vittoria meritata per un Napoli che, senza Campagnaro, Maggio e Gargano, gioca con il solito 3-4-2-1. Cagliari che risponde con il 4-3-2-1 con Acquafresca unica punta. Avvio lento degli azzurri, buona partenza del Cagliari. Al 15' Acquafresca si presenta davanti a De Sanctis, ma, pressato da Santacroce, di destro non trova la porta. Il Napoli ci prova due volte con Lavezzi, ma senza impensierire Agazzi, mentre al 33' e' ancora una volta pericoloso Acquafresca. Finisce 0-0 il primo tempo. Nella ripresa Napoli subito in vantaggio: al 3' trattenuta di Ariaudo su Lavezzi che finisce a terra, per Damato e' rigore. Sul dischetto va Cavani che firma l'1-0. Due minuti dopo Agazzi salva su Yebda, ma all'11' il Cagliari trova il pari con Acquafresca che di destro batte De Sanctis (il record d'imbattibilita' si ferma a 798 minuti, superato Castellini). Non ci sta il Napoli e, al 16', Hamsik libera Cavani che con un bel pallonetto firma il 2-1. La partita resta combattuta e interessante, al 36' il palo nega il 3-1 a Mascara. Finisce 2-1, Napoli terzo a -1 dall'Inter e a -3 dalla capolista Milan, il Cagliari resta a quota 39 .
"Sono contento per Cavani. Al di là del rigore ha fatto un grandissimo gol, sbloccandosi dopo un periodo un pò così e eguagliando il record di 22 reti di Vojak". Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, contentissimo per la doppietta di Edinson Cavani, elogia tutto il collettivo azzurro che mostra di essere estremamente unito e legatissimo al suo tecnico: "C'è uno spirito di gruppo straordinario. I ragazzi - ha detto De Laurentiis - volevano vincere a tutti i costi anche per il loro allenatore che era stato male in settimana. Per Mazzarri non essere in campo in allenamento è stata una vera sofferenza, i ragazzi l'hanno capito e hanno lavorato ancora meglio in settimane per arrivare al meglio alla gara. E sulle voci di mercato non c'è da preoccuparsi: io lo vorrei a vita. Noi, lo ripeto, non abbiamo obiettivi. Dobbiamo solo giocare al massimo, consapevoli che siamo una realtà che continua a costruire qualcosa di importante anno dopo anno".
Non cambia il progetto di De Laurentiis, politica dei giovani per colmare il gap con le grandi: "Questo è un Napoli giovane che, in stile Barcellona, deve rinforzarsi ogni anno per crescere sempre di più. Altre dirette concorrenti, invece, devono svecchiare o confermare molti giocatori. C'è anche una squadra come l'Udinese che invece ha giocatori che girano a mille. Queste restanti gare serviranno anche per capire come dovremo rinforzare la rosa. Verificheremo ogni segnale che arriverà fino alla fine del campionato".
Saluto fugace tra De Laurentiis e l'ex Roberto Donadoni scelto in prima persona dal presidente per guidare i partenopei: "Ci siamo stretti la mano da persone per bene". Soddisfazione per la doppia vittoria sul Cagliari: "Oggi abbiamo sfatato un altro tabù e non dimentichiamo la gara d'andata con quel gol all'ultimo secondo. Era dal '93 che non vincevamo in casa con il Cagliari ed è un altro bel record in quest'annata".
Il presidente ha spiegato l'assenza di Gargano che questa mattina ha lasciato il ritiro: "Ha avuto un problema familiare ed è dovuto andare via. Siamo stati in contatto durante la gara con gli Sms".
Alessandro Lugli

SERIE A: L'INTER C'E' MA IL NAPOLI NON MOLLA


SERIE A: L'INTER C'E' MA IL NAPOLI NON MOLLA
Vincono le inseguitrici del Milan, ossia Inter, Napoli e Udinese
Il Lecce resiste un tempo, poi ci pensa Pazzini. Un gol dell’ex blucerchiato regala all’Inter la vittoria sui salentini, tre punti che permettono alla formazione di Leonardo di portarsi a -2 dal Milan battuto ieri a Palermo con la possibilita’ di effettuare il sorpasso in occasione del derby del 2 aprile, alla ripresa dopo la sosta per le nazionali. Il Napoli, però, non molla. Cavani torna al gol, e i partenopei battono 2-1 il Cagliari e si portano a soli tre punti dalla capolista Milan. Non e’ tutta milanese, quindi, la lotta-scudetto, ci sono anche gli azzurri di Mazzarri che grazie alla doppietta del “Matador” superano i sardi dell’ex Donadoni e tornano a sognare il tricolore. l’Udinese continua a volare, occuopandi il quarto posto, a -6 dalla vetta. A fare le spese dello straordinario momento dei friulani e’ il Catania, steso dalle reti di Inler e Di Natale su rigore (25esimo centro stagionale). Perde terreno nella corsa a un posto in Champions la Roma, per due volte sotto al “Franchi” contro la Fiorentina (prima Mutu e poi Gamberini) e per due volte salvata da Totti, che tocca quota 201 gol in serie A. I giallorossi sono ora a sei lunghezze dal quarto posto, che resta sempre un miraggio per la Juventus, oggi pero’ tornata a vincere. Ci vuole una magia di Del Piero per piegare il Brescia, bravo a rimettersi in corsa con Eder dopo il vantaggio di Krasic. Il botta e risposta tra Di Vaio e Dainelli fissa l’1-1 del “Dall’Ara” tra Bologna e Genoa, mentre nella lotta per la salvezza la domenica sorride a Parma e Chievo. I gialloblu’ espugnano Marassi di misura grazie a una rete di Zaccardo ma la Sampdoria, con Cavasin alla seconda sconfitta di fila, ha di che mangiarsi le mani visto il rigore fallito da Maccarone che poteva valere il pari. Sempre piu’ giu’ il Bari, che non sfrutta il turno casalingo e viene sconfitto 2-1 dal Chievo. Ospiti avanti con Pellissier, Ghezzal pareggia dal dischetto ma arriva poi Moscardelli a rilanciare la formazione di Pioli a quota 35, a +7 sulla zona retrocessione.
Alessandro Lugli